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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Marcel Proust
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 12:49 pm    Oggetto:  Marcel Proust
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Marcel Proust

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Marcel Proust.

Valentin-Louis-Georges-Eugène-Marcel Proust (Parigi 10 luglio 1871 - 18 novembre 1922) fu un famoso intellettuale, romanziere, saggista e critico francese, conosciuto per essere l'autore della nota opera Alla ricerca del tempo perduto, caposaldo letterario di ogni tempo.

Indice

1 Biografia
1.1 La malattia
1.2 Allievo modello
1.3 Volontario al Reggimento di fanteria
1.4 Lo sforzo di mascherare
1.5 Il letterato snob
1.6 Dopo la laurea in legge
1.7 Le amicizie
1.8 La prima pubblicazione: Les Plaisir et les Jours
1.9 Il duello
1.10 La partecipazione attiva all'affare Dreyfus
1.11 La collaborazione con Le Figaro
1.12 La morte dei genitori
1.12.1 Marcel Proust e il denaro
1.13 La stanza foderata di sughero
1.14 Il premio Goncourt
1.15 La morte
2 Opere
2.1 Jean Santeuil : il romanzo incompiuto
2.2 La prefazione a La Bible d'Amiens
2.3 Sur la lecture
2.4 Contre Sainte-Beuve l'incubazione della Recherche
2.5 À la recherche du temps perdu
3 Gli amici di Marcel Proust
4 I luoghi di Marcel Proust
5 Proust e la critica letteraria.
5.1 La critica letteraria nel '900
5.2 La critica letteraria all'inizio del 2000
6 La testimonianza di Joseph Czapski
7 Curiosità

*******************

Biografia

Marcel Proust nasce a Auteuil nella casa degli zii materni da una famiglia di origini alto borghesi: il padre, Adrien Proust, era un medico di fama internazionale, specialista di malattie orientali, con incarichi universitari e statali, e aveva sposato Jeanne Weil, donna colta e sensibile, proveniente da una famiglia ebrea ma non praticante.

I genitori di Marcel abitavano nel quartiere del Boulevard Haussmann, a Parigi, ma nella primavera del '71, allo scoppio del moto insurrezionale della Comune, decisero di trasferirsi provvisoriamente ad Auteuil, residenza ritenuta più tranquilla e più conveniente per le condizioni di Jeanne, in attesa allora del suo primogenito.

Con il normalizzarsi della situazione, i Proust tornano a Parigi stabilendosi al 9 Boulevard Malesherbes dove abiteranno per trent'anni. Nasce qui, il 24 maggio 1873, il secondogenito Robert, fratello dello scrittore.

La malattia

I Proust si trasferivano spesso e per lunghi periodi di tempo nella casa di Auteuil dove era la casa natale di Marcel e che sarà il modello di Combray nella Recherche. In questa casa il piccolo Marcel è colpito dalla sua prima crisi di soffocamento a causa dell'asma, giudicata dai medici di natura psicosomatica, che sarà la prima di una lunga serie che travaglierà Proust fino a causarne la morte.

I Proust si spostano spesso in località dove il figlio possa trovare riparo in certi mesi stagionali dall'asma, come Trouville, Cabourg e altre spiagge della Normandia. A Pasqua di ogni anno si recano poi a Illiers per trascorrere le vacanze ospiti del cognato Amiot, un mercante di tessuti che aveva sposato la zia paterna di Marcel, Elisabeth, che figurerà tra i personaggi della Recherche.

Nella tranquillità di quei luoghi, il piccolo Marcel legge Dickens e George Eliot e si appassiona al Capitan Fracassa di Théophile Gautier, ma, a causa degli attacchi d'asma dovuti al polline della campagna, dovrà presto interrompere la consuetudine delle vacanze primaverili.

Allievo modello

Segue intanto i corsi preparatori "Pape-Carpentier", nel 1882 si iscrive al prestigioso liceo Condorcet e nel 1887 inizia a seguire i corsi liceali di retorica per la preparazione al baccalaureato conseguendo agli esami, nel 1888, il premio d'onore in composizione. Nell'ottobre dello stesso anno incomincia a frequentare i corsi di filosofia con il professor Alphonse Darlu, che eserciterà su di lui una notevole influenza, e nella dissertazione di francese per il baccalaureato, nell'estate del 1889, ottiene il premio d'onore.

