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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Stonehenge, telescopio di pietra.
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Mer Mar 16, 2005 3:52 pm    Oggetto:  Stonehenge, telescopio di pietra.
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Stonehenge, telescopio di pietra.

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Sito misterioso e affascinante nel contempo, è formato da enormi massi disposti in cerchio. Tante le ipotesi che accompagnano la sua storia.

Cerchiamo di scoprire di più nelle pagine seguenti!


******************

INTRODUZIONE

Stonehenge è situato nella piana di Salisbury, nel sud dell'Inghilterra. Un complesso circolare di monoliti che si erge verso il cielo, come a lanciare una sfida. Vestigia di un'antica civiltà che suscita in noi fascino e curiosità. Chi avrà potuto spostare questi massi simili a colonne, sormontati da architravi pesantissimi che si levano tutt'intorno in cerchio? Questo è il mistero.

Le ipotesi sono numerose e tutte affascinanti. I vari resti umani trovati tutt'intorno potrebbero fare pensare che il sito sia servito come luogo di culto per il popolo celtico. E non è difficile immaginare qualche antico druido mentre officia una cerimonia. Peccato però che i massi pesanti siano più vecchi dell'insediamento dei celti nelle terre britanniche.

La seconda teoria prende spunto dalla disposizione delle pietre. Secondo gli studiosi la disposizione fisica del sito è troppo precisa per non obbedire a un piano specifico. È quanto sostiene il professore Hawkins, un astronomo che anni fa rimase affascinato dalle troppe coincidenze riscontrate sul posto.

Le persone che hanno messo insieme le pietre di Stonehenge, sostiene il professore, hanno in realtà costruito un osservatorio astronomico in grado di consentire calcoli sul sorgere e il tramontare del sole, sui movimenti della Luna e sulle eclissi. Inoltre, la presenza di Stonehenge dimostra che già allora si conoscevano alla perfezione meridiani e paralleli e che si era in grado di calcolare latitudine, longitudine, solstizi ed equinozi. Un insieme di conoscenze che però gli storici continuano a non voler attribuire alla popolazione dell'epoca.

Dunque quale civiltà era in possesso di queste conoscenze? Chi ha trasportato le pietre? L'origine di Stonehenge rimarrà forse avvolta nel mistero, ma la suggestione e la sacralità del luogo continueranno a suscitare in tutti noi un sentimento di profonda ammirazione.

(Michel Paganini)

******************

La leggenda

In una della prime opere dedicate a Re Artù, la Vita Merlini (1140 circa) di Geoffrey di Monmouth, si parla di un complesso circolare composto da enormi pietre, la Chorea Gigantum (Danza dei giganti) che si trovava in Africa, e che poi era stato portato in Irlanda da un popolo di giganti. Qui era stato sistemato sul Monte Killarus, come monumento funebre per quattrocentosessanta nobili soldati di Aurelio Ambrosius, uccisi dai Sassoni. Re Uther Pendragon tentò di trasportarlo in Inghilterra, ma l'impresa era superiore alle sue forze, così dovette rivolgersi al Mago Merlino. Questi, con l'aiuto degli angeli, lo trasferì nella piana di Salisbury, presso Amesbury (Wiltshire), dove esiste tuttora con il nome di Stonehenge.

Un vecchio manoscritto tenuto nella Biblioteca del Corpus Christi a Cambridge introduce Stonehenge con queste parole:

Nel 483 A.D. il mago Merlino trasportò la Danza dei Giganti dall'Inghilterra a Stonehenge: “Merlino andò a trovare Uther Pendragon e lo portò nella piana di Salisbury. Il re non poteva credere ai propri occhi: nel luogo in cui si era svolta la battaglia si ergeva un cerchio di pietre magnificamente disposte, al centro del quale si trovava una roccia piatta che rifletteva i raggi del sole nascente."Non so come tu abbia fatto”, disse Uther a Merlino, “devo ammettere però che non mi aspettavo un simile prodigio!”.
L'indovino replicò: “Questo monumento sarà la testimonianza della vittoria tua e di Emrys. Lo dovevi alla memoria di tuo fratello. Ma sappi che si dirà che è la Danza dei Giganti, e che gli spiriti vengono in questo luogo, tra queste pietre, ogni notte in attesa della luce che infiammerà il mattino e ridarà vita al mondo”.

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MessaggioInviato: Mer Mar 16, 2005 3:52 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Mar 16, 2005 3:54 pm    Oggetto:  
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La costruzione

La più celebre fra le costruzioni di pietra, il simbolo stesso della cultura megalitica europea, è Stonehenge. Si trova nella piana di Salisbury (Wiltshire), nel sud dell'Inghilterra. Stonehenge è un cromlech, cioè un cerchio di pietre. In realtà, della struttura circolare complessiva resta solo un colossale frammento, perché nel Medioevo i monoliti di Stonehenge furono usati per costruire edifici, e sono così andati dispersi.

