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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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1° WIKI: "La piazza del mio paese"
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 11:50 am    Oggetto:  1° WIKI: "La piazza del mio paese"
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1° WIKI: "La piazza del mio paese"

smile 95 Come funziona? Allora:

1°- Qui di seguito, nel prossimo post o REPLAY (subito dopo questa mia spiegazione iniziale) troverete un testo poetico, in questo 1° caso di Iago (nostro Tutor per l'esperimento Wiki-Parallelo di Scritturalia)

2°- Questo testo si intitola appunto: "La piazza del mio paese"

PER PARTECIPARE ALL'AMPLIAMENTO DI QUESTO TESTO POETICO INIZIALE, DOVRETE:

3°- Semplicemente VOI dovrete "quotare il testo" che precede il vostro (in questo caso quello di Iago) il tasto "QUOTE" lo trovate sul testo di Iago in alto a destra.

4°- Vi si aprirà in questo modo una finestra per replicare, con il testo dell'autore che vi porecede già inserito e formattato E DENTRO A QUESTO TESTO: dovrete inserire qualche altro vostro verso scritto sempre di getto.

5°- Ricordo INFATTI che la poesia Wiki è una poesia scritta di getto, in base alle primissime sensazioni suscitate da un'intera poesia, o come IN QUESTO CASO, da un verso e poi da un altro ancora!

6°- DOPO AVER modificato il testo poetico, QUELLO CHE PRECEDE IL VOSTRO (con i vostri versi) che può essere ora quello di Iago che è l'incipit, già domani o stasera il testo di qualcun altro che prima di voi ha aggiunto e modificato, ricordate che I VERSI CHE ANDRETE AD INSERIRE VOI, debbono avere UN COLORE DIVERSO!

7°- Ed ogni volta che posterete dovrete usare lo stesso colore che vi identificherà....

8°- Ad esempio: Iago "ciano", Monia "bianco" ( 0_0 la dama bianca sono io...) Raffa "giallo" e così via. Ognuno il suo colore, per distinguere i suoi Versi nuovi, le sue aggiunte o correzioni!

9°- Questo per distinguerci, perchè postando l'uno dentro l'altro, altrimenti, man mano che "il mutante", prenderà forma e lunghezza, non si saprà più chi ha postato cosa.

10°- STESSA COSA VALE PER LE CORREZIONI ED I CAMBIAMENTI ALL'INTERNO DEL TESTO:
se vedete un errore o ad esempio un articolo, o un segno d'intermpunzione usato dal precedente poeta che non vi garba, PRENDETE IL VOSTRO COLORE e cambiate! Ogni correzione è ammessa! Anzi in lina con la Teoria Wiki AMPLIAMENTE RICHIESTA!

11°- Questo SIGNIFICA: che ogni volta che leggerete e controllerete a che punto è "Il mutante" non è detto che per forza voi dobbiate aggiungere versi, se ad esempio dopo aver letto volete cambiare solo una virgola, CAMBIERETE SOLO QUELLA! (con il vostro colore!)

smile 3 N.B.

1°- Spero di essere stata sufficientemente chiara.

2°- Ora inserisco qui di seguito il testo iniziale, su cui "lavorare" tutti assieme.

3°- Per qualsiasi ulteriore domanda, come per "IL FUORI LIBRO" che già usiamo in narrativa, per questo "componimento poetico a più mani" utilizziamo per scambiarci idee, e fare domande o porre propri dubbi, il topic già aperto, quello che si intitola: WIKI-PARALLELO (note tra gli autori) che trovate qui:
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smile 20 GRAZIE DELL'ATTENZIONE DIMOSTRATA E BUON POETICARE A TUTTI! ANZI BUON WIKI (non weekend....) A TUTTI!

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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Mar Nov 21, 2006 12:01 pm, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 11:50 am    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 12:09 pm    Oggetto:  1° WIKI: "La piazza del mio paese"
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Questo che segue è L'INCIPIT DEL NOSTRO MUTANTE scritto da Iago, nostro TUTOR.

Per come proseguire a "lavorare sul testo" su questo UNICUM POETICO A + MANI le spiegazioni sono scritte sopra.

Ovvero ogni autore partecipante, prende il testo che viene prima del suo, ed in questo inserisce nuovi versi, senza cancellare quanto già scritto, dall'autore o dagli autori precedenti....Praticamente copiando di volta in volta l'intero testo (che man mano si allungherà) e che precede il suo ed inserendo in questo altri versi ancora prima o dopo quelli che più l'hanno colpito e sono o sembrano da continuare, con altre impressioni ancora. Fino ad arrivare alla forma finale del "mutante" che a questo punto sarebbe un'unica poesia lunghissima, con un unico titolo quello che viene assegnato all'inizio, che poi rappresenterebbe il tema principale della poesia, formata di tanti tasselli.

Perchè proprio: "La Piazza del mio Paese" per realizzare questo primo esperimento WIKI?

Perchè aggiungendo ognuno altri versi, concatenandoli a quelli già presenti, dove parla della propria piazza, ne avremmo creata una che somiglierà a tutte le piazze d'Italia, con caratteristiche singole però di ciascuna piazza di ogni poeta partecipante. In pratica si andrà a creare tutti insieme, una piazza che somiglia a tutte, ma non è uguale a nessuna.

Questo era un pò quello che pensavo io per il nostro "Wiki-Parallelo": tema "la piazza del mio paese", un unico titolo (iniziale), un unico mutante.

smile 20 Cominciamo!

IAGO HA SCRITTO:

Citazione:
Questa è una poesia tipo, nel senso che rende comunque un concetto di spazio...fisico, mentale, emotivo. Entro il quale chiunque può trovare un aggancio o uno spunto( una parola, un intero verso, un'atmosfera). Per muoversi all'interno di un progetto wiki servono dei punti d'entrata e d'uscita o meglio di inizio e di fine. Come la vita ci insegna. Per cui con il tempo bisognerebbe trovare una poesia di inizio e di fine che lasci al poeta la possibilità di muoversi intorno a questi punti... di crescere con loro... di morire con loro... di rinascere con loro.

