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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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QUI NON SONO AMMESSI: TROLLS, SOCKPUPPETS & FAKES!
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Mar Nov 14, 2006 1:48 pm    Oggetto:  QUI NON SONO AMMESSI: TROLLS, SOCKPUPPETS & FAKES!
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IN QUESTO SITO NON SONO AMMESSI: I TROLLS.....

Troll (Internet)

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Immagine "Anti Troll".

Nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog, per troll si intende un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati.

-Spesso l'obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war);

-una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali (come un'annosa religion war).

-In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono.

-Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme derivate come il verbo trollare ("comportarsi come un troll"), o essere trollato ("cadere nella trappola di un troll" rispondendo a tono alle sue provocazioni).

NON LO FATE!!!

Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale.

Se un troll viene invece ignorato (cosa che in genere rappresenta la contromisura più efficace), solitamente inizia a produrre messaggi sempre più irritanti ed offensivi cercando di provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo (fenomeno di autocombustione del troll).

Oltre all'indifferenza, in molti contesti esistono anche strumenti tecnici utili per combattere i troll; un approccio generale consiste nel predisporre opportuni filtri che consentono di rendere automaticamente invisibili i messaggi inviati dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori (per esempio i killfile nel caso dei newsgroup).

La figura del troll è per molti aspetti simile a quella del fake (che "disturba" una comunità fingendosi qualcun altro), sebbene i due concetti non siano del tutto sovrapposti: un "fake" potrebbe partecipare in modo disciplinato e costruttivo alla conversazione, e un "troll" non necessariamente nasconde o falsifica la propria identità.

Indice [In questo capitolo]

1 Storia del fenomeno
2 Uso del termine "troll"
3 Esempi del comportamento di un troll
3.1 Altri esempi
4 Motivazioni dei troll
5 Soluzioni possibili al problema
6 Un esperimento: la "congiura della faccina"
7 Utilità dei troll
8 DFTT
9 Voci correlate (vedi "Glossario dei Neologismi" su LETTERALIA)

Storia del fenomeno

Uno dei primi riferimenti al termine "troll" che si trovano nell'archivio Usenet di Google è dell'utente "Mark Miller", rivolto all'utente "Tad" l'8 febbraio 1990.

Però non è chiaro se il significato inteso da Miller fosse quello odierno o se avesse soltanto scelto un epiteto fra i molti possibili:

"You are so far beyond being able to understand anything anyone here says that this is just converging on uselessness. The really sad part is that you really believe that you're winning. You are a shocking waste of natural resources - kindly re-integrate yourself into the food-chain...you mindless flatulent troll."

Traduzione: "Sei talmente lontano dall'essere in grado di capire qualunque cosa dica una qualsiasi delle persone qui, che (questa conversazione) sta approssimandosi all'inutilità. La cosa più triste è che credi davvero che tu stia vincendo. Sei uno scioccante spreco di risorse naturali: gentilmente, reinserisciti nella catena alimentare... puzzolente troll senza cervello."

L'etimo più probabile del termine troll si può trovare nella frase "trolling for newbies", che divenne popolare nei primi anni Novanta nel gruppo Usenet alt.folklore.urban.

L'uso era piuttosto diverso dalla nozione attuale di troll: era infatti un detto scherzoso fra utenti di lunga data del gruppo che presentavano domande o argomenti tanto ripetuti e dibattuti nel gruppo che solamente un nuovo utente poteva mettersi a rispondere.

Altri espansero il significato del vocabolo per includere il comportamento di utenti molto disinformati o delusi, anche in altri gruppi dove erano solo utenti occasionali; tuttavia i "troll" erano ancora considerati degli umoristi più che dei provocatori. In questo contesto, il nome "troll" si riferiva di solito all'atto piuttosto che all'autore.

Alcuni degli utenti attivi da più tempo su Usenet continuarono ad usare il termine con il significato originale anche dopo che esso era passato a definire atti deliberati di provocazione tesi a generare scontri verbali.

Nella letteratura ufficiale la pratica venne documentata per la prima volta da Judith Donath (1999), che usò molti esempi aneddotici da vari gruppi Usenet nella sua trattazione.

L'articolo di Donath sottolinea l'ambiguità dell'identità in una "comunità virtuale" incorporea:

"Nel mondo fisico c'è una intrinseca unità fra identità e individuo, perché il corpo fornisce di per sé una adeguata e inappellabile definizione di identità: la regola è "un corpo, una identità". (...) In questo il mondo virtuale è diverso, perché è composto di informazione invece che di materia."