Volontario al Reggimento di fanteria

Viene intanto introdotto nel salotto di Mme de Caillaver, ma il 15 novembre 1889 è volontario al 76° Reggimento di fanteria a Orléans per un periodo di ferma della durata di un anno. Grazie alla posizione del padre, che era ispettore generale dei servizi sanitari, Marcel trova tutti gli ufficiali ben disposti nei suoi riguardi. Conosce Robert de Billy, scrive ogni giorno una lettera alla famiglia e quasi ogni settimana, quando è in permesso, ne approfitta per andare a Parigi al tè domenicale di Mme de Caillavert, dove si invaghisce della fidanzata di Gaston, il figlio di Mme de Caillavert, che ispirerà il personaggio di Gilberte della Recherche.

Alla fine del corso di volontariato, il giovane Marcel, essendo risultato 63° su 64° allievi partecipanti, non ottiene di rimanere sotto le armi e così si iscrive alla Facoltà di Legge e a quella di Scienze politiche.

Lo sforzo di mascherare

L'esperienza militare, anche se terminata in modo deludente, corrisponde a un periodo di un certo benessere fisico: sia nel corpo sia nella sfera più profonda degli affetti, un tentativo di diventare come tutti gli altri. Ma il tentativo fallisce, i suoi disturbi si aggravano e Marcel sa ormai che è un malato di asma cronica e inguaribile: sarà nel personaggio del suo primo romanzo, Jean Santeuil, che egli rifletterà questa coscienza della salute perduta. Marcel sa ormai anche un'altra cosa: di essere un omosessuale. Agli altri egli cercherà di tenerlo nascosto fino alla morte della madre ma già in Jean Santeuil vi sono dei passaggi di cui sfugge il significato se non si sostituisce al pronome femminile il pronome maschile. A questo processo di mascheramento lo scrittore ricorrerà anche in seguito, e Albertine, personaggio delle Jeunes filles en fleurs, è sicuramente identificabile con un uomo.

Certamente questo sforzo continuo di mascherare la sua natura lo tiene in costante tensione e farà dire più tardi ad André Gide: «Questa indecisione, che, per nutrire la parte eterosessuale del suo libro, gli aveva fatto trasporre a l'ombre des jeunes filles tutto ciò che i suoi ricordi di omosessuale gli proponevano di grazioso, di tenero e di affascinante, di modo che non gli era restato più per Sodoma che del grottesco e dell'abbietto».

Frequenta sempre gli amici Gaston e Jeanne continuando a corteggiarla, ma nel 1893 ella sposerà Gaston.

Il letterato snob

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Robert de Montesquiou, modello del Charlus, della Recherche.

Nel 1891 pubblica un gruppo di nove prose sulla rivista "Revue Blache", fondata dagli amici del liceo Condorcet. In quell'anno si dedica alla vita salottiera e culturale e, a casa di Mme Charlotte, incontra Jacques-Emile Blanche, pittore e amico di un gruppo di inglesi che soggiornano a Dieppe assieme a Oscar Wilde. Sarà l'amico Blanche ad eseguire il ritratto dello scrittore che verrà esposto al Salon nel 1892.

Per un lungo periodo fino al 1910, con la parentesi dovuta alla morte dei genitori, la vita di Marcel si riempirà di ricevimenti, vacanze e amicizie più o meno profonde: Proust si avvia a diventare il cantore della Belle époque dopo averla conosciuta a fondo, tramandandone nel migliore dei modi il grande fascino. All'apparenza schiavo di uno snobismo esagerato, Proust scrivendo la Recherche dimostrerà come anche questa malattia spirituale possa venire sublimata nell'arte.

Dal marzo del 1892 al marzo del 1893 collabora al "Banquet", rivista fondata da un gruppo di ex allievi del liceo Cordorcet, tra cui Daniel Halévy, Robert Dreyfus, Henri Barbusse, Léon Blum.

Nel marzo del 1893 conosce, ad una riunione mondana in casa di Mme Lemaire, Robert de Montesquiou, discendente da Blaise de Montluc e dal famoso D'Artagnan, e imparentato con le più note famiglie della nobiltà europea. Dandy, scrittore, poeta, esteta, figura mondana, Montesquiou era celebre (e temuto) per il suo sarcasmo tagliente.

Notoriamente omosessuale, non è mai stato chiarito se inizialmente fra lui e Proust ci sia mai stata una relazione; tuttavia sarebbe diventato il modello principale del Charlus proustiano e sarebbe rimasto in amicizia con lo scrittore fino alla morte.

Nell'ottobre del 1893 Proust supera intanto gli esami finali di legge, ma dopo quindici giorni trascorsi presso lo studio di un avvocato si rende conto di non essere assolutamente interessato alla carriera forense e decide d'iscriversi alla facoltà di lettere.

