Indice del forum

Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

"Scritturalia" è la terra delle parole in movimento, il luogo degli animi cantori che hanno voglia di dire: qui potremo scrivere, esprimerci e divulgare i nostri pensieri! Oh, Visitatore di passaggio, se sin qui sei giunto, iscriviti ora, Carpe Diem!

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

George Orwell
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno


 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Storie di vita vissuta...
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Sab Nov 18, 2006 12:53 pm    Oggetto:  George Orwell
Descrizione:
Rispondi citando

George Orwell

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


«Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario» (G.Orwell)

George Orwell pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950) è stato uno scrittore e giornalista britannico.

Conosciuto come opinionista politico e culturale, ma anche noto romanziere, Orwell è uno dei saggisti di lingua inglese più diffusamente apprezzati del XX secolo. Probabilmente è meglio noto per due romanzi scritti verso la fine della sua vita, negli anni quaranta; l'allegoria politica de La fattoria degli animali e 1984, che descrive una così vivida distopia totalitaria dall'aver dato luogo alla nascita dell'aggettivo "orwelliano", oggi diffusamente utilizzato per descrivere meccanismi totalitari di controllo del pensiero.

Orwell condusse sempre la sua attività letteraria in parallelo con quella di giornalista e attivista politico. Si definiva socialista ma le sue forti critiche all'Unione Sovietica ed allo stalinismo lo portarono a scontrarsi con una parte della sinistra dell'epoca.

Indice [in questa pagina]

1 Biografia
2 Le opere
3 Curiosità
4 Bibliografia
5 Saggi
6 Voci correlate

Biografia

George Orwell nasce da una famiglia di origini scozzesi che appartiene alla borghesia "alto-bassa" (o "nobiltà senza terra", come la definì lo stesso scrittore). Il padre, angloindiano, è funzionario dell'amministrazione britannica in India.

Orwell torna in Inghilterra con la madre e le due sorelle nel 1907, in Sussex, dove si iscrive al collegio St. Cyprian di Eastbourne. Ne esce con una borsa di studio e un forte complesso d'inferiorità, dovuto alle umiliazioni e allo snobismo subiti negli anni da parte dei compagni di studio e della società inglese (come narrerà nel suo saggio autobiografico Such, Such were the Joys del 1947) Nel 1917 viene ammesso all'Eton College, che frequenta per quattro anni, e dove ha per insegnante Aldous Huxley (altro grande esponente della letteratura distopica), alle cui opere si ispirerà per 1984, il suo romanzo più celebre. In questo stesso periodo stringe amicizia con Cyril Connolly, futuro critico letterario.

Nel 1922 lascia gli studi per seguire le orme paterne, e tornato in India, si arruola nella Polizia Imperiale in Birmania (Burma). Il 22 novembre dello stesso anno arriva a Mandalay. L'esperienza si rivela traumatica e il 1 gennaio 1928 si dimette. Ispirato all'esperienza di questo periodo è il successivo romanzo Giorni in Birmania (del 1934).

Nello stesso anno 1928 parte per Parigi, dove spera di osservare con i propri occhi i bassifondi delle grandi metropoli europee. In questo periodo inizia a scrivere e lavora come sguattero in alcuni ristoranti. Sopravvive solo grazie alla carità dell'Esercito della Salvezza e sobbarcandosi lavori umilissimi. Un'esperienza che proseguirà anche in patria ispirando il suo romanzo d'esordio Senza un soldo a Parigi e Londra, pubblicato nel 1933 con lo pseudonimo di George Orwell.

Pubblica il suo primo articolo su Le Monde nel 1928. L'anno successivo si trasferisce a Southwold, nel Suffolk, lavorando da recensore per l'"Adelphy" e il "New Statesman and Nation". Nell'aprile 1932 si trasferisce nel Middlesex, e inizia un lavoro da insegnante come maestro elementare per varie scuole private, che è costretto ad abbandonare per problemi di salute. Nel marzo dell'anno successivo pubblica La figlia del reverendo (1933) e accetta poi un lavoro part-time in una libreria e come critico di romanzi per il "New English Weekly".

All'inizio del 1936 si trasferisce nel Lancashire e dello Yorkshire e in aprile si reca a Wallington, nello Hertforshire, dove pubblica Fiorirà l'aspidistra e poi, l'anno successivo, La strada per Wigan Pier, ispirati alla sua vita di miserie di quegli anni. Il 9 giugno 1936 sposa Eileen O'Shaughnessy e, scoppiata la Guerra Civile Spagnola, vi prende parte combattendo per il Partito Operaio di Unificazione Marxista (P.O.U.M. Partito Obrero de Unificacion Marxista), contro il dittatore Francisco Franco. Colpito alla gola da un cecchino franchista, rientra a Barcellona. Lascia la Spagna quasi clandestinamente.

Di ritorno in Inghilterra scrive Omaggio alla Catalogna (1938), un diario-reportage contro i comunisti spagnoli, accusati di aver tradito lealisti ed anarchici in Spagna. In settembre parte per il Marocco e, l'anno successivo, tornato in patria, scrive Una boccata d'aria (1939). Durante la Seconda Guerra Mondiale viene respinto dall'esercito come inabile e si arruola, nel 1940, nelle milizie territoriali della Home Guard, con il grado di sergente. In marzo Gollancz gli pubblica la raccolta di saggi Dentro la balena e, trasferitosi a Londra, cura per la BBC (l'ente radiotelevisivo britannico) una serie di trasmissioni propagandistiche rivolte all'India. Pubblica la raccolta di saggi Il leone e l'unicorno: il socialismo e il genio inglese (1941) e, tra il 1942 e il 1943, collabora alle riviste "Horizon", "New Statesman and Nation" e "Poetry London". In novembre abbandona la Home Guard e diviene direttore del settimanale di Sinistra "Tribune", che gli affida una rubrica (A modo mio). Inizia a scrivere La fattoria degli animali, che terminerà nel febbraio del 1944, ma che, per le chiare allusioni critiche allo stalinismo, molti editori si rifiuteranno di pubblicare. (In quel periodo la Russia di Stalin era alleata del Regno Unito contro il nazifascismo). Nel giugno 1944 adotta un bambino con il nome di Richard Horatio Blair, e nel febbraio dell'anno seguente si dimette da direttore del "Tribune" e diviene corrispondente di guerra da Francia, Germania e Austria, per conto dell'"Observer". Nello stesso anno (1945) muore la moglie Eileen, in seguito ad un intervento chirurgico, e "Secker & Warburg" gli pubblicano il suo primo romanzo di successo: La fattoria degli animali. Dal novembre 1946 all'aprile dell'anno successivo riprende a scrivere per il "Tribune" e nel 1947 si stabilisce con il figlio a Jura, un'isola delle isole Ebridi. Due anni dopo si risposa con Sonia Bronwell e si occupa della revisione della sua opera più celebre: 1984 (scritto nel 1948).

Muore di tubercolosi il 21 gennaio 1950, in un ospedale di Londra.