LA PIAZZA DEL MIO PAESE
(Iago)


Moderna, attuale, giovane.
La vedo ancora una volta.
Alla stessa ora di una notte
costante ed indifferente.
I tempi trascorsi tirano
il mio mantello… grida
di dolore per sfamare
quello che sono diventato.
Seguire la propria natura,
tiene in vita chi è destinato
a volare in eterno senza
possibilità di scelta,
se non quella di voler vedere
il mortale volto dell’alba.
Luci artificiali sui fumi
andati delle lampade ad olio.
Fontane animate da giochi
d’acqua coprono i resti
della grande vasca comunale.
Tram argentati in moto
sulle fini rotaie del progresso,
fanno il verso a cavalli appesantiti
che sognano le antiche carrozze.
Ho visto la piazza del mio paese,
evolvere tra generazioni
in cerca d’identità…
ho apprezzato i suoi profumi,
senza mai rinnegarne le essenze…
e consapevole del mio ruolo
sto aspettando un’altra vittima
che possa assicurarmi l’esistenza.
Sono un vampiro,
odierò di nuovo le mie gesta…
volando su questa enorme piazza
che mi ha eletto a suo guardiano.

_________________
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MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 2:20 pm    Oggetto:  
Descrizione:
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LA PIAZZA DEL MIO PAESE

(Iago "ciano" + Monia "bianco")

Moderna, attuale, giovane.
Oggi certo,
quando vi faccio ritorno,
la vedo così.

Ma non così la ricorda la mia mente.
Penso a lei, perchè ormai lontana.....
....E nei miei pensieri la vedo ancora una volta.

Alla stessa ora, di una stessa notte,
scostante ed indifferente.
Con lo stesso spirito di allora
come sempre ho vissuto quella piazza.

I tempi trascorsi tirano
il mio mantello… grida
di dolore per sfamare
quello che sono diventato.


E quella piazza non c'è più
e con lei gran parte della mia vecchia vita.

Seguire la propria natura,
tiene in vita chi è destinato
a volare in eterno senza
possibilità di scelta,
se non quella di voler vedere
il mortale volto dell’alba.


Eppure anche di questa gioii in quella piazza!
Allora dov'è? Dove son io?

Luci artificiali sui fumi
mandati delle lampade ad olio.
Fontane animate da giochi
d’acqua coprono i resti
della grande vasca comunale.


Niente è più lo stesso. Neppure io.

Tram argentati in moto
sulle fini rotaie del progresso,
fanno il verso a cavalli appesantiti
che sognano le antiche carrozze.


O forse quelle rotaie le ho solo sognate?
Non riesco a ricordare bene.
Passato e presente si confondono.
Tento ma non vi riesco.....
Ma quello che so di certo è che:

ho visto la piazza del mio paese,
evolvere tra generazioni
in cerca d’identità…
ho apprezzato i suoi profumi,
senza mai rinnegarne le essenze…
e consapevole del mio ruolo
sto aspettando un’altra vittima
che possa assicurarmi l’esistenza.
Sono un vampiro,
odierò di nuovo le mie gesta…
volando su questa enorme piazza
che mi ha eletto a suo guardiano.


Guardiano della sua memoria.
Come nessuno dei presenti l'ha mai vista,
com'io la vorrei per sempre serbare:
antica, immobile, soffusa come la luce dei suoi vecchi lampioni.

S'è fatta sera,
passeggio con i miei pensieri in quella piazza,
ma lei già non c'è più!

_________________
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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Gio Nov 09, 2006 2:33 pm, modificato 4 volte in totale
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MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 2:24 pm    Oggetto:  
Descrizione:
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smile 3 Allora, capito come funge?

-Il celeste (ciano) è di Iago.
-Il bianco è il colore dei versi che ho aggiunto io.

E I VOSTRI? DI CHE COLORE SARANNO? Ecco come fare:

-Copiate tutto, (dal post precedente, l'ultimo postato da me) incollate sul "post replay" e POI AGGIUNGETE i vostri versi colorati!

-Aggiungete il vostro verso, (scrivetelo di getto) poi subito EVIDENZIATELO trascinando il mouse E scegliete dalla tabella dei colori (sopra: colore font) il vostro colore.

-Comunqu non temete: il sopralluogo dei colori (quando e se non corretto) lo farò io. Voi ora pensate a POETICARE!

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MessaggioInviato: Sab Nov 11, 2006 5:44 pm    Oggetto:  1° WIKI-PARALLEO: "La piazza del mio paese".
Descrizione:
Rispondi citando

LA PIAZZA DEL MIO PAESE

(Iago "ciano" + Monia "bianco")

Moderna, attuale, giovane.
Oggi certo,
quando vi faccio ritorno,
la vedo così.

E la nostalgia si fa prepotente,
perchè, non così la ricorda la mia mente.

Penso a lei, perchè ormai lontana.....
....E nei miei pensieri,
la vedo ancora una volta
com'era, com'eravamo.

Alla stessa ora, di una stessa notte,
scostante ed indifferente.
Con lo stesso spirito di allora
come sempre ho vissuto quella piazza:
credendo di non curarmene.

I tempi trascorsi tirano
il mio mantello… grida
di dolore per sfamare
quello che sono diventato.


E quella piazza non c'è più
e con lei gran parte della mia vecchia vita.

Moderna, attuale, giovane....
....Quella dove vivo oggi,
con al centro il ricordo di un mondo perduto e lontano:
un Moaj.

Ai piedi di quell'alto monolito
dall'umano volto
capisco in un solo istante che
allora tutto ha nuovamente un senso:
passato, presente e futuro
saranno sempre indistricabilmente legati
in ogni dove.

