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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Schema case editrici: le figure e gli organi.
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Dom Apr 15, 2007 12:41 pm    Oggetto:  Schema case editrici: le figure e gli organi.
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Schema case editrici: le figure e gli organi.

Un viaggio nel mondo editoriale: dalle piccole alle grandi aziende, di F. Mazza e G. Luisi..

In Italia, ma non solo, esistono case editrici piccole, medie e grandi. Per tutte le aziende, ovviamente, è importante lavorare al meglio per avere un riscontro economico, ma mentre le grandi case editrici investono molto nella pubblicità e cercano in tutti i modi di produrre il best-seller, ossia il libro di successo, il piccolo editore non ha la possibilità di effettuare grossi investimenti.

In genere, nelle piccole aziende, il proprietario e l’editore sono la stessa persona e comunque tutti fanno tutto. Nelle realtà più grandi, invece, i ruoli iniziano ad essere più definiti e il lavoro segmentato. Ogni persona esegue solo e unicamente un compito ben preciso e spesso il lavoro dell’editore lo svolge il direttore editoriale, il direttore generale o, addirittura, il consiglio direttivo.

Cerchiamo di capire, più da vicino, la struttura di una casa editrice e le figure che la compongono. Faremo riferimento ad una realtà editoriale di media grandezza, con una cinquantina di persone alle sue dipendenze ed una produzione settimanale di circa dieci libri.

L’editore (o chi per lui, nel caso di grandi aziende) è colui che ha l’ultima parola e che controlla, non solo la produzione, ma anche il bilancio aziendale.

La figura più vicina all’editore è il direttore editoriale: a lui spetta consigliare e portare avanti, attraverso scelte editoriali e di acquisizione di libri e autori, le linee generali e la “filosofia” della casa editrice. Il talent scout ha il compito di “scovare” autori e titoli nuovi. In genere è una figura esterna e spesso vive all’estero o nelle zone che le stesse aziende gli assegnano.

Un’altra importante figura è quella del consulente editoriale. Quest’ultimo è spesso un critico, un intellettuale, un professore o uno studioso. Oltre ad avere una vasta cultura, il consulente deve pure mostrare grande capacità e intuizione per decidere se lanciare o meno un libro nel mercato o per collocare un testo nella collana che più si addice ad esso e che meglio potrebbe valorizzarlo. Il consulente, a volte chiamato lettore, dopo l’analisi del dattiloscritto compila una scheda di lettura, ovvero un rapporto attraverso cui esprime le sue opinioni e il suo giudizio in merito ad esso.

Il referee, invece, è una figura molto simile al consulente editoriale, ma in genere si differenzia perché si tratta il più delle volte di uno “specialista” a cui viene sottoposto il testo. Ad esempio, se il dattiloscritto è un saggio sulla “mafia”, la lettura sarà probabilmente assegnata ad uno storico, ma specializzato in “mafiologia”.

Può essere interno o esterno alla casa editrice anche il direttore di collana. Pure in questo caso si tratta di uno specialista di alto livello, che sceglie quali testi includere nella collana e porta avanti l’intero progetto. A volte la casa editrice, per lanciare nel mercato i libri e sensibilizzare il pubblico all’acquisto di una collana, nomina come direttore un personaggio noto e stimato. La collana è una “promessa” che l’editore fa ai lettori. Si tratta di una serie “aperta” di libri (ai quali, cioè, se ne possono aggiungere sempre altri) che si collegano tra loro per qualche motivo. C’è un filo conduttore che li lega. Alla base c’è un progetto mirato, con uno o più curatori. Il titolo della collana può essere o inventato o rappresentativo della collana stessa; in quest’ultimo caso il titolo sarà sufficiente ad indicarne il programma editoriale.

L’ufficio marketing ha una doppia funzione. La prima, svolta anche grazie all’ufficio commerciale (che, come si accennerà, ha il contatto diretto con la clientela), è quella di “sondare” il mercato e di riferire al direttore editoriale le tendenze del mercato stesso. Nelle aziende maggiori potrebbe anche essere presente una sorta di ufficio studi (anche se raramente assume tale terminologia). La seconda è quella di studiare le strategie pubblicitarie e di distribuzione e di metterle in pratica attraverso varie iniziative: depliant, cedole, mailing list, riviste di promozione editoriale, ecc.