Le opere

Orwell viene ricordato soprattutto per il contributo che diede alla letteratura distopica (Utopia alla rovescia), che utilizzò più volte nella lotta contro il totalitarismo. Dal punto di vista letterario egli si inserisce nel grande filone della letteratura satirica inglese, che si può far risalire a Jonathan Swift (con riferimento ad I viaggi di Gulliver, ma anche al raccontino Una modesta proposta).

In realtà sono i suoi saggi ed articoli che - meglio di ogni altro suo scritto-costituiscono il contributo maggiore di questo scrittore alla comprensione del suo (e anche del nostro, attuale) tempo, oltre che un alto esempio di esercizio della ragione e dello spirito critico, tramite uno stile assolutamente superbo.

La sua scrittura, pur esprimendo concetti complessi, è chiara ed adotta parole ben comprensibili: Animal Farm in particolare è stato più volte usato come lettura nei corsi di lingua inglese per stranieri.

Dal punto di vista più politico (parafrasando R.A. Heinlein) viene da pensare ad Orwell come un maestro severo, quelli di una volta, poco dediti ai buonismi ed alle frasi del tipo "in fondo quel teppistello è un bravo ragazzo". Orwell è un maestro che tramite le favole (La fattoria degli animali) ammonisce a non credere alle favole, che stimola a mantenere sempre alta la coscienza e lo spirito critico, a dubitare delle rivoluzioni, a dubitare del nostro stesso pensiero, perché potrebbe essere condizionato dal linguaggio (la neolingua di 1984) costruito apposta per incarcerare la nostra mente. Ed è severo perché ci punisce subito, mostrando le devastazioni provocate dal sonno della ragione.

Curiosità

Aldous Huxley fu professore di Orwell per un semestre a Eton.
Sua moglie Eileen fu allieva di J.R.R. Tolkien.

Bibliografia

-Senza un soldo a Parigi e Londra (Down and Out in Paris and London, 1933)
-Giorni in Birmania (Burmese Days, 1934)
-La figlia del reverendo (A Clergyman's Daughter, 1935)
-Fiorirà l'aspidistra (Keep the Aspidistra flying, 1936)
-La strada per Wigan Pier (The road to Wigan Pier, 1937)
-Omaggio alla Catalogna (Homage to Catalonia, 1938)
-Una boccata d'aria (Coming Up For Air, 1939)
-La fattoria degli animali (Animal Farm, 1945)
-1984 (Nineteen Eighty-Four, 1949)
-Una storia da fumoir (Incompleto) (A Smoking-Room Story, 1949)

Saggi

Non di tutte le opere elencate è stato possibile individuare il titolo della corrispondente versione italiana, dove esistente. Sentitevi liberi di fare tutte le correzioni e le aggiunte del caso.

-Un' impiccagione (A Hanging 1931)
-L' uccisione dell' elefante (Shooting an Elephant 1936)
-Ricordi di libreria (Bookshop memory 1936)
-Marrakech (Marrakech 1939)
-In difesa del romanzo (In defence of the Novel 1936)
-Charles Dickens (1939)
-Appunti occasionali (Notes on the way 1939)
-L' invasione marziana (Recensione) (Mis-Observation 1940)
-«Il grande Dittatore» di Chalie Chaplin (Recensione) (1940)
-Boys' Weeklies (1940)
-Dentro la balena (Inside the Whale, 1940)
-I confini tra arte e propaganda (The Frontiers of Arts and Propaganda (1941)
-Letteratura e Totalitarismo (Literature and Totalitarianism 1941)
-Wells, Hitler and the World State (1941)
-Il leone e l'unicorno: il socialismo e il genio inglese (The Lion and the Unicorn: The Socialism and the English, 1941)
-L' arte di Donald McGill (The Art of Donald McGill 1941)
-Troppo severo con l' umanità - Intervista immaginaria a Jonathan Swift
(Too Hard on Humanity. An imaginary Interview between George Orwell and Jonathan Swift 1942)
-La letteratura e la sinistra (Literature and the Left 1942)
-Looking Back on the Spanish War (1943)
-Come mi pare (Rubrica settimanale) (As I Please 1943-1947)
-Benefit of Clergy: Some notes on Salvador Dali (1944)
-Grandezza e decadenza del romanzo poliziesco inglese (Grandeur et décadence du romain policier anglais (versione originale inglese persa) (1944)
-Quanto è lungo un racconto? (How long is a short story? 1944)
-Arthur Koestler (1944)
-La libertà di stampa (The Freedom of press 1945)
-Notes on Nationalism (1945)
-Solo roba vecchia... ma chi può resistere? (Just Junk - but who could resist it? (1946)
-Come muoiono i poveri (How the Poor Die (1946)
-Una buona tazza di tè (A Nice Cup of Tea 1946)
-«La luna in fondo al pozzo» (The Moon Under Water 1946)
-Politics vs. Literature: An Examination of Gulliver's Travels (1946)
-Politics and the English Language (1946)
-Second Thoughts on James Burnham (1946)
-Quei bei delitti inglesi di una volta (Decline of the English Murder (1946)
-Riflessioni sul rospo (Some Thoughts on the Common Toad 1946)
-A Good Word for the Vicar of Bray (1946)
-In Defence of P. G. Wodehouse (1946)
-Perché scrivo (Why I Write 1946)
-The Prevention of Literature (1946)
-E tali, tali erano le gioie (Such, Such Were the Joys 1946)
-Lear, Tolstoy and the Fool (1947)
-«L' anima dell' uomo sotto il socialismo» di Oscar Wilde (recensione) (The Soul of Man Under Socilism 1948)
-Gli scrittori e il leviatano (Writers and Leviathan 1948)
-Reflections on Gandhi (1949)

Voci correlate (vedi sotto)

-Fantascienza
-Distopia
-Utopia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Adv



MessaggioInviato: Sab Nov 18, 2006 12:53 pm    Oggetto: Adv






Torna in cima
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Sab Nov 18, 2006 1:06 pm    Oggetto:  George Orwell (FANTASCIENZA)
Descrizione:
Rispondi citando

Fantascienza

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Una città del futuro immaginata in una stampa del XIX secolo.

Voce della serie

-Fantascienza

Generi e filoni

Hard · Soft · Fantapolitica · Cyberpunk
Postcyberpunk · Apocalittica · Steampunk
New Wave · Viaggio nel tempo · Ucronia
Space opera · Militare · Utopia e distopia
Xenofiction · Erotica · Comica · Satirica

Temi tipici

Extraterrestri · Invasione aliena · UFO
Primo contatto · Colonizzazione dello spazio · Ribellione del computer · Robot . Intelligenza artificiale · Transumanesimo
Dimensioni parallele · Clonazione · DNA

PORTΛLE FΛNTΛSCIENZΛ

Il bar al termine dell'universo

La fantascienza (in inglese science fiction, Sci-Fi) è un tipo di narrativa (fiction) popolare di successo. Genere letterario al suo debutto, si è ben presto estesa ai fumetti, al cinema, alla radio e alla televisione, nonché ai videogiochi e ai giochi di ruolo. Nelle arti figurative è rappresentata soprattutto dall'illustrazione fantascientifica legata al mercato editoriale.

