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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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La maiuscola o no? Come destreggiarsi.
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Lun Dic 18, 2006 10:06 am    Oggetto:  La maiuscola o no? Come destreggiarsi.
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La maiuscola o no? Come destreggiarsi.

Tra geografia e storia, università e festività, ecco i nostri consigli, a cura di Sandra Migliaccio.

INDICE (in questa pagina):

-Luoghi geografici
-Punti cardinali
-Entità geopolitiche
-Popoli e gruppi etnici
-Scuola e università
-Facoltà e dipartimenti
-Discipline
-Istituzioni e cariche professionali
-Nomi di vie, piazze, edifici e monumenti
-Nomi di santi
-Nomi di festività
-Sigle ed estensione della forma siglata
-Fonti normative

******************

Questa nuova puntata del nostro “viaggio” nelle regole redazionali dell’editing continua a “studiare” il problema dell'uso corretto delle maiuscole e delle minuscole. Maria Gulino ci porta, questa volta, a considerarne l'utilizzo nei comparti dell'area geografica e antropologica, delle discipline dei variegati ambiti scolastici, delle istituzioni, delle cariche professionali, come pure ancora di nomi di piazze, vie, ecc. alla ricerca di un criterio per comprendere quando è il caso di usare le maiuscole, quando le minuscole.

La regola di fondo rimane sempre la stessa: scindere i nomi propri da quelli comuni e, di conseguenza, scrivere con l'iniziale maiuscola i primi, totalmente in minuscolo i secondi. Con un po’ di attenzione e intuito è semplice fare la distinzione. Nostro interesse è quello di riuscire a spiegare quando un sostantivo comune diventa proprio, e in quali contesti invece rimane tale.

Talvolta, infatti, gli stessi termini vengono elevati a nome proprio in situazioni particolari. Di seguito, entreremo nei dettagli.

2.9 Geografia e antropologia. 2.9.1 Luoghi geografici.

Regola

«I nomi dei luoghi geografici, se formati da un nome comune e da un nome proprio, vanno con l’iniziale maiuscola quando il termine comune costituisce parte integrante del nome proprio. In caso contrario, il nome comune andrà interamente in minuscolo».

Commento

La regola è coerente con l’impostazione di fondo: tutti i nomi propri hanno l’iniziale maiuscola; pertanto, quando il nome comune, inserito in un determinato contesto, diventa nome proprio, inizierà anch’esso in maiuscolo perché, accompagnato dall’aggettivo che lo determina, diventa parte integrante della dicitura.

Scriveremo allora Monte Bianco, Monte Rosa, Lago di Garda, Africa Meridionale, Russia Bianca. Ma diremo monte Amiata, monte Cervino, vulcano Etna, lago Trasimeno, isola di Sardegna, perché ciò che contraddistingue il luogo geografico è un nome vero e proprio, diverso da quello comune. Ad esempio, solo la parola “Etna” (senza il nome “vulcano”), infatti, è il nome proprio del vulcano che si trova nella Sicilia Orientale.

2.9.2 Punti cardinali.

Regola

«I punti cardinali cominciano sempre in maiuscolo quando indicano un territorio, in minuscolo se indicano una direzione geografica».

Commento

Nel primo caso, individuando una specifica regione geografica, andranno trattati come nomi propri e avranno, pertanto, l’iniziale maiuscola. È il caso ad esempio di: Polo Nord/Sud, Sud della Cina, “... nella zona Ovest della Tunisia...”, Mezzogiorno d’Italia.

Quando, invece, il punto cardinale serve esclusivamente a indicare una direzione geografica, trattandosi di un nome comune, andrà in minuscolo. Scriveremo pertanto: “la strada da seguire prosegue verso nord per due chilometri…”, “la zona di terreno che mi appartiene è a sud di quel lago”.

2.9.3 Entità geopolitiche

Regola

«I nomi di entità geopolitiche hanno l’iniziale maiuscola, e se composti da più termini tutti i termini incominciano in maiuscolo».