Dopo la laurea in legge

Nel dicembre del 1893 vengono pubblicate sulla "Revue Blanche" sei prose che, riunite alle precedenti e illustrate dagli acquarelli di Mme Lemaire, andranno a comporre il volume Les Plaisir et les Jours, che apparirà solamente nel 1896.

Nell'inverno del 1893-1894 frequenta le riunioni del sabato in casa del poeta Heredia, incontrandovi gli scrittori Pierre Louys, Henry de Régnier, André Gide e Paul Valéry.

Incontra in maggio la contessa Greffulhe e la rivede ad una festa data dal conte a Versailles. In questa occasione scrive una cronaca mondana per il "Gaulois" dal titolo Une féte littéraire à Versailles. Sarà la contessa Greffulhe ad ispirare in parte il personaggio della duchessa Oriane de Guermantes della Recherche e quello della principessa di Guermantes.

Le amicizie

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Reynaldo Hahn.

Nell'estate incontra al castello di Réveillon (Seine-et-Marne) Reynaldo Hahn, giovane musicista per metà ebreo proveniente da Caracas, iniziando una lunga amicizia (che si suppone sia sfociata in una breve relazione).

Ottiene intanto, nel marzo del 1895, la licenza in lettere, e il 9 giugno dopo regolare concorso viene assunto presso la biblioteca Mazarine come assistente non retribuito, ma si assenta spesso dal lavoro. A partire da questo anno inizia a leggere intensivamente Ralph Waldo Emerson, Carlyle e Ruskin. Queste letture, in particolare il primo autore, modelleranno la sua concezione estetica.

In luglio si reca con la madre a Kreuznach, in Germania, e poi soggiorna a lungo a Saint-Germain-en-Laye con Reynaldo Hahn, al quale dedica la novella La mort de Baldassar Silvande, che appare nella "Revue Hebdomadaire" il 29 ottobre 1895. Ormai diventato inseparabile da Hahn, passa con lui il mese di agosto a Dieppe e in settembre compie, sempre con l'amico, un viaggio nell'isola di Belle-Ile, a sud della costa bretone.

Nell'autunno intanto ha conosciuto Lucien Daudet, figlio dello scrittore Alphonse Daudet, futuro campione dell'antisemitismo francese e sostenitore del movimento reazionario dell'Action Française, diventandone amico, avvenimento che causerà una temporanea rottura tra Marcel e Reynaldo.

Per Lucien, Proust prova quella che lui definiva un'"affezione" (le lettere fra il ventiquattrenne Marcel e il diciassettenne Lucien sono state pubblicate). La relazione fra i due sarebbe durata sino al 1901.

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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 12:49 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 12:54 pm    Oggetto:  Marcel Proust
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La prima pubblicazione: Les Plaisir et les Jours

Il 13 giugno 1896 esce presso l'editore Calmann-Lévy il volume Les Plaisir et les Jours con la prefazione di Anatole France, che viene accolto tiepidamente dalla critica e presto dimenticato.
Solo più tardi si riconoscerà a Les Plaisir et les Jours il merito di contenere quelle suggestioni di volti e luoghi che saranno sviluppati in Jean Santeuil e nella Recherche.

Il duello

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Jean Lorrain. Caricatura di Sem (Georges Goursat, 1863-1934).

Continua la frequentazione del giovane Lucien Daudet, con il quale trascorre una settimana a Fontainebleau, ma il 3 febbraio 1897 il giornalista Jean Lorrain (anch'egli, peraltro, omosessuale) firmandosi Restif de la Bretonne attacca Proust personalmente sulle pagine del "Journal", insinuando apertamente che fra Marcel e Lucien Daudet esista una relazione omosessuale. Ne seguirà un duello alla pistola tra Proust e Lorrain, dal quale ambedue escono indenni.

Marcel, che è colpito da un nuovo attacco d'asma, inizia a prendere l'abitudine, che manterrà sempre, di dormire di giorno dalle 8 alle 4 del pomeriggio e di rimanere sveglio di notte.

La partecipazione attiva all'affare Dreyfus

Nei primi mesi del 1899 segue con partecipazione attiva gli sviluppi dell'affare Dreyfus e si reca di persona da Anatole France per ottenere la firma dello scrittore al manifesto degli intellettuali che richiedono la revisione del processo. Sarà anche assiduo al processo a carico di Émile Zola parteggiando per l'imputato, e sempre in quel periodo invierà a Picquart, che si trova in carcere, una copia del libro Les Plaisir et les Jours.