La fantascienza ha come tema fondamentale l'impatto che una scienza e/o una tecnologia (attuale o immaginaria) avrà sulla società o sull'individuo. I personaggi possono essere umani, o anche alieni, robot, cyborg o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più spesso, nel futuro.

Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo di letteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico o fantasy. Tuttavia un certo grado di plausibilità scientifica rimane un requisito essenziale.

Indice [in questa pagina]

1 Storia
1.1 Prima della fantascienza
1.2 La prima fantascienza
1.2.1 Europa
1.3 Anni quaranta: inizia l'età d'oro
1.4 Anni cinquanta: tra sociologia e letteratura
1.5 Anni sessanta: la New Wave
1.6 Anni settanta
1.7 Anni ottanta: il Cyberpunk
1.8 Anni novanta
2 La fantascienza italiana
2.1 La protofantascienza italiana
2.2 La nascita ufficiale (1952)
2.3 Il ruolo di Urania
2.4 La fantascienza online
3 Generi e filoni
3.1 Temi tipici
4 Voci correlate

Storia

La nascita della fantascienza viene per convenzione fissata all'aprile del 1926, quando uscì negli Stati Uniti la prima rivista di fantascienza, Amazing Stories, diretta da Hugo Gernsback, ma al genere possono essere ascritte numerose opere precedenti, dal Frankenstein di Mary Wollstonecraft Shelley ai romanzi di Jules Verne e Herbert George Wells.

Prima della fantascienza

Prima della fantascienza esistevano i resoconti dei viaggiatori. Da qualche parte, lontano da qui, in qualche angolo inesplorato del mondo, esistevano strane culture, fauna e flora esotiche, a volte persino mostri marini.

La fantascienza vera e propria fu resa possibile solo a partire nascita della scienza moderna, in particolare dalle rivoluzioni avvenute nel campo dell'astronomia e della fisica. Fianco a fianco con l'antico genere della letteratura fantastica (oggi chiamata anche fantasy), vi erano notevoli precursori, tra i quali:

-I viaggi immaginari sulla Luna del XVII secolo, mostrati per la prima volta in Somnium di Giovanni Keplero (1634), poi ne L'altro mondo o Gli stati e gli imperi della Luna (L'autre monde ou Les états et empires de la Lune, 1657) di Savinien Cyrano de Bergerac

-Il mondo alternativo scoperto nell'Artico da un giovane nobiluomo nel romanzo di Margaret Cavendish del 1666 The Description of a New World, Called the Blazing-World

-Descrizioni di vita nel futuro, come l'An 2440 di Louis-Sébastien Mercier (1772) o la Storia filosofica dei secoli futuri di Ippolito Nievo del 1860. Tra queste opere vi è il secondo romanzo più venduto del secolo negli Stati Uniti, Looking Backward di Edward Bellamy (1888).

-Culture aliene ne I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift (1726) e ne Il viaggio sotterraneo di Niels Klim di Ludvig Holberg (1741)

-Elementi di fantascienza nelle storie del XIX secolo di Edgar Allan Poe, Nathaniel Hawthorne e Fitz-James O'Brien. Nelle ultime decadi del secolo, le opere fantascientifiche per adulti e ragazzi erano numerose, malgrado non esistesse ancora il termine "science fiction".

-Nella poesia romantica, inoltre, le immaginazioni degli scrittori portava a visioni di altri mondi e di remoti futuri come in Locksley Hall di Alfred Tennyson. Voltaire, d'altra parte, chiamava il suo Micromégas (1752) non un racconto fantastico ma una "storia filosofica" (titolo ripreso poi, non a caso, da Nievo).

-Il più rilevante esempio rimane però il romanzo Frankenstein di Mary Wollstonecraft Shelley, pubblicato per la prima volta nel 1818. Brian Aldiss, nel suo libro Billion Year Spree, rivendica che Frankenstein rappresenta "il primo lavoro seminale al quale l'etichetta di fantascienza può essere logicamente appiccicata". È anche il primo esempio del cliché dello "scienziato pazzo".

-Un altro romanzo futuristico di Mary Shelley, L'ultimo uomo (The Last Man), è a sua volta spesso citato come la prima vera storia di fantascienza.

La prima fantascienza

-Europa

La fantascienza in Europa inizia propriamente alla fine del XIX secolo con il romanzo scientifico, il cui esponente di spicco fu Jules Verne (1828 - 1905), per il quale la scienza era piuttosto sul livello dell'invenzione, come pure le storie di critica sociale orientate alla scienza di H. G. Wells (1866 - 1946).

Wells e Verne ebbero alcuni rivali nella prima fantascienza. Racconti e romanzi brevi con temi di immaginazione fantastica apparivano nei quotidiani in tutta la fine dell'Ottocento e molti di questi utilizzavano idee scientifiche come espediente per l'immaginazione. Erewhon è un romanzo di Samuel Butler pubblicato nel 1872 sul concetto che le macchine potessero un giorno diventare senzienti e supplenti della razza umana. Malgrado sia più conosciuto per altre opere, Sir Arthur Conan Doyle scrisse anch'egli di fantascienza. L'unico libro in cui Charles Dickens si avventurò nel territorio della speculazione scientifica e gli strani misteri della natura è stato il suo romanzo Casa desolata (Bleak house, 1852), nel quale fa morire uno dei personaggi di combustione umana spontanea (dopo avere svolto minuziose ricerche sulla casistica del fenomeno).

Wells e Verne avevano entrambi un bacino di lettori internazionale e influenzarono molti scrittori, in particolare in America, dove ben presto nacque della fantascienza nostrana. Molti scrittori europei trovavano più lettori nel mercato americano, scrivendo in uno stile americanizzato.

Il successivo grande scrittore britannico di fantascienza dopo H. G. Wells fu Olaf Stapledon (1886 - 1950), le cui quattro opere maggiori (Last and First Men, 1930; Odd John, 1935; Star Maker, 1937; Sirius, 1940) introdussero una miriade di idee da quel momento in poi adottate dagli scrittori.

Più tardi, le opere di John Wyndham (1903 - 1969) guadagnarono l'acclamazione del pubblico dei lettori e della critica. Wyndham, che scriveva sotto una quantità di pseudonimi, amava riferirsi alla fantascienza anche con il nome di logical fantasy. Prima della seconda guerra mondiale, Wyndham scriveva quasi esclusivamente per i pulp magazine americani, ma nel dopoguerra divenne noto al grande pubblico, anche al di fuori dell'ambito degli appassionati di science fiction, a partire dal suo romanzo Il giorno dei Trifidi (The Day of the Triffids, 1951).

