Indice del forum

Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

"Scritturalia" è la terra delle parole in movimento, il luogo degli animi cantori che hanno voglia di dire: qui potremo scrivere, esprimerci e divulgare i nostri pensieri! Oh, Visitatore di passaggio, se sin qui sei giunto, iscriviti ora, Carpe Diem!

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

ORTOGRAFIA
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno

Vai a pagina 1, 2  Successivo
 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Linguistica
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Mer Nov 08, 2006 7:45 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

"Ortografia"

L'ortografia di una lingua è l'insieme di regole su come scrivere correttamente nel sistema di scrittura di una lingua.

Il termine deriva dal greco ορθο ortho- ("corretto") e γραφος graphos ("che scrive") e, nell'accezione odierna, comprende sillabazione, punteggiatura, ecc.. L'ortografia è distinta dalla tipografia.

Questa categoria contiene 25 pagine.

1-Accento (linguistica)

2-Accento circonflesso

3-Apostrofo

4-Punteggiatura e Segni di punteggiatura

5-Asterisco

6-Asterismo (punteggiatura)

7-Digrafo (ortografia)

8-Due punti

9-Grado (simbolo)

10-Grafema

11-Obelisco (tipografia)

12-Punti di sospensione

13-Punto e virgola

14-Punto esclamativo

15-Punto esclarrogativo

16-Punto fermo

17-Punto interrogativo

18-Segno diacritico

19-Sé (grammatica)

20-Virgola

21-Virgolette

22-Backslash

23-Le parentesi

24- § (concetto di "paragrafo")

25- ¶ (piede di mosca)

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Ultima modifica di Monia Di Biagio il Gio Nov 09, 2006 10:10 pm, modificato 7 volte in totale
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Adv



MessaggioInviato: Mer Nov 08, 2006 7:45 pm    Oggetto: Adv






Torna in cima
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 4:53 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Accento (linguistica)

L'accento è un segno diacritico che può assumere diverse forme grafiche e che assolve compiti diversi nelle diverse lingue.

L'accento nella lingua italiana

In italiano l'accento si mette sulle vocali e indica la sillaba accentata della parola, quella pronunciata con maggiore intensità. È anche un mezzo per indicare la pronuncia aperta o chiusa delle vocali e e o.

In questa accezione, il termine tecnico sarebbe segnaccento: esso però non viene usato nel linguaggio comune.

Tipi d'accento grafico

In italiano esistono due tipi di accento, il grave (`) e l'acuto (´).

Il circonflesso (^) ormai non fa quasi più parte degli accenti italiani visto che oggi è poco usato: si adoperava soprattutto nel secolo XIX per indicare la contrazione di due vocali uguali che si seguono (purché non toniche). Ad esempio il plurale di ozio, ozii, si contrae in ozî (ma oggi viene comunemente scritto ozi).

Bisogna fare attenzione a non confondere l'accento circonflesso con l'accento tonico, utilizzato per disambiguare gli omografi di diversa pronuncia, come príncipi ← príncipe e princípi ← princípio. In tutti gli altri casi, la maggiore lunghezza della i finale è andata sostanzialmente perduta, e anche per questo usare l'accento circonflesso può essere anacronistico.

Vocali accentate

Le vocali accentate in italiano sono sette: à é è ì ó ò ù.

Con l'accento acuto si indica la e chiusa /e/ di perché, con quello grave si indica la e aperta /ɛ/ di caffè.

Si noti che nella lingua italiana esiste anche la o acuta (ó, come in scopa), che però non è mai a fine parola, e quindi non viene indicata con l'accento tranne in caso di omonimia: vòlto (da volgere) e vólto (viso).

D'altra parte, ci sono parecchie parole per cui entrambe le pronunce della o sono ammesse. Tuttavia può capitare che nelle parole dialettali (specie del centro-sud), vi sia la necessità dell'utilizzo della "ó" (p.es. dal dial. romanesco:"buzzicó", contrazione di "buzzicone").

Sempre meno usate, nonostante possano esser considerate più aderenti alla realtà fonica delle vocali più chiuse del sistema italiano /i/ e /u/, sono la í e la ú con accento acuto. Probabilmente anche il fatto che le tastiere in lingua italiana abbiano al loro posto ì e ù ha contribuito alla loro sparizione, nonostante editori come Einaudi le mantengano nelle loro pubblicazioni. Si preferisce, insomma, usare sempre l'accento grave per le tre vocali grafiche che rappresentano, nella nostra lingua, ognuna un suono solo (à, ì, ù), riservando la distinzione tra grave e acuto alle lettere e e o, ognuna delle quali corrisponde a due suoni diversi; e questo sistema (à, è/é, ì, ò/ó, ù) è consigliato da buona parte dei linguisti (Sensini, Camilli, Migliorini, Fiorelli, Serianni ecc.; tra l'altro, dal prestigioso Dizionario d'Ortografia e di Pronunzia; a favore dell’acuto su i e u è invece il Canepari), e raccomandato dall'Ente nazionale italiano d'unificazione (UNI). Entrambe le forme sono sostenute da numerose argomentazioni valide, perciò si può concludere che esiste la massima libertà di scelta secondo i gusti personali.

