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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

"Scritturalia" è la terra delle parole in movimento, il luogo degli animi cantori che hanno voglia di dire: qui potremo scrivere, esprimerci e divulgare i nostri pensieri! Oh, Visitatore di passaggio, se sin qui sei giunto, iscriviti ora, Carpe Diem!

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Racconto: "Ultima Lettera"
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Autore Messaggio
Monia Di Biagio

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SCRITTURALI


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Monia Di Biagio is offline 

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Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Mar Gen 03, 2006 10:22 pm    Oggetto:  Racconto: "Ultima Lettera"
Descrizione:
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Questo racconto-lettera è tratto da “Destini”: Racconti di Vita, di Sogni, d’Amore e di Fantasia. Copyright © 2009[Monia Di Biagio]. ® Tutti i diritti riservati.

“Ultima Lettera”

Sinossi:

Questa lettera segna “l’ultimo viaggio” di un immaginario giornalista, Gervaso Guidetti, protagonista in prima persona di uno di quei “viaggi di sola andata” alla fine dei quali, pur avendo il biglietto di ritorno, si decide con forza ed estremo coraggio, di gettarlo via. Per restare là, ove, di forza e coraggio c’è più bisogno, rispetto al luogo che si decide di lasciare per sempre e da dove, un giorno come tanti, si è partiti.


************

Premessa al racconto-epistolare

Son certa che la primissima domanda che ci porremo, me e voi, alla fine della lettura di questa “ultima lettera” sarà: “può esistere un giornalista così?” La domanda vuol essere di pura retorica, perché neanche io credo che possano esistere giornalisti, così, come non credo che esistano al giorno d’oggi poi molte persone così! Questo personaggio, Gervaso Guidetti, è fautore del proprio destino, e sceglie per sé stesso, proprio come recitava Voltaire nel suo “Candide”: il migliore dei mondi possibile…. Che però non ritrova dopo tanto girovagare al ritorno a casa sua, bensì vorrebbe dar vita a questo migliore dei mondi possibili, proprio là ove è arrivato, ove il destino, il lavoro, lo hanno condotto! Creando questo inverosimile, quanto coraggioso personaggio, vuol essere solo un modo per risvegliare le coscienze assopite e farci riflettere sul fatto che mentre noi ci appropinquiamo ad entrare, entusiasti e spendaccioni, in mezzo alla calca, di un centro commerciale per fare spese più o meno inutili, in troppe parti del mondo la gente ancora muore e non SOLO per epidemie o catastrofi naturali, che pur dovremmo accettare perché questa è la vita su un pianeta che vive e si modifica continuamente, ma per mano di altri uomini armati fino ai denti che non rinunceranno mai ad aver l'erba più verde del vicino.... E possibilmente il colore verde deve essere quello dei dollari, o quello di una religione fin troppo estremista! Ho voluto creare questo utopistico personaggio, per i tempi che corrono, semplicemente per dire: <<Ehi, lui non è nessuno, lo vedete bene, sì? Il suo nome già dice tutto…. E’ proprio uno come noi, ma a differenza nostra almeno da qualche parte ha cominciato!>>. Tutti noi potremmo farlo “COMINCIARE”, magari con le nostre parole, magari piene di rabbia, perché no? Cosa concluderemmo? Forse nulla: ma gridare "Basta!" è già qualcosa.... Peggio chi non lo fa per niente e va avanti fin quando la guerra ed il terrore non entreranno anche a casa sua.... Vogliamo arrivare a questo? Io non ce la faccio più a guardare la televisione, il TG, se non sono omicidi, sono poveri animali torturati, sono missili, sono bombe umane, sono persone macellate.... Quanto orrore! Vorrei avere la forza di Gervaso Guidetti, il suo coraggio per dire quest'anno invece di andare in crociera, mi specializzo e vado a sminare i campi, dove si coltivano intere generazioni, di bambini senza gambe.... Che pena e quanto dolore, e quando finirà tutto questo forse solo quando saremo morti tutti e finalmente gli animali, unici degni sopravvissuti, potranno viveri liberi ed in santa pace senza il giogo, che per forza, questo uomo cattivo gli vuole mettere al collo. Mi chiedo anche se il mondo è stato sempre così o se siamo noi ad essere diventati sempre più infami, vorrei svegliarmi una mattina, essere salutata dal mio vicino di casa, vedere che tutti abbiamo due gambe e due braccia e non un po’ si ed un po’ no, sapere che è stato tutto un terribile incubo e che il mondo è diverso, sì, diverso. So che in molti la pensate come me, adesso però non è più sufficiente per nessuno solo pensare, solo scriverci sopra, solo riprendere con una telecamera certe scene strazianti, ADESSO è tempo di agire di VOLERLA questa PACE, di gridare BASTA.... Perché non è possibile che l'unica cosa rimasta guardabile in televisione sia “quel tale programma”, creato ad arte, che ancora ci fa sognare un mondo pulito e la bella vita che tutti vorremmo e che tutti dovrebbero avere!