-Anni quaranta: inizia l'età d'oro

La prima fantascienza aveva una forte base avventurosa ed era caratterizzata dalla "meraviglia" per i progressi della scienza (si era nell'epoca dell'avvento dell'elettricità), ma già dagli anni quaranta cominciò a occuparsi più delle ripercussioni del progresso scientifico che delle ipotetiche conquiste della scienza per sé stesse.

Secondo i critici degli anni cinquanta, la caratteristica della fantascienza americana era l'estrapolazione, ovvero il riconoscimento, sulla base di alcuni elementi, di una tendenza in atto per proiettarla nei suoi sviluppi futuri, non tanto con lo scopo di prevedere il futuro come farebbe la futurologia, quanto per discutere fenomeni del presente estremizzandoli in un contesto ipotetico. Altri spunti critici mettono invece in luce il (prevalente) riferimento al "sense of wonder" ("la meraviglia"), che fa appello ad un analogo della "volontaria sospensione dell'incredulità" di cui parlava il poeta Samuel Coleridge ("Quella volontaria e momentanea sospensione dell'incredulità che costituisce la fede poetica").

Questi anni sono dominati dalla figura di John Wood Campbell, che nella sua rivista ospitò tutti gli autori della cosiddetta Golden Age (Età d'oro), quali A. E. Van Vogt, Isaac Asimov, Robert A. Heinlein, Clifford D. Simak, Ray Bradbury, Theodore Sturgeon: questi scrittori sarebbero diventati i mostri sacri a cui si sarebbero rifatti i successivi autori degli anni cinquanta e sessanta (anche se solo per contestarli o farne la satira).

-Anni cinquanta: tra sociologia e letteratura

Gli anni 1950 segnano per la fantascienza americana un grosso cambiamento: all'atteggiamento fiducioso e ottimistico nei confronti della scienza, a causa della Bomba atomica, si sostituisce un approccio più preoccupato, se non angosciato. La guerra fredda, la società dei consumi, la paura del diverso (sia esso il comunista o il nero, a causa delle lotte per i diritti civili), la società di massa americana dominata da pubblicità e televisione (significativa fu la vittoria alle elezioni del 1952 di Dwight D. Eisenhower su Adlai Stevenson: nonostante Stevenson fosse candidato più colto e brillante, l'apparato pubblicitario scatenato per sostenere Eisenhower lo portò alla vittoria): tutti questi temi diventano centrali in quella che verrà per lungo tempo chiamata "fantascienza sociologica".

Rappresentanti più importanti di questa tendenza sono la coppia Pohl e Kornbluth, Robert Sheckley, Richard Matheson, nonché la prima produzione di Philip K. Dick.

Ma accanto a questa linea sociologica, che usa la fantascienza come strumento di critica della società americana e dei suoi eccessi, ce n'è un'altra, che s'incarna soprattutto nella figura del grande editor e scrittore Anthony Boucher, che si sforza di incoraggiare una migliore qualità letteraria della narrativa fantascientifica. Suo discepolo è Philip K. Dick, ma a questa tendenza appartengono anche altri scrittori che esplodono in questo decennio, come Fritz Leiber (che insegnava Shakespeare in un college) o Cordwainer Smith (coltissimo discendente di una potente famiglia americana, cresciuto in Cina e imbevuto della cultura di quel paese); si può dire che le esperienze di questi scrittori aprano la strada all'epoca successiva, gli anni 1960 della "New Wave".

-Anni sessanta: la New Wave

Per approfondire, vedi la voce New Wave (fantascienza).

La rivoluzione nella fantascienza viene portata avanti sui due lati dell'Atlantico: nel Regno Unito c'è il gruppo di scrittori legati alla rivista New Worlds, tra cui spicca James Graham Ballard, ma che conta anche altri talenti del calibro di Brian W. Aldiss, John Brunner e Michael Moorcock. Negli Stati Uniti la figura di riferimento è il provocatorio e dissacrante Harlan Ellison, innovativo autore di racconti e curatore di due antologie (intitolate Dangerous Visions e Again, Dangerous Visions) che smuovono le acque con argomenti scottanti quali il sesso, le droghe, il femminismo, il razzismo, il Vietnam, ecc. Nelle antologie di Ellison ci sono nomi importanti della nuova fantascienza americana: Robert Silverberg, Philip Josè Farmer, Philip K. Dick, Roger Zelazny, Samuel R. Delany, Norman Spinrad, R.A. Lafferty, Joanna Russ, Ursula K. Le Guin, Gene Wolfe, Kate Wilhelm.

La fantascienza della New Wave è evidentemente il prodotto di due tendenze che s'incrociano creando un equilibrio instabile:

-una ricerca letteraria che spinge molti scrittori a rifarsi ai modelli della letteratura modernista e alle avanguardie del postmodernismo, quindi a non scrivere nello stile da bestseller tipico fino a quel momento di molta letteratura fantascientifica (e il migliore rappresentante di questa tendenza è il più sofisticato e letterario tra gli scrittori americani, Thomas M. Disch;

-una ben precisa volontà di andare a toccare temi tabù che erano stati assenti per anni dalle riviste di fantascienza: non a caso questo è il momento in cui s'inseriscono autori di colore, come Delany, o donne, come la Russ o la Le Guin, o dichiaratamente gay, come Thomas M. Disch e ancora Delany.

-Se da un lato la nuova ondata (questo il significato letterale di New Wave) porta finalmente il mondo accademico (non solo negli Stati Uniti) a cominciare ad occuparsi della fantascienza (pur tra resistenze e incomprensioni), prova ne è che in questo periodo nascono le prime riviste accademiche di critica sulla fantascienza, Science-Fiction Studies, Foundation ed Extrapolation', dall'altro la sofisticazione letteraria di queste opere porta alla presa di distanza di molti fan che s'accontentavano della fantascienza letterariamente tradizionale degli Asimov e degli Heinlein.

-Anni settanta

Il decennio successivo è caratterizzato dalla continuazione dell'attività degli scrittori New Wave: soprattutto Ballard scrive in questo periodo la sua trilogia fondamentale, Crash, Condominium e The Concrete Island. Entra in crisi invece Philip K. Dick, tra problemi di droga ed esistenziali. L'impatto innovativo della New Wave va però attenuandosi, e si deve parlare ormai di singoli autori che vanno ciascuno per la propria strada, più che di un collettivo che marcia compatto.

Il grosso fenomeno degli anni 1970 è da un lato l'emergere di numerose scrittrici, sempre più interessate ai temi del femminismo e più in generale dell'identità femminile. Tra le figure dominanti spiccano sempre Joanna Russ e la Le Guin, ma ad esse si aggiungono altre Marion Zimmer Bradley, Lois McMaster Bujold, Doris Lessing (autrice che proviene da altre esperienze, ma che negli anni settanta scrive il monumentale ciclo fantascientifico di Canopus in Argos: Archives). A queste va aggiunta una scrittrice di primo piano, Alice Sheldon, che fino al 1977 si era nascosta dietro lo pseudonomo maschile di James Tiptree Jr..