Donath fornisce una sintetica panoramica di giochi di mascheramento di identità che si basano sulla confusione fra comunità fisica ed epistemologica:

"Trolleggiare è un gioco di false identità, compiuto senza il consenso degli altri partecipanti. Il troll cerca di farsi passare per un legittimo utente che condivide gli stessi interessi e argomenti degli altri; i membri del gruppo, se riconoscono un troll o altri impostori, cercano sia di distinguere i messaggi reali da quelli degli impostori, sia di fare in modo che l'impostore abbandoni il gruppo. Il successo o meno di questi tentativi dipende da quanto sono bravi (sia gli utenti che i troll) ad individuare le rispettive identità; alla fine, il successo o meno di questa strategia dipende da quanto diminuisce il divertimento che il troll ricava da questo gioco a causa del "prezzo" imposto dal gruppo.

D'altro canto i troll possono danneggiare il gruppo in molti modi. Possono interrompere le discussioni, dare cattivi consigli, minare la fiducia reciproca della comunità degli utenti. Inoltre un gruppo di discussione che sia stato oggetto di attacco di un troll può "sensibilizzarsi" e rifiutare di discutere o rispondere a domande oneste ma ingenue, scambiandole per ulteriori messaggi del troll: questo può portare a osteggiare un nuovo venuto, che non sa nulla di tutta la vicenda e si ritrova rabbiosamente "accusato". Anche se l'accusa è infondata, essere considerati dei troll è molto dannoso per la propria reputazione online."


(Donath, 1999, p. 45)

Probabilmente il più prolifico e abile troll della seconda metà degli anni '90 fu l'utente "Callidice" su Guardian Unlimited, il più grande forum di dibattiti politici del web.

Questo particolare utente fu il primo ad essere messo al bando, ma lui (o lei) riuscì ad impersonare altri utenti fittizi e a dividere l'intera comunità, causando alla fine la chiusura del sito e provocando una autentica paranoia nei giornalisti e negli abbonati del Guardian che durò anni.

Per molta gente il nick "Callidice" è sinonimo di troll.

Molti utenti notano come la vicenda di "Callidice" abbia messo in luce la non volontà di certi forum "intelligenti" di affrontare certi argomenti, e come, frustrati dalla censura su discussioni legittime si possano avviare verso una sorta di autodistruzione. A tutt'oggi la vera identità di "Callidice" rimane ignota.

Uso del termine "troll"

Dare del troll a qualcuno significa fare delle congetture sul motivo per cui scrive che sono impossibili da determinare realmente, mentre usare i verbi trolleggiare, trollare descrive soltanto la percezione che si ha riguardo il comportamento corrente della persona e quindi non assume nulla riguardo le sue motivazioni.

Tali congetture sono un buon esempio dell'errore fondamentale di attribuzione, cioè presumere che il comportamento corrente derivi dalla natura o dal carattere di una persona invece che esaminare il comportamento in relazione al contesto degli eventi.

In altre parole, il trolleggiare può avere più a che fare con il contesto che con la personalità di chi scrive. A volte è possibile "fare il troll" senza averne l'intenzione: tuttavia gli utenti che irritano ripetutamente le persone, a prescindere dal perché lo fanno, vengono sempre bollati come troll.

Il termine troll è molto soggettivo, e dei messaggi che per alcuni possono essere legittimi e interessanti, per altri possono essere delle vere trollate. Per esempio, un presunto troll potrebbe fare l'avvocato del Diavolo in un forum progressista postando opinioni conservatrici; oppure, un comportamento che nella vita reale potrebbe venire considerato un semplice sfogo o uno scatto di collera viene spesso etichettato come "trolleggiare" nelle discussioni su Internet.

Il termine è anche spesso usato per screditare una posizione opposta su un dato argomento. Questa supposizione può basarsi solo su una opinione personale; il supposto troll può in realtà stare sostenendo un parere motivato ma impopolare, che sta generando tanto clamore nel gruppo proprio perché va contro il parere della maggioranza.

Nella gran parte dei forum e dei gruppi, a prescindere dai moventi di chi li scrive, quasi sempre i messaggi impopolari o provocatori attirano reprimende, correzioni e risposte irritate da parte di chi non distingue fra comunità reale, in cui le persone sono esposte al rischio condiviso di violenza fisica, e comunità virtuale epistemologica basata sullo scambio di parole e idee.