E la piazza
ove l'uomo affonda la radice
della sua innata socialità
ce lo dice.

E non conta quale sarà la piazza
che t'accoglierà domani, perchè:
seguire la propria natura,
tiene in vita chi è destinato
a volare in eterno senza
possibilità di scelta,
se non quella di voler vedere
il mortale volto dell’alba.


Eppure anche dell'effimero, del volatile
gioii in quella piazza,
del mio recente passato!

Allora dov'è lei? Dove son io?

Luci artificiali sui fumi
mandati delle lampade ad olio.
Fontane animate da giochi
d’acqua coprono i resti
della grande vasca comunale.


Niente è più lo stesso. Neppure io.

Tram argentati in moto
sulle fini rotaie del progresso,
fanno il verso a cavalli appesantiti
che sognano le antiche carrozze.


O forse quelle rotaie le ho solo sognate?
O fors'anche quell'antiche carrozze?
Non riesco a ricordare bene.
Passato e presente si confondono.
Tento ma non vi riesco.....
Mentre il Moaj sentenzioso, ancora mi osserva:
"cosa ricorderai un giorno di me?"
Non posso risponderti immobile amico mio,
oggi posso solo viverti.

Quello che so di certo è che:
ho visto la piazza del mio paese,
evolvere tra generazioni
in cerca d’identità…
Ho apprezzato i suoi profumi,
senza mai rinnegarne le essenze…
E consapevole del mio ruolo
sto aspettando un’altra vittima
che possa assicurarmi l’esistenza.
Sono un vampiro,
odierò di nuovo le mie gesta…
Volando su questa enorme piazza
che mi ha eletto a suo guardiano.


Guardiano della sua memoria.
quando beltà splendea,
come nessuno dei presenti l'ha mai vista,
com'io la vorrei per sempre serbare,
in un fuggevole pensiero:
antica, immobile, soffusa
come la luce dei suoi vecchi lampioni.

S'è fatta tarda sera,
passeggio ancora un pò
con i miei pensieri in quella piazza,
d'un tempo andato
ma lei già non c'è più!

Prendo la macchina allora,
ed in un sol repentino giro
vado a sorridere
al mio nuovo, statuario Amico.

Lui è lì che
silenzioso ed inespugnabile
come sempre, mi aspetta.
La mia mente ora è vuota, vacilla,
ma alla sua ombra so di essere ancora viva.

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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Dom Nov 12, 2006 11:04 am, modificato 1 volta in totale
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Raffa







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MessaggioInviato: Dom Nov 12, 2006 12:21 am    Oggetto:  1° Esperimento Wiki di Scritturalia.
Descrizione:
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LA PIAZZA DEL MIO PAESE

(Iago "ciano" + Monia "bianco" + Raffa "giallo")

Moderna, attuale, giovane.
Oggi certo,
così la vedo,
quando vi faccio ritorno.

Se solo potessi tornarci
per vivere una vita normale
libero da ali infernali e ricordi crudeli...
sempre uguali a se stessi.


E la nostalgia si fa prepotente,
perchè, non così la ricorda la mia mente.

Penso a lei, perchè ormai lontana...
Troppo lontana, più di quanto vorrei
quando le giro le spalle
ignorando l'ultimo sospiro,
l'ultimo anelito di vita.


...E nei miei pensieri,
la vedo ancora una volta
com'era, com'eravamo.

Alla stessa ora, di una stessa notte,
scostante ed indifferente.

Incurante della ricchezza della sua vita,
puro egoismo, immaturo amore.

Con lo stesso spirito di allora
come sempre ho vissuto quella piazza:
credendo di non curarmene.

I tempi trascorsi tirano
il mio mantello… grida
di dolore per sfamare
quello che sono diventato.

Fame che non si placa,
mentre trafigge anime da perdere
lasciando in me disgusto infinito...
il disgusto per l'infiito destino!


E quella piazza che forse non c'è più
e magari con lei gran parte della mia vecchia vita.

Moderna, attuale, giovane....
....Non più quella di allora, ma:
quella dove vivo oggi,
con al centro il ricordo di un mondo perduto e lontano:
un Moaj.

Ai piedi di quell'alto monolito
dall'umano volto
ripesco in fondo al cuore
il mio sentire di un tempo e
capisco
in un solo istante che
allora tutto ha nuovamente un senso:
passato, presente e futuro
saranno sempre indistricabilmente legati
in ogni dove.

E la piazza
ove l'uomo affonda la radice
della sua innata socialità
ce lo dice:
eco lontana di un antico dire,
di sangue e tradimenti,
di vite succhiate a corpi sgomenti.


E non conta quale sarà la piazza
che t'accoglierà domani, perchè:
seguire la propria natura,
tiene in vita,
se tale si può definire,
chi è destinato
a volare in eterno senza
possibilità di scelta,
se non quella di voler vedere
il mortale volto dell’alba.

Luce tenue a raccogliere un sospiro,
poi, si fa prepotente come l'urlo che sale,
la violenza non paga chi non può farne a meno.


Eppure anche dell'effimero, del volatile
gioii in quella piazza,
del mio recente passato!

Allora dov'è lei? Dove son io?

Luci artificiali sui fumi
mandati delle lampade ad olio.
Fontane animate da giochi
d’acqua coprono i resti
della grande vasca comunale.

Volti sempre uguali per anime diverse
la veste ora si allunga, poi si accorcia
finti, ordinati capelli lasciano il posto
a lunghe chiome scomposte.


Niente è più lo stesso. Neppure io.

Tram argentati in moto
sulle fini rotaie del progresso,
fanno il verso a cavalli appesantiti
che sognano le antiche carrozze.