Nel bel mezzo degli anni settanta il cinema di fantascienza segna la svolta con il travolgente successo di Guerre Stellari di George Lucas. Questa saga riporta infatti alla space opera degli anni quaranta e contiene forti elementi di sword & sorcery (tanto è stato usato per essa il termine science fantasy e alcuni commentatori si sono azzardati a dichiarare che si tratta di una fiaba riverniciata di fantascienza). Il successo clamoroso della serie fa presagire un ritorno alla fantascienza di intrattenimento dopo l'ondata "intellettuale" degli anni sessanta e settanta.

-Anni ottanta: il Cyberpunk

A dominare la scena nel corso degli anni ottanta è decisamente l'ondata Cyberpunk. Il nuovo spazio da esplorare, dopo quello esterno tra le stelle e quello interiore della psiche, è quello virtuale delle tecnologie informatiche e di telecomunicazione. Si può ben dire che Internet viene profetizzata (anche se già ne esisteva una prima forma pionieristica) nel 1984 dal romanzo più celebrato del Cyberpunk, Neuromante di William Gibson con il suo cyberspazio. Anche il Cyberpunk viene lanciato da un'antologia di racconti, Mirrorshades, curata dall'intraprendente scrittore e giornalista Bruce Sterling.

Sulla scia dell'ondata Cyberpunk si assiste ad un rinnovato interesse accademico per la fantascienza (vista sempre più come un'area confinante con la letteratura postmoderna), all'esplodere dell'immaginario fantascientifico nel nuovo ambito dei videogiochi, ma soprattutto ad un rinnovato interesse da parte del cinema di Hollywood, che comincia a realizzare, complici le nuove tecnologie digitali, film sempre più spettacolari spesso basati, direttamente o indirettamente, sui classici del genere. Esempio ne è la trasposizione cinematografica di Fanteria dello spazio di Robert Heinlein, riportato nelle sale cinematografiche al suo titolo originale Starship Troopers.

L'ondata Cyberpunk tuttavia dura meno della New Wave, soprattutto a causa dell'affievolirsi dell'ispirazione dell'autore più dotato, William Gibson. Altri autori del movimento si affermano in modo più o meno duraturo, come Lucius Shepard, Kim Stanley Robinson, Rudy Rucker, Lewis Shiner. A margine del movimento cyber sta una tra le più interessanti autrici che esordiscono in questi anni, la sofisticata e letteraria Pat Cadigan, mentre ne è del tutto al di fuori l'altra figura di spicco della scrittura al femminile, l'afroamericana Octavia Butler.

-Anni novanta

Questo periodo è caratterizzato da una forte ripresa della fantascienza britannica, tanto che alla fine del decennio si parlerà di un vero e proprio British Boom, legato all'attività di nuovi autori quali Iain Banks, Ken McLeod, M. John Harrison e infine il più giovane, China Miéville.

Negli Stati Uniti si assiste invece a un fenomeno di declino delle vendite tale che alcuni scrittori cambiano genere: tra essi vecchi leoni come Thomas M. Disch, che si ricicla brillantemente nell'horror con la sua Minnesota Supernatural Series; Robert Sheckley che tenta di passare al giallo (come aveva già fatto negli anni '60), ma senza grandi risultati; Patricia Anthony, una delle autrici più promettenti che dalla fantascienza passa al fantasy; Jonathan Lethem, considerato da alcuni l'unico vero erede di Philip K. Dick, che passa alla letteratura mainstream.

Tutto questo avviene proprio nel momento in cui temi, idee, immagini, luoghi, trame della fantascienza compaiono sempre più spesso anche al di fuori del genere, tanto che si parla di un genere avantpop che pesca dalla fantascienza come dal giallo, dal western, dall'horror. Oltre alla prima produzione di Lethem, è buon rappresentante di questa tendenza uno degli scrittori giovani, Matt Ruff.

Anche in Gran Bretagna la ripresa della letteratura fantascientifica si lega a fenomeni d'ibridazione, che fanno parlare di New Weird, o di weird fiction, o slipstream. L'esempio più interessante è da alcuni ritenuto quello di China Miéville, che nei suoi romanzi mescola fantasy, horror, gotico, fantascienza e (in dosi massicce) i giochi di ruolo.

La fantascienza italiana

-La protofantascienza italiana

Ancora prima della nascita del termine fantascienza, a partire dagli ultimi anni del XIX secolo appaiono in Italia racconti e romanzi brevi di contenuto fantascientifico nei supplementi domenicali dei quotidiani, nelle riviste letterarie, in collane popolari ed opere antologiche. Gli autori sono tra i protagonisti della letteratura popolare dell'epoca, come Emilio Salgari e Yambo, ma anche note figure della letteratura, tra i quali Massimo Bontempelli, Luigi Capuana, Guido Gozzano, Ercole Luigi Morselli. Già prima di questi vi sono però degli interessanti quanto poco conosciuti esempi, come la Storia filosofica dei secoli futuri di Ippolito Nievo del 1860.

-La nascita ufficiale (1952)

La nascita ufficiale della fantascienza in Italia è considerata generalmente il 1952, con il primo numero della rivista "Scienza fantastica, avventure nello spazio, tempo e dimensione". A questa prima pubblicazione ne seguono altre, generalmente di breve vita, non tutte con storie avventurose in cui non mancano classici elementi come gli alieni dalla carnagione verde, armi a raggi, astronavi ed eroine scollate, in puro stile pulp. La prima rivista a pubblicare racconti di autori italiani è tuttavia Oltre il cielo, diretta dall'ing. Cesare Falessi, che affiancava lavori di science fiction al consueto novero di articoli sull'aviazione e l'astronautica. A testimonianza dell'aderenza del pubblico al canone da poco sviluppatosi oltreoceano, gli scrittori italiani pubblicano i loro racconti sotto pseudonimi rigorosamente anglosassoni (Gianfranco Briatore diventa John Bree, Ugo Malaguti si firma Hugh Maylon, Luigi Naviglio Louis Navire, Roberta Rambelli è Robert Rambell, al maschile, ecc.). Con Futuro tuttavia (a cura di Lino Aldani, già noto sotto lo pseudonimo di N. L. Janda, di Massimo Lo Jacono, già conosciuto sotto lo pseudonimo di L. J. Mauritius, e di Giulio Raiola) la science fiction italiana acquista un respiro internazionale che avrà purtroppo corta durata (otto numeri mensili soltanto fra il maggio-giugno 1963 e il novembre 1964). Ciò non impedì alla rivista di pubblicare un saggio di J. R. Wilcock (n. 5) e, per la prima volta in assoluto, un racconto di A. Bioy Casares (n. 6), oltre a interviste esclusive a Elio Vittorini ed Ennio Flaiano.