Gli usi e i costumi di discussione nati nelle comunità reali vengono trasportati ingenuamente in quelle virtuali dagli utenti inesperti, non ancora abituati alla gamma di giudizi ed opinioni espresse online, soprattutto se in modo anonimo.

Dare da mangiare ai troll significa rispondere ai messaggi provocatori dei troll, dando così al troll nuovo materiale a cui rispondere, per gettare altra benzina sul fuoco del litigio.

"Per favore non date da mangiare ai troll" è un messaggio di avvertimento che i vecchi utenti inviano ai nuovi quando questi ultimi pensano di averne individuato uno, perché il modo migliore di combattere un troll è ignorarlo completamente.

DUNQUE ANCHE SU SCRITTURALIA: "Per favore non date da mangiare ai troll"

Esempi del comportamento di un troll

Alcuni tipi di messaggi e attività associati ai troll:

-messaggi fuori tema — "Potete aiutarmi a creare la mia pagina web?" (in un forum dove si parla di musica).

-messaggi offensivi — "Sei un idiota se includi questo tipo di messaggi nella tua lista."

-messaggi contenenti errori ovvi o gravi pecche — "Penso che 2001: Odissea nello spazio sia il miglior film di Roman Polanski."

-messaggi intenzionalmente sgarbati o litigiosi — "Penso che George W. Bush sia il miglior/peggior Presidente della storia americana."

-mandare intenzionalmente un'argomentazione oltraggiosa, imperniata deliberatamente attorno a un errore fondamentale ma nascosto; spesso il mittente si mette sulla difensiva se l'argomento viene confutato ma potrebbe invece continuare il discorso attraverso l'uso di ulteriori argomentazioni futili; questo è quello che viene chiamato "dar da mangiare" al troll.

-una sottoclasse dell'esempio spiegato sopra è la dimostrazione errata di un importante problema matematico irrisolto o impossibile (es. 1 = 2); a volte questi non sono opera di troll e possono anche essere interessanti.
includere contenuti multimediali offensivi come suoni o immagini in un messaggio, o inserire link a siti scioccanti che contengono tali contenuti. Spesso questi link sono mimetizzati come link normali.

-quando si accende una flamewar (scambio acceso di opinioni), dichiararsi innocenti.

-mandare messaggi contenenti trame di film e libri senza avviso, a volte celati in un messaggio altrimenti innocuo.

-mandare immagini che hanno un'interpretazione politica in luoghi inopportuni.

-lagnanze fuori tema a proposito della propria vita privata; a volte questo è il troll "grido d'aiuto".

-sbagliare deliberatamente e ripetutamente a scrivere i nomi delle altre persone per turbarle e/o irritarle nella conversazione.

-risposte plurime o paranoiche a opinioni personali espresse da singole persone — "Non penso che voi tutti ci crediate, vi siete coalizzati contro di me".

-insultare persone perché non conoscono la grammatica, il che è un argomento piuttosto spinoso; ignoranza voluta delle regole grammaticali; o anche insultare altri perché scrivono male scrivendo peggio, con un effetto "ironico" che spesso riesce a far uscire le persone dalla loro ipocrisia.

-ogni combinazione di quello che è scritto sopra. Per esempio un troll combinerà frasi ingiuriose scritte male.

Altri esempi

Alcuni troll possono denigrare una particolare religione in un gruppo di discussione di argomento religioso; nel tempo questo comportamento è stato chiamato flaming o flammare: durante l'accesa discussione suscitata, i troll veri o presunti ricorrono a volte a insinuazioni o equivoci per conseguire i loro obiettivi.

Una variante del secondo tipo (messaggi "incendiari") prevede il postare contenuti del tutto contraddittori all'argomento (esplicito o implicito) su cui verte il gruppo: per esempio ricette per cucinare la carne di gatto in un gruppo di amanti dei felini, postare teorie evoluzioniste in un newsgroup di creazionisti (o viceversa) e così via.

Il cross posting è un sistema scelto molto spesso dai troll per infastidire più gruppi contemporaneamente, mandando in diversi gruppi, anche di tema opposto fra loro, uno stesso messaggio che sia irritante od offensivo per tutti: questo sistema, se ha l'effetto che il troll si augura, provoca una flame war, cioè un contatto generalizzato fra utenti di più gruppi che risulti (con opportuni interventi del troll artefice) in una escalation di rabbia verbale. Per esempio, un troll potrebbe inviare un messaggio anti-fast food contemporaneamente in un gruppo di salutisti, di ambientalisti, di animalisti, di cultura americana e anche in un newsgroup di intelligenza artificiale, in cui sarà completamente fuori luogo (off-topic).