Parole che vogliono l'accento grafico

È obbligatorio utilizzare l'accento solo in questi casi:

-nelle parole tronche (vedi oltre) composte da più di una sillaba: (es. Perù, bensì ecc.)

-nelle seguenti parole monosillabiche: è, dà, dì, là, lì, né, sé, sì, tè, ciò, già, giù, più, può, scià ma con alcune eccezioni. L'accento non si usa su da usato come preposizione, e come congiunzione, la come articolo e pronome, li come pronome, ne come pronome o avverbio, se come congiunzione, si e te come pronomi, di come preposizione. L'Accademia della Crusca consiglia di usare sé anche quando seguito da stesso o medesimo e indifferentemente al singolare o al plurale.

-nelle forme desuete del verbo avere senza l'acca: ò, à, ài, ànno. Tali forme non sono più utilizzate nell'italiano odierno, ma è possibile incontrarle in testi datati tra l'Ottocento e il primo Novecento.

È utile indicare l'accento nei casi in cui due parole si distinguono solo per la sua posizione (ad esempio: viòla, il colore, e víola, terza persona singolare del presente del verbo violare).

Qui di seguito sono elencate le parole più comuni che richiedono l'accento acuto sulla e finale:

-Affinché, benché, cosicché, finché, giacché, macché, nonché, perché, poiché, purché, sicché e tutti i composti di che; inoltre, lo stesso ché nel significato di perché (o affinché);

-Né (= e non o simili);

-Sé, usato come pronome;

-Ventitré e tutti i composti di tre (trentatré, quarantatré, centotré, ecc.);

-Credé (= credette) e tutte le terze persone singolari del passato remoto in -é (rifletté, dové, ecc.; eccezione: diè, per cui vedi sotto);

-Scimpanzé, nontiscordardimé, mercé, testé, fé (per fede e per fece), affé, autodafé, viceré.

-È, voce del verbo essere, e il suo composto cioè vogliono invece l'accento grave, come anche certe altre parole, soprattutto d'origine straniera e non recenti: ahimè (e ohimè), diè (antiquato o letterario per diede), piè (= piede), tè e caffè, coccodè, bebè, cabarè, bignè, canapè, gilè, lacchè, narghilè, purè, Noè, Mosè, Giosuè, Averroè, Salomè, Tigrè, ecc.

Come sapere quando usare l'accento e quando l'apostrofo?

La regola da seguire è semplicissima:

-l'apostrofo si usa in caso d'elisione;

-l'accento si usa per distinguere due monosillabi altrimenti omografi ma di significato diverso (le note musicali costituiscono eccezione), e su tutti i monosillabi composti da due grafemi vocalici.

Nel primo caso, da un punto di vista grafico, si verifica un'eccezione riguardo all'uso dello spazio, dal momento che il segno dell'apostrofo non viene né preceduto né seguito da uno spazio.

Esempi:

-po' usa solo e unicamente l'apostrofo, in quanto forma apocopata di poco.

-Su qui e su qua l'accento non va, in quanto hanno un unico significato.

-Su lì e su là va l'accento altrimenti si confondono col pronome li (li ho presi, li ho visti) e l'articolo la.

-Su è senza accento. Giù ha l'accento perché, pur essendo un monosillabo, potrebbe altrimenti essere letto gíu, con l'accento sulla i, come in magia.

-Su fa, va, sta di solito non occorre né accento né apostrofo. «Maria fa la doccia», «Va bene», «Come sta?» tranne nel caso dell'imperativo monosillabico: Fa'!, Va'!, Sta'! da Fai!, Vai!, Stai!. Esempi: «Fa' presto!», «Va' via!», «Sta' fermo!».

-In dialetto, tuttavia, si può trovare «Che stai a fa'?» (per fare) e, in romanesco, anche «Che sta' a fa'?», pronunciato praticamente tutto d'un fiato: «Che staffa'?» .

-Accanto a dà terza persona singolare del verbo dare, da non confondere con la preposizione da, esiste pure Da'! con l'apostrofo, forma monosillabica dell'imperativo Dai!. Come apocope (o «troncamento») dell'ultima sillaba di Dici!, troviamo l'imperativo monosillabico Di'! di dire. Esempi: «Da' una mano!», «Di' tutto!».

Si nota, dunque, che all'imperativo non va l'accento su nessun verbo.

Infine: l'articolo indeterminativo un si scrive con o senza l'apostrofo? È un errore molto comune.

In questo caso la regola è apparentemente semplicissima:

-Un senz'apostrofo è maschile: un amico, un italiano, un libro…

-Un' con l'apostrofo è femminile: un'amica, un'italiana…

Come si vede dagli esempi, un' si usa solo con parole inizianti in vocale mentre un si usa sempre tranne con le parole inizianti in z-, s impura (cioè seguita da consonante) e simili.