La circonferenza più esterna è un fossato profondo, del diametro di circa 100 metri, che delimita un terrapieno in cui sono stati scavati 56 pozzetti, chiamati Aubrey Holes, "buchi di Aubrey", dal nome dell'archeologo che li scoprì nel 1666.

Procedendo verso l'interno, si trovano altre buche, disposte a doppio semicerchio. Ed ecco che si innalzano i poderosi monoliti, ciascuno dei quali pesa dalle 30 alle 50 tonnellate.

Il gruppo esterno, chiamato Sarsen Circle, "cerchio di Sarsen", dal nome della pietra in cui sono stati intagliati i monoliti, arenaria grigia più dura del granito, ha un diametro di 30 metri circa.
Le 16 lastre verticali, alte quasi 6 metri, sono sormontate da 6 architravi. Di altezza doppia sono i triliti (cioè 2 monoliti verticali con un architrave) della struttura ancora più interna, che arrivano a 10 metri.


Tra i due colonnati sono poste le Bluestones, "pietre azzurre", e al centro della struttura si trova distesa la Altar Stone, "pietra dell'altare", lunga 5 metri; all'esterno vi sono la Slaughter Stone, "pietra del sacrificio", di 7 metri e, nel viale di accesso al monumento, la Heel (o Hele) Stone, "pietra del tallone". Anche se incompleta, e in buona parte distrutta, la colossale architettura di Stonehenge ha mantenuto il suo fascino intatto attraverso i millenni.

La si vede da lontano, nella valle ondulata in cui sorge, solitaria e silenziosa.

Le sue pietre azzurre provengono dai monti Prescelly, nel Pembrokeshire, a 300 chilometri da Stonehenge, e i monoliti di Sarsen sono stati trasportati per almeno 30 chilometri, dalle cave dei Marlborough Downs: come è stato possibile trascinare e innalzare massi di pietra così grandi e pesanti, con i mezzi tecnici a disposizione in una società preistorica, in cui non era noto l'uso della ruota? Cosa poteva spingere gli architetti di Stonehenge, come quelli delle innumerevoli strutture megalitiche europee, a concepire opere tanto grandiose e di così difficile realizzazione?

Un lavoro talmente faticoso come l'innalzamento dei grandi e pesanti monoliti doveva nascere da esigenze pressanti, di ordine pratico o magico, rituale o religioso. Come per le pitture e le sculture preistoriche, anche le costruzioni megalitiche come Stonehenge e Carnac hanno destato perplessità fra gli studiosi, che hanno discusso per lungo tempo sul loro significato.

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MessaggioInviato: Mer Mar 16, 2005 3:57 pm    Oggetto:  
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Lo scopo

Gli studi dell'astronomo e scienziato Sir Norman Lockyer hanno portato alla datazione delle varie fasi del complesso. I megaliti sono stati eretti attorno al 2800 a.C., parzialmente distrutti, risistemati nel 1560 a.C. e, successivamente di nuovo abbattuti. Nel corso dei secoli, infatti, Stonehenge ha subìto vari attacchi, non ultimo quello dei sacerdoti cristiani che vi vedevano una sorta di tempio del demonio.

Gli archi che compongono i vari cerchi concentrici sono rivolti verso il Sole e le costellazioni. A che scopo? Per poter studiare gli spostamenti di questi astri - spiega Lockyer - in base alle ombre proiettate dalle pietre e a certi allineamenti tra il Sole e gli archi che si verificano in alcuni giorni dell'anno.

Secondo Gerald Hawkins, astronomo americano, Stonehenge altro non è che un gigantesco computer di pietra, che consente di effettuare complicati calcoli sul sorgere e tramontare del Sole, sui movimenti della Luna e sulle eclissi. Ma da dove derivano le conoscenze, indubbiamente assai approfondite, che hanno permesso una simile realizzazione?


Euan Mac Kie, direttore del museo di Glasgow, sostiene che esisteva una sorta di scuola nei dintorni di Durington Walls ove i discepoli venivano iniziati ad antiche misteriose discipline. Quanto antiche? E chi era il loro iniziatore? Come al solito, la risposta è avvolta nel mistero. Intanto, incuranti delle conclusioni scientifiche e della sorveglianza della Polizia di Sua Maestà, ancor oggi membri dell'United Ancient Order of Druids , una setta fondata nel 1883, continuano a utilizzare quella che loro ritengono la "Cattedrale dei Druidi" per compiervi riti misteriosi. Nel 1986 è stata vietata la celebrazione del tradizionale "Festival di mezz'estate", dopo violenti scontri tra la polizia e i partecipanti.

Tante, anche, le ipotesi relative ad una presunta origine di tipo extraterrestre, avvalorate pure dai fenomeni di 'Crop Circle' (cerchi nel grano), che si sono manifestati nei pressi del sito megalitico.

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MessaggioInviato: Mer Mar 16, 2005 3:59 pm    Oggetto:  
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Un gioco?