Un esempio di flame ben riuscito è il famoso thread USENET "Oh how I envy American students", che ebbe più di 3000 risposte.

Motivazioni dei troll

La maggior parte delle discussioni su "perché i troll si comportano così" parte da utenti internet che dichiarano di aver osservato il comportamento di un troll: esiste poca letteratura ufficiale che descriva il fenomeno.

I commenti dei presunti troll, quando interrogati in questo senso, sono spesso inaffidabili perché possono essere stati studiati per seminare ulteriore zizzania fra gli utenti invece che per aiutare l'interlocutore a capire meglio il fenomeno.

Similmente, gli accusatori sono spesso motivati dal desiderio di difendere un particolare progetto di comunità in internet e l'accusa di trollaggine rivolta ad un particolare utente potrebbe non riflettere i veri intenti della persona accusata.

Per questo motivo, capire quali siano i motivi dei troll su internet è materia di speculazione; tuttavia fra i molti supposti scopi dei troll alcuni ricorrono spesso, basati sul tipo di interferenza che essi provocano (o sono accusati di provocare).

Motivazioni proposte per i troll:

-Ricerca di attenzione: il troll cerca di dominare la discussione corrente incitando l'astio e dirottando efficacemente l'argomento in oggetto.

-Divertimento: per certe persone il pensiero che un altro possa arrabbiarsi per le parole di un totale sconosciuto è divertente.

-Grido d'aiuto: molti presunti troll, nei loro messaggi, espongono situazioni disperate o di grave disagio familiare, scolastico, finanziario o relazionale, sebbene sia impossibile sapere se siano vere o no.

-Alcuni credono che il trolleggiare sia un modo aggressivo di cercare in un dato forum una severa ma amorevole guida.

-Troll autoproclamati e i loro difensori dichiarano che il trolleggiare è un modo astuto di migliorare la qualità della discussione, o un modo alternativo di vedere i rapporti di potere su grandi wiki pubbliche.

-Far perdere tempo agli altri: uno dei maggiori temi nel trolleggiare è l'idea che si possa far perdere dieci minuti di tempo a dieci persone spendendo un solo minuto del proprio tempo. Alla maggior parte dei troll piace l'idea di far perdere tempo agli altri con poco o nessuno sforzo da parte loro.

-Effetto Domino: correlato al divertimento, ma in modo specifico: iniziare una grande reazione a catena in risposta ad un singolo post iniziale, ottenendo un numero sproporzionato di risposte. Un comportamento simile a quello di un bambino che viene dato per disperso mentre in realtà si è solo nascosto, e si gode lo spettacolo di un gran numero di adulti che si danno un gran da fare per cercarlo.

-Generare un cambiamento nell'opinione degli utenti: un troll può ostentare opinioni estreme per fare in modo che le sue vere opinioni, poi, sembrino moderate. Spesso il troll si serve di altre false identità, inscenando un falso dialogo pubblico. Alternativamente, il troll può fare l'avvocato del Diavolo per rinforzare l'opinione opposta a quella espressa (che è quella a cui il troll segretamente aderisce).

-Testare la robustezza di un sistema contro gli attacchi sociali o altre forme di cattivo comportamento: per esempio violare platealmente le regole e i termini di uso per vedere se gli amministratori prendono contromisure e quali.

-Combattere sentimenti di inferiorità o impotenza attraverso l'esperienza di controllare un ambiente.

-Autopromozione.

-Combattere il "conformismo": molti troll si difendono sostenendo che il gruppo in cui postano è diventato troppo chiuso e conformista, e cercano di rimediare con una "terapia d'urto" scioccando gli altri utenti.

-Satira: in questi casi gli utenti non si considerano dei troll ma piuttosto degli umoristi o dei commentatori politici incompresi.
Attacchi personali contro un particolare utente o gruppo di utenti.

-Diminuire il rapporto segnale/rumore: diluire i messaggi interessanti nel gruppo affogandoli in un mare di banalità, insulti e ciarpame.

-Una possibilità è che un troll stia provando la percepita anonimità di Internet come base di test per una personalità alternativa.

-In caso di forum piccoli o di recente costituzione, un troll può tentare di provocare tanto disordine da scoraggiare gli altri utenti e svuotare il forum, in tutto o in parte.