Perché quella vista in tv, pur cronicamente malati di zapping, da un canale all’altro: è solo la “mercificazione globale dell’Anima”!

Un fraterno abbraccio, Monia.


****************

Pace

Sola, assorta sta,
irradiata dalla fioca luna,
Pace,
custode inerte,
d’un infingardo destino
senza fortuna.

Inibita,
a rimirar quel mondo crudele,
che di lei dimentico,
non l’è più fedele.

Delusa,
dall’umano cagionare,
guardinga sta,
Bontà d’Animo
ad aspettare.

Sconfortata,
perché nulla scorge,
inebriata dal notturno luccicare,
una disillusa domanda
a materna luna porge:

<<Tu lucente sfera che in alto stai,
sai dirmi,
dove Male ha imprigionato Bene,
e s’egli tornerà mai?>>

L’opaco astro così risponde,
mentre narciso si rispecchia nell’onde:

<<Nel posto più sicuro,
Bene è stato celato,
infondo al cuore d’ogni uomo,
ch’ ivi l’ha riposto
per non esser dimenticato!>>

L’accorato appello di Pace
nel silenzio tutt’intorno
rimbomba forte:

<<Uomo cancella la morte!
Sprigiona dal tuo cuore esacerbato,
Bene ivi rinserrato!
Dammi modo di mostrarti con ardore,
quanto il mondo
meco e Bene a regnar,
alla corte d’Amore,
può ancor esser migliore!>>

***************
Dedicato
ai nostri indimenticabili
Amici benefattori di Nassirya.


***************

“Egr. Direttore,
queste poche righe per dirle cosa provo ora, dopo che ho deciso di accettare ben volentieri, la sua proposta "di staccarmi per un po’ dalla mia monotona scrivania Milanese e fare per la nostra testata l'Inviato Speciale in Iraq": uno sbaglio, un enorme sbaglio che mi ha cambiato la vita!

Sto ascoltando una canzone degli ATPC ed è come se loro stessero leggendo-cantando nel mio cuore, marchiandolo poi a fuoco “Sulla mia pelle”: “Vorrei fermare il tempo prima che sia troppo tardi per non rinchiudere i miei sogni nell'album dei ricordi, resisterò... Cascasse il mondo mi aggrapperò saldo, al traguardo arriverò, pronto a scommettere quello che ho. Mi fermo per un inventario, ripercorro la mia vita mentre strappo un'altra pagina dal calendario. Il tempo vola, senza lasciare traccia alcuna, sulla mia faccia solo un'altra ruga, non so se il gioco vale la candela, la strada è ancora lunga ed è in salita, non mi è rimasto nulla tra le dita, mi viene la pelle d'oca se ci penso, è un conto alla rovescia come una clessidra, una guerra contro il tempo, ma non rinuncio, il mio futuro è in bilico, quindi ho l'obbligo di dargli un senso. Ci metto tutta la rabbia che ho in corpo, ma se qualcosa andasse storto chi ripagherà di tutto il tempo perso? Ogni giorno è tatuato sopra la mia pelle, è scritto in me come il destino tra le stelle. Ho i nervi tesi, in piena crisi avaro di sorrisi ma non intendo prendermela easy. Ho un sogno nel cassetto che devo portare a termine, al limite di una missione impossibile. Cammino a piedi nudi su una fune senza protezione, solamente spinto dall'orgoglio, dall'istinto, non mi do per vinto, vado contro vento e quasi soffoco.... C’è chi la chiama crisi giovanile esistenziale, io la definisco solamente voglia di spaccare, ma il tempo stringe, non mi aspetta e passa inesorabile, vorrei schiacciare pausa per fermare questa immagine. Dovrò essere in perfetto orario per strappare un applauso, prima che si chiuda il sipario.”