O forse quelle rotaie le ho solo sognate?
O fors'anche quell'antiche carrozze?
Non riesco a ricordare bene.
Passato e presente si confondono.
Tento ma non vi riesco.....
Troppa luce ferisce i miei occhi
costringendomi alla resa finale!

Mentre cedo ormai stanco all'incompatibile bagliore
il Moaj sentenzioso, ancora mi osserva:
"cosa ricorderai un giorno di me?"
Non posso risponderti immobile amico mio,
non oggi, non ora...
Adesso posso solo viverti.

Quello che so di certo è che:
ho visto la piazza del mio paese,
evolvere tra generazioni
in cerca d’identità…
Ho apprezzato i suoi profumi,
senza mai rinnegarne le essenze…
E consapevole del mio ruolo
sto aspettando un’altra vittima
che possa assicurarmi l’esistenza.
Sono un vampiro,
odierò di nuovo le mie gesta…
Volando su questa enorme piazza
che mi ha eletto a suo guardiano.


Guardiano della sua memoria.
quando beltà splendea,
come nessuno dei presenti l'ha mai vista,
com'io la vorrei per sempre serbare,
in un fuggevole pensiero:
antica, immobile, soffusa
come la luce dei suoi vecchi lampioni.

S'è fatta tarda sera,
passeggio ancora un pò
con i miei pensieri in quella piazza,
d'un tempo andato
ma lei già non c'è più!

Prendo la macchina allora,
ed in un sol repentino giro
vado a sorridere
al mio nuovo, statuario Amico.

Lui è lì che
silenzioso ed inespugnabile
come sempre, mi aspetta.
La mia mente ora è vuota, vacilla,
ma alla sua ombra so di essere ancora viva.
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MessaggioInviato: Gio Nov 16, 2006 6:33 pm    Oggetto:  LA PIAZZA DEL MIO PAESE
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smile 97 Nuovo aggiornamento del "mutante"...naturalmente di getto.

LA PIAZZA DEL MIO PAESE

(Iago "ciano" + Monia "bianco" + Raffa "giallo")

Moderna, attuale, giovane.
Oggi certo,
così la vedo....
...quelle rare volte che
vi faccio ritorno.

Ci vuol coraggio a riveder
per un misero istante
chi tanto hai amato,
per poi subito dirgli, nuovamente: "addio!"

Se solo potessi tornarci,
per non lasciarla più,
quella piazza amica d'infanzia
libera e spensierata come un tempo,
come nei bambineschi giochi
che in quella piazza si svolgevano...
per vivere, ancora,
una vita normale
libera da ali infernali e ricordi crudeli...
sempre uguali a se stessi.


Non posso più tornare lì.
Perchè lei, la piazza,
non è più la stessa e neppure io.

E la nostalgia si fa prepotente,
perchè, non così:
Moderna, attuale, giovane....
...la ricorda la mia mente.

Penso a lei, perchè ormai lontana...
...Troppo lontana,
più di quanto vorrei,
quando le giro le spalle
ignorando l'ultimo sospiro,
l'ultimo anelito di vita.


Quell'ultimo che mi fu concesso
e che le concessi, prima di dirle addio.

...Dunque solo nei miei pensieri,
la vedo ancora una volta
com'era, com'eravamo.

E sempre alla stessa ora,
di
una stessa notte,
scostante ed indifferente,

con girovagar mentale mi ritrovo lì:
all'ultimo giovanil addio.

Ed ancora una volta:
incurante della ricchezza della sua vita,
puro egoismo, immaturo amore....

....Con lo stesso spirito di allora
come sempre ho vissuto quella piazza:
credendo di non curarmene,
sino all'ultimo sospiro ed anelito,
per una vita che ora non c'è più.

I tempi trascorsi tirano
il mio mantello…
...grida di dolore per sfamare
quello che sono diventato.

Fame che non si placa,
mentre trafigge anime da perdere
lasciando in me disgusto infinito:
il disgusto per l'infinito destino,

sempre uguale a sè stesso,
ogni notte alla stessa ora!

E fremo e mi dibatto,
in quel letto stanco del peso
della mia anima infelice,
per quella piazza che forse non c'è più
e magari con lei
gran parte della mia vecchia vita.

Moderna, attuale, giovane....
....Non più quella di allora, ma:
quella dove vivo oggi,
dove ogni nuovo giorno
i miei presenti passi muovo incertamente,
con al centro una sola certezza,
una statua, che pare dirti: "Oggi, siam qui".

Seppur, in virtù d'ogni anacronistico presente,
sia questa il ricordo di un mondo perduto e lontano:
un Moaj.

Ai piedi di quell'alto monolito
dall'umano volto
ripesco in fondo al cuore
il mio sentire di un tempo e
capisco
in un solo istante che
allora tutto ha nuovamente un senso:
passato, presente e futuro
saranno sempre indistricabilmente legati
in ogni dove.

Perchè in ogni dove l'Anima li trasporterà!

Ed è la piazza,
ove l'uomo affonda la radice
della sua innata socialità,
che ce lo dice:
eco lontana di un antico dire,
di sangue e tradimenti,
di vite succhiate a corpi sgomenti.....

...."E ancor oggi siam qui!"

E non conta quale sarà la piazza
che t'accoglierà domani, perchè:
seguire la propria natura,
tiene in vita,
se tale si può definire,
chi è destinato
a volare in eterno senza
possibilità di scelta,
se non quella di voler vedere
il mortale volto dell’alba.


Luce tenue del sol levante
a raccogliere un sospiro,
che poi si fa prepotente come l'urlo che sale,

ma la violenza non paga
chi non può farne a meno.


Eppure un tempo,
anche dell'effimero e del volatile
riuscii a gioire in quella piazza,
vita della vita mia
in un recente passato!

Allora oggi: dov'è dunque lei?
E dove son io?