Tuttavia, si è spesso tratti in inganno dal fatto che le parole maschili che cominciano per vocale richiedono l'articolo determinativo lo, in forma troncata (l'albero); siccome tutti gli altri sostantivi che richiedono quest'articolo usano l'articolo indeterminativo uno e non un, è immediato vedere il parallelismo «lo/uno» e «il/un», e quindi supporre «l'/un'» («un'albero»). Siccome la presenza dell'apostrofo non indica alcuna differenza di pronuncia, potrebbe darsi che la corrispondenza «l'/un» sia stata imposta senza particolari motivi logici. Essendo un errore molto comune, potrebbe diventare un giorno la lezione corretta; attualmente però nessuna grammatica accetta tale forma.

Posizione dell'accento d'intensità

Rispetto alla posizione dell'accento d'intensità (o «tonico»), le parole possono essere classificate in parole:

-Tronche | Ossítone | Ultimali: hanno l'accento sull'ultima sillaba e nei polisillabi si deve segnarlo graficamente (dirò, Perù), nei monosillabi l'accento è scritto solo eccezionalmente nei casi circoscritti elencati sopra.

-Piane | Parossitone | Penultimali: accentate sulla penultima sillaba (casa, tritòlo, fabbro). Sono le più numerose.

-Sdrucciole | Proparossitone | Terzultimali: accentate sulla terzultima sillaba (antipàtico, meritàtelo, fàbbrica). Dopo le parole piane sono le più numerose.

-Bisdrucciole | — | Quartultimali: accentate sulla quartultima sillaba (lasciàtemeli, dimenticàndosene, fàbbricami). Sono piuttosto rare.

-Trisdrucciole | — | Quintultimali: sono ancora più rare e sono quasi sempre composte (mèritatelo, fàbbricamelo).

-Quadrisdrucciole | — | Sestultimali: decisamente rarissime.


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:06 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Accento circonflesso

 â
Ê ê
Î î
Ô ô
Û û

L'accento circonflesso (dal latino: circumflexus, ossia "piegato a cerchio") è un segno diacritico utilizzato in varie lingue.

Graficamente consiste in un tettuccio posto in cima alla lettera (nel caso della < i > prende il posto del puntino). In italiano è usato sempre più raramente, al contrario della lingua francese.

L'accento circonflesso nella lingua italiana

In italiano, salvi i casi di distinzione di parole omografe, l'accento circonflesso è utilizzato sempre più raramente e appare solamente in ambiti letterari o specialistici (es. diritto), caratterizzati da un linguaggio più "conservatore". In ambiti redazionali è addirittura sconsigliato; al contrario, se utilizzato con moderazione e secondo le regole ad esso proprie, può essere indice di maggiore raffinatezza espressiva e padronanza della lingua italiana.

Ieri

Anticamente l'accento circonflesso poteva essere posto su qualsiasi vocale (â, ê, î, ô, û) e contrassegnava le forme contratte, tipiche del linguaggio poetico, dovute all'elisione una sillaba per ragioni di metrica: fûro (furono), fêro (fecero), amâro (amarono), tôrre (togliere), côrre (cogliere), finîro (finirono).

Oggi

Oggigiorno l'accento circonflesso (che non è mai obbligatorio) può indicare la contrazione di due vocali uguali (purché non toniche) che si seguono e può essere applicato solamente al caso della terminazione -ii, che contraddistingue il plurale delle parole terminanti nella forma atona -io (es. serio → seri o serî ); in questo caso viene adoperato il grafema < î >.

Non è viceversa consentito applicare l'accento circonflesso ai plurali femminili atoni in -ee (es. fulminea → fulminee e non *fulminê ), né tantomeno ai plurali tonici di qualunque genere (es. calpestio → calpestii e non *calpestî; ninfea → ninfee e non *ninfê ).

L'accento circonflesso sottostà a delle regole ben precise, riassumibili come segue:

-io preceduto da una consonante

1) L'accento circonflesso può essere segnato se la terminazione -io è preceduta da una singola consonante:

singolare/plurale

-salario salarî (sa'la:ri)
-simposio simposî
-preludio preludî (pre'lu:di)
-microbio microbî (mi'krɔ:bi)
-encomio encomî (en'kɔ:mi)
-demonio demonî (de'mɔ:ni)
-savio savî ('sa:vi)
-brefotrofio brefotrofî (brefo'trɔ:fi)
-principio principî (prin'tʃi:pi)
-monopolio monopolî (mɔno'pɔ:li)
-ozio ozî
-emistichio emistichî (emi'sti:ki)

Se però questa consonante è una gn, gl, sc, c dolce o g dolce, l’accento circonflesso non deve essere utilizzato in quanto la < i > che segue queste consonanti ha un valore puramente ortografico (indica rispettivamente la pronuncia palatale o dolce).

singolare/plurale

-foglio fogli
-liscio lisci
-imbroglio imbrogli
-bacio baci
-orologio orologi

-io preceduto da più consonanti

2) L'accento circonflesso non va segnato se la terminazione -io è preceduta da più consonanti, uguali o diverse:

singolare/plurale

-scoppio scoppi
-scempio scempi
-ovvio ovvi
-cambio cambi
-occhio occhi
-gonfio gonfi
-ghiaccio ghiacci
-muschio muschi