Da qualche tempo, intanto, Proust si sta interessando allo scrittore John Ruskin: inizia la traduzione della sua opera con l'aiuto dell'amica Marie Nordinger.

La collaborazione con Le Figaro

Il 13 febbraio del 1900 inizia la sua collaborazione con Le Figaro per una serie di articoli mondani sui salotti parigini, collaborazione che durerà sino al 1903. Cessa intanto ogni rapporto di lavoro con la biblioteca Mazarine.

In aprile compie un viaggio con la madre a Venezia, dove incontra Reynaldo e Marie Nordinger, con la quale porta a termine la traduzione della Bible d'Amien. Il 1° aprile appare su "La Gazete des Beaux-Arts" la prima parte del suo saggio su Ruskin, mentre la seconda apparirà in agosto.

La morte dei genitori

Proust entra nuovamente in contatto con l'ambiente mondano dei giovani aristocratici del faubourg Saint-Germain, fra cui il conte Bertrand de Salignac-Fénelon, che apparirà come Bertrand de Réveillon nel Jean Santeuil e come Saint-Loup nella Recherche.

Dal 2 al 29 ottobre compie un lungo viaggio con il nuovo amico: Parigi, Bruges, Aversa, Amsterdam, Dordrecht, Delft, L'Aia, Haarlem. Trascorrono così due anni abbastanza sereni, anche se, a causa del peggioramento della forma asmatica, Proust preferisce incontrare gli amici a casa propria invece che al caffè.

Nel febbraio del 1903 si sposa il fratello Robert, che è divenuto medico come il padre Adrien Proust, che il 26 novembre dello stesso anno muore.

Nel febbraio del 1904 esce la traduzione della Bible d'Amiens. Sono intanto diradati gli incontri con gli amici: Proust lascia raramente la sua abitazione e lavora alla traduzione di un'altra opera di Ruskin, Sésame et les Lys.

Il 26 settembre la madre muore, lasciando Marcel distrutto dal dolore.

Marcel Proust e il denaro

Alla morte della madre l'eredità venne divisa tra i due fratelli Proust.Jean-Yves Tadiè, suo importante biografo, ha calcolato sulla base della minuta della successione presso il notaio, in valori 1990, un capitale di 42 milioni di franchi francesi (il cambio era di circa 300 lire e quindi sono circa 12 miliardi di lire) a disposizione di Marcel Proust.

Come investitore Proust appartiene alla categoria che compra quando un titolo sale e vende quando scende. La Borsa lo distrae dall'impegno della scrittura (così come il casinò d'estate ove gioca molto), e la sua sensibilità lo spinge verso titoli con un bel nome fantasioso ed esotico: Ferrovie del Messico, Miniere d'oro australiane, Ferrovie del Tanganica, Tram, Light and Power di Buenos Aires sono i suoi preferiti. Nel 1914, alla vigilia della grande guerra, Proust perse molto denaro per il ribasso che le Borse ebbero in quel periodo.

Così Marcel è considerato completamente incapace di "fare il contabile", di capire appieno il valore del denaro: è molto generoso, fa mance e regali principeschi (basti ricordare che ad Agostinelli voleva regalare un aeroplano che infatti fu ordinato anche se non consegnato; e forse regalò anche una Rolls-Royce, citata nella Recherche). Nel suo animo non tiene in alta considerazione i beni terreni, in particolare i mobili, le case (con il fratello terrà solo per 12 anni la casa dei genitori) e le collezioni.

In tutta la Recherche in sostanza non ci sono numeri, né tanto meno prezzi (nel Tempo ritrovato dice: «Le opere che contengono teorie sono come oggetti su cui si sia lasciato il prezzo») e neppure le date in cui avvengono i fatti. Per Proust lo spirito e il cuore sono tutto.

Dopo la morte dei genitori Proust preferisce non ricevere più gli amici a casa sua e prende l'abitudine di fare inviti e soggiornare anche per settimane intere all'Hôtel Ritz a place Vendôme, uno dei più lussuosi alberghi di Parigi: ancora oggi questo albergo mantiene al primo piano una stanza dedicata a Marcel Proust.

La stanza foderata di sughero

Perdurano le crisi e Proust, dopo aver sospeso ogni attività letteraria per ben due anni, si trasferisce in un appartamento sul boulevard Haussmann 102, dove farà approntare, nel 1910, una stanza da letto rivestita di sughero, conducendo una vita da recluso completamente dedicata alla scrittura del romanzo Alla ricerca del tempo perduto (À la Recherche du Temps Perdu), di cui celeberrimo è l'incipit - citatissimo - "Longtemps, je me suis couché de bonne heure..." (trad.: A lungo, mi sono coricato di buonora...).

