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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Intervista a Tea Ranno, di Salvo Zappulla
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salvo zappulla







Età: 57
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salvo zappulla is offline 

Località: siracusa
Interessi: letteratura
Impiego: editor


MessaggioInviato: Sab Mag 24, 2008 5:07 pm    Oggetto:  Intervista a Tea Ranno, di Salvo Zappulla
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Intervista a Tea Ranno, di Salvo Zappulla

“Cenere” di Tea Ranno
libro dell'anno italiano.
Edizioni E/O


“Cenere”, edito da E/O, è un romanzo di grande spessore, ambientato nel Seicento, nel periodo della Santa Inquisizione, già arrivato finalista al premio Italo Calvino 2005 e al premio Giuseppe Berto 2006, colpisce per la grande capacita dell'autrice di scavare nell'animo dei suoi personaggi, la minuziosità nel rilevarne le sfumature del carattere, il contrasto tra padroni e servi della gleba, e anche per il linguaggio potente, perfettamente in sintonia con l'epoca in cui è ambientato. Tea Ranno ha dalla sua la forza prorompente della scrittura, che non è preziosità estetica o barocchismo fine a se stesso ma elaborazione, identità stilistica, virtuosismo, il linguaggio proprio degli scrittori di razza. Personaggi, storia e ambientazione si armonizzano come note di un'orchestra il cui ritmo incalzante coinvolge il lettore e lo rende partecipe delle vicende drammaticamente umane contenute nel romanzo.
Ho incontrato Tea a Siracusa, in occasione della conferenza organizzata dalla “Emanuele Romeo Editore” dedicata alla scrittura al femminile: “Scrivere donna”, dove era ospite d'onore insieme a Silvana La Spina e a Giovanna Giordano. Quale occasione migliore per scambiare quattro chiacchiere.

****************

TEA, PARE CHE CENERE SIA DESTINATO A NON PASSARE MAI INOSSERVATO DALLE GIURIE CHE LO VISIONANO; PRIMA FINALISTA AL CALVINO, POI AL GIUSEPPE BERTO. E INFINE VINCITORE DEL MANGIALIBRI. GRAN BELLA SODDISFAZIONE, NO?

Tea R. Sì, bellissima. La cosa che mi fa più piacere è che a sceglierlo e a votarlo sono sempre i lettori, dai quali, peraltro, continuo a ricevere grandi apprezzamenti. Che Mangialibri l’abbia considerato “miglior libro dell’anno” non mi sembra cosa da poco.

DOPO CENERE E' USCITO IL NUOVO ROMANZO IN CUI IL PROTAGONISTA E' UN GIUDICE CHE TORNA IN SICILIA DOPO ESSERE STATO LONTANO PER ANNI. COME MAI HAI DECISO DI PASSARE DAL ROMANZO STORICO A UNO CONTEMPORANEO, FORSE DI ARGOMENTO PIU' ATTUALE.

Tea R. Intanto perché il secondo romanzo è una storia nata prima di Cenere, scritta sull’onda di una fortissima emozione e impregnata di nostalgia. In realtà non ho deciso di passare dal romanzo storico a quello contemporaneo perché mi sono sempre occupata di attualità: la narrazione atipica, rispetto alle mie tematiche, è proprio Cenere, romanzo nato senza alcuna predeterminazione dopo aver letto “La strega e il capitano” di Sciascia. Era lontanissima da me, infatti, l’idea di raccontare una vicenda ambientata nel Seicento che avesse a protagonisti inquisitori, presunte streghe e oscurantismo. Questa nuova è una storia sulla Sicilia, sulle scelte che si fanno da ragazzi e che spesso si rivelano sbagliate, tali da scatenare il rimpianto quando si vorrebbe che la bobina del tempo si riavvolgesse e si tornasse a quegli anni, quel tempo in cui tutto era straordinariamente leggero, facile da vivere. E’ anche, in trasparenza, il racconto di anni difficili, il periodo nero del piombo e delle stragi, giorni che portano con sé il disincanto, la pesantezza di scelte che riguardano la democrazia e un certo modo di fare politica.

COS' E' PER TE LA SCRITTURA?

Tea R. E’ raccontare. E’ un canto di sirena. E’ ipnotizzare e lasciarsi ipnotizzare dal ritmo, dall’armonia, dal suono delle parole che acquistano corpo e sostanza e intramano sulla pagina vicende minime o straordinarie, tali, comunque, da non lasciare indifferenti, da operare in chi legge una trasformazione. Ma scrivere è soprattutto impegno, lavoro di lima e di cesello, è ricchezza di vocabolario, sfida a inchiodare il senso di ciò che si vuole dire con l’unica parola che sia in grado di farlo.

ORMAI VIVI A ROMA DA PARECCHI ANNI, CHE RAPPORTI HAI MANTENUTO CON LA SICILIA?

Tea R. Di grande nostalgia. Appena posso vengo giù. L’esserne lontana, però, mi permette di acquisire quella giusta distanza per guardarla con obiettività: rendermi conto dei pregi, non nasconderne i difetti.

COSA PUO' FARE UN INTELLETTUALE PER RISVEGLIARE LE COSCIENZE DEI SICILIANI? LE COSTE DELLE TUE ZONE (MELILLI E PRIOLO) SONO TRA LE PIU' DEGRADATE E CI MANCA POCO CHE TRIVELLINO IL VAL DI NOTO, PATRIMONIO DELL'UMANITA', ALLA RICERCA DEL PETROLIO.

Tea R. Bisogna parlare, raccontare, ipotizzare i possibili disastri. Solo se si mettono gli altri in condizione di sapere, è possibile un cambiamento. Uno scrittore, però, è spesso come Cassandra: riesce a vedere tra le maglie del futuro e a inorridirne, ma quando cerca di rendere gli altri partecipi delle sue visioni ecco che non viene creduto, anzi, è tacciato di “eccesso di fantasia”, di “tendenza alla drammatizzazione”, e le sue parole – che comunque inquietano – vengono relegate nelle zone atrofiche della coscienza, anche di quella collettiva.

SALVO ZAPPULLA
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MessaggioInviato: Sab Mag 24, 2008 5:07 pm    Oggetto: Adv






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