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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Il Diario di Sergio (Aquilone)
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:23 pm    Oggetto:  Il Diario di Sergio (Aquilone)
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Autore: Aquilone - Inviato: 09 Dic 2006 11:00 am - Oggetto: Caro diario...

Buongiorno caro diario,
oggi è un giorno piovoso e triste, meteorologicamente parlando, ieri ho dovuto lavorare oggi però spero di riposarmi un pò.

Dopo aver dato uno sguardo nel forum e scritto alcune cose, ora mi accingo a scrivere il nono capitolo del mio scritto iniziato a settembre e che ormai giunge quasi al termine. Volevo solo lasciare una traccia come si fà di solito su un diario per dirti quanto bisogno ho di vivere devo fare molte cose e tante le devo completare per me e per chi mi vuole bene. Scrivere la voglia di vivere e appuntarla su questo foglio per me è come lasciare un messaggio al vento, che lo trasporta in ogni dove e con le folate accarezza le gote e poi sussurra alle orecchie della gente le mie parole. Aver letto l'incipt di Raffa " dove ho sbagliato?" mi ha fatto capire molto di me.

Anzi oserei con un pizzico di presunzione direi l'assoluto di me, come ritrovare la voce del mio silenzio che parli di me. Ho sentito vibrare il cuore con sussulto nelle parole di Davide, Monia e Raffa.

Per questo volevo appuntare l'emozione provata caro diario mio, un giorno ti svelerò un grande mio segreto, così potrai conservarlo tu che conservi le parole, che sono lì e aspettano di essere lette e da me rilette.
ciao ora mi concentro.

Sergio De Angelis
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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:23 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:25 pm    Oggetto:  Il Diario di Sergio (Aquilone)
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Autore: Aquilone - Inviato: 12 Dic 2006 11:22 am - Oggetto: Caro diario...

Ciao, diario
ti ritrovo oggi per inchiostrarti un pò anche se questo inchiostro è virtuale ma con la mente mi piace pensarlo.

Ieri come programmato mi sono sottoposto ad una gastroscopia, per capire e approfondire alcuni miei malesseri, avevo timore non lo nascondo, però i risultati sono stati soddisfacenti e tutto è risultato normale, con immenso piacere ovviamente.

Superato il disagio di ieri ho riflettuto molto, sulle risposte di Monia sull'Eutanasia, comprendendo a pieno le sue emozioni scaturite dalle mie parole. Con franchezza posso dire che anche io amo la vita più di ogni cosa e lotto per sopravvivere al meglio e fino alla morte, questo traspare anche dalle mie preoccupazioni sui piccoli malesseri che pensandoci bene sono niente in confronto ad alcune sofferenze veramente dolorose.

Certo penso che il dolore faccia parte della nostra vita, ma la sofferenza è un dolore diverso lancinante e profondo ed a volte ci si abitua a viverci insieme per necessità, questo mi fà riflettere molto sull'accanimento terapeutico, affinchè la vita continui, e mi chiedo per chi?
Per far gioire o soffrire chi ci segue da anni, o per superare un record farmacologico,chimico o terapeutico?

Certo lo so che chi ci ha dato la vita ha solo lui tale decisione per la morte, il riferimento credo sia chiaro, e sono daccordo in questo.
Ma se un uomo vede un suo simile soffrire e sa che non potrà fare nulla per lui se non quello di stare a guardare, questo mi fà riflettere con profondità assoluta.

Grazie diario per accettare questa emozione, a presto.

Sergio De Angelis
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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:28 pm    Oggetto:  Il Diario di Sergio (Aquilone)
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Autore: Monia Di Biagio - Inviato: 12 Dic 2006 06:25 pm - Oggetto: Caro Diario di Sergio...

Caro "Diario di Sergio", mi chiamo Monia e mi scuso sin da subito se mi permetto di "inchiostrarti" anche io e sopratutto se tu reputerai che queste mie spontanee parole su di te, non c'entrano nulla. Come tante volte è capitato potremo strappar via questa pagina, quando tu "Caro Diario di Sergio" inizierai a sentir troppo soffocante il peso delle mie parole e non mi vorrai più tra le tue "sensibilissime" pagine.

Ciò premesso, ciò che vorrei dirti ora è: che proprio come il tuo "autore-proprietario" che ti inchiostra con amore e sincerità ogni giorno, anche io e tutti noi "dotati di umana virtù" siamo esseri peribili e tutto ciò che ci circonda è a tempo determinato.