Può essere invece utilizzato in presenza dell'unione tra una consonante liquida (l, r) ed una occlusiva (t, d, p, b, c dura, g dura):

-patrio patrî ('pa:tri)
-obbrobrio obbrobrî (ob'brɔ:bri)
-proprio proprî ('prɔ:pri)
-primordio primordî (pri'mɔrdi)
-sinedrio sinedrî (si'nɛ:dri)
-caparbio caparbî (ka'parbi)

-io preceduto da vocale

In questo caso l'accento circonflesso non è ammesso.

singolare/plurale

-vivaio vivai (vi'vaj)
-vassoio vassoi (vas'soj)

Casi pratici

Se queste sono le possibilità teoriche di impiego dell'accento circonflesso, di fatto nessuno ne fa uso perché di norma non ci sono possibilità di fraintendimento.

Vi sono però dei casi particolari di sostantivi divenuti, per uso comune, omografi al plurale:

-àrbitro e arbìtrio
-assassìno e assassìnio
-condòmino e condomìnio
-conservatóre e conservatòrio (lo stesso schema vale per direttore/direttorio, osservatore/osservatorio ecc.)
-dèmone e demònio
-mìcrobo e micròbio
-omicìda e omicìdio
-prèside e presìdio
-prìncipe e princìpio.

In tutti questi casi, l'uso dell'accento circonflesso può costituire un valido ausilio per suggerire l'esatta pronuncia. Se quindi "principi" crea dubbi in ordine alla pronuncia, scrivendo "principî " risulta assolutamente chiaro che la parola è piana (princìpi), in quanto plurale di "principio"; del pari, lo stesso accento può suggerire la corretta pronuncia del titolo del romanzo di Dostoevskij "I demonî ", che si pronuncia demòni e non dèmoni.

Ma neppure in questi casi di aperta ambiguità l'accento circonflesso è insostituibile, in quanto si può benissimo ricorrere al digramma < ii > (presidii, principii), oppure segnare semplicemente l'accento tonico (presìdi, princìpi). Completamente estinta è invece la forma in < j > (presidj, principj).

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Accento_circonflesso" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:09 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Punteggiatura e Segni di punteggiatura

La punteggiatura, in una frase o in un testo, è quell'insieme di simboli, i segni di punteggiatura, che servono a conferire tonalità ed espressione allo scritto.

Nell'alfabeto latino i principali segni di punteggiatura sono:

-Il punto ( . )
-La virgola ( , )
-Il punto esclamativo ( ! )
-Il punto interrogativo ( ? )

Una caratteristica distingue le lingue della penisola iberica dalle altre: una frase che in italiano, inglese o altre lingue finisce con "?" o "!", in spagnolo e in portoghese viene invece racchiusa tra "¿" e "?" e tra "¡" e "!".

Segni di punteggiatura

-apostrofo ( ' ) ( ’ )

-parentesi ( ( ) ) ( [ ] ) ( { } ) ( 〈 〉 ) (< >)

-due punti ( : )

-virgola ( , )

-lineetta ( ‒ ) ( – ) ( — ) ( ― )

-tratto d'unione ( - ) ( ‐ )

-punti di sospensione ( … ) ( ... )

-punto esclamativo ( ! )

-punto fermo ( . )

-punto esclarrogativo ( ‽ )

-punto interrogativo ( ? )

-virgolette ( « » ) ( ‘ ’ ) ( “ ” )

-punto e virgola ( ; )

-barra ( / )

-spazio ( )

-punto mediano o mid dot ( · )

Altri segni tipografici

-ampersand o e commerciale ( & )

-asterisco ( * )

-tre asterischi o asterismo ( ⁂ )

-chiocciola o at ( @ )

-barra inversa ( \ )

-punto elenco ( •, più)

-obelisco ( † ‡ )

-gradi ( ° )

-cancelletto ( # )

-primo ( ′ )

-paragrafo ( § )

-piede di mosca ( ¶ )

-simboli monetari ( ¤ ) ( $ ) ( ¢ ) ( £ ) ( ¥ ) ( € )

-tilde ( ~ )

-trattino basso o underscore ( _ )

-barra verticale o pipe ( | )

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Ultima modifica di Monia Di Biagio il Gio Nov 09, 2006 9:48 pm, modificato 1 volta in totale
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:16 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Apostrofo

L'apòstrofo ( ’ ) è un carattere tipografico, usato, nelle lingue scritte in alfabeto latino, come segno d'interpunzione e talvolta come segno diacritico.

In italiano indica soprattutto l'elisione, talora il troncamento.

Da non confondere con l'apostrofo è l'apostrofe retorica.

È molto diffuso, benché non corretto, l'impiego del segno del minuto primo ( ' ) al posto dell'apostrofo ( ’ ), dovuto al fatto che né le tastiere delle macchine da scrivere né quelle dei computer odierni mostrano il corretto apostrofo tipografico.

Tutti i sistemi operativi supportano tuttavia questo carattere (MacOS: sulla tastiera italiana, premere alt-shift-3; Microsoft Windows: tenendo premuto alt, digitare 8217).

