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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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L’ambientazione, ovvero: dove sviluppare una storia.
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2007 12:29 pm    Oggetto:  L’ambientazione, ovvero: dove sviluppare una storia.
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L’ambientazione, ovvero: dove sviluppare una storia.

di Marco Ceroni

La storia non nasce nel nulla. La storia è fatta di entità (persone, alieni, fantasmi…) e tali entità hanno una cultura, uno stile di vita, un modo di parlare, abitudini. Tutte queste sono legate alla Ambientazione. L’ambientazione non dovrebbe essere presa alla leggera. Ora, vedremo perché

-L’ambientazione: prima parte. Ambientazioni forzate, grottesche e ridicole.

Isaac Asimov raccontò varie volte di quando da bimbetto leggeva nelle riviste le storie di fantascienza. All’epoca, la fantascienza era ancora ai primordi; tra i testi di fantascienza più recenti figurava ancora Frankenstein di Mary Shelley. Ma la maggior parte di queste storie somigliavano in verità a Flash Gordon: storie di persone che si alzano un bel mattino, con una astronave; vanno su un altro pianeta –dove, guardacaso, si parla inglese- e in una lotta a cappa e spada salvano la principessa –di razza bianca caucasica- dai cattivi e crudeli, selvaggi e pelosi nemici –all’occorrenza arabi, neri, gialli, pellerossa e forse anche comunisti.

Sono impietoso? Mai abbastanza. Ma anche questi racconti possono insegnarci qualcosa, come direbbe il buon vecchio Aristotele: sono esempi da non seguire. A meno che non vogliate apparire ridicoli, o fare apposta una storia comica o grottesca.

Vediamo di capirci. L’amore è amore. E’ amore sulla terra, lo è su una astronave spaziale, in un mondo di elfi e di nani, e persino al tempo del colera. Ma una storia d’amore va contestualizzata. Volete scrivere una storia d’amore? Va bene. Ma perché sull’Enterprise? Se il vostro è un romanzo d’amore, come poteva esserlo un romanzo di Liala o uno della collana Harmony… non ha senso che lei sia un’Elfa e lui uno Gnomo!

La storia è fantasy, di fantascienza, horror… e nell’intreccio vi inserite una storia d’amore? Perfetto. Dopotutto una storia senza amore è, come insegna Anatole France, cosa insipida. Nel Signore degli Anelli (Tolkien) c’è una storia d’amore. In Dracula (Stoker) c’è l’amore. Anche in Amleto (Shakespeare). Ma nessuna di queste si riduce a storia d’amore; l’amore c’è, ma ha sempre ruolo secondario. La storia è altro.

In soldoni, scrivere di un Vampiro con crisi esistenziali o di nani che emulano Werther usando un’ascia bipenne per togliersi la vita può andare bene, se l’intento vostro è squisitamente comico. Ma se volete scrivere un romanzo fantasy a tutti i costi, perché "vi piace l’ambientazione", sappiate che il grottesco vi attende.

-L’ambientazione: seconda parte. I perché della ambientazione.

Seguirò una divisione molto classica. Ambientazione normale, storica, fantasy e fantascienza.

-Ambientazione normale: adattissima per ogni storia. Ciò, perché in effetti l’amore, l’odio, la violenza, la vendetta… sono tutte realtà effettivamente presenti, qui e ora. Ma proprio il suo carattere immanente, se da una parte è la sua forza, dall’altro scopre una cruda debolezza: la storia "normale" manifesta le paure, angosce, i sentimenti dell’oggi. I problemi dell’oggi. Oggi amiamo, odiamo, siamo stressati, fuggiamo in questo modo. E’ una storia vincolata all’immanente, al contingente: difficile che una storia dall’ambientazione normale si apra all’eterno. Ciò avviene solo per i più grandi poeti.

-Ambientazione fantasy: Madre di ogni storia fantasy è la fiaba. La fiaba, a differenza della storia "normale", parla non all’uomo di oggi, ma all’Umanità; dell’Umanità. Non parla di quell’amore, ma dell’Amore. Non di quella singola speranza, ma nella Speranza tutta. Una narrazione nel mondo della fiaba è facile possa esprimere "valori forti". Non a caso, la Fiaba è lo stile pedagogico per eccellenza. Nella fiaba non c’è tonalità di grigio: c’è il Bene, c’è il Male. C’è l’Amore, c’è l’Odio. C’è l’insegnamento, dato dall’esempio, di come ci si dovrebbe comportare. Tale pedagogia permette quindi di far ri-entrare, in forma allegorica (come già Dante insegnò a suo tempo) idee religiose, filosofiche, politiche. Il Fantasy permette di veicolare idee, di esprimere per allegoria insegnamenti che altrimenti potrebbero non trovare spazio. Infatti vari insegnamenti iniziatici –o presunti tali- sono nascosti nelle fiabe e nelle mitologie di ogni cultura.

-Ambientazione fantascientifica: La fantascienza presenta un mondo che non-è-ancora; un poter-essere. A volte presenta scenari di speranza (la serie Star-Trek ne è l’esempio lampante) ma è nella denuncia, o nell’allarme di possibili esiti futuri, che la fantascienza può aspirare all’arte. I romanzi di Philiph Dick sono una aperta denuncia, un’angoscia di paura per quanto riserva e può riservare il futuro. E’ nella denuncia, nell’evidenziare un futuro che non-deve-essere, che la fantascienza trae vera linfa e forza. (per tornare all’Amore… se una storia d’amore non avrebbe senso in sé, può averla per sé: penso a Philiph Dick, ed ai suoi racconti di fantascienza denuncianti la spersonalizzazione, l’impoverimento emozionale –tra cui, evidente, l’amore- causato dalle macchine).

-Ambientazione storica: questa presenta un mondo che-è-stato; che-non-è-più. Come l’ambientazione normale, racconta storie reali –o avvenute in epoca reale. Ma come il Fantasy, la possibilità di narrare storie in un’epoca passata, già mitica perché lontana, assai diversa dalla prosaicità del vivere quotidiano, permette storie assai più evocative, più legate all’Assoluto (es, la novella del Manzoni, come "Romeo e Giulietta" di Shakespeare). Tuttavia, la storia per essere credibile è necessario sia ben documentata: non puoi raccontare dell’amore nel Medioevo senza sapere, ad esempio, che le donne potevano parlare solo se esplicitamente interrogate; e che sul capo portavano un copricapo che le faceva apparire tutte simili a suore.

E’ possibile, intendiamoci, scrivere di fantascienza solo perché "mi piace l’ambientazione". Ma bisognerebbe ricordarsi che l’ambientazione è come un vestito: può piacervi indossare la giacca di pelle, ma questa può non essere indicata per tutte le occasioni.
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Marco Ceroni
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