Ancore risposta è tacita
e non vi può essere sentenza,
ma un' altra repentina immagine
riconduce lì il mio mental pellegrinare...
....Luci artificiali sui fumi
mandati delle lampade ad olio.
Fontane animate da giochi
d’acqua coprono i resti
della grande vasca comunale,

quella stessa in cui da bimbi amavam
trasformarci in pesciolini,
in lunghe e peregrinose prove d'apnea.

E rivedo quell'ampio foro
fatto di ciottolame e di volti sempre uguali
per anime diverse:
la veste ora si allunga, poi si accorcia
finti, ordinati capelli lasciano il posto
a lunghe chiome scomposte.


ED io non son più lì.
Nulla del mio sentimental percepire è più lì.
Niente è più lo stesso. Neppure io.

E lei mi afferra nuovamente,
come una cartolina stretta tra le dita
degli affannosio pensieri....
...Tram argentati in moto
sulle fini rotaie del progresso,
fanno il verso a cavalli appesantiti
che sognano le antiche carrozze.


O forse quelle rotaie le ho solo sognate?
O fors'anche quell'antiche carrozze?
Non riesco a ricordare bene.
Passato e presente si confondono.
Tento ma non vi riesco.....
Troppa luce ferisce i miei occhi
costringendomi alla resa finale!


Mentre cedo ormai stanco all'incompatibile bagliore
il Moaj sentenzioso, ancora mi osserva:
"cosa ricorderai un giorno di me?"
Non posso risponderti immobile amico mio,
non oggi, non ora...
Adesso posso solo viverti.

Quello che so di certo è che:
ho visto la piazza del mio paese,
evolvere tra generazioni
in cerca d’identità…
Ho apprezzato i suoi profumi,
senza mai rinnegarne le essenze…
E consapevole del mio ruolo
sto aspettando un’altra vittima
che possa assicurarmi l’esistenza.
Sono un vampiro,
odierò di nuovo le mie gesta…
Volando su questa enorme piazza
che mi ha eletto a suo guardiano.


Guardiano della sua memoria.
quando beltà splendea,
come nessuno dei presenti l'ha mai vista,
com'io la vorrei per sempre serbare,
in un fuggevole pensiero:
antica, immobile, soffusa
come la luce dei suoi vecchi lampioni.

S'è fatta tarda sera,
passeggio ancora un pò
con i miei pensieri in quella piazza,
d'un tempo andato
ma lei non mi parla,
non mi chiama più,
già non c'è più!

Come l'ultimo bagliore del giorno:
nuovamente ci siam detti: "addio!"

Prendo la macchina allora,
anima in pena
per ritrovar me stessa.

Chi son io oggi quella che ero o quella che son divenuta?

Ed in un sol repentino giro,
per annullare il tutto
e cancellar il passato
vado a sorridere
al mio nuovo, statuario Amico.

Lui è lì che
silenzioso ed inespugnabile
come sempre, che mi aspetta.

La mia mente ora è vuota, vacilla,
ma alla sua ombra so di essere ancora viva.

_________________
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Iago








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MessaggioInviato: Gio Nov 16, 2006 9:16 pm    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

LA PIAZZA DEL MIO PAESE

(Iago "ciano" + Monia "bianco" + Raffa "giallo")

Moderna, attuale, giovane.
Oggi certo,
così la vedo....
...quelle rare volte che
vi faccio ritorno.

Ci vuol coraggio a riveder
per un misero istante
chi tanto hai amato,
per poi subito dirgli, nuovamente: "addio!"

Se solo potessi tornarci,
per non lasciarla più,
quella piazza amica d'infanzia
libera e spensierata come un tempo,
come nei bambineschi giochi
che in quella piazza si svolgevano...
per vivere, ancora,
una vita normale
libera da ali infernali e ricordi crudeli...
sempre uguali a se stessi.


Non posso più tornare lì.
Perchè lei, la piazza,
non è più la stessa e neppure io.

E la nostalgia si fa prepotente,
perchè, non così:
Moderna, attuale, giovane....
...la ricorda la mia mente.

Penso a lei, perchè ormai lontana...
...Troppo lontana,
più di quanto vorrei,
quando le giro le spalle
ignorando l'ultimo sospiro,
l'ultimo anelito di vita.


Quell'ultimo che mi fu concesso
e che le concessi, prima di dirle addio.

...Dunque solo nei miei pensieri,
la vedo ancora una volta
com'era, com'eravamo.

E sempre alla stessa ora,
di
una stessa notte,
scostante ed indifferente,
con girovagar mentale mi ritrovo lì:
all'ultimo giovanil addio.

Ed ancora una volta:
incurante della ricchezza della sua vita,
puro egoismo, immaturo amore....

....Con lo stesso spirito di allora
come sempre ho vissuto quella piazza:
credendo di non curarmene,
sino all'ultimo sospiro ed anelito,
per una vita che ora non c'è più.

I tempi trascorsi tirano
il mio mantello…
...grida di dolore per sfamare
quello che sono diventato.

Fame che non si placa,
mentre trafigge anime da perdere
lasciando in me disgusto infinito:
il disgusto per l'infinito destino,

sempre uguale a sè stesso,
ogni notte alla stessa ora!

E fremo e mi dibatto,
in quel letto stanco del peso
della mia anima infelice,
per quella piazza che forse non c'è più
e magari con lei
gran parte della mia vecchia vita.

Moderna, attuale, giovane....
....Non più quella di allora, ma:
quella dove vivo oggi,
dove ogni nuovo giorno
i miei presenti passi muovo incertamente,
con al centro una sola certezza,
una statua, che pare dirti: "Oggi, siam qui".

Seppur, in virtù d'ogni anacronistico presente,
sia questa il ricordo di un mondo perduto e lontano:
un Moaj.

Ai piedi di quell'alto monolito
dall'umano volto
ripesco in fondo al cuore
il mio sentire di un tempo
e capisco
in un solo istante che
allora tutto ha nuovamente un senso:
passato, presente e futuro
saranno sempre indistricabilmente legati
in ogni dove.