-Come già detto è difficile rilevare direttamente le motivazioni dei troll, perché le risposte offerte dai sospetti troll sono spesso niente più che espedienti per continuare la loro attività di disturbo.

-Questo è un peccato, perché esistono alcune ragioni legittime, come riportato poco sopra, per cui un troll può fare quello che fa: tuttavia esistono anche modi educati e diretti di perseguire gli stessi scopi, senza dover ricorrere al genere di azioni per cui i troll sono tristemente noti.

-Poiché esistono diversi motivi che portano ad assumere il comportamento tipico di un troll, alcuni non necessariamente malintenzionati, stigmatizzare un utente come "troll" in senso negativo è a volte un gesto avventato.

-Alcuni utenti di forum su internet sono considerati (o si considerano) "cacciatori di troll", ed entrano volontariamente in conflitto con un troll quando lo vedono emergere in un gruppo di discussione: spesso però finiscono per essere altrettanto dannosi dei troll stessi.

-Un singolo messaggio di un troll può essere ignorato, ma se un cacciatore di troll reagisce, il thread andrà immediatamente off-topic.

Durante i conflitti causati dai troll il comportamento degli utenti di un gruppo si può classificare in una di queste sei categorie:

-i Troll, che attivamente fomentano gli scontri e i litigi.

-i Cacciatori di Troll che non iniziano il conflitto, ma se coinvolti ricambiano con gli interessi, dando luogo ad una vera escalation. Spesso usano i troll come scusa per il loro pessimo comportamento, e in molti casi accusano facilmente altri utenti di essere troll a prescindere dagli intenti di questi.

-i Nobili: cercano di ignorare il conflitto, continuando a discutere gli altri argomenti che il gruppo stava trattando. Di solito esprimono una incurante riprovazione per il troll, ma non cercano di offenderlo. Si comportano come gli anziani del gruppo, postando consigli semplici ed efficaci del tipo "Non date da mangiare ai troll" o altre frasi che in generale hanno sempre lo stesso significato: "Ignoratelo e se ne andrà da solo".

-i Moderanti: (non nel senso di "moderatori di sistema") cercano di risolvere il conflitto in modo che tutte le parti in causa restino il più possibile soddisfatte.
gli Spettatori: si ritirano dal conflitto. A volte abbandonano il forum disgustati.

-i Dirottatori: iniziano una discussione off-topic in risposta ai post provocatori del troll, "dandogli da mangiare".

-I troll del tipo "in cerca di attenzione" cercano precisamente lo scontro con i cacciatori di troll, mentre quelli del tipo "grido d'aiuto" cercano la consolazione e la compassione offerta dai Moderanti.

Uno dei casi più interessanti di trollaggio coinvolse il forum "all things lamb" sul sito web della band Mancuniana Trip-Hop/Organica Lamb.

Il troll in questione era già noto su altri siti di musica: probabilmente leggeva il forum da diverso tempo, perché all'inizio del 2005 cominciò a postare messaggi sia con il suo nome sia con quello di altri utenti (il forum non era moderato e non richiedeva iscrizione).

Nel giro di poche settimane la maggior parte degli utenti, compresi i membri della band, aveva smesso di postare messaggi e si era spostata su mezzi di comunicazione alternativi (email, telefono, programmi di instant messaging) e dall'inizio di aprile 2005 praticamente tutti i messaggi sul forum erano postati dal troll.

Lo scopo del troll era il divertimento: tuttavia il suo sforzo, anziché distruggere la comunità, ebbe solo il risultato di farla spostare su mezzi di comunicazione in cui gli utenti potevano avere maggior controllo.

Soluzioni possibili al problema

Alla lunga un troll è sempre individuabile, perché tende a reiterare il suo comportamento nel tempo.

La soluzione più semplice è ignorare a priori tutte le discussioni proposte da quest'individuo, se possibile metterlo in "ignore list", avvisando i nuovi utenti, in modo che non cadano nelle trappole che i troll tendono continuamente.

La saggezza popolare suggerisce agli utenti di evitare di nutrire i troll, e di resistere alla tentazione di rispondere.

Rispondere a un troll porta inevitabilmente la discussione fuori tema, nello sbigottimento degli osservatori, e fornisce al troll l'attenzione di cui ha bisogno. Quando i cacciatori di troll si avventano sui troll, rispondono con: "YHBT. YHL. HAND.", o "You have been trolled. You have lost. Have a nice day." ("Hai subito il trolling. Hai perso. Buona giornata.") Purtroppo, poiché i cacciatori di troll sono essi stessi (come i troll) affamati di controversie, i veri sconfitti sono gli altri utenti del forum che avrebbero preferito che non si arrivasse allo scontro.