Proprio ieri sera ho rotto involontariamente "un ninnolo blu" una bottiglietta a cui io e mio marito eravamo molto affezzionati, ed al suo spontaneo: "ohhhhh!!!!" Io ho replicato di getto: "Nulla è per sempre! Neppure noi. Pensavi forse questa bottiglietta lo fosse?"

"Caro Diario di Sergio": nulla è per sempre. Tutto è a tempo determinato....In questa vita, che noi inconsapevoli abbiamo accettato di vivere. A tempo determinato, proprio come la maggior parte dei lavori oggi, per noi giovani, che ancor prima che ce ne rendiamo conto giovani non siam più...E neanche quel lavoro potrà più esserci...(ma questo è tutto un altro discorso. Lasciamolo dunque cadere così.)

Però, "Caro Diario di Sergio" poter vivere "un romanzo", PER NOI "esseri con la scadenza addosso", ma soprattutto, riferito al presente, PER NOI che scriviamo e dunque sappiamo bene di cosa stiamo parlando, far parte di un intero romanzo, quale è la vita, non è cosa da poco. Anzi...Essere, per mercè di altrui spirito "i protagonisti" del "nostro romanzo": è tanto, troppo, oserei addirittura dire l'insperato.

Certo poi, proprio come i personaggi che creiamo noi ogni giorno, noi personaggi stessi di altro autore, non sappiamo dove andremo a parare, dove la sua fantasia ci condurrà, quante traversie dovremo superare, prima di giungere, ma "pur sempre protagonisti" alla fine del nostro libro.

Dunque "Caro Diario di Sergio", io credo che non ci resti altro che farci condurre dal nostro autore sino alla fine. Lasciare il nostro autore a metà, o quasi alla fine, o come quella vecchia barzelletta "dei matti fuggiaschi" al 99° cancello, non farà bene al libro, nè a noi, nè a lui, l'Autore.

Una storia non finita, o finita perchè l'autore non ha più fantasia di scriverla, o perchè il personaggio protagonista è troppo becero per portarla avanti sino alla fine, non fa bene a nessuno.

Dunque "Caro diario di Sergio" alla fine dei conti quello che volevo dirti è una sola cosa: viviamo il nostro romanzo sino alla fine. Rendiamo grazia al nostro Autore. Perchè forse non ne avremo un altro (di Autore), e forse questo è l'unico "romanzo" che da protagonisti ci è concesso di arricchire con la nostra presenza sino alla parola "Fine"!

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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:30 pm    Oggetto:  Giorno felice.
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Autore: Aquilone - Inviato: 07 Dic 2006 09:12 pm - Oggetto: Giorno felice.

Trovo nella posta una lettera d'autore, penso, rifletto, rileggo e incredulo mi chiedo ma che gratificazione ho ricevuto oggi. Oggi è un giorno felice, così composto e addobato di dolcezza e di armonia, si per esprimere il mio sentire, voglio dirvi di immaginare una donna che pizzica una corda di un'arpa. Così mi sono sentito e la nota che si libera nell'aria ha riecheggiato tutto il giorno intorno a me, che giorno felice oggi.

Come non mai mi sono sentito gratificato per tanto o niente, il tanto mio faticar per esprimere i miei sentimenti, il niente perchè è niente a quello che la fantasia può costruire dal niente. Come credere di volare senza farlo o viaggiare stando fermi, lo so ogni tanto qualcuno mi vuole giù e mi prende, comunque un'altro momento io l'ho vissuto intensamente.
Grazie ancora mio giorno felice di questo semplice dono che mi hai regalato.

Ora il mio camminar scalzo mi prende, per sentir vera la durezza della terra e sentir nell'aria il dolce parlar delle melodiose poesie che si liberano nel grande Forum Scritturalia.

Sergio De Angelis
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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Gio Dic 14, 2006 3:20 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:34 pm    Oggetto:  Il Diario di Sergio (Aquilone)
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Autore: Aquilone - Inviato: 05 Dic 2006 02:24 pm - Oggetto: Un foglio bianco.

Ho trovato questo foglio bianco libero, per scrivere qualcosa di mio che ora diventerà nostro.

Voglio raccontarvi una mia fantastica gita, nel 2004 uscivo da una crisi oserei dire quasi esistenziale, in fondo l'età quasi la giustifica, e mi ero accorto che i mie figli cresciuti, oggi ormai grandi Francesca 25 Andrea 24 non li stavo apprezzando come adulti veri e indipendenti.