Perchè in ogni dove l'Anima li trasporterà!

Ed è la piazza,
ove l'uomo affonda la radice
della sua innata socialità,
che ce lo dice:
eco lontana di un antico dire,
di sangue e tradimenti,
di vite succhiate a corpi sgomenti.....

...."E ancor oggi siam qui!"

E non conta quale sarà la piazza
che t'accoglierà domani, perchè:
seguire la propria natura,
tiene in vita,
se tale si può definire,
chi è destinato
a volare in eterno senza
possibilità di scelta,
se non quella di voler vedere
il mortale volto dell’alba.


Luce tenue del sol levante
a raccogliere un sospiro,
che poi si fa prepotente come l'urlo che sale,

ma la violenza non paga
chi non può farne a meno.


Eppure un tempo,
anche dell'effimero e del volatile
riuscii a gioire in quella piazza,
vita della vita mia
in un recente passato!

Allora oggi: dov'è dunque lei?
E dove son io?

Ancore risposta è tacita
e non vi può essere sentenza,
ma un' altra repentina immagine
riconduce lì il mio mental pellegrinare...
....Luci artificiali sui fumi
mandati delle lampade ad olio.
Fontane animate da giochi
d’acqua coprono i resti
della grande vasca comunale,

quella stessa in cui da bimbi amavam
trasformarci in pesciolini,
in lunghe e peregrinose prove d'apnea.

E rivedo quell'ampio foro
fatto di ciottolame e di volti sempre uguali
per anime diverse:
la veste ora si allunga, poi si accorcia
finti, ordinati capelli lasciano il posto
a lunghe chiome scomposte.


ED io non son più lì.
Nulla del mio sentimental percepire è più lì.
Niente è più lo stesso. Neppure io.

E lei mi afferra nuovamente,
come una cartolina stretta tra le dita
degli affannosio pensieri....
...Tram argentati in moto
sulle fini rotaie del progresso,
fanno il verso a cavalli appesantiti
che sognano le antiche carrozze.


O forse quelle rotaie le ho solo sognate?
O fors'anche quell'antiche carrozze?
Non riesco a ricordare bene.
Passato e presente si confondono.
Tento ma non vi riesco.....
Troppa luce ferisce i miei occhi
costringendomi alla resa finale!


Mentre cedo ormai stanco all'incompatibile bagliore
il Moaj sentenzioso, ancora mi osserva:
"cosa ricorderai un giorno di me?"
Non posso risponderti immobile amico mio,
non oggi, non ora...
Adesso posso solo viverti.

Quello che so di certo è che:
ho visto la piazza del mio paese,
evolvere tra generazioni
in cerca d’identità…
Ho apprezzato i suoi profumi,
senza mai rinnegarne le essenze…
E consapevole del mio ruolo
sto aspettando un’altra vittima
che possa assicurarmi l’esistenza.
Sono un vampiro,
odierò di nuovo le mie gesta…
Volando su questa enorme piazza
che mi ha eletto a suo guardiano.


Guardiano della sua memoria.
quando beltà splendea,
come nessuno dei presenti l'ha mai vista,
com'io la vorrei per sempre serbare,
in un fuggevole pensiero:
antica, immobile, soffusa
come la luce dei suoi vecchi lampioni.

S'è fatta tarda sera,
passeggio ancora un pò
con i miei pensieri in quella piazza,
d'un tempo andato
ma lei non mi parla,
non mi chiama più,
già non c'è più!

Come l'ultimo bagliore del giorno:
nuovamente ci siam detti: "addio!"

Prendo la macchina allora,
anima in pena
per ritrovar me stessa.

Chi son io oggi quella che ero o quella che son divenuta?

Ed in un sol repentino giro,
per annullare il tutto
e cancellar il passato
vado a sorridere
al mio nuovo, statuario Amico.

Lui è lì che
silenzioso ed inespugnabile
come sempre, che mi aspetta.

La mia mente ora è vuota, vacilla,
ma alla sua ombra so di essere ancora viva.

E' una latente percezione,
impronta destinata a svanire nell'illusa
ristrettezza di un incontro senziente;
e pensando di non riflettere,
allargo la veduta di un percorso senza uscita.

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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Mar Nov 21, 2006 12:15 am    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

smile 3 Ci riprovo....O meglio, stavolta non proprio io personalmente....Ma, comunque sempre di getto...O quasi....Beh, vi basterà leggere sotto per sapere di chi parlo! Per sapere "CHI" insieme a noi ha partecipato a queso WIKY....Anche perchè ora ci ho preso gusto a veder crescere "il Mutante"!

AUTORI:

(Iago "ciano" + Monia "bianco" + Raffa "giallo" & "viola".....Chi? I Negramaro !!!!)

smile 20 Basta ascoltarli e leggere questa nostra poesia all'unisono, per capire quanto c'entrano.......Il resto vien da sè!

***********

LA PIAZZA DEL MIO PAESE

"Pensa in fretta e non pensare
se quel che dici può far male!
Perchè mai, io dovrei, fingere
di essere fragile, come tu mi vuoi...
....nasconderti i silenzi, mille volte già concessi,
tanto poi, tu lo sai, riuscirai sempre a convincermi:
che tutto scorre!"


Moderna, attuale, giovane.
Oggi certo,
così la vedo....
...quelle rare volte che
vi faccio ritorno.

Ma..."Nella mia stanza...
...Per altre vie, da te ritornerei...
...nella mia stanza.
Da parte, a parte il cielo legherei
alle mie dita....
e crolli il mondo su di me,
su di me....
Nella mia stanza, altro che mie,
le ore in cui non sei nella mia stanza,
di carta e inchiostro:
il tempo vestirei, con le mie dita
e crolli il mondo su di me!"