Il premio Goncourt

Nel 1919 grazie al secondo volume All'ombra delle fanciulle in fiore Proust vinse il Goncourt, il premio letterario più importante di Francia, e lo vinse per sei voti contro i quattro a favore del secondo classificato: Roland Dorgeles, autore di Les Croix de bois.

Nel 1920 Marcel Proust è nominato cavaliere della Legion d'Onore.

La morte

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La Tomba di Proust a Père Lachaise.

Nel pomeriggio del 18 novembre 1922, in seguito a un nuovo e peggiore attacco bronchiale, muore nella casa di rue Hamelin. I funerali si svolgeranno nella Chiesa di Saint-Pierre de Chaillot, alla presenza di molti personaggi rappresentativi dell'arte, della letteratura, della nobiltà e della diplomazia.

Marcel Proust riposa nel cimitero delle glorie di Francia di Père Lachaise.
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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 1:04 pm    Oggetto:  Marcel Proust
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Opere

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John Ruskin.

Nella produzione letteraria di Marcel Proust vanno ricordate le prefazioni alle due opere dello scrittore inglese John Ruskin: la Bible d'Amiens (1904) e Sésame et les lys (1906).

-Mélancolnique villégiature de Madame de Bryves (1893)
-L'indifferent (novella del 1893 ma pubblicata nel 1896)
-Les plaisir et les jours 1896
-Sur la lecture (1905)

Dal 1895 al 1900 lavora al romanzo Jean Santeuil che resterà incompiuto e inedito sino al 1952.

Nel 1908 inizia il saggio Contre Sainte-Beuve che verrà pubblicato postumo nel 1954.

Jean Santeuil: il romanzo incompiuto

Nel 1952 uno studioso rinviene, in un armadio della nipote di Marcel Proust, un manoscritto costituito da fogli sparsi e quaderni che riordinati verranno pubblicati come romanzo giovanile postumo (circa 700 pagine) dal titolo "Jean Santeuil". Proust infatti aveva iniziato questo lavoro nel 1895 e dopo quattro anni, insoddisfatto, lo aveva buttato nell'armadio.

Dopo questo tentativo di costruire un'opera originale, Proust aveva dedicato sei anni alla traduzione e al commento di due opere dell'inglese John Ruskin (esteta e storico dell'arte), e solo al termine di questo tormentato periodo (in cui avvenne la morte dei suoi genitori) aveva ripreso fiducia nelle proprie capacità artistiche.

La critica letteraria appare concorde nel ritenere che Jean Santeuil non riveli aspetti proustiani sconosciuti ma che sia di grande aiuto a comprendere meglio quello che la Recherche ha proposto alla nostra meditazione.

Ecco degli estratti:

La dedica: «Mi è lecito chiamare romanzo questo libro? È forse qualcosa di meno e molto di più: l'essenza medesima della mia vita qui distillata, senza nulla aggiungervi, quale cola dalle fessure delle ore. Questo libro non è mai stato composto; è stato raccolto.»

L'inizio: «Ero venuto, insieme ad un amico, a trascorrere il mese di settembre a Kerengrimen...»

La fine: «L'opera di vita e di morte, l'opera del tempo non aveva tregua.»

La prefazione a La Bible d'Amiens

Nel 1904 è pubblicata La Bible d'Amiens, scritta da John Ruskin nel 1885, nella traduzione di Marcel Proust (in Italia la traduzione del 1946 è di Salvatore Quasimodo). Proust aveva ancora una conoscenza scolastica dell'inglese, ma questo non costituì un ostacolo per lui, ritenendo Ruskin un suo grande maestro. Oltre alla traduzione del testo di Ruskin, Proust scrisse la prefazione (60 pagine per un testo di circa 120). Questo libro ha due dediche: una di Proust, che dedica la traduzione a suo padre morto nel 1903, e quella a un pensiero di Ruskin.

Proust aveva abbandonato il romanzo Jean Santeuil scritto dal 1895 al 1900 perché non lo aveva soddisfatto, così la sua creatività si era esercitata solo sugli articoli mondani di Le Figaro. Una lunga stagione per mettere a fuoco le sue idee sul lavoro dello scrittore, sullo scopo della letteratura e su come questa ci può aiutare a conoscere noi stessi.