Commento

La ratio è sempre la stessa: individuando una specifica entità geopolitica, essi vanno considerati come nomi propri e quindi vanno scritti con l’iniziale maiuscola.

Scriveremo allora Unione Europea e Unione Sovietica. A tal proposito, per quanto riguarda i popoli e le posizioni geografiche, attenzione a non confondere la Russia con l’Unione Sovietica (e, di conseguenza, i russi con i sovietici). Durante il periodo di esistenza dell’Unione Sovietica (1922-1991), si scriverà, appunto, sovietici (la Russia esisteva, ma era compresa all’interno dell’Urss e quindi non era indipendente, al pari di Ucraina, Bielorussia, Kazakistan ecc.). Dopo, invece, con la nascita della Federazione russa, si può parlare correttamente di russi, che si distingueranno, anche da un punto di vista geopolitico, da ucraini, bielorussi, kazaki, ecc.

Analogamente per Regno Unito, Gran Bretagna e Inghilterra, le quali hanno una identificazione precisa in base alle differenti connotazioni geografico/politiche. Di conseguenza i britannici sono gli abitanti della Gran Bretagna, gli inglesi sono gli abitanti della sola Inghilterra. Per completezza, ricordiamo che la Gran Bretagna è costituita da Galles, Inghilterra e Scozia e che il Regno Unito è formato da Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Stesso discorso vale per Usa e America e quindi per statunitensi e americani.

2.9.4 Popoli e gruppi etnici

Regola

«Per i popoli e per i gruppi etnici si usa in genere l’iniziale minuscola, ma è opportuno l’uso della maiuscola nel caso di popoli fortemente storicizzati».

Commento

Diciamo che questa scelta deriva dalla tendenza, oggi sempre più diffusa, a utilizzare il meno possibile le maiuscole in un testo, per evitare di “appesantirlo” troppo. Scriveremo allora francesi, italiani, spagnoli, tedeschi. In fondo, si tratta di termini che indicano la “comune” denominazione di una popolazione.

Ma scriveremo: Ateniesi, Babilonesi, Ebrei, Franchi, Galli, Romani, Sumeri, Visigoti, ecc., perché popoli storicizzati, aventi quindi una rilevante valenza storica.

2.10 Scuola e università

Regola

«I nomi di scuole iniziano in maiuscolo e, se seguiti da un nome, tale nome lo scriveremo tra le virgolette alte. Nelle denominazioni degli atenei il termine “università” avrà l’iniziale in maiuscolo».

Commento

Siamo in presenza di denominazioni ufficiali e, per questo, utilizzeremo l’iniziale maiuscola. Infatti, i nomi quali “istituto”, “liceo”, “scuola”, “università”, diventano propri nel momento in cui indichiamo un determinato istituto. Se diciamo ad esempio “Istituto d’arte di Castrovillari” ci riferiamo, appunto, a quel determinato istituto, e non a un istituto qualsiasi; stessa cosa se indichiamo, accanto al generico “liceo classico”, “istituto” o “università”, la denominazione ufficiale (“Giuseppe Parini”, “La Sapienza”, ecc.).

Scriveremo allora Istituto tecnico industriale di Vicenza, Liceo classico statale di Siracusa, Liceo di Caltagirone, Scuola media “Dante Alighieri” . E ancora, Università commerciale “Bocconi”, Università degli studi di Camerino, Università della Calabria, Università di Teramo, Università “La Sapienza” di Roma.

2.10.1 Facoltà e dipartimenti

Regola

«I nomi di facoltà e dipartimenti hanno l’iniziale maiuscola; nella forma nome+aggettivo inizia in maiuscolo solo il nome».

Commento

La ratio è quella espressa nella regola precedente. Le facoltà sono tante, pertanto sono “comuni”, ma quando consideriamo ad esempio quella di “Lettere”, ne indichiamo una determinata, e il nome da comune si trasforma in proprio.