La letteratura sulla risoluzione dei conflitti suggerisce che indicare una persona che discute su Internet come un troll non aiuta a far cessare comportamenti disdicevoli. Una persona allontanata da un gruppo sociale, sia su Internet che nella vita, può assumere il ruolo di antagonista, e cercare di disturbare o far arrabbiare ulteriormente i membri del gruppo.

L'etichetta di "troll", spesso segno di allontanamento dal gruppo, può quindi perpetuare il trolling.

Normalmente si ottengono migliori risultati quando gli utenti si fanno carico del ruolo di moderatore e descrivono comportamenti più costruttivi senza giudicare né fare paragoni. I troll sono eccitati dai cacciatori di troll e frustrati da chi li ignora, e nessuna di queste emozioni produce risultati positivi per il forum. Affrontare i troll porta alle "flame wars".

-I troll frustrati dalla strategia "non date da mangiare ai troll" potrebbero lasciare il forum (e trollare da qualche altra parte, o diventare utenti responsabili) o potrebbero peggiorare finché non ricevono una risposta.

-I troll novizi spesso subiscono il Rimorso dei Troll, un sentimento di rimorso dopo che hanno perso il loro account (che sia da un Internet Service Provider o da un forum) come conseguenza delle loro azioni da troll.

Un esperimento: la "congiura della faccina"

Una strada percorribile in determinate circostanze è indicata dalla cosiddetta "congiura della faccina", esperimento anti-troll in corso sul forum on line del gruppo iQuindici.

Dopo mesi di provocazioni da parte di un ospite (utente non registrato), con insulti e attacchi sempre più volgari, tutti gli utenti hanno deciso di non "dare da mangiare al troll" e di ostentare, mediante l'uso di emoticons sorridenti, "distacco, pace interiore, superiorità, compatimento, indisponibilità ad abboccare all'amo".

Questo genere di risposta non-verbale delude e irrita il troll, che perde il controllo della propria operazione provocatoria e si dà a reazioni scomposte, dismettendo ogni veste di "incompreso cercatore di dialogo" o "vittima di censura", mostrandosi senza infingimenti per quel che è.

Il thread avviato dal troll diventa un monologo nel vuoto assoluto, senza interlocutori, che funzionerà come monito ed exemplum, testimonianza del fallimento di un'operazione di sabotaggio.

La reazione del troll alla "congiura della faccina" passa attraverso diverse fasi, che vanno dal tentativo di coniare frasi sprezzanti (destinato a fallire in quanto l'emoticon comunica a un livello pre-verbale) all'accentuazione della sgradevolezza dei commenti (secondo la logica: "Se volete la guerra, l'avrete") fino alla maldestra affettazione di superiorità ("Se sapete fare solo questo, allora ho vinto io"), fase finale che ha come probabile epilogo l'abbandono e, altrettanto probabilmente, la recriminazione presso altri forum o gruppi di discussione.

E' importante che il thread in cui il troll è stato sconfitto non venga cancellato, poiché è la prova che non vi è stata censura né messa al bando, e che il trollaggio non ha costretto la comunità ad alcuna azione drastica.

La "congiura della faccina" non consuma molto tempo e, anche grazie all'effetto ansiolitico del sorriso, ha un'azione rasserenante nella comunità precedentemente "attizzata" e frustrata dall'azione del troll.

Anche se il troll non dovesse abbandonare definitivamente il forum, la comunità ne avrà fortemente ridimensionato l'impatto e (si spera) avrà imparato a ignorarlo.

I prerequisiti perché si possa adottare questa strategia sono almeno quattro:

1. Grande coesione della comunità che anima il forum: è necessario un consenso unanime, dato che una sola risposta da parte di un solo utente può "spezzare l'incanto" e permettere al troll di riprendere fiato.

2. Possibilità di mettersi d'accordo in uno spazio separato (un forum ristretto, una lista di discussione etc.)

3. Il troll deve adottare sempre una sola identità, senza sockpuppet, per mania di protagonismo (autopromozione), per scarsa immaginazione o per entrambi i motivi.

4. Il troll non deve avere anche competenze da hacker, altrimenti sfogherà la propria crescente frustrazione con gesti distruttivi (defacing etc.)