Seguiamo le parole di Marcel Proust:

Il piacere dello scrittore: «Quando si lavora per piacere agli altri si può non raggiungere lo scopo; ma le cose che si compiono per far piacere a noi stessi hanno sempre la probabilità di interessare qualcuno».

Il metodo dello scrittore: «Scrivendo il suo libro, Ruskin non si è preoccupato di lavorare per voi, egli non ha fatto altro che pubblicare il suo ricordo e aprirvi il suo cuore».

La forza della letteratura: «Poiché le parole del genio possono, altrettanto bene come lo scalpello, dare alle cose una forma immortale. Anche la letteratura è una lampada del sacrificio che si consuma per illuminare i posteri».

L'uomo di genio: «I suoi pensieri, in un certo senso, gli vengono come prestati durante la sua vita, di cui essi sono i compagni. Alla sua morte essi ritornano all'umanità alla quale servono d'insegnamento».

La bellezza dell'arte: «So che la bellezza di un quadro non dipende dalle cose che vi sono rappresentate».

Come arrivare a conoscere noi stessi: «Non esiste modo migliore per giungere ad avere coscienza di ciò che sentiamo noi stessi se non cercando di ricreare in noi quello che ha sentito un maestro. In questo sforzo profondo noi portiamo alla luce, con il suo, il nostro stesso pensiero».

Sur la lecture

Nel 1905 Proust scrive per "La renaissance latine" un lungo saggio (circa 60 pagine) dal titolo Sur la lecture. In questo periodo Proust sta esaurendo l'interesse verso John Ruskin e nel 1906 userà questo saggio come parte della prefazione a Sèsame et les Lys, ultima traduzione dei romanzi di Ruskin. Sèsame et les Lys è diviso in due parti: Des trèsor des rois (dove Ruskin espone la sua teoria della lettura) e Des jardins des reines, dedicato all'educazione delle fanciulle.

Con questo lavoro terminano i sei anni che Proust ha dedicato a Ruskin. Ora Proust sa che deve scegliere tra continuare a leggere gli altri e scrivere, sostituendo con le proprie idee quelle di Ruskin.

Da questo momento comincia a mettere a punto la Recherche. Va notato infatti che nel saggio Sur la lecture Proust contesta le opinioni che aveva Ruskin sullo stesso tema. Nel volume All'ombra delle fanciulle in fiore infatti, Proust fa dire ad un personaggio: «Far finta di leggere le Stones of Venice di Lord John Ruskin, lugubre scocciatore, uno dei più barbosi gaglioffi del mondo».

Ecco alcuni passi:

Sulle letture giovanili (inizio del saggio Sur la lecture): «Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti, quelli passati in compagnia del libro prediletto (…) un ricordo talmente dolce (…) che ancora oggi, se ci capitano tra le mani i libri di un tempo, li sfogliamo come fossero gli unici calendari conservati dei giorni passati e ci aspettiamo di vedere, riflessi sulle loro pagine, le case e gli stagni che non esistono più.»

Sui caratteri propri della lettura (in polemica con Ruskin): «Ho cercato di sostenere che la lettura non dovrebbe essere assimilata ad una conversazione, sia pure con l'uomo più sapiente; la differenza essenziale tra un libro e un amico, non consiste nella loro maggiore o minore saggezza, ma nel modo in cui comunichiamo con loro; la lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ognuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando in pratica a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali».

Confronto tra scrittore e lettore: «Sentiamo che la nostra sapienza comincia dove quella dell'autore finisce, e vorremmo che ci desse delle risposte laddove tutto ciò che può fare è fornirci dei desideri.(…) che significa forse che non possiamo ricevere la verità da nessuno e che dobbiamo crearcela da soli».

I limiti della lettura: «La lettura è la soglia della vita spirituale, può introdurci in essa ma non costituirla».

Il processo che deve avviare la lettura: «Esistono degli spiriti cui una sorta di pigrizia impedisce di scendere spontaneamente nelle regioni profonde di se stessi, dove comincia la vera vita dello spirito.(…) nella semplice solitudine la coscienza pigra non può trovare nulla e nemmeno la più sofisticata conversazione può esserle utile (…) ciò che le è necessario è un intervento capace di suscitare un movimento profondo, e la possibilità di accogliere nella solitudine lo stimolo di un altro spirito. Questo processo è proprio della lettura (…) quando la lettura è per noi l'iniziatrice le cui magiche chiavi ci aprono al fondo di noi stessi quelle porte che noi non avremmo mai saputo aprire, allora la sua funzione nella nostra vita è salutare».