Un giorno Andrea mi propone una gita con lui alle isole Lofoten ( Norvegia ) 300 km sopra il circolo polare artico. Solo noi due 12 giorni, quasi istintivamente, ho detto si ed ho messo a disposizione le mie miglia accumulate per spesare il viaggio aereo. Così con molta gioia abiamo organizzato questo viaggio, condiviso emozioni, parlato come due vecchi amici, ci siamo scambiati anche le piccole cose della quoidianità, in ultimo abbiamo dormito in un capanno di pescatori e finalmente ho conosciuto mio figlio adulto. I suoi pensieri i suoi sentimenti il suo scopo della vita, e lui ha conosciuto prima un amico poi un padre che tutto gli aveva dato tranne l'essere semplcemente amico. A casa abbiamo lasciato Francesca e Ornella mia moglie che anche loro hanno scoperto che mancava qualcosa e così ora ci basta uno sguardo, per comprederne il sentimento.

Ora ci vediamo poco Francesca vive lavora e studia a Roma quasi laureanda in Lettere Moderne ( Linguistica ) non immagginate come mi bacchetta ma non voglio essere corretto sulle mie cose devo imparare da solo. E Andrea girovaga molto lavora nel turismo e conosce bene le lingue il suo sito è meraviglioso vi invito a visitarlo ne vale la pena
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Grazie Monia di questo spazio che io subito ho inchiostarto.
Sergio De Angelis


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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:35 pm    Oggetto:  Il Diario di Sergio (Aquilone)
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Autore: RAFFA - Inviato: 05 Dic 2006 09:03 pm

Non c'è cosa più bella della scoperta di un rapporto speciale, diverso... con la persona a cui hai dato la vita, che è parte di te, la parte più profonda.

Mi intrufolo nel tuo diario, godo appieno delle emozioni rimandate dal foglio (una volta) bianco e riconosco quelle che provo quando incrocio gli occhi di mio figlio e ripenso alle piccole, simili esperienze che ci concediamo spesso dopo averne scoperto una volta, per caso, il piacere.


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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:36 pm    Oggetto:  Il Diario di Sergio (Aquilone)
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Autore: Aquilone - Inviato: 06 Dic 2006 02:16 pm

Grazie Raffa, sempre puntuale e precisa.

Spero di meritare l'affetto di questo Forum meraviglioso pieno di gente in gamba scopro gli argomenti e leggo... e penso...

Grazie.


Ultima modifica di Monia Di Biagio il Gio Dic 14, 2006 3:23 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 1:37 pm    Oggetto:  Il Diario di Sergio (Aquilone)
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Autore: Monia Di Biagio - Inviato: 07 Dic 2006 01:28 pm

smile 3 Grazie a te Sergio per aver "inchiostrato"!

Un qualunque foglio bianco non è forse nato per questo? Cosa sarebbe la sua esistenza se nessuno gli desse fiducia "inchiostrandolo"? Anzi, io temo più di qualunque altro, il giorno in cui quel foglio resterà vuoto, perchè magari non avrò più nulla da dire. Certo per una logorroica come me, ma soprattutto con voi accanto: sarà praticamente impossibile!

Ho già sfogliato attentamente il sito di tuo figlio Andrea e riguardo a questo ti ho risposto di là, sulla sezione: "i vostri siti web", dunque non mi ripeto.

Ti dico invece Sergio, che credo tu abbia avuto una straordinaria possibilità, nel poter condividere un viaggio e per 12 giorni anche la vita, la quotidianità con tuo figlio. E quella novità che forse a star sempre troppo insieme poi non si coglie più, mentre durante un viaggio, in un luogo diverso dal solito sì! Senz'altro sarà stata un'esperienza incredibile.

E certamente da ripetere. Spero per voi la possiate ripetere! Magari stavolta verso un'altra meta, ad esempio una di quelle che suppongo tanto abbia amato tu, così come ho invece colto dal tuo sito!