Mi sento morire giorno dopo giorno a girare per queste strade disastrate, eppur temo la morte che d'improvviso possa cogliermi, inaspettata e violenta. Non riesco più a trovare neanche la forza di tornare in Italia, sebbene come da impegni presi con lei avrei dovuto farlo ben due settimane fa, prima che fossimo costretti a rifugiarci io ed altri colleghi all'Ambasciata per una settimana, dopo le quali sono ripartiti tutti, io no! E non credo che lo farò. In tanti qui parlano di questa orribile guerra, ma chi ci ascolta davvero lì? Invece qui c'è seriamente bisogno di aiuto, più di quanto ne abbia un qualsiasi quotidiano, che può sempre avvalersi di altri bravi collaboratori. I miei articoli vengono letti è vero, riscuotono successo, ma poi? Poi finiscono insieme alla cronaca locale e quella rosa nella cartastraccia, e qui le bombe continuano a cadere e fare morti! Credo proprio che abbandonerò la mia penna per un po’, perché ora mi servono le mani libere per salvare più persone possibili, e condurle martoriate nell'unico bugigattolo di ospedale rimasto dove neanche le medicine arrivano più! Ho provato a cambiare questa situazione con le parole ora comincerò a farlo con i fatti! Questo è il mio ultimo articolo che le invio, sul suo giornale non ci sarà più il mio nome, che spero invece resti nel cuore di quanti riuscirò a salvare dalle grinfie della morte, compresa la mia anima. Non voglio fare l'eroe, voglio solo provare a cambiare le cose, proprio come gli unici a farlo qui, i medici nostri compatrioti, gli unici che forse si sono davvero accorti che mentre da noi si accendono le lucine musicali degli alberi di Natale, qui l'unica atroce e ripetitiva melodia che ti entra nelle orecchie e nel cervello è quella degli spari, delle esplosioni delle sirene di allerta e del coprifuoco. Io resto qui perché il rancore che mi accompagnerebbe sino in Italia per aver visto troppo e non averci provato, sarebbe insopportabile. Io resto qui, perché sebbene, io non sia nessuno, loro hanno bisogno anche di me!

Con questo la saluto e sembrerà strano sentirlo ma la ringrazio per avermi dato la possibilità di cambiare vita, dall'oggi al domani, il successo ed il desiderio di fama li lascio a chi ha ancora voglia di saltare questo macabro trampolino, perché io da oggi divento uno di loro, uno dei tanti, che proprio come la cartastraccia finiscono in quel dimenticatoio umano che solo una guerra, mentre gran parte del resto del mondo sa bene, può generare. Io non voglio dimenticare, vi prego non lo fate neanche voi!”

Suo fedele collaboratore, Gervaso Guidetti.

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NOTE AL RACCONTO-EPISTOLARE: con il quale Monia Di Biagio ha partecipato nel 2003 al Concorso Letterario on-line a tema sociale “Una lettera per la Pace”. La poesia “Pace”, con la quale l’autrice ha partecipato al Concorso Letterario “Una Poesia per la Pace”, fa parte della Silloge “Pensieri” composta da Monia Di Biagio.

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MessaggioInviato: Mar Gen 03, 2006 10:22 pm    Oggetto: Adv






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