Contre Sainte-Beuve l'incubazione della Recherche

Tra il 1908 e il 1909 Proust si mette al lavoro su più progetti letterari. I critici distinguono due filoni che s'intrecciano: uno è quello che viene chiamato Contre Sainte-Beuve (che Proust ad un certo punto abbandona) e l'altro è quello che diventerà la Recherche.

Le bozze del saggio di critica letteraria ed estetica Contre Sainte-Beuve diventeranno un libro solo nel 1954. In esso Proust spiega bene per quale motivo è spinto a scrivere, e questo è un motivo così profondo che l'aiuterà a superare tutti gli ostacoli che troverà sulla sua strada per diventare scrittore. Marcel Proust, infatti, scrive: «Sono giunto a un momento della mia vita o, se si preferisce, mi trovo in quelle circostanze in cui si può temere che le cose che più desideravamo dire,(…), ma che non abbiamo letto da nessuna parte, che si può presumere non verranno mai dette se non lo diciamo noi, (…), non si possa più, improvvisamente, dirle. Noi ci consideriamo come i depositari, soggetti a scomparire da un momento all'altro, di segreti intellettuali esposti a scomparire con noi. E vorremmo vincere la forza d'inerzia della nostra pigrizia anteriore, obbedendo al bel comandamento del Cristo nel Vangelo di san Giovanni: Lavorate finché avete ancora la luce».

Alcuni passaggi:

Limiti della memoria volontaria (inizio del saggio): «Ogni giorno attribuisco minor valore all'intelligenza. Ogni giorno mi rendo sempre meglio conto che solo indipendentemente da lei lo scrittore può cogliere nuovamente qualcosa delle sue impressioni, ossia qualcosa di lui stesso e la sola materia dell'arte. Quel che l'intelligenza ci restituisce sotto il nome di passato, non è tale (…) quest'inferiorità dell'intelligenza tocca tuttavia all'intelligenza stabilirla. Perché, se non merita la suprema corona, essa sola è capace di assegnarla. E, se non occupa nella gerarchia delle virtù che il secondo posto, solo lei può proclamare che il primo spetta all'istinto».

I grandi libri: «Nel nostro mondo imperfetto in cui i capolavori artistici non sono che i rottami naufragati di grandi intelligenze».
Il metodo di Sainte-Beuve: «Per me la letteratura non è distinta o, per lo meno, separabile dal resto dell'uomo e della sua organizzazione».

La teoria di Proust: «Un libro è il prodotto di un io diverso da quello che si manifesta nelle nostre abitudini, nella vita sociale, nei nostri vizi».

À la recherche du temps perdu

Alla ricerca del tempo perduto (À la recherche du temps perdu) è un romanzo, scritto tra il 1908-1909 e il 1922, e pubblicato nell'arco di quattordici anni, tra il 1913 e il 1927, gli ultimi tre volumi postumi.

L'opera è suddivisa per meri motivi editoriali in sette volumi:

-Dalla parte di Swann (1913)
-All'ombra delle fanciulle in fiore (premio Goncourt, 1919)
-I Guermantes (1920)
-Sodoma e Gomorra (1921-1922)
-La prigioniera (1923)
-La fuggitiva o anche Albertine scomparsa (1927)
-Il tempo ritrovato (1927)

Ne Dalla parte di Swann Proust ha inserito un vero e proprio "romanzo nel romanzo" col titolo Un amore di Swann.
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 1:07 pm    Oggetto:  Marcel Proust
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Gli amici di Marcel Proust

Per meglio capire come Proust sia potuto arrivare a comprendere fino in fondo l'animo umano può anche essere d'aiuto ricordare i più importanti tra i suoi amici. I lunghi anni trascorsi in società gli hanno procurato la cattiva fama di dilettante snob, in realtà egli ha utilizzato tutta la sua esperienza mondana per comporre la grande opera: nella miriade di personaggi sono stati utilizzati dettagli fisici, morali e comportamentali osservati per lunghi anni.

I luoghi di Marcel Proust

Approfondire la conoscenza dei luoghi descritti da Proust permette di capire meglio la sua capacità di trasfigurare la realtà pur restandole fedele.

È importante conoscere i luoghi proustiani perché l'enorme sensibilità dello scrittore ha avuto spesso contraccolpi in base ai mutamenti d'abitazione. Nello stesso modo i luoghi a lui cari sono stati largamente inseriti nelle sue opere. Molti ammiratori di Proust amano ripercorrere le strade e i luoghi da lui frequentati.

Proust e la critica letteraria.

