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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Arrivederci ragazzi (libro)
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Monia Di Biagio

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Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 11:49 am    Oggetto:  Arrivederci ragazzi (libro)
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Arrivederci ragazzi (libro)

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La copertina del libro con il disegno a cura di Giulio Peranzoni.

«[...]: mi pareva che ci fosse qualcosa non solo di ingiusto, ma anche di volgare in quel modo di prendersela sempre con i più deboli. Mi guardava attorno sentendo crescere il mio disagio: i compagni del collegio, più o meno tutti, mi parevano rozzi e superficiali. Mi sentivo diverso ed estraneo da quella masnada di ragazzi di buona famiglia soddisfatti e spesso viziati.» (Louis Malle, Arrivederici ragazzi pag. 51-52)

**************

-Titolo originale: Au revoir les enfants
-Autore: Louis Malle
-Anno (1a pubblicazione): 1993
-Genere: Romanzo
-Sottogenere: Storico
-Ambientazione: Francia occupata dai nazisti
Anno di ambientazione: 1944
Protagonista: Julien Quentin
Personaggi secondari: François Quentin, padre Jean, Joseph, ecc.

EDIZIONE RECENSITA

-Anno: 1993
-Editore: Archimede edizioni
-Collana: I libri verdi junior
-Pagine: 98
-ISBN: 8879520040

*****************

Arrivederci ragazzi è il primo libro scritto da Louis Malle, nel 1993. È tratto dal film omonimo del 1987 che è stato premiato con il Leone d'oro nello stesso anno.

Ambientazione

Il libro è ambientato nella Francia occupata dai nazisti, in un paese non lontano da Parigi, in un collegio retto dai padri Carmelitani. L'anno di svolgimento è il 1944, l'anno più duro del secondo conflitto mondiale.

Trama

Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera.

Il libro inizia con l'arrivo in collegio di tre ragazzi che, come si scoprirà più tardi, vengono accolti dal rettore, padre Jean, poiché ebrei in cerca di rifugio dopo che le loro famiglie sono state catturate e deportate nei campi di concentramento. Uno di questi è Jean Bonnet, co-protagonista della storia. L'altro protagonista è Julien Quentin, ragazzo di ricca famiglia borghese che si trova con il fratello François nell'istituto perché i genitori hanno deciso di far sentire meno su di loro il peso della guerra che avrebbe potuto ostacolare i loro studi. Inizialmente il rapporto tra i due è difficoltoso, poiché Julien rifiuta di far amicizia con il "nuovo arrivato" volendo mantenere alto il suo orgoglio e la sua fama nella scuola.

Lo scrittore presenta subito il quadro storico e così si nota che persino in un collegio di "fortunati" sono presenti i disagi causati dalla guerra; ad esempio le lezioni vengono spesso sospese a causa dell'allarme che segnala i possibili bombardamenti e il fatto che nell'edificio manchi l'acqua calda e quindi si aspetti con gioia il giorno della settimana in cui i ragazzi vengono accompagnati ai bagni pubblici. Nel frattempo Jean reagisce con indifferenza e superiorità a tutti gli scherni che la comitiva è consona fare ai nuovi. Questo atteggiamento è poi la chiave dell'amicizia dei due. Infatti Julien inizia a fare delle ricerche personali su quel ragazzo che appare sempre così serioso come a mascherare tristezza e poi lo insospettisce il fatto che non prenda l'ostia durante la messa.

Così, sbirciando tra i suoi oggetti, trova una fotografia dove lui è abbracciato ai suoi genitori e nel suo volto è impresso un sorriso che in quel periodo nella scuola non ha mai fatto. Da quel momento i due diventano veri amici, anche se Julien non rivela subito la sua scoperta, ma si pone dubbi sulla situazione dell'Europa; e si evidenzia per la prima volta il suo spirito nei molteplici interrogativi che pone al fratello. In questi dialoghi si trova una sintesi compiuta del pensiero dell'autore.