Certo io, i viaggi preferiti di tuo figlio, posso realmente goderli solo in cartolina, in foto o tramite un bel documentario....E non più di 10 minuti per volta, poi mi si gela il sangue nelle vene. Anche soltanto a vederli ritratti, soffro verso questi luoghi "La sindrome di Sthendal"....Forse perchè in essi troppo mi immedesimo, e subito sento freddo. Come dicevo di là, difatti, "i paesi freddi" non fanno per me, e per quanta grande sia la mia curiosità, credo non troverò mai sufficiente coraggio per andarli a visitare personalmente! Amo il Sud del mondo ed il caldo smisurato. Quello che non fai manco in tempo a sudare che già sei asciutta! Io, ad esempio, lo dico sempre, vivrei benissimo in California, tra gli uomini blu del deserto del Sahara, o in Sicilia, ma anche quest'ultima ormai sta diventando troppo freddina per me!

La neve mi piace vederla cadere e dopo solo mezz'ora che la vedo lì per terra, incendierei il mondo perchè a quel biancore non so sopravvivere! Non a caso l'unica volta che ho detto "sì" alle Dolomiti, era Agosto. Ed oltre i piacevoli ricordi di Amicizia, ripenso a quel freddo, che ad un certo punto mi fece sbottare: "A tavola non vi batte nessuno, ma tutto questo freddo....Come fate a resistere qui?" rimpiansi quell'Agosto di non avere con me sciarpa e guanti. Mai più andrò in montagna sprovvista. Fui costretta a comprare maglioni di cashmeare. Alcuni giorni dopo mi lasciai, inebriata, ribaciare dal sole e gli promisi che non lo avrei più lasciato. Almeno fin quando in inverno lui avesse nuovamente lasciato me!

Al sol pensiero ho freddo anche ora. Dunque ti ringrazio per questa tua pagina, che hai voluto condividere con noi, lasciandoti PERO' con un calorosissimo abbraccio! Ed ora vado a godere di questo sole dicembrino che per me realmente, come si sarà capito è manna dal cielo!!!

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MessaggioInviato: Sab Dic 16, 2006 10:39 am    Oggetto:  Una proposta.
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Buongiorno caro diario,
Oggi sono stato al mercato della frutta, ho visto tanta gente ed incontrato amici che da tempo non vedevo. Con piacere ho scambiato parole e fatti raccontati, sono tornato a casa con sereno nell'anima.
Mio diario volevo anche appuntare una proposta che mi ha fatto la casa editrice Medimond di Bologna, a cui tempo fà ho spedito alcuni miei racconti, parte di essi questo forum non conosce ancora.
La Sig.ra Magnani mi ha proposto un incontro, per giovedì 21 dicembre alle 15:00 a Bologna.
Certo non mi aspetto nulla, sono sicuro che una chiaccherata con chi produce sogni e addobba con contorni sfumati le scritture, mi faccia capire di più cosa significa il mondo editoriale.
Questa è la seconda proposta che ricevo in merito, l'altra della casa editrice il Filo di Viterbo, mi aveva addirittura inviato un contratto con clausole e art. che io non ho accettato per una questione economica, magari giusta per loro ma non per me ( 1.950,00 € ) per stampare ed essere proprietario di 150 copie di un mio scritto.
Caro diario, non voglio illudermi di niente, ma voglio solo capire, cosa si nasconde dietro una storia, un racconto, un'emozione, tanto che possa scaturire un'interesse editoriale? un aspetto commerciale forse? o perchè qualcuno ha colto una vena d'autore? certo credo profondamente alla prima ipotesi, inteso come cliente delle mie stesse opere. In fondo un tentativo pensa valga la pena farlo, senza illusione ed amarezza nell'anima, ma sono semplicemente curioso.
Chissà se Monia, al di là della sua dote naturale poi approfondita con anni di studio abbia iniziato così, certo io sono una goccia di una goccia in questo mondo bellissimo che è la scrittura. Per me è già un traguardo, vedere che 10-15-30-40 persone leggano le mie cose in questo forum. Questa è una sincera e profonda felicità.
Grazie diario
a presto
Sergio