Per poter visualizzare questo, come tanti altri caratteri sulle pagine web, è necessario che sia attivo il supporto Unicode; altrimenti potrebbero venir mostrati caratteri diversi secondo i diversi sistemi utilizzati.

Anche Wikipedia, come la maggior parte dei siti web, pratica quindi questa sostituzione di caratteri, convenzione che sarà di conseguenza rispettata anche in quest'articolo. Si consiglia tuttavia ai lettori d'usare la forma tipograficamente corretta ogni qualvolta possibile.

Verbi all'imperativo

Ecco un piccolo elenco di verbi che all'imperativo, in luogo dell'ordinaria ripetizione del presente indicativo, ne presentano una forma resa squillante dall'apocope e pertanto richiedono l'apostrofo e non l'accento:

Verbo/Imperativo/Esempio

stare - sta' - Sta' zitto!
andare - va' - Va' avanti!
dire - di' - Di' tutto!
fare - fa' - Fa' la brava!
dare - da' - Da' una mano!

Si noterà la differenza rispetto alla seconda persona singolare del presente indicativo, che per "dire" è "dici", ma per gli altri verbi citati è rispettivamente "stai", "vai", "fai", "dai". (D’altra parte, "stai", "vai", "fai" e "dai" sono spesso usati anche col valore d'imperativi.)

Elisione e troncamento

Come indicato sopra, esistono alcune forme, principalmente imperativi — oltre a "po'" che è l'apocope di "poco" — dove l'apostrofo è utilizzato per indicare un troncamento. Nella lingua italiana è però possibile usare l'apostrofo per indicare l'elisione di una vocale alla fine di una parola, quando la parola successiva inizia per vocale. Ad esempio, non si scrive "la elisione" ma appunto "l'elisione".

Però non sempre si ha un'elisione. Ad esempio, nell'italiano corrente si scrive più spesso "le opere di Omero" che "le opere d'Omero", mentre "l'opere d'Omero" è decisamente raro, se non antiquato. Ci sono infine casi in cui la stessa parola, invece che essere elisa e avere quindi l'apostrofo, viene semplicemente troncata: "un'elisione" ma "un errore".

La regola pratica per sapere se si ha elisione o troncamento è semplice:

si provi a usare la stessa parola seguita da un'altra parola che inizi per consonante e non per vocale. Se ciò è possibile, allora si ha troncamento; altrimenti elisione.

Alcuni esempi pratici:

-L'articolo indeterminativo. Si può dire "un bambino", quindi la forma maschile sarà tronca ("un adolescente timido"); ma non si può dire "un bambina", quindi la forma femminile verrà elisa ("un'adolescente timida").

-Gli aggettivi tale, quale, buon, pover. Si può dire "un tal giorno!", si ha quindi un'apocope, e si deve scrivere "tal altro" senza apostrofo, come del resto afferma anche l'Accademia della Crusca.

-Gli avverbi come, dove, quando. In questo caso non si può dire quant grande e simili, quindi essi vorranno l'apostrofo: "com'è, dov'è, quand'anche".

Qual è, oppure Qual'è?

La regola sopraindicata per distinguere tra elisione e troncamento afferma che "qual è" deve essere scritto senza apostrofo (per via del fatto che la parola tronca "qual" compare davanti a consonante in espressioni come "un certo qual modo" o "qual buon vento") e così infatti affermano le principali grammatiche italiane (il Serianni e il Dardano-Trifone). Bruno Migliorini afferma ad esempio che la distinzione elisione-troncamento è artificiosa, ma visto che c'è deve essere rispettata. Altri, tuttavia, come Franco Fochi, affermano che l'uso troncato di "qual" è ormai arcaico e sopravvive soltanto in alcune "frasi fatte" ereditate dal passato (come quelle sopra citate), e quindi la forma apostrofata ha pieno diritto di esistenza.

Alcuni scrittori, tra cui Federigo Tozzi, Mario Tobino, Tommaso Landolfi, Paolo Monelli, Bonaventura Tecchi, hanno comunque usato la forma apostrofata, effettivamente molto in uso al giorno d'oggi tuttavia considerata errore nella pratica scolastica dalla maggioranza dei professori.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:20 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Asterisco

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


L'asterisco è un carattere tipografico attualmente in uso; graficamente, esso consiste in una stella a cinque o sei braccia posizionabile al di sopra dell'ultima lettera di una parola.

L'etimologia del suo nome è probabilmente da ricercare nel latino medievale astericolum, i, che letteralmente significa "stellina", denominazione dovuta alla sua forma.

Nonostante non sia un segno di pausa come una virgola o un punto fermo, esso non deve essere letto.