-Il ruolo di Urania

Sempre nel 1952 la casa editrice Mondadori lancia una rivista ed una collana di romanzi, ispirandosi alla musa dell'astronomia: Urania. Primo direttore: Giorgio Monicelli. La rivista chiude dopo appena un anno, mentre i suoi romanzi a cadenza quindicinale riscuotono un grande successo. Negli anni sessanta le copertine sono disegnate da Karel Thole, mentre la direzione della collana viene assunta da Fruttero & Lucentini.

Il ruolo di Urania nella diffusione della lettura fantascientifica tra gli Italiani è rilevante: molti autori come Ballard, Dick, Le Guin ed altri furono pubblicati per la prima volta in questi libri dal cerchio rosso in copertina. Negli anni novanta il nuovo direttore Giuseppe Lippi modernizza staff e linee editoriale. Oggi, dopo oltre 50 anni di storia, Urania è ancora in edicola.

La collana ha inoltre istituito un noto premio letterario per autori italiani di fantascienza, che ha l'indubbio merito di aver scoperto e lanciato il più grande autore italiano di fantascienza, e probabilmente l'unico scrittore professionista del genere, Valerio Evangelisti.

-La fantascienza online

Con l'eccezione di Urania, oggi la letteratura di fantascienza è praticamente scomparsa dalle edicole italiane, avendo ceduto molto terreno ai generi fantasy e horror. Il ruolo di riviste come Robot (peraltro ancora pubblicata ma venduta solo online o su abbonamento) è stato parzialmente ripreso dalle pubblicazioni sul Web (riviste e fanzine), che raggiungono migliaia di lettori. Le più popolari sono Delos, Il Corriere della Fantascienza e Intercom.

-Generi e filoni

Per approfondire, vedi la voce Generi e filoni della fantascienza.

Malgrado la fantascienza sia stata un tempo incentrata anzitutto "sulla scienza", all'interno e ai confini di questo tipo di narrativa si è evoluta una grande varietà di generi e sottogeneri, spesso con la commistione sempre più frequente della fantascienza con il fantasy e l'horror, tanto che alcuni autori e critici utilizzano di preferenza l'espressione fiction speculativa (o narrativa speculativa) per descrivere complessivamente il fenomeno e altri utilizzano il termine Slipstream intendendo il fantastico, cioè quella forma letteraria estremamente ampia che utilizza l'immaginario, il surreale e tutto ciò che non è mimetico della realtà, per dare maggior impatto ad un messaggio radicato nella visione politica, ideologica del reale.

Vi possono essere molti modi diversi per tentare di classificare un'opera di fantascienza; non di rado un'opera o un autore utilizzano vari temi contemporaneamente e si possono collocare all'interno di più filoni.

Una prima divisione, puramente convenzionale, viene spesso effettuata tra fantascienza hard o classica (hard science fiction) e fantascienza soft (soft science fiction), dove la prima si occupa con verosimiglianza degli aspetti tecnologici, la seconda rivolge il suo interesse ai temi più strettamente umanistici.

Un genere avventuroso molto popolare è la space opera, a base di astronavi e battaglie spaziali, che ha avuto un notevole influsso anche nella tv e nel cinema, da Star Trek a Guerre Stellari.

Movimenti che hanno introdotto nuovi fermenti nel panorama fantascientifico sono stati prima la New Wave (negli anni sessanta), poi il Cyberpunk (negli anni ottanta); quest'ultimo ha generato tutta una serie di sotto-filoni fino ai giorni nostri, e ad esso si affianca lo Steampunk.

Alcuni degli altri generi più popolari sono:

-Fantapolitica (political fiction)
-Fantascienza apocalittica e post apocalittica
-Space opera militare (military science fiction)
-Ucronia o storia alternativa (alternate history)
-Utopia e distopia

Temi tipici

Alcuni dei temi più sfruttati nelle storie di fantascienza sono inoltre:

-Lo spazio:
-L'esplorazione dello spazio e la sua colonizzazione, il viaggio interstellare
-La minaccia dallo spazio, l'extraterrestre (invasione aliena, UFO, primo contatto)
-Il viaggio nel tempo
-Le dimensioni parallele
-La realtà virtuale e in particolare il cyberspazio
-L'intelligenza artificiale, con robot, cyborg e androidi
-La trascendenza dalla condizione umana, la clonazione e le biotecnologie
-Le facoltà paranormali

Voci correlate

-Portale Fantascienza
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Lista degli autori di fantascienza
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Premi della letteratura fantascientifica
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Elenco di guerre fantastiche
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Pianeti immaginari
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Sab Nov 18, 2006 1:14 pm    Oggetto:  George Orwell (DISTOPIA)
Descrizione:
Rispondi citando

Distopia

«La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza» (1984 - George Orwell)

Per distopìa (o antiutopìa, pseudo-utopìa, cacotopìa o utopìa negativa) si intende una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista.

Il termine è stato coniato come opposto di utopìa ed è soprattutto utilizzato in riferimento ad una società fittizia (spesso ambientata in un futuro prossimo) dove le tendenze sociali sono portate ad estremismi apocalittici.

Secondo l'Oxford English Dictionary, il termine fu coniato alla fine del XIX secolo dal filosofo John Stuart Mill, che si serviva allo stesso tempo anche di un sinonimo creato da Bentham: cacotopìa. Entrambe le parole si basano sul termine utopìa, inteso come il luogo dove tutto è come dovrebbe essere. Distopìa è quindi l'esatto opposto, cioè un luogo del tutto spiacevole ed indesiderabile. Spesso la differenza tra utopìa e distopìa dipende dal punto di vista dell'autore dell'opera.

I testi distòpici appaiono come opere di avvertimento, o satire, che mostrano le tendenze attuali estrapolate sino a conclusioni apocalittiche.

La differenza con l'utopìa sta quindi nel fatto che la distopìa si basa su una società attuale, spostando però l'interesse su un'epoca e un luogo distanti o successivi ad una discontinuità storica, come nelle opere fantascientifiche di H.G. Wells.

Nella letteratura, un numero considerevole di storie di fantascienza, ambientate in un futuro prossimo ed appartenenti al genere cyberpunk, usa le regole della distopìa per delineare mondi dominati dalle corporazioni high-tech in cui i governi nazionali stanno diventando sempre più irrilevanti. È dunque il genere della fantascienza post apocalittica quello che più caratterizza la narrativa distòpica.

Caratteristiche del genere

Alcune caratteristiche sono comuni alla maggior parte dei romanzi distopici del Novecento:

-È presente una società gerarchica, in cui le divisioni fra le classi sociali (o caste) sono rigide e insormontabili
-La propaganda del regime e i sistemi educativi costringono la popolazione all’adorazione dello stato e del suo governo, convincendola che il proprio stile di vita è l’unico (o il migliore) possibile
-Il dissenso e l’individualità sono visti come valori negativi, in opposizione al conformismo dominante
-Lo Stato è spesso rappresentato da un leader carismatico adorato dalla gente e caratterizzato da un culto della personalità
-Il mondo al di fuori dello Stato è visto con paura e ribrezzo
-Il sistema penale comprende spesso la tortura fisica o psicologica
-Agenzie governative sono impegnate nella sorveglianza continua dei cittadini
-Il legame con il mondo naturale non appartiene più alla vita quotidiana.