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MessaggioInviato: Mar Dic 19, 2006 7:45 pm    Oggetto:  Caro diario.
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Ciao mio diario,
questa sera voglio esternare un'emozione che tutto il giorno si è alternata al mio lavoro. Già il mio lavoro che devo dire ultimamente mi sta cambiando la vita, io amo anzi oggi direi amavo per come mi sento.
Progettare per me è sempre stato liberare un pò la fantasia. Con i mezzi disponibili oggi sul mercato dell'informatica creare progettare e calcolare è diventato facile e divertente, ti chiedono sempre di più considerato che hai i mezzi che ti aiutano, questo a discapito delle fantasia dell'estro. Forse per questo oggi sono crollato in una depressione oserei dire quasi fuori dal normale, un pò accentuata anche dal fatto che ultimamente mi sento un pò Epocondriaco, forse sarà l'età o la tranquillità che mi sta abbandonando. Oltre a questo penso che ha contribuito la mancanza di dialogo con una persona che reputo importante per la mia vita, che mi ha quasi guidato nelle forme più pure e vere della vita, si ho conosciuto in lei la superbia, ma con sincerità, ho conosciuto la purezza e schiettezza delle parole. Mio caro diario insomma oltre al mio stress da lavoro ho avuto questa mancanza che mi ha avvolto e sprofondato in un vortice che oggi pensavo fosse irrangiungibile.
Sento stress sul mio fisico e sento un grande vuoto, eppure niente è cambiato perchè sento questo?
Mio caro diario l'angoscia che mi attanaglia mi deve passare, anche se rifiuto ogni forma di aiuto anche da chi mi vuole bene, perchè sono sordo e cieco di fronte a ciò? Ho perso forse la mia autostima? oppure ho perso le palle ( che forse non ho mai avuto ) per reagire.
Non voglio lasciare lacrime su queste pagine ma solo un qualcosa che rileggendolo mi faccia pensare e riflettere sul futuro. Scusami se ti ho angosciato un pò ma la vita è fatta anche di questi... che io chiamo sentimenti. Grazie per avermi regalato una pagina ancora, spero di scriverti la felicità e la serenità ritrovata.
Ciao mio caro diario

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MessaggioInviato: Mar Dic 19, 2006 9:32 pm    Oggetto:  
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Liberarsi nell'aria, ora è possibile sono maturo...
Mi piace rispondere a questo tuo stato particolare con le parole con cui ogni tuo scritto si completa... per tua scelta.
Liberarsi nell'aria come tu sai fare, fosse anche "solo" attraverso le emozioni che trasmetti con la penna, è un dono che si acquisisce con quella maturità che sa che ogni volo è costituito anche da piccole discese.
Tieni duro, tornerai a volare alto nel cielo, con o senza l'aiuto di chi vorresti e non c'è, o con lo stesso aiuto dei tuoi cari che ti senti adesso di rifiutare.
In te è già forte la volontà di uscire da questo stato di depressione emotiva, ne sono sicura.
Guarda dentro te stesso e troverai tutte le risposte, proprio come tu e Davide avete detto di me.
Sergio, chiudi gli occhi, annusa l'aria: porta il Natale, la festa, la gioia che per te sarà ancora più bella proprio per questo passaggio doloroso.
Buonanotte!
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MessaggioInviato: Dom Dic 31, 2006 4:03 pm    Oggetto:  Caro Diario..
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Ciao come promesso il 19 dicembre, sono qui per ringraziare Raffa per le sue parole spese per me, e poi per raccontarti un sorriso.
Come ti avevo accennato sono stato al colloquio con l'editore a Bologna, niente di particolare tutto come pensavo e prevedevo.
Una sola cosa voglio sottolineare la cordialità e il sorriso di una donna che mi ha accolto con vero calore, la Signora Magnani, oltre ad aver evidenziato il mio bel scritto " Parsifal" mi ha raccontato suoi aneddoti molto serenamente come se ci conoscevamo da tanto. Mi sono sentito un vero uomo fiero, come quando si riceve un Nobel ( non so effettivamente come ci si senta, ma lo immagino ). Sono stato colpito da quell'atmosfera, tanto da dimenticare che ero da un'editore a trattare una futura pubblicazione. In fondo nè a me nè tanto meno alla signora Magnani importava la pubblicazione ma piuttosto parlare della nascita del mio scritto i personaggi e le loro trasformazioni, mi chiedo ma la Signora era lì per illustrarmi le modalità di pubblicazione o semplicemente per chiaccherare un pò?. Insomma la seconda ipotesi è quella che piace di più a me, così ho raccontato qualcosa di mio di quello che facevo perchè scrivevo perchè mi piaceva farlo. Tra sorrisi e battute è passata un'ora ci siamo salutati e con affetto ci siamo dati gli auguri per le feste. Che strano incontro, piacevole molto piacevole, diverso dagli altri editori dove ti alzi un pò amareggiato, ma in fondo nessuno ti conosce che vuoi. Mentre in via Maserati a Bologna mi sono sentito felice pur non avendo concluso niente e quel dolce sorriso della Signora Magnani mi ha fatto pensare di quanto sia bello parlare con gli altri.