Scriveremo allora Facoltà di Scienze politiche, Facoltà di Lettere e Filosofia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Facoltà di Scienze dell’educazione, Dipartimento di Studi storici europei, Dipartimento di Chimica, Dipartimento di Analisi geopolitica del territorio.

Il sostantivo della facoltà specifica, talvolta, presenta la dicitura nome+aggettivo. Il primo inizierà in maiuscolo, ma il secondo, che serve a qualificare il nome, sarà minuscolo. Quindi nel caso ad esempio di “Facoltà di Scienze politiche”, il termine che contraddistingue, appunto, la facoltà è “Scienze”, invece “politiche” serve da supporto al nome proprio.

2.10.2 Discipline

Regola

«Le discipline vanno in maiuscolo se indicano la materia di insegnamento o di studio, in minuscolo in tutti gli altri casi».

Commento

L’eccezione è giustificata dal fatto che la materia di insegnamento e/o di studio indica un campo specifico e ben delimitato, e pertanto va trattata alla stregua di un nome proprio. Scriveremo dunque: “sul diritto si regge la struttura istituzionale di uno stato” , “ la filosofia insegna a conoscere se stessi”. Ma: docente di Letteratura italiana, professore ordinario di Politica comparata, dottore di ricerca in Filologia romanza.

1.1.2.11 Istituzioni e cariche professionali

Regola 1

«I termini comuni indicanti istituzioni iniziano in minuscolo. Se però si cita solo con il nome specifico, il termine generico comincia in maiuscolo, mentre i restanti vanno interamente in minuscolo».

Commento

Alcuni esempi ci aiuteranno a capire meglio questa regola. I termini quali associazione, ente, istituto, ministero, ministro, presidente, in quanto generici, vanno scritti con l’iniziale minuscola. Si tratta, come si può notare, di termini usati nella lingua parlata e scritta in modo colloquiale e discorsivo, senza nessun riferimento specifico.

Ma scriveremo Corte costituzionale, Corte di giustizia europea, Ente regionale per il diritto allo studio perché le diciture in questione assumono delle caratteristiche specifiche, e sono nominate in veste istituzionale.

Analogamente: Associazione “Guida Merliani” , Centro culturale-ricreativo “Mirto Crosia”, Centro lettura “Giovanni Pascoli” , Circolo culturale “Gennargentu oggi” , Circolo di studi diplomatici, Fondazione istituto “Gramsci” , Istituto “Luigi Sturzo” , Museo nazionale, Piccolo teatro comunale, dato che sono nomi propri.

Dagli esempi appena fatti notiamo inoltre come i nomi specifici di associazioni o istituti vadano tra virgolette alte, preceduti dal termine generico in maiuscolo.

Regola 2

«I termini comuni indicanti cariche professionali iniziano in minuscolo anche quando si cita solo con il nome specifico».

Commento

Riferendoci dunque a cariche professionali scriveremo: ministro della Sanità, presidente della Repubblica, sottosegretario alla Presidenza del consiglio, dove il termine generico, anche citato in casi particolari e specifici, è scritto interamente in minuscolo, proprio perché non si tratta di nome proprio, ma appunto comune.

2.12 Nomi di vie, piazze, edifici e monumenti

Regola

«I termini come “via”, “piazza”, “largo”, ecc., tranne che nelle denominazioni straniere, andranno scritti con l’iniziale minuscola. I nomi di edifici e monumenti iniziano invece, anche se composti da più termini, in maiuscolo».

Commento

I termini quali “via”, “piazza”, “largo”, sono generici e comuni: si scrivono, pertanto, con l’iniziale minuscola anche quando accompagnati dal nome proprio. Si tratta infatti di denominazioni che vengono specificate solo dal nome che li segue. Scriveremo allora piazza Mazzini, via Roma, largo Cavour. Nelle denominazioni straniere però, manteniamo l’iniziale maiuscola in quanto il nome comune diventa parte integrante di quello che contraddistingue la zona specifica. Quindi: Trafalgar Square, Carnaby Street.