Utilità dei troll

Chiedersi se un troll sia utile può sembrare un tipico esempio di comportamento da troll, e in effetti è difficile trovare dei vantaggi nella presenza di un rappresentante di tale categoria.

Guardando le cose da un punto di vista distaccato, però, essi danno un involontario aiuto agli utenti meno smaliziati.

In effetti, essi costringono la gente a non prendere per oro colato tutto quello che si trova nei newsgroup e nei forum, che forse perché appare in forma scritta viene spesso considerato aprioristicamente corretto.

DFTT

FRASI COMUNI "ANTI TROLLS": DFTT= "Don't feed the trolls"

-"Per favore, non date da mangiare ai troll. Grazie, La Direzione."

-Non diamo da mangiare ai troll

-Divertiamoci pure, ma non diamo troppa pappa ai troll. Un troll grasso non piace a nessuno.

-Un troll ciccione suda e puzza (più del solito). Un troll obeso costa una fortuna in iscrizioni alla palestra

-Non è affatto bello tenersi una palla di ciccia verde in salotto, specie se ha una clava.

-Per cui non rispondere al troll, grazie. Pensa alla sua salute.

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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Mar Nov 14, 2006 2:35 pm, modificato 5 volte in totale
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MessaggioInviato: Mar Nov 14, 2006 1:48 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mar Nov 14, 2006 2:12 pm    Oggetto:  
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....E NEPPURE I SOCKPUPPETS!

Sockpuppet

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Sockpuppet: ovvero, un Alter ego "manovrato".

Un sockpuppet, o utente fantoccio, è un account aggiuntivo creato da un membro già esistente di una comunità di internet, spesso per crearsi artificialmente l'illusione di un sostegno in una votazione oppure in una discussione su un certo argomento.

Un'altra motivazione è quella di tenere il proprio account "principale" al di fuori di una disputa "scomoda".

Questo genere di comportamento è generalmente ritenuto scorretto dalle comunità online, e, per questo motivo, chi agisce in questo modo viene spesso etichettato come troll.

Un altro tipo di sockpuppet è il cosiddetto uomo di paglia (Straw man sock puppet), creato da utenti che, avendo un certo punto di vista su un argomento, si comportano ad arte come se ne avessero uno diametralmente opposto, per ottenere lo scopo di far apparire quest'ultimo come sbagliato e cattivo.

Spesso fanno esprimere ai loro finti "oppositori" argomenti particolarmente "deboli", in modo da poterli controbattere e facilmente confutare.

Il sockpuppet diventa così la personificazione degli argomenti dell'"uomo di paglia", fatto sembrare, come si diceva, e a seconda dei casi, stupido, disinformato, bigotto, settario, prepotente (e chi più ne ha, più ne metta).

Il risultato finale è quello di creare una sorta di rumore di fondo che rende incomprensibile e oscuro il dibattito, fino ad impedire del tutto un serio confronto dei punti di vista.

Sebbene si sospetti spesso della presenza dei sockpuppet, non sempre è facile smascherarli, anche perché spesso agiscono secondo uno stile comportamentale di natura schizofrenica, ben radicato anche nella vita reale di molte persone, che quindi, quando sono online, si immedesimano con grande naturalezza in questo ruolo.

Origine del termine

Il termine significa letteralmente: "burattino fatto con una calza" sottinteso: "infilando una mano in una calza" come quando il burattinaio, o il ventriloquo, si crea un alter ego con cui finge di dialogare.

A quanto pare il termine fu usato per la prima volta in un post del 9 luglio 1993, ma entrò nell'uso comune degli utenti di Usenet solamente nel 1996.

In italiano si rende a volte con Utente Fantasmino o Clone.

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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Mar Nov 14, 2006 2:34 pm    Oggetto:  
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....MA NEANCHE I FAKES!

-Fake-

Nel gergo di Internet, e in particolare di comunità virtuali come newsgroup, forum o chat, un fake (dall'inglese per "falso", "posticcio") è un utente che falsifica in modo significativo la propria identità.

In contesti basati sull'anonimato e sull'identificazione attraverso nickname, tale falsificazione non ha in genere a che vedere con l'identità in senso stretto (comunque ignota), ma ad alcune caratteristiche importanti della persona.

Così, verrà giudicato fake chi:

-partecipi a una discussione in cui siano coinvolti elementi di medicina fingendosi un medico (o un malato);

-chi frequenti un sito di incontri romantici fingendosi un esponente del sesso opposto;

-chi si introduca nelle discussioni di un gruppo con un certo orientamento politico, religioso, ecc., limitandosi a fingere di condividerne i valori.