Decine di critici letterari in tutto il mondo hanno dato il loro parere sull'opera di Proust. La critica letteraria si è evoluta col tempo, dando di volta in volta preminenza ad aspetti diversi degli scritti di Proust.

La critica letteraria nel '900

Nel '900 i critici hanno privilegiato, di Proust, la padronanza della sintassi, le leggi che regolano il suo periodare, la struttura del racconto e il suo procedere, la costruzione dei personaggi e le loro somiglianze con persone reali che Proust conosceva.

In ambito internazionale si può segnalare la lettura mimetica dell'opera di Proust da parte dell'antropologo francese René Girard.

Tra i più importanti critici italiani che hanno scritto su Proust vanno ricordati:

Giacomo Debenedetti, che già nel 1925 scriveva un lungo saggio su Proust e indicava: «Proust: ormai tutti sanno di che si tratta»;
Giovanni Macchia, che ha scritto L'angelo della notte;
Pietro Citati, La colomba pugnalata;
Giovanni Raboni, poeta, che ha tradotto l'intera Recherche di Proust.

La critica letteraria all'inizio del 2000

A ottant'anni dalla morte di Proust la critica letteraria tende ora a mostrare la sua capacità di insegnarci come affrontare la vita, privilegiando la sua sapienza.

Basti ricordare due libri recenti:

Alain De Botton con Come Proust può cambiarvi la vita: già il titolo spiega l'intento dell'autore.
Harold Bloom, critico letterario americano, nel libro La saggezza dei libri individua una serie di libri/autori che in tremila anni hanno contribuito ad aiutarci a raggiungere la saggezza, e scrive: «Mettersi a competere con Omero, Shakespeare e Proust è un'impresa disperata, salvo che a farlo non siano Eschilo, Cervantes e Joyce». I libri/autori che costituiscono la letteratura sapienziale secondo Harold Bloom sono la Bibbia; Platone e Omero; Dante; Cervantes e Shakespeare; Montaigne e Francesco Bacone; Samuel Johnson e Goethe; Emerson e Nietzsche; Freud e Proust.

La testimonianza di Joseph Czapski

Nel 1940 - 1941 nel campo di Griazowietz, in Siberia, Joseph Czapski, pittore e scrittore polacco, tenne una serie di incontri con i suoi compagni di prigionia parlando della Recherche di Proust, avendo a sua disposizione solo la propria memoria.

Joseph Czapski fu uno dei pochi ufficiali polacchi (appena 450) che scampò al massacro di Katyn perpetrato dai sovietici.

Lo stesso Czapski scrive riguardo questa esperienza: «La gioia di poter partecipare ad un'impresa intellettuale in grado di dimostrarci che eravamo ancora in grado di pensare e reagire a realtà dello spirito che non avevano niente in comune con la nostra condizione di allora trasfigurava ai nostri occhi quelle ore passate nel grande refettorio dell'ex convento, questa strana scuola clandestina dove rivivevamo un mondo che ci sembrava perduto per sempre. È incomprensibile perché proprio noi, quattrocento ufficiali e soldati, ci siamo salvati su quindicimila compagni scomparsi senza lasciare tracce, da qualche parte sotto il circolo polare artico ai confini della Siberia. Su questo lugubre sfondo, quelle ore trascorse a ricordare Proust e Delacroix mi sembrano le più felici».

La testimonianza di Joseph Czapski è pubblicata nello smilzo libretto La morte indifferente sottotitolo Proust nel gulag, titolo originale Proust contre la dèchèance.

Curiosità

-La camera di sughero di Marcel Proust è ora riprodotta nel museo Carnavalet di Parigi, dove è anche esposta un'importante collezione di oggetti e opere d'arte della vita sociale e culturale francese.

-Il famoso ritratto di Marcel Proust eseguito da Jacques-Emile Blanche nel 1892 è conservato nel Musée d'Orsay di Parigi.

-Tutti i manoscritti delle opere letterarie di Marcel Proust sono conservati presso la Bibliothèque nationale de France.

-L'avenue Marcel Proust a Parigi si trova nel quartiere Passy vicino alla Senna.

-Il regista Sergio Leone nel suo capolavoro C'era una volta in America rende omaggio a Marcel Proust come rievocatore della memoria. Infatti all'inizio del film Robert De Niro ormai maturo torna al bar della sua giovinezza e al barista che gli chiede cosa abbia fatto in tutti questi anni risponde: «Sono andato a letto presto» e solo dopo queste parole incomincia a ricordare la sua giovinezza. Marcel Proust infatti per cominciare il tempo perduto scrive: «Per lungo tempo sono andato a letto presto la sera».

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