Distopìe famose

(in ordine alfabetico)

-1984, romanzo di George Orwell, da cui sono stati tratti due film nel 1956 e nel 1984, una serie televisiva e un adattamento radiofonico

-Abissi d'acciaio, romanzo di Isaac Asimov del 1953

-Die Andere Seite (1909) di Alfred Kubin, romanzo che descrive l'utopìa della libertà totale, che scaturisce nella perversione e nell'autodistruzione

-Anthem, romanzo di Ayn Rand

-Angelwings and Finerthings di Paul M. Jessup

-Arancia meccanica (Clockwork Orange), romanzo di Anthony Burgess, da cui è tratto l'omonimo film di Stanley Kubrick

-Battle Royale (Batoru rowaiaru), film del 2000 di Kinji Fukasaku

-Blake's 7, serie televisiva britannica degli anni settanta-ottanta.

-Blocchi, romanzo di Ferdinand Bordewijk del 1931

-Brazil, l'incubo notturno descritto nel film di Terry Gilliam (1985)

-Il cacciatore di androidi (Do androids dream of electric sheep?) (da cui è tratto il film Blade Runner) e il mondo di Tempo fuori luogo (Time out of Joint), romanzi di Philip K. Dick

-Candido, romanzo di Voltaire

-Codice 4GH (The Shockwave Rider) e Il gregge alza la testa (The Sheep Look Up), romanzi di John Brunner

-Conan il ragazzo del futuro, anime tratto dal romanzo L'incredibile onda (The Incredible Tide) di Alexander Key in cui viene immaginata la distopica Industria.

-The Domination di S. M. Stirling

-Equilibrium, film di Kurt Wimmer (ispirato a varie opere tra cui 1984 e Fahrenheit 451)

-L'esercito delle 12 scimmie (Twelve monkeys), film di Terry Gilliam
Fahrenheit 451, romanzo di Ray Bradbury, da cui è tratto un omonimo film del 1966

-Il figlio dell'uomo di P.D. James

-Flatlandia di Edwin Abbott

-A Friend of the Earth (2000) di T. C. Boyle

-La fuga di Logan (Logan's Run), un racconto di William F. Nolan e George Clayton Johnson, da cui è tratto un omonimo film e una serie tv omonima
Fuga da New York ed il suo seguito Fuga da Los Angeles

-Gattaca - La porta dell'universo, film del 1997 scritto e diretto da Andrew Niccol

-The Giver di Lois Lowry

-Half-Life 2, videogioco sviluppato da Valve Software

-The Handmaid's Tale e Oryx and Crake di Margaret Atwood
Harrison Bergeron, romanzo di Kurt Vonnegut (da cui è stato tratto anche un film tv omonimo)

-Level 7, un racconto di Mordecai Roshwald

-Make Room! Make Room! romanzo di Harry Harrison

-Matrix, trilogia di film dei fratelli Wachowski, completata dai cortometraggi animati di Animatrix e dal videogioco Enter the Matrix

-Metropolis, film di Fritz Lang

-Il mondo nuovo (Brave new world), romanzo di Aldous Huxley
Neue Slowenische Kunst, arti politiche collettive dalla Slovenia

-Neuromante e altri racconti di William Gibson (come quasi tutto il genere cyberpunk)

-Noi, romanzo di Evgenij Zamjatin del 1922

-Il pianeta delle scimmie (La planète des singes), romanzo di Pierre Boulle, di cui sono stati tratti un omonimo film del 1968 di Franklin J. Schaffner e un successivo remake del 2001 di Tim Burton, nonché una serie per la tv

-Piano meccanico (Player Piano), primo romanzo (1952) di Kurt Vonnegut
Rollerball, film del 1975 di Norman Jewison

-Sexmission (Seksmisja), film polacco di Juliusz Machulski, che descrive uno stato femminista senza nessun uomo

-Il signore delle mosche (The Lord of the Flies), romanzo di William Golding

-Il sole nudo (The Naked Sun) romanzo di Isaac Asimov

-La svastica sul sole (The Man in the High Castle), romanzo di Philip K. Dick

-This Perfect Day (1970) di Ira Levin

-L'uomo che fuggì dal futuro (THX 1138), primo lungometraggio diretto dal regista George Lucas

-L'uomo in fuga (The Running Man) romanzo di Richard Bachman (pseudonimo di Stephen King) e film L'implacabile di Paul Micheal Glaser
V for Vendetta fumetto di Alan Moore e David Lloyd da cui è stato tratto il film V per Vendetta (2005)

-Il vento dal nulla (The Wind That Came From Nowhere) di J. G. Ballard
Zardoz, film (1973) di John Boorman

-Survivor, Libro (1999) di Chuck Palahniuk

Voci correlate

-Dimensione parallela:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Fantascienza apocalittica e post apocalittica:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Fantascienza soft:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Utopia (vedi sotto)

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Distopia" Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Sab Nov 18, 2006 1:23 pm    Oggetto:  George Orwell (UTOPIA)
Descrizione:
Rispondi citando

Utopia

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Illustrazione per L'Utopia di Tommaso Moro.

«Una carta del mondo che non contiene il Paese dell'Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l'Umanità approda di continuo. E quando vi getta l'àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l'Umanità di nuovo fa vela.» (Oscar Wilde)

Per utopia (pron. utopìa) si intende un progetto apparentemente irrealizzabile basato su dei principi giudicati universalmente giusti. L'utopista è colui che non vuole basare le sue preferenze e le sue scelte ideologiche partendo dallo studio della realtà e della più probabile realizzabilità, ma decide di voler seguire un ideale che ritiene giusto pur sapendo che questo ideale resterà irrealizzato.

Il termine nasce dal titolo di un libro di Tommaso Moro (circa 1516). In esso Moro ritrae una società organizzata razionalmente, attraverso la narrazione di un esploratore, Raphael Hythlodaeus. Utopia è una repubblica in cui tutta vige la totale comunione dei beni. Non ha avvocati e raramente manda in guerra i suoi cittadini, ma assolda mercenari dalle nazioni vicine. Forse Moro, un religioso laico che pensò di entrare nella chiesa, venne ispirato dalla regola monacale quando descrisse il funzionamento della sua società. Fu un'ispirazione per le Reducciones fondate dai Gesuiti per cristianizzare e civilizzare il Guaraní.

La parola "utopia" viene usata da Moro per suggerire simultaneamente due neologismi greci: outopia (nessun luogo) e eutopia (buon luogo).

L'utopia può essere idealistica o pratica, ma il termine ha acquisito una forte connotazione di perfezione ottimistica, idealistica e impossibile. L'utopia può essere posta a contrasto con l'indesiderabile distopia (anti-utopia, pseudo-utopia) e con l'utopia satirica.