I nomi di edifici e monumenti devono essere riportati con l’iniziale maiuscola, perché il nome comune, accompagnato dall’aggettivo che lo determina, diventa parte integrante della dicitura, di conseguenza si trasforma in nome proprio. Esempi: Palazzo Capelli, Palazzo Chigi, Palazzo di Vetro, Palazzo Madama, Palazzo Verdi, Ca’ Foscari, Castel Sant’Angelo, la Casa Bianca, la Fontana di Trevi.

2.13 Nomi di santi

Regola

«Per distinguere i santi come persone fisiche dalle località che prendono il loro nome, metteremo i primi con la “S.” (maiuscola e puntata) e le seconde con la denominazione per esteso».

Commento

Alcuni esempi ci aiuteranno a capire meglio questa regola. Scriveremo San Benedetto Val di Sembro, la basilica di San Pietro, il convento di San Francesco, il santuario di Santa Maria Novella, ecc. con l’iniziale della parola “Santo” (o “Santa” o “Sant’”) in maiuscolo perché il termine in questione diventa l’appellativo del nome proprio, e si uniforma a quest’ultimo entrando a far parte del nome stesso.

Quando ci riferiamo, invece, a quadri, statue, ecc. che riguardano il personaggio in questione, metteremo la “S.”. Il motivo di quest’ultima scelta risiede nel fatto che i primi due esempi (edifici, strade) sono più assimilabili a una localizzazione, mentre gli ultimi due (statue, quadri) sono più afferenti alla persona.

Riguardo, infine, alla questione della “S” maiuscola o meno, quando è apposta affianco al nome del personaggio santificato, chiariamo che essa va in maiuscolo poiché tale attribuzione è diventata parte integrante del nome. E, com’è ovvio, i nomi propri iniziano in maiuscolo.

2.14 Nomi di festività

Regola

«I nomi delle festività, religiose e civili, si scrivono con l’iniziale maiuscola».

Commento

Il motivo è semplice: sono nomi propri e come tali vanno, appunto, in maiuscolo. Scriveremo, quindi, Natale, Pasqua, Ferragosto, Primo Maggio, ecc.

2.15 Sigle ed estensione della forma siglata

Regola

«Tutte le sigle vanno con la prima lettera maiuscola e le restanti minuscole. Quando viene data per esteso una denominazione che esiste anche nella forma siglata, va in maiuscolo solo il primo termine della serie».

Commento

Riportare le sigle con la sola iniziale maiuscola significa considerarle, a tutti gli effetti, come nomi propri e, di conseguenza, trattarle come tali.
Scriveremo allora Dc, Ogm, Onu, Pci e Democrazia cristiana, Organismi geneticamente modificati, Organizzazione delle nazioni unite, Partito comunista italiano. Ricordiamo, a proposito, che nell’utilizzare l’articolo determinativo prima di una sigla, è preferibile tener conto della pronuncia della prima lettera della sigla stessa. Così, ad esempio, prima di Fmi (che sta per Fondo monetario internazionale) l’articolo da utilizzare è “l’” e non “il”.

2.16 Fonti normative

Regola

«I nomi delle fonti normative vanno scritti interamente in minuscolo ad eccezione del termine “Costituzione”».

Commento

Questo, sempre per evitare di appesantire un testo dove, magari, le citazioni di fonti normative sono ricorrenti. Scriveremo allora legge, decreto legge, decreto legislativo, direttiva, regolamento.

Anche nel citare i codici (civile, penale, di procedura civile, di procedura penale), utilizzeremo l’iniziale minuscola.

L’eccezione del termine “Costituzione” risiede nell’importanza e nell’unicità del testo normativo. Così scriveremo L’articolo 1 della Costituzione sancisce che... ; ma, se usato in senso generico, lo stesso termine avrà l’iniziale minuscola: Tutti i paesi dotati di costituzione scritta...

Maria Gulino

M. G. si interessa attivamente di Letteratura, Musica e Religione. Esperta di editing, collabora con varie riviste culturali, tra cui
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(direfarescrivere, anno II, n. 6, luglio 2006)

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