Utilizzo

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


L'asterisco è adoperato quando nei testi si necessita di una spiegazione che non può essere data subito, ma per la quale si deve ricorrere alle note: la presenza di un asterisco sulla parola da spiegare e di un altro uguale al primo, a fondo pagina, con accanto le delucidazioni necessarie è senz'altro il sistema più adoperato. Quando nella stessa pagina c'è bisogno di chiarire diverse parole, per evitare di creare confusione utilizzando sempre lo stesso asterisco (che infatti potrebbe rimandare ad una qualsiasi delle note presenti a piè di pagina), si usano tre diversi sistemi:

Adoperare ogni volta asterischi di forma diversa (ogni simbolo si può prestare a fare da asterisco) rende facile la comprensione, ma in presenza di molte note le numerose forme da seguire potrebbero diventare tra loro indistinguibili;
Utilizzare un numero di asterischi diverso per ogni parola da illustrare nelle note (**, ***) è sicuramente un sistema comprensibile, ma se le note divengono troppe il lettore potrebbe sentirsi in difficoltà nel ricercare quella giusta, dovendo contare tutti gli asterischi presenti;
Un numero al di sopra dell'asterisco ( *², *³ ) permette infine di capire chiaramente a quale delle note si rimanda, senza sprechi di spazio o caos di caratteri.
A volte è usato in matematica come segno della moltiplicazione, al posto del per.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Asterisco" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:24 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Asterismo (punteggiatura)

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


L'asterismo, detto anche triangolo di asterischi, è un carattere tipografico quasi mai adoperato nei romanzi e con grande rarità nelle riviste; esso consiste graficamente in un triangolo equilatero di tre comuni asterischi sistemati a poca distanza gli uni dagli altri.

Il suo nome deriva dal fatto che, in astronomia, il termine "asterismo" indica un gruppo di almeno tre stelle apparentemente ravvicinate: se si ricorda che, in latino, il vocabolo "asterisco" vuol dire piccola stella, l'accostamento del significato diviene evidente.

Nella lettura l'asterismo è considerato un simbolo di pausa, equivalente a un punto fermo.

Utilizzo

Come già detto, oggigiorno non si suole far un largo uso di questo simbolo: malgrado sia simile all'asterisco, esso non rimanda infatti a note a piè di pagina. Nei pochi casi in cui è adoperato, esso funge da separatore tra paragrafi: il sistemarlo nello spazio libero tra un testo e l'altro indica perciò una netta separazione.

D'altronde il fatto che tale simbolo sia raro sulle tastiere e poco conosciuto determina il suo scarso utilizzo, per cui si preferisce lasciare uno spazio di un numero elevato di righi allo scriverlo.

Il codice adoperato per digitarlo è unicode | & # x 2042;, cui corrisponde ⁂.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Asterismo_%28punteggiatura%29" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:26 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Digrafo (ortografia)

Con il termine digrafo si indica un gruppo di due grafemi giustapposti che rappresentano, però, un solo suono.

Esempi di digrafo in italiano

-gl, quando seguita da -i

-gn, simile allo Spagnolo ñ, o all'inglese ny, e che corrisponde alla nasale palatale [ɲ]

-sc quando seguito da -i ed -e, simile al suono inglese sh, corrisponde alla fricativa postalveolare sorda [ʃ]

-ch, che quando seguita da -i ed -e corrisponde a [k]

-gh, che quando seguita da -i ed -e corrisponde a [g]

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Digrafo_%28ortografia%29" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:31 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Due punti

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


I due punti sono un comune carattere tipografico; graficamente, essi consistono in una coppia di punti fermi posizionati verticamente l'uno sull'altro, a dare un'immagine molto simile ad una delle possibili grafie utilizzate per il segno matematico diviso.

La pausa corrispondente, nella lettura, a tale simbolo risulta essere intermedia tra quella del punto fermo e quella della virgola, dunque esattamente identica all'intervallo associato al punto e virgola.

L'etimologia del termine indicante il suddetto carattere è piuttosto semplice: il nome rimanda direttamente, infatti, alla forma del simbolo.

Utilizzo

Nella lingua italiana, la funzione fondamentale dei due punti è quella esplicativa: una frase introdotta da essi (come quella che si sta leggendo in questo momento) serve di fatti a chiarire il significato della proposizione che la precede.

Nonostante questo sia l'uso più affermato dei due punti, ne esistono anche di diversi:

I due punti, come si può notare in questo testo, possono precedere una lista numerata o dotata di punti elenco.

Sono inoltre in grado di sostituirsi ad una congiunzione di tipo causale, trasformando in una coordinata alla reggente quella che precedentemente poteva essere considerata una subordinata, come nell'esempio seguente

(in cui sono stati evidenziati i due punti e la congiunzione cui si sostituiscono):

-Oggi non uscirò di casa, perché temo che si possa scatenare un temporale. Oggi non uscirò di casa: temo che si possa scatenare un temporale.

Frequentemente, sia nei copioni teatrali che in romanzi, racconti ed altri testi di narrativa, i due punti sono adoperati per introdurre il discorso diretto, mentre non sono utilizzati nel caso di discorsi indiretti.

I successivi sono esempi dell'uno e dell'altro caso:

-Discorso indiretto: Mario disse che Lucia era davvero simpatica.

-Discorso diretto: Mario disse: «Lucia è davvero simpatica».