Indice [in questa pagina]

1 Economica
2 Politica e storica
3 Religiosa
4 Scientifica e tecnologica
5 Utopie leggendarie
6 Utopie letterarie e cinematografiche
7 Voci correlate
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni

Economica

Le utopie socialista e comunista generalmente ruotano attorno a una distribuzione paritaria dei beni, spesso con la totale abolizione del denaro, e con cittadini che fanno un lavoro che apprezzano e che è svolto per il bene comune, e che gli lascia ampi margini di tempo per coltivare arti e scienze.

Politica e storica

Un'utopia globale di pace mondiale viene spesso vista come una delle possibili e inevitabili fini della storia.

Sparta fu un'utopia militarista fondata nell'Antica Grecia da Licurgo (anche se alcuni, specialmente gli ateniesi, possono averla vista come una distopia). Fu una potenza greca fino alla sua sconfitta da parte dei Tebani nella battaglia di Leuctra.

Sviluppatasi fra il XVIII e il XIX secolo, il socialismo utopico, che fu la prima corrente del moderno pensiero socialista, propugnava una riforma generale della società e dello stato, che abbia come fine la giustizia sociale e come mezzo la statalizzazione delle risorse economiche, l'abolizione della proprietà privata (collettivismo), della famiglia, del contrasto tra città e campagna.

Religiosa

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


A livello popolare l'utopia a volte si richiama all'immagine del Paradiso terrestre.

Le idee cristiana e islamica di paradiso tendono ad essere utopiche, specialmente nella loro forma popolare: invitando ad una speculazione sull'esistenza libera dal peccato, dalla povertà e da ogni tristezza, oltre il potere della morte (anche se il "paradiso", nell'escatologia cristiana almeno, è più equivalente alla vita in Dio, visualizzata come un paradiso terrestre nei cieli). In un senso simile, il concetto Buddista di Nirvana può essere visto come una specie di utopia.

Le utopie religiose, peraltro diffusamente descritte come un giardino di delizie, esistenza libera da preoccupazioni, in mezzo a strade lastricate d'oro, in uno stato di illuminazione beatificante, godendo di poteri divini, sono spesso ragione per percepire benefici nel rimanere fedeli a una religione, e un incentivo per la conversione di nuovi membri.


Scientifica e tecnologica

Per approfondire, vedi le voci transumanesimo e singolarità tecnologica.

Queste utopie sono poste nel futuro, quando una scienza e una tecnologia avanzate permetteranno uno stile di vita utopico; ad esempio, l'assenza della morte e della sofferenza; cambiamenti nella natura e nella condizione umana. Un'utopia tecnologica viene talvolta chiamata "estropia", specialmente dai transumanisti.

Opposta a questo ottimismo vi è la predizione che l'avanzamento di scienza e tecnologia diverrà, a causa dell'errato utilizzo o per un incidente, la causa dell'estinzione dell'umanità. Questi pessimisti avvocano precauzione invece che adozione.

Utopie leggendarie

Atlantide, la leggendaria isola-continente descritta da Platone nei suoi dialoghi Timeo e Crizia, risalente a circa 12.500 anni fa.
Libertalia, una leggendaria colonia di pirati fondata in una enclave del Madagascar nel 1724.

Utopie letterarie e cinematografiche

(Nota: gli esempi che seguono contengono trame di opere letterarie, cinematografiche e televisive)

-L'Utopia (1516 circa) di Tommaso Moro

-La città del sole (1623) di Tommaso Campanella

-La nuova atlantide (1627) di Francis Bacon

-Oceana (1656) di James Harrington

-la sezione de I viaggi di Gulliver (1726) di Jonathan Swift che descrive la calma e razionale società degli Houyhnhm, è certamente utopica, ma è intesa per essere contrapposta a quella degli Yahoo, che rappresentano il peggio della razza umana.

-Voyage en Icarie (1840) di Etienne Cabet

-Erewhon (1872) di Samuel Butler

-Guardando indietro (1888), di Edward Bellamy

-Freiland (1890) di Theodor Hertzka

-News from Nowhere (1891), di William Morris; vedi anche Movimento delle arti e mestieri, fondato per mettere in pratica le sue idee.

-Utopia, Limited (1893) è una operetta di Gilbert e Sullivan, nella quale una piccola isola-nazione si riforma in stile inglese, con un successo divertentemente totale.

-Diverse opere di H.G. Wells, tra cui Una utopia moderna (1905)

-Il mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley può essere considerato un esempio di satira pseudo-utopica (vedi anche distopia). Il suo altro libro, L'isola dimostra un'utopia positiva.

-A noi vivi (1938-1939), il primo romanzo di Robert A. Heinlein (pubblicato postumo nel 2004), in cui l'autore espone sotto un sottilissimo velo narrativo le proprie idee e teorie sociali, economiche e politiche, riscontrabili in tutta la successiva produzione.

-Walden Two (1948) di B. F. Skinner

-Atlas Shrugged (1957) di Ayn Rand

-Star Trek (1966) serie televisiva di fantascienza ideata da Gene Roddenberry.

-Quelli di Anarres (The Dispossessed) (1974), un romanzo di fantascienza di Ursula K. Le Guin, viene talvolta visto come uno dei pochi rappresentanti moderni del genere utopico, anche se è notevole che uno dei temi principali del lavoro sia l'ambiguità delle differenti nozioni di utopia. La Le Guin presenta un mondo in cui i fossi devono essere scavati e le fogne devono essere spurgate - questo lavoro ingrato viene diviso tra tutti gli adulti, ed è messo a confronto, nel linguaggio dell'utopia, con i loro lavori quotidiani e più soddisfacenti.

-Ecotopia (1975) di Ernest Callenbach

-La trilogia delle tre Californie (anni 1990) di Kim Stanley Robinson

-La Québécie (1990) di Francine Lachance

-The Giver (1993), romanzo di Lois Lowry, ritrae una società "perfetta" del lontano futuro, nella quale l'eliminazione di guerre, malattie, paure, ecc. è ottenuta al prezzo della repressione delle emozioni umane, dell'individualità e del libero arbitrio.

-L'Imperativo Edonistico (1996), un manifesto online di David Pearce, delinea come ingegneria genetica e nanotecnologia aboliranno la sofferenza in tutta la vita senziente.

-Matrix (1999), un film dei fratelli Wachowski, descrive una realtà virtuale controllata da intelligenze artificiali come l'Agente Smith. Smith dice che la prima Matrix era un'utopia, ma gli umani la misero in dubbio e la rigettarono perché essi "definiscono la loro realtà attraverso miseria e sofferenza." Perciò, Matrix venne ridisegnata per simulare la civilizzazione umana con tutte le sue sofferenze.

-Islandia (2002), di Austin Tappan Wright

Voci correlate

-Distopia (vedi sopra)

-Ecotopia

-El Dorado

-Gaia (pianeta):
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Paradiso:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


-Socialismo utopico:
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Storie di vita vissuta... Tutti i fusi orari sono GMT
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio. topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008