Che il complesso megalitico di Stonehenge, in Inghilterra, potesse essere un osservatorio astronomico è una tesi che già da tempo ha trovato adepti. I due astrofisici Fred Hoyle e Gerald Hawkins hanno anche avanzato un'ipotesi sul suo funzionamento. Ora la teoria dei due inglesi è stata perfezionata dall'astronomo tedesco KIaus Meisenheimer, che lavora al Max Planck Institut di Heidelberg.

Secondo Meisenheimer, gli astronomi neolitici prevedevano le eclissi di Sole e di Luna con buona approssimazione, e il calcolo avveniva come in una specie di gioco dell'oca.


Elementi del gioco:

1) le 56 buche di Aubrey (il cerchio più esterno nel disegno), che rappresentano l’orbita solare (il segno n° 56 corrisponde al solstizio d'estate);

2) i 2 anelli più interni, rispettivamente di 29 e 30 buche, che indicano l'orbita lunare;

3) 4 pedine, che corrispondono a Sole, Luna e ai due nodi lunari (i due punti in cui le orbite di Luna e Terra si incrociano).

Il gioco dell’eclisse:

Ogni giorno la pedina della Luna avanza di una buca in senso orario. Arrivata alla posizione 29 del cerchio più interno passa sullo 0 dell'altro cerchio (che rappresenta la Luna piena), poi sull’1, sul 2 ecc. Quando arriva alla posizione 29 di questo cerchio (di nuovo plenilunio), si sposta sulla posizione 1 del cerchio interno (“saltando” lo 0) e così via. Tra due pleniluni passano quindi in media 29,5 giorni.

Quando la Luna tocca un segno blu (in media ogni 6,5 giorni) la pedina del Sole si muove di una posizione in senso antiorario, e percorre così il suo cerchio in circa un anno (56x6'5=364 giorni).
I nodi lunari si spostano lungo l'orbita solare ma in senso orario e sempre in posizioni contrapposte. Avanzano di una posizione tutte le volte che il Sole arriva su una delle buche segnate in rosso.

Quindi un giro completo dei nodi dura 56:3=18,67 anni.

Quando la Luna si trova sulla posizione di Luna piena e il Sole sulla Posizione di un nodo lunare o su quella vicina, si ha l'eclisse di Luna. Quella di Sole si ha invece quando il Sole incontra un nodo durante la Luna nuova (la pedina della Luna è cioè sulla Posizione 140 o 15).

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MessaggioInviato: Lun Gen 09, 2006 8:59 pm    Oggetto:  
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volevo sapere come venivano eretti i massi una volta raggiunta la piana...quali tecniche venivano usate?
Grazie!! smile 20
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MessaggioInviato: Mar Gen 10, 2006 4:31 pm    Oggetto:  
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L'innalzamento di massi megalitici così grandi è sempre lo stesso, ovvero: il sistema delle leve. Ed in questo caso la vera cosa che realmente stupisce è come tale tecnica sia nata e cresciuta con l'uomo, accompagnandolo in diverse epoche e posti del globo. Pensiamo ad esempio ai blocchi che costruiscono le piramidi: non facile porre l'ultimo sulla cima, se lungo il percorso, dalla base fin su, non fosse stato utilizzato il sistema delle leve. Ma per spiegare meglio l'intero sistema di posizionamento di tali massi, mi rifarò alle mie informazioni a tal riguardo a proposito dei Moai dell'isola di Pasqua (argomento sempre trattato in questa stessa sezione). Quindi anche per quanto concerne Stonehenge, ti rispondo con le stesse informazioni in mio possesso che riguardano appunto i Moai dell'isola di Pasqua. I massi scolpiti nella viva roccia venivano poi intagliati, ovvero separati dalla stessa, innalzati con il famoso sistema delle leve, all'epoca evidentemente già noto, e posti su dei tronchi che venivano fatti rullare fino ad giungere in piano. Una volta raggiunto il luogo predisposto al loro innalzamento, sempre con il sistema delle leve e delle lunghe funi doppie tirate da più persone all'unisono, tali statue vennereo innalzate, spalle al mare a difesa dell'Isola. Tanto è vero che si dice che tale fu l'uso dei tronchi, sia come leve, sia per il rullaggio, che l'Isola di Pasqua venne completamente disboscata, ed ora appaia come un isolotto brullo, ma in passato non doveva certamente apparire così. La leggenda vuole difatti che l'ultimo Moai, venne innalzato proprio dopo il taglio dell'ultimo albero. Tanto che si verificò sulla stessa isola una sorta di guerra civile tra gli abitanti, tra coloro che credevano fosse più importante innalzare Moai e tra coloro che avevano capito dell'importanza degli alberi per la stessa sussistenza sull'isola. Una nota immagine è difatti proprio quella che ritrae l'ultimo abitante guerriero dell'isola, seduto alla base dell'ultimo albero rimasto, che lui e la sua tribù erano riusciti a salvare. Ma all'epoca, proprio senza più alberi rimasti per altri utilizzi, l'isola era già completamente disabitata...
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