Un caso particolare di fake è l'utente che finge di essere un certo altro utente più o meno noto alla comunità, assumendone il nickname allo scopo di ottenere qualche vantaggio o operare contro la reputazione del "proprietario" usuale del nickname stesso.

Un esempio "storico"

Uno degli episodi più celebri inerenti al fenomeno dei fake avvenne nel 1982-1983 su CompuServe (un famoso sistema di forum statunitense), ed è ricordato col nome "AlexAndJoan" ("Alex e Joan"). L'episodio è documentato anche in un articolo apparso nel 1996 su «MS Magazine», scritto da un reporter di nome Van Gelder.

Alex (nella vita reale un riservato psichiatra cinquantenne di New York) si spacciò a lungo per una altezzosa e antireligiosa donna muta, divenuta paraplegica in seguito ad un incidente stradale, di nome Joan.

La sua spiegazione fu che il suo era un esperimento messo in atto "per poter meglio relazionarsi con le proprie pazienti".

L'impostura andò avanti per due anni e "Joan" divenne un personaggio assai dettagliato, con una complessa rete di relazioni emotive: la storia finì solo quando "Joan" coinvolse un amico conosciuto online in un incontro con Alex.

Anche quelli che conoscevano poco Joan si sentirono coinvolti (e in qualche misura traditi) dall'inganno di Alex.

A molti di noi online piace pensare di essere una comunità utopica del futuro, e l'esperimento di Alex ci ha dimostrato che la tecnologia non è una difesa contro le truffe.

Abbiamo perso la nostra innocenza, se non la nostra fede. (Van Gelder, 1996, p.534)

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MessaggioInviato: Mar Nov 14, 2006 2:40 pm    Oggetto:  
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smile 3 ....NON ULTIMO AGGIUNGO CHE: CHIUNQUE VENGA SORPRESO A FARE "FLAMING" SARA' SUBITO "BANNATO" DAL SITO (e senza riserve o ulteriori spiegazioni) !

Flame

Nel gergo delle comunità virtuali di Internet come newsgroup, forum, blog, chat o mailing list, una flame (dall'inglese per "fiamma") è un messaggio deliberatamente ostile e provocatorio inviato da un utente alla comunità o a un altro individuo specifico; flaming è l'atto di inviare tali messaggi, flamer chi li invia, e flame war ("guerra di fiamme") è lo scambio di insulti che spesso ne consegue, paragonabile a una "rissa virtuale".

Il flaming è contrario alla netiquette, ed è uno degli strumenti utilizzati dai troll per attirare l'attenzione su di sé e disturbare l'interazione del gruppo.

Come gran parte del gergo di Internet, il termine "flame" si diffuse inizialmente nella comunità di Usenet (e ancora prima probabilmente venne usato nelle reti WWIVnet e FidoNet).

Il termine sembra essere stato inizialmente mediato dal mondo dei fumetti Marvel.

Flame On è infatti l'urlo di battaglia della Torcia_Umana dei Fantastici_Quattro quando si incendia.

Un flame può avere elementi di un messaggio normale, ma si distingue per il suo intento: non è generalmente concepito per essere costruttivo, o per chiarire meglio una discussione, o persuadere le altre persone, ma solo per provocare la loro reazione.

Origini psicologiche del flaming

Il flaming è l'espressione di uno stato di aggressività mentre si interagisce con altri utenti di Internet.

La Rete dà infatti la possibilità di inserirsi in nuove situazioni ed ambienti, in cui ogni utente tende a ritagliare un proprio spazio.

Con il passare del tempo, l'attaccamento dell'utente al proprio spazio diviene sempre maggiore; spesso si cerca di intensificare la propria presenza nell'ambiente, postando più messaggi (in un forum) o chattando per ore (in una chat room).

Ne consegue che per alcuni individui il fatto stesso di trovarsi in quel luogo diventa un vero e proprio bisogno.

Quando un altro utente o una situazione particolare mette in discussione lo status acquisito dall'utente, questo si sente minacciato personalmente.

La reazione è aggressiva, e a seconda dei casi l'utente decide di abbandonare lo spazio definitivamente (qualora abbia uno spazio alternativo dove poter andare), oppure attua il flaming (qualora ritenga necessario rimanere nel "suo territorio" dove si è faticosamente creato uno status).

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