Il redattore, il correttore di bozze, il grafico.

Il redattore è colui che segue le fasi di trasformazione di un dattiloscritto in libro. Ovviamente il suo compito è quello di migliorare, e quindi di fare, volta per volta, quello che lui ritiene possa servire per elevare la qualità del prodotto. Lavora, in genere, fianco a fianco con l’autore a cui, se necessario, propone modifiche, cambiamenti (e qualche volta anche integrazioni), sia stilistici che contenutistici.

Propone inoltre l’aggiunta o l’eliminazione di capoversi o di titoli di paragrafi: interviene, dunque, su qualsiasi cosa sia contenuta nel testo. Queste prime modifiche vengono realizzate sui file Word che permettono modifiche continue e sempre aggiornate, evitando inoltre di effettuare stampe inutili.

La bozza cartacea è il frutto degli “accordi” tra redattore e autore. È su di essa che si verificherà l’esistenza o meno di modifiche, correzioni contenutistiche e stilistiche, nonché l’applicazione delle regole di editing specifiche adottate dalle singole case editrici. Solo quando ci si è assicurati della realizzazione di questi accorgimenti sul supporto cartaceo, il redattore licenzia il testo attraverso il “visto si stampi”, una firma che ne autorizza, appunto, la stampa.

A volte, soprattutto nelle grandi case editrici, si può trovare il correttore di bozze, al quale spetta il compito di leggere e correggere il testo segnalando eventuali errori di composizione o di battitura: i cosiddetti “refusi”.

Altro organo, presente soprattutto nelle grandi case editrici, è il comitato scientifico che, composto dai direttori delle diverse collane (e, in alcuni casi, anche da consulenti esterni), può migliorare, rafforzare o addirittura creare una nuova linea editoriale. Si tratta comunque sempre di consulenti e il potere decisionale è sempre nelle mani del direttore editoriale o dell’editore.

Segmento importante delle aziende editrici è il grafico, che, a seconda delle mansioni svolte, prenderà il nome di grafico pubblicitario o editoriale. Il primo lavora sulle immagini, progetta le copertine, le pubblicità, in modo da trasformare in codice visivo il contenuto del libro.

Oltre a disegnare il progetto grafico di un testo o di una collana, si occupa anche di “lettering”, ossia sceglie il carattere delle lettere e di tutte le scritte che compaiono in copertina e in controcopertina (nome dell’autore, titolo, biografia dell'autore, ecc.). Il suo lavoro avviene in strettissimo contatto con il redattore che lo aiuterà a tradurre i contenuti in immagini chiare e accattivanti. Il grafico editoriale, o compositore, invece, è una sorta di “dattilografo evoluto”: impagina il testo, applica ciò che gli viene segnalato: esegue ma non “crea”.

Gli organi commerciali.

Il contrattualista è colui che si interessa di stilare i contratti, ma sempre dopo aver ricevuto le indicazioni dalla redazione o dal direttore editoriale che è il cervello di tutto. Diverse sono le tipologie di contratto: si parte dall’editore che chiede ad un autore di scrivere un tal libro e, per questa ragione, gli attribuisce già un anticipo, all’autore che – pur di vedere pubblicata la propria “Piccola/grande opera” – paga, a mo’ di contributo economico, l’editore; dall’editore che paga solo se il libro sarà scritto, o solo se avrà un mercato effettivo (cioè solo se si venderà) o, ancora, solo se su di esso avrà delle percentuali, all’autore che paga l’editore, ecc. In ogni caso, il diritto d’autore è fonte importante per la scelta della tipologia di documento da realizzare. Il contrattualista, quindi, seguendo le indicazioni del direttore editoriale, redigerà il contratto, pagherà gli eventuali diritti d’autore, incasserà gli eventuali contributi, ecc.