Ti prego ascoltami ancora....
"Un minuto, resta un minuto per poterti dire...."

Certo ci vuol coraggio a riveder
per un misero istante
chi tanto hai amato,
per poi subito dirgli, nuovamente: "addio!"

"Usami, straziami, strappami l'anima,
fai di me quel che vuoi,
tanto non cambia
l'idea che ormai ho di te!"


Se solo potessi tornarci,
per non lasciarla più,
quella piazza amica d'infanzia
libera e spensierata come un tempo,
come nei bambineschi giochi
che in quella piazza si svolgevano...

per vivere, ancora,
una vita normale
libera da ali infernali e ricordi crudeli...
sempre uguali a se stessi.


"Un istante tra la gente
chiedimi ancora di essere
una qualunqua impassibile!"


Non posso più tornare lì.
Perchè lei, la piazza,
non è più la stessa e neppure io.

"E dimmi ancora quanto pesa
la tua maschera di cera?
Tanto poi tu lo sai, si scioglierà,
come fosse neve al sol,
Mentre Tutto scorre!"


E la nostalgia si fa prepotente,
perchè, non così:
Moderna, attuale, giovane....
...la ricorda la mia mente.

"E se stringi tra le mani, la mia voce,
ti accorgi che, tu non senti la distanza....
...E' tanto, troppo tempo, che vorrei poterti dire che:
Io non sento la distanza!
Nella mia stanza io non sento la distanza!
Tu non senti la distanza!


Penso a lei, perchè ormai lontana...
...Troppo lontana,
più di quanto vorrei,
quando le giro le spalle
ignorando l'ultimo sospiro,
l'ultimo anelito di vita.


Quell'ultimo che mi fu concesso
e che le concessi, prima di dirle addio.

"Solo per te, convinco le stelle
a disegnare nel cielo infinito
qualcosa che somiglia a te.
Solo per te io cambierò pelle
per non sentir le stagioni passare senza di te.
Come la neve lo sa, coprire tutta la città....
...Come la notte notte non faccio rumore, se cado è per te."


...Dunque solo nei miei pensieri,
la vedo ancora una volta
com'era, com'eravamo.

"Tre minuti, solo tre minuti, per parlarti di me...
....Tre minuti solo tre minuti per fidarti di me!
Forse basteranno a ricoprirti di bugie come se....
....Io dovessi mostrar di me quello che
ancora no, non sono stato mai!
Per convincerti ho due minuti,
ancora due minuti, ma non li sprecherei!"


E sempre alla stessa ora,
di
una stessa notte,
scostante ed indifferente,
con girovagar mentale mi ritrovo lì:
all'ultimo giovanil addio.

"Per mentirti mai come, neve,
fredda scenderei per coprir tutto quello che sei!
Come sale bianco, brucerei...
...le bugie che ogni giorno direi!"


Ed ancora una volta:
incurante della ricchezza della sua vita,
puro egoismo, immaturo amore....

....Con lo stesso spirito di allora
come sempre ho vissuto quella piazza:
credendo di non curarmene,
sino all'ultimo sospiro ed anelito,
per una vita che ora non c'è più.

I tempi trascorsi tirano
il mio mantello…
...grida di dolore per sfamare
quello che sono diventato.

Fame che non si placa,
mentre trafigge anime da perdere
lasciando in me disgusto infinito:
il disgusto per l'infinito destino,

sempre uguale a sè stesso,
ogni notte alla stessa ora!

"Voglio trascurarti un pò,
voglio trascurarmi....
....Se ti dà fastidio m'alzo il bavero.
Dimmi perchè t'agiti, perchè sudi ancora?
Basta così poco a disilluderti!

Voglio trascurarmi un pò
voglio dimostrarti
che non stai con me
perchè è più comodo.

Chissà perchè io sto bene con te,
mentre tu credi in me, solo se ti accontento!"


E fremo e mi dibatto,
in quel letto stanco del peso
della mia anima infelice,
per quella piazza che forse non c'è più
e magari con lei
gran parte della mia vecchia vita.

Moderna, attuale, giovane....
....Non più quella di allora, ma:
quella dove vivo oggi,
dove ogni nuovo giorno
i miei presenti passi muovo incertamente,
con al centro una sola certezza,
una statua, che pare dirti: "Oggi, siam qui".

"Non parlarmi come fossi una canzone,
in un cerchio vuoto fatto solo di parole:
piovono che sembra si sia spento il sole,
piovono che sembrano non far rumore."


Seppur, in virtù d'ogni anacronistico presente,
sia questa il ricordo di un mondo perduto e lontano:
un Moaj.

Ai piedi di quell'alto monolito
dall'umano volto
ripesco in fondo al cuore
il mio sentire di un tempo
e capisco
in un solo istante che
allora tutto ha nuovamente un senso:
passato, presente e futuro
saranno sempre indistricabilmente legati
in ogni dove.

Perchè in ogni dove l'Anima li trasporterà!

Ed è la piazza,
ove l'uomo affonda la radice
della sua innata socialità,
che ce lo dice:
eco lontana di un antico dire,
di sangue e tradimenti,
di vite succhiate a corpi sgomenti.....

...."E ancor oggi siam qui!"

"Non provarmi come fossi un'emozione,
inchiodato a un foglio da miglioni di parole:
piovono che sembra ancora spento il sole....
....Piovono che sembrano non far rumore, non far rumore!"


E non conta quale sarà la piazza
che t'accoglierà domani, perchè:
seguire la propria natura,
tiene in vita,
se tale si può definire,
chi è destinato
a volare in eterno senza
possibilità di scelta,
se non quella di voler vedere
il mortale volto dell’alba.


Luce tenue del sol levante
a raccogliere un sospiro,
che poi si fa prepotente come l'urlo che sale,

ma la violenza non paga
chi non può farne a meno.