Grazie diario di aver fermato il tempo al 21 dicembre su questo foglio,così ti potrò rileggere quando voglio a presto

Sergio

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MessaggioInviato: Sab Gen 06, 2007 8:51 pm    Oggetto:  Una storia del passato.
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Caro diario, oggi epifania 6 gennaio scrivo su questo foglio bianco una piccola storia del mio passato.

Oggi, mentre percorrevo la strada che porta a casa di mia madre, mi sono accorto come non mai, che una scalinata di circa 50 scalini che conduce a delle case dove tempo fà circa 40 anni fà, un pò lo so, ma comincio ad essere anziano io, proprio su quelle scale giocavo con un'amico d'infanzia Arnaldo, già era un amico estivo e domenicale. Lui in realtà viveva a Roma era di famiglia benestante all'epoca, ed aveva un fratello più grande di 10 anni. Oggi ho alzato gli occhi sulle pareti delle mura e mi sono accorto che quel tratto di scale ha un nome "Via Capo le Case" cavolo non mi ero mai accorto di questo. Così come d'incanto i mie ricordi sono velocemente tornati indietro. Dicevo appunto di questo mio amico che di tutti desiderava solo la mia compagnia lui aveva ed ha un anno in più di me 1957, oggi lui è un'affermato uomo letterato e critico lavora per la RAI e se vi interessa scoprire di più su di lui si può visitare con Google " Arnaldo Colasanti " ha scritto diversi libri, insegna anche filosofia in una scuola. Ritornando al mio ricordo, lui aveva conosciuto la sua mamma per pochi anni morì prematura credo avesse 35 anni quando successe, e lui più del fratello, questa situazione lo sconvolse tanto che si chiuse in se, divenne poco loquace, sempre triste e taciturno. Un giorno suo nonno che abitava in paese ci raccontò una storia tanto curiosa che chiuque stentava a credere che fosse vera.
La storia racconta di una signora anziana che viveva in una grotta poco distante da casa di mia madre 500 m, la strada che porta in montagna, e questa vecchina era solita mostrarsi, diciamo in pubblico, solo in un giorno dell'anno tanto che tutti la chiamavano "Befana" già perchè come avrai capito il giorno era proprio il 6 gennaio, il motivo di questa sua scelta era oscuro a tutti, nessuno sapeva da dove veniva e perchè mai viveva in una grotta. La grotta era provvista di porte finestre e riscaldata da una stufa ma così definita perchè il resto era scavato sulla roccia adibita a dispensa. Nel 1945 raccontava il vecchio, quella cosidetta casa grotta era stato il rifugio delle munizioni ed armi dei tedeschi quando batterono la ritirata, all'epoca proprio in zona limitrofa si svolse un grande scontro a fuoco con i partigiani che erano rifugiati in montagna. La vecchina all'epoca giovane donna, raccontava il nonno aiutò i partigiani, dando loro le indicazioni sugli spostamenti delle truppe tedesche, ma un giorno era proprio il 6 gennaio la donna solita raggiungere i partigiani venne sorpresa da un tedesco che non esitò dapprima ad intimare un fermo e poi sparò uccidendo la donna che cadde a terra proprio davanti la porta della casa grotta. Il tedesco si allontanò e la donna rimase lì a terra, i partigiani insospettiti per non vederla andaro incontro verso la casa grotta ed arrivarono fino al punto dove era caduta, ma della donna non c'era traccia. Da quel giorno fino a quando il nonno raccontò a noi questa storia, si pensa che la vecchina fosse proprio quella donna uccisa che vagava e come d'incanto si risvegliasse proprio quel 6 gennaio. Devi sapere che questa storia ci ha sempre spinti a me ed Arnaldo a cercare questa grotta casa che esiste ancora, lì andavamo spesso, dove suo nonno possedeva nelle vicinanze un piccolo orto. Ebbene le prime volte avevamo terrore anzi profonda paura di entrare in quella grotta buia e profonda, trovammo anche una baionetta negli anni successivi, ed ogni volta ci spingevamo sempre più dentro. Ogni 6 gennaio, fino alla mia età di 14 anni, Arnaldo passava le feste dal nonno, e ogni giorno di questo giorno appunto il 6 gennaio eravamo soliti, dopo avera scartato i regali andare alla grotta per vedere se la vecchina usciva dalla sua dimora. Certo noi non l'abbiamo mai vista ma ancora oggi mi piace pensare che per tanti anni della mia infazia fosse lei la befana che portava i doni.
Arnaldo dopo la morte del nonno non è più venuto in paese, suo fratello noto chirugo lavora e vive in America non so dove di preciso, e lui l'ho rivisto tempo fà in rai sul programma mattina estate, quel programma che comincia a maggio la mattina di ogni sabato alle 6:45 e finisce alle dieci su RAI 1, la sua rubrica era appunto la letteratura, raccontava aneddoti e fatti storici, oltre a presentare ogni sabato un libro. Certo diario mio vorrei tanto riabbracciare quell'amico comune di questa strana storia ma credo sia impossibile rintracciarlo, ho provato anche a mandare una e-mail sulla casella della Rai, ovviamente senza risultato. Comunque volevo condividere con te questa emozione, nel vederlo in TV comunque mi ha dato immenso piacere, adesso so che sta bene.
Ciao diario a presto