«[...]“Ma cosa rimproverano agli ebrei?” “Di essere più intelligenti di noi” rispose pronto. “E anche di aver crocifisso Gesù Cristo.” “Ma non sono stati loro, sono stati i romani!” esclamai con slancio [...].» ( Luis Malle, Arrivederci ragazzi pag. 52)

«“[...]: l'esistenza di Dio non può essere dimostrata!” stava dicendo mio fratello. Mi fermai ad ascoltare a bocca aperta. “Ma dal momento che abbiamo l'idea di Dio, questo vuol dire già che Dio esiste” controbatté Pessoz [...].» ( Luis Malle, Arrivederci ragazzi pag. 52)

Il punto clou del racconto si ha quando gli insegnanti organizzano la tradizionale caccia al tesoro nel bosco durante la quale Julien e Jean, pur avendo vinto il premio da tutti ambito, si perdono per poi raggiungere la strada di ritorno solo a tarda sera. Nel loro incamminarsi si imbattono in una pattuglia tedesca che, tra la paura dei due, li carica a bordo per poi riportarli al collegio. Al loro ritorno, a parte gli ovvi e previsti rimproveri dei professori, trovano tutti i loro compagni che li accolgono da eroi. E così siamo arrivati alla prima domenica di visite, il giorno in cui ognuno in attesa dei propri genitori sfoggia gli abiti migliori e tra tutti si respira un'aria di festa già da giorni prima.

Per i fratelli Quentin arriva la mamma. Tutti si apprestano ad ascoltare la messa per poi rilassarsi al pranzo, ma quella mattina durante la funzione accade qualcosa di fantastico: Padre Jean, commentando la lettura, calca la mano sulla prepotenza della ricchezza e sulla vergogna della persecuzione degli ebrei in un'arringa che porta i tre giudei alla commozione. Ovviamente qualcuno non gradisce, ma il lettore finalmente riesce a distinguere la buona personalità del padre rettore.

«[...] ero tutto teso alle parole di padre Jean che scivolavano sulla folla, producendo un impercettibile mormorio di scontento. “La ricchezza materiale corrompe le anime e inaridisce i cuori...” [...] “Essa rende l'uomo sprezzante, ingiusto, spietato nel suo egoismo. Come capisco la collera di chi non ha niente, quando i ricchi banchettano con sfrontata arroganza!” [...] Guardai Jean e i suoi amici in fondo: mi sembrò che nascondessero a stento la commozione. Poco dopo successe un fatto incredibile. Era il momento della comunione. [...] Io aspettavo il mio turno in seconda fila e cercavo di concentrarmi, quando sussultai vedendo Jean che si inseriva tra me e il mio vicino.» (Luis Malle, Arrivederci ragazzi pag. 69)

Arriva anche il momento del pranzo e Jean, visto che non ha ricevuto visite, viene calorosamente invitato dalla signora Quentin al ristorante "Cervo d'oro" con loro. Nel frattempo un evento turba l'animo dei due e ancor peggio è per François: Joseph, un inserviente della scuola, beffeggiato e umiliato dai più grandi perché claudicante e famoso tra i ragazzi perché gestisce il mercanto nero all'interno del collegio, viene licenziato essendo colto nell'atto di rubare alimenti dalla dispensa.

Ma, a parte questo, la vita nella scuola sembra aver assunto la giusta perfezione: Julien ha finalmente trovato un amico, Jean smette di pensare ai drammi della sua famiglia, i due dopo la caccia la tesoro godono di una gran fama e primeggiano negli studi, la guerra sembra che stia per concludersi e i professori parlano persino di radio-Londra in classe, ma improvvismente accade l'impensabile. Un gruppo di soldati, tra i quali anche Joseph che, a quanto si comprende ha fatto la spia per essere ammesso nell'esercito, piomba nell'edificio in cerca dei tre ragazzi ebrei e di un professore anch'egli di religione giudaica. La storia finisce con il loro arresto benché inutilmente tentino una fuga, ma con essi viene arrestato anche padre Jean, sospettato di sostenere la resistenza. La scena finale è lo sguardo dei due ragazzi che si incontra per l'ultima volta, mentre il gruppo con i soldati si allontana e padre Jean grida agli studenti impietriti: Arrivederci ragazzi, arrivederci ragazzi.

Sappiamo che i tre ragazzi ebrei, compreso Jean, morirono ad Auschwitz quello stesso anno, mentre padre Jean morì a Mauthausen in data incerta. Il collegio riaprì solo nell'ottobre 1944.

«"Per me la vera educazione sta nell'insegnarvi a far buon uso della libertà.[...]"» (Padre Jean in: Louis Malle, Arrivederci ragazzi pag. 87)

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MessaggioInviato: Lun Mag 21, 2007 11:49 am    Oggetto: Adv






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