L’ufficio commerciale è il settore che segue i rapporti con i distributori, con le librerie e con i clienti singoli predisponendo, in stretto rapporto con il magazziniere, le varie spedizioni.

Una figura particolare dell’ufficio commerciale è quella del promotore. Il suo compito è quello di convincere il distributore editoriale che un determinato libro è valido e che si venderà benissimo per motivi specifici. Se il distributore editoriale avrà creduto al promotore, nel suo giro tra le librerie proporrà il libro tra i primi, e a sua volta convincerà il libraio ad acquistare un buon numero di copie.

Questa nostra breve carrellata si conclude con l’evidenziare, seppur in breve (meglio lo definiremo in una successiva fase specifica) il compito dell’ufficio relazioni esterne.

Nella sua prima diramazione, quella dell’ufficio stampa, si occupa di curare il rapporto con i giornali; il suo scopo è, dunque, l’uscita di recensioni quanto più rilevanti tanto dal punto di vista qualitativo quanto da quello quantitativo. La mission dell’ufficio eventi è, invece, quello dell’organizzazione delle presentazioni, della partecipazione a premi e concorsi, ecc. Il compito dell’ufficio web è, invece, quello di aggiornare il sito con le varie novità emergenti in azienda (pubblicazione di nuovi libri, presentazione dei libri stessi, recensioni particolarmente importanti, ecc.).

Diverse tipologie di case editrici.

Se la struttura interna di una casa editrice è più o meno sempre la stessa (a prescindere se si tratti di un editore di poesie, di testi scientifici, di varia o per ragazzi), quello che cambia è la modalità di lavoro, soprattutto in termini di tempi e tirature.

Ad esempio l’editore di varia pubblica saggi e narrativa (anche per ragazzi): i suoi libri escono durante tutto l’anno e vengono pubblicizzati attraverso presentazioni ed incontri, ma anche attraverso i siti internet e gli house organ (riviste, anche cartacee, e giornali).

L’editore scolastico, invece, non pubblica i volumi durante tutto l’anno, ma lo fa in un periodo ben preciso (in genere nei primi mesi dell’anno). Non organizza incontri o conferenze stampa, ma cerca di pubblicizzare i testi arrivando, attraverso i suoi rappresentanti, direttamente al docente che si occupa della materia trattata dal libro, e che dovrà decidere se adottare o meno quel libro per l’anno successivo. In questo modo la casa editrice scolastica saprà quanti libri pubblicare in base alle adesioni, a differenze della casa editrice di varia che, attraverso un pronostico, dovrà calcolare la prima tiratura. I libri scolastici, per contro, non sono presenti nelle librerie, per cui la loro diffusione sarà determinata quasi esclusivamente dalla decisione del docente.

Anche i grandi volumi, le grandi opere o le enciclopedie non sono, in genere, vendute in libreria, ma attraverso i rappresentanti che ne illustrano i dettagli. Essendo opere spesso molto costose, nonostante il loro scarso, a parte le enciclopedie, contenuto scientifico, si proporrà al cliente il pagamento rateale, ecco perché le case editrici di questo tipo prenderanno il nome di case editrici rateali. Anche in questo caso, l’editore, in base agli ordini, potrà calcolare il numero di copie da realizzare.

L’editore d’arte realizza in genere volumi molto costosi, anche per le immagini contenute. Esistono, in questo settore, editori che realizzano solo i cataloghi delle mostre i quali, nella maggior parte dei casi, sono venduti, oltre che in libreria, anche nel luogo dove la mostra si svolge o all’interno dei musei dove è stata realizzata.

Si intuisce facilmente, quindi, che l’organizzazione, nella realizzazione e nella vendita, è peculiare ad ogni casa editrice... e non potrebbe essere altrimenti.
_____________________________

Fulvio Mazza e Germana Luisi

(Pur in stretto ambito di collaborazione, l’introduzione e il primo paragrafo sono da attribuirsi a Fulvio Mazza, il secondo e il terzo paragrafo a Germana Luisi)

(direfarescrivere, anno III, n. 14, aprile 2007)
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MessaggioInviato: Dom Apr 15, 2007 12:41 pm    Oggetto: Adv






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