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Due_punti" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:33 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Grado (simbolo)

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Il grado è un classico simbolo tipografico; esso consiste in un piccolo cerchietto nero (bianco all'interno) da posizionare come apice su di un numero.

In quanto gli usi riservati a questo simbolo sono differenti e molteplici, esso non possiede un solo tipo di lettura.

Utilizzo

Gli impieghi di questo carattere tipografico sono principalmente tre:

-Nella lingua italiana, il grado è usato per trasformare un numero da cardinale ad ordinale: mentre la lettura di 1 è uno, quella di 1° è infatti primo. Bisogna ricordare che questa regola non vale però per i numeri romani, già considerati per loro natura ordinali: la scrittura I (lett. primo) è corretta, mentre I° è senz'altro errata.

-In matematica, invece, il simbolo del grado è adoperato per indicare l'ampiezza di un angolo (sia esso piano, diedro o solido): tutti i valori compresi tra 0° e 360° (lett. zero gradi e trecentosessanta gradi), cui corrispondono l'angolo nullo e l'angolo giro, sono ammessi.

-Nelle scienze naturali, quali ad esempio la chimica e la fisica, il grado indica i valori di temperatura; é utilizzato nelle varie forme di grado Celsius (°C), grado Fahrenheit (°F), grado Rankine e grado Réaumur (entrambe simboleggiate da °R). Non se ne deve fare invece uso nella più importante delle scale termometriche, quella Kelvin, che come simbolo usa la sola K (e non °K).

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:36 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Grafema

Con il termine grafema si indica il segno elementare e non ulteriormente suddivisibile che costituisce il linguaggio scritto, ovvero la singola lettera.

La corrispondenza tra grafemi (che si riferiscono ai segni della scrittura) e fonemi (che riguardano invece l'unità elementare minima dell'aspetto sonoro della lingua, cioè del linguaggio parlato) non è biunivoca: ad esempio, in italiano, il suono gn è un suono elementare, e può quindi essere riguardato come fonema, mentre non esiste alcun corrispondente segno grafico che lo individui; pertanto il gruppo di segni gn non è indicabile come grafema va più propriamente denominato digrafo.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 5:40 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Obelisco (tipografia)

L'obelisco è un simbolo tipografico adoperato abbastanza di rado. Graficamente consiste in una croce a due o tre bracci di differenti fatture.

Forme grafiche

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Versione semplice dell'obelisco.

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Versione elaborata dell'obelisco.

La più adoperata è oggi quella semplice, ma un tempo si faceva largo uso di quella dotata di più ghirigori e molto più elaborata dell'altra. Il suo nome non viene mai pronunciato durante la lettura, nonostante non si tratti di un segno di pausa. Due diversi termini indicano questo simbolo: uno è obelisco (dal greco obeliskos, letteralmente spiedino) e l'altro è spada (in italiano, nella stessa accezione dell'arma in uso nel Medioevo).

Storia e utilizzo

L'obelisco nella sua forma attuale nacque con il cristianesimo: quando entrò nell'uso comune dire messa, la sua forma a due bracci veniva adoperata nei testi dei parroci per indicare i momenti in cui era necessario fare il segno della croce.

In seguito, cominciò ad essere utilizzato come l'attuale asterisco, da cui fu poi quasi completamente soppiantato. Il suo uso in questa funzione permane nei testi in cui c'è necessita di rimandare a parecchie note a piè di pagina diverse: un sistema per evitare confusione, infatti, consiste nell'inserire nelle pagine asterischi di forme diverse.

Ad oggi, il ruolo di questo carattere tipografico nella scrittura è davvero ristretto al minimo: ci si limita infatti ad adoperarlo, vista la sua somiglianza ad una croce, per indicare le date di morte nei testi biografici (nei quali è comunque sempre più spesso sostituito dalle lettere puntate m. o d. - che stanno rispettivamente per morte e death, appunto decesso in lingua inglese).

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 6:40 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Punti di sospensione

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


I punti di sospensione, anche chiamati puntini sospensivi o (parlato) tre puntini, sono un gruppo di tre punti fermi consecutivi, scritti nel senso orizzontale.

Nella lettura, essendo segni di pausa, essi non vengono pronunciati, ma corrispondono ad un intervallo fonetico paragonabile a quello di una virgola.

Utilizzo

I punti di sospensione hanno tre utilizzi principali:

Essi si adoperano tra parentesi quadre ([...]) per indicare in una citazione la mancanza di una parte di testo originale; questo utilizzo non è affatto infrequente nei testi di studio, in cui non si possono citare interi paragrafi di un opera ma solo i loro punti salienti.

I puntini sospensivi indicano inoltre continuazione, come nel caso di etc... che significa "e tutti quelli che vengono dopo" o di formule matematiche come 1 + 2 + 3 +...+ 9 + 10 = 55, che vuol dire "la somma di tutti i numeri da 1 a 10".

Se infine sono soli in una frase, i punti di sospensione indicano sorpresa e stupore: non è raro trovare questo utilizzo nei romanzi di narrativa.
I punti sospensivi si scrivono al termine della frase, a destra dell'ultima parola senza lasciare spazi, se lasciano sottindere un commento dell'autore. Ad esempio: Non credo che qualcuno mi venga a dire che gli asini volano...