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MessaggioInviato: Sab Gen 20, 2007 2:50 pm    Oggetto:  A mio padre.
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Ciao mio caro diario, felice di riscriverti un'altro frammento della mia vita, Monia mi ha concesso questo spazio per inchiostrare le mie profonde emozioni.
Proprio per questo sono qui, ho passato giorni molto intensi di lavoro che hanno un pò offuscato i miei piaceri quelli della lettura e della scrittura, mercoledì 17 gennaio una cosa strana mi è successa.
Mentre percorrevo l'autostrada A1 verso Padova, nella mente un pensiero profondo su un problema di lavoro, da giorni mi opprimeva e lungo il viaggio mi stava attanagliando. Proprio in quel momento, erano mesi che non ci pensavo così intensamente, pensai a mio padre, morto nel 1999 il 3 febbraio, pensai a lui e come se fosse lì accanto a me e con una parola come suo solito mi rassicurava che avrei risolto i miei problemi di lavoro. Così la sera arrivato a Padova non esitai a scrivere questa emozione componendo così un frammento che postato sulle nostre opere. Cosa veramente strana invece, seduto al tavolo di un ristorante, ero a cena una telefonata di lavoro, mi rassicura sul problema anzi come schiocco il problema si dissolse nel nulla tanto che con poche parole tutto scomparve, e la soluzione trovò spazio utile per imporsi. Rimasi molto a pensare cosa mi era successo in questa giornata, il pensiero di mio padre, la soluzione di un problema che da giorni non trovava soluzione, quante emozioni in poco tempo. Devo ringraziare mio padre anche qui in queste pagine, oltre che nei miei più profondi segreti.
Il 17 gennaio poi Sant'Antonio Abate il santo così predicato ed emulato da mio padre, un santo protettore degli animali tutti compreso gli uomini che li guidano, per mio padre questo giorno era un grande giorno credeva molto in questa santità, la ciambella la benedizione degli animali ecc...
Grazie diario sono felice di scriverti ogni tanto.
A presto

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MessaggioInviato: Sab Feb 24, 2007 10:56 am    Oggetto:  Eccomi..
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Ciao,
mio caro diario, oggi voglio inchiostrarti per dirti della tristezza che ho, sono tanti giorni ormai che Monia non assapora questo Forum, ed io mi sento perso come mutilato, anche se magari so che pensa a tutti noi, ma vorrei leggere le sue parole.
Le sue gratificazioni, rimproveri letterari ecc... mi mancano, come una mamma per il suo bambino, in fondo noi siamo figli di questo forum, che arricchito dalle nostre parole diventa grande e pieno di significato e cultura.
Le parole che ormai come dice Luigi e Raffa sono senza valore, noi cerchiamo di elevare il vero valore delle emozioni scritte in parole sentite. La Poesia non è scomparsa è cambiato il modo di leggere, le persone non hanno bisogno di emozioni come me e come altri, la vita futile li allontana dalla poesia intesa come tale. Spero che il tempo di Monia sia liberato al più presto, e che a cavallo di nuove idee ritorni vittoriosa, piena di rabbia per continuare a dare forza al suo grande amore che è la Scritturalia.
Ciao diario, spero di scriverti a presto dicendoti che Monia è ritornata.

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