Eppure un tempo,
anche dell'effimero e del volatile
riuscii a gioire in quella piazza,
vita della vita mia
in un recente passato!

"Un istante tra la gente,
chiedimi ancora di essere:
una qualunque impassibile!"


Allora oggi: dov'è dunque lei?
E dove son io?

"Recitarmi come fosse da copione,
freddo e triste in ogni circo è la mia ripetizione!
Ridono e sembrano parole nuove.
Ridono e intanto è solo un'illusione,
un'illusione!"


Ancore risposta è tacita
e non vi può essere sentenza,
ma un' altra repentina immagine
riconduce lì il mio mental pellegrinare...
....Luci artificiali sui fumi
mandati delle lampade ad olio.
Fontane animate da giochi
d’acqua coprono i resti
della grande vasca comunale,

quella stessa in cui da bimbi amavam
trasformarci in pesciolini,
in lunghe e peregrinose prove d'apnea.

E rivedo quell'ampio foro
fatto di ciottolame e di volti sempre uguali
per anime diverse:
la veste ora si allunga, poi si accorcia
finti, ordinati capelli lasciano il posto
a lunghe chiome scomposte.


ED io non son più lì.
Nulla del mio sentimental percepire è più lì.
Niente è più lo stesso. Neppure io.

"Niente è uguale a prima se
ruvida è la pelle bianca che: parla da sè....
...dice che non tornerà
liscio, ahimè, resta illo tempore!"


E lei mi afferra nuovamente,
come una cartolina stretta tra le dita
degli affannosio pensieri....
...Tram argentati in moto
sulle fini rotaie del progresso,
fanno il verso a cavalli appesantiti
che sognano le antiche carrozze.


O forse quelle rotaie le ho solo sognate?
O fors'anche quell'antiche carrozze?
Non riesco a ricordare bene.
Passato e presente si confondono.
Tento ma non vi riesco.....
Troppa luce ferisce i miei occhi
costringendomi alla resa finale!


"Potessi dirti anche io una bugia,
saprei senz'altro dirti è colpa mia...
...Ma ho solo voglia, sai, di andare via!"


Mentre cedo ormai stanco all'incompatibile bagliore
il Moaj sentenzioso, ancora mi osserva:
"cosa ricorderai un giorno di me?"
Non posso risponderti immobile amico mio,
non oggi, non ora...
Adesso posso solo viverti.

Quello che so di certo è che:
ho visto la piazza del mio paese,
evolvere tra generazioni
in cerca d’identità…
Ho apprezzato i suoi profumi,
senza mai rinnegarne le essenze…
E consapevole del mio ruolo
sto aspettando un’altra vittima
che possa assicurarmi l’esistenza.
Sono un vampiro,
odierò di nuovo le mie gesta…
Volando su questa enorme piazza
che mi ha eletto a suo guardiano.


Guardiano della sua memoria.
quando beltà splendea,
come nessuno dei presenti l'ha mai vista,
com'io la vorrei per sempre serbare,
in un fuggevole pensiero:
antica, immobile, soffusa
come la luce dei suoi vecchi lampioni.

"E allora canto lei,
e ancora canto lei, mi piace e canto lei...
...io non voglio star con me!"


S'è fatta tarda sera,
passeggio ancora un pò
con i miei pensieri in quella piazza,
d'un tempo andato
ma lei non mi parla,
non mi chiama più,
già non c'è più!

"Dimmi che sapore ha la mia cruda sincerità,
dimmi quanto male fa il tempo...
....che non passa mai!"


Come l'ultimo bagliore del giorno:
nuovamente ci siam detti: "addio!"

"Questa è la storia di un bambino
che non c'è più e non vuole essere re!
Ma cosa importa ormai è una bugia...
...Saprei senz'altro dirti è colpa mia.....
ma ho solo voglia, sai, di andare via!


Prendo la macchina allora,
anima in pena
per ritrovar me stessa.

Chi son io oggi quella che ero o quella che son divenuta?

"E allora canto e dimmi
quanto male fa la mia cruda sincerità,
dimmi che sapore ha il tempo...
....che non passa mai!
E allora dimmi che sapore avrà
la mia cruda sincerità
e dimmi quanto male fa
il tempo che non passa mai!"


Ed in un sol repentino giro,
per annullare il tutto
e cancellar il passato
vado a sorridere
al mio nuovo, statuario Amico.

Lui è lì che
silenzioso ed inespugnabile
come sempre, che mi aspetta.

"In bilico tra santi e falsi dei,
sorretto da un'insensata voglia di equilibrio.


La mia mente ora è vuota, vacilla,
ma alla sua ombra so di essere ancora viva.

"E resto qui sul filo di un rasoio,
ad asciugar parole che oggi ho steso e mai dirò!
Non senti che tremo mentre canto?
Nascondo questa stupida allegria,
quando ti guardo e...
...non senti che tremo mentre canto?
E' il segno di un'estate che....
...vorrei potesse non finire mai!

In bilico tra tutti i miei vorrei,
non sento più quell'insensata voglia di equilibrio
che mi lascia qui sul filo di un rasoio
a disegnar capriole che a mezz'aria mai farò!"


E' una latente percezione,
impronta destinata a svanire nell'illusa
ristrettezza di un incontro senziente;
e pensando di non riflettere,
allargo la veduta di un percorso senza uscita.


"In bilico tra santi che non pagano,
e intanto il tempo passa e passerai!
Come sai tu in bilico e intanto il tempo passa
e tu non passi mai!


Allora fai pure:

"Sparami addosso. Bersaglio mancato!
Provaci ancora è un campo minato!
Quello che resta del nostro passato:
non rinnegarlo è tempo sprecato,
macchie indelebili a coprire il reato....
Scagli la pietra chi è senza peccato....
....Scagliala tu: perchè ho tutto sbagliato!"

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