I punti sospensivi si scrivono preceduti e seguiti da spazi se sostituiscono del testo, quale, ad esempio, una parola o un paragrafo. Ad esempio: Per il campeggio occorrono tenda, sacco a pelo, fornello da campo, ... e tutto quanto rende agevole il soggiorno nella natura.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Punti_di_sospensione" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 6:43 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Punto e virgola

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Il punto e virgola è un segno di interpunzione della lingua italiana, formato graficamente da un punto e da una virgola sistemati l'uno sull'altro.

Nella lettura, esso corrisponde ad una pausa di valore intermedio tra quella lunga del punto fermo e quella molto breve della virgola.

Utilizzo

Il punto e virgola indica la fine del concetto, espresso nella frase al cui termine esso si trova, che si ricollega alla più grande idea di cui tratta l'intero periodo; esso non indica perciò nè la fine dell'idea generale (come farebbe il punto), nè la continuazione del concetto minore (il ruolo della virgola), ma qualcosa di intermedio tra queste due funzioni. Questo segno di punteggiatura risulta perciò utile soltanto in periodi lunghi e complessi, ricchi di ramificazioni difficili da controllare.

Un secondo frequente utilizzo del punto e virgola consiste poi nel porlo alla fine di tutti i vari elementi di un elenco puntato, al posto di un punto fermo che bloccherebbe la fluidità della lettura.

La storia del punto e virgola

L'utilizzo del punto e virgola iniziò attorno ai primi del Cinquecento per opera del celebre stampatore italiano Aldo Manuzio, che si fregiò, inoltre, anche dell'invenzione del carattere corsivo. In seguito da Velletri, vero e proprio "suolo natio" di questo segno di punteggiatura, egli espanse il suo utilizzo fino alla curia romana, dove, per volere dello stesso papa Pio IV, il figlio di Aldo Manuzio aprì una stamperia.

Sempre poco adoperato, il punto e virgola è quanto mai minimamente utilizzato ai giorni nostri: le ultime generazioni, sempre colte dal ritmo frenetico dettato dalla città, comunicano solo tramite frasi brevi e concise, prive di subordinate e coordinate difficili da gestire; ciò ha portato alla quasi completa estinzione di questo segno di interpunzione d'origine tutta italiana, che sopravvive soltanto nei testi antichi e in quelli di più alto livello culturale.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_e_virgola" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Gio Nov 09, 2006 6:47 pm    Oggetto:  ORTOGRAFIA
Descrizione:
Rispondi citando

Punto esclamativo

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Il punto esclamativo è uno dei diversi segni di interpunzione adoperato dalla lingua italiana; esso è formato da un classico punto fermo, sulla cui sommità si trova un'asta. Per quanto riguarda la lettura, essendo un segno sia di pausa che di intonazione, ad esso corrispondono un intervallo simile a quello del normale punto ed un tono enfatizzante di sorpresa.

Utilizzo

Il punto esclamativo è molto adoperato nei romanzi e in fumettistica, mentre scarseggia nei testi di cronaca e in quelli di studio: ciò è dovuto al fatto che, come già detto, esso si pone alla fine delle frasi e dei periodi esprimenti incredulità o sorpresa, molto più presenti nei primi generi elencati che nei secondi.

Questo segno di punteggiatura è adoperato anche in matematica, dove possiede due diversi significati:

La scrittura n! (lett. n fattoriale) indica il prodotto di tutti i numeri compresi tra 1 e n, indicato con il punto esclamativo da Christian Kramp per indicare la sua crescita sorprendente;

Invece, per esempio, nella scrittura:

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


(lett. per tutti gli x appartenenti a N esiste una e una sola y tale che x al quadrato è uguale a y), il punto esclamativo indica la locuzione "una sola".

La storia del punto esclamativo

Il punto esclamativo nacque nel Medioevo, in epoca più o meno contemporanea alla nascita del punto interrogativo; i copisti medievali, infatti, indicavano la sorpresa o la gioia in una frase scrivendo alla fine di essa la parola latina io, che significava evviva!. Nel corso del tempo la I si spostò al di sopra della O divenendo l'asta del punto esclamativo, mentre il punto stesso si formò grazie al rimpicciolimento della vocale O.

Il punto esclamativo in spagnolo

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Infine, sia nella lingua spagnola che in quella portoghese il punto esclamativo ha un uso simile a quello del punto interrogativo: come esso, infatti, si pone anche ad inizio frase, ma capovolto. E' così che la frase italiana "Che bella giornata!" diviene in spagnolo "¡Què dìa bonito!"; questo uso sta però perdendosi, in quanto le nuove generazioni, a causa del ritmo frenetico imposto loro dal progresso tecnologico, non sono più solite adoperare questa importante regola di grammatica nelle loro comunicazioni scritte.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Linguistica Tutti i fusi orari sono GMT
Vai a pagina 1, 2  Successivo
Pagina 1 di 2

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio. topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008