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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Oscar Wilde
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Ven Ott 21, 2005 2:32 pm    Oggetto:  Oscar Wilde
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Oscar Wilde

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«Il cinismo è l'arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.» (Oscar Wilde)

Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900) è stato uno scrittore e poeta irlandese.

Indice [in questa pagina]:

1 Biografia
2 Il processo Wilde
3 La fine
4 Opere
4.1 Poesia
4.2 Opere teatrali
4.3 Prosa
4.3.1 Fantasma di Canterville
4.4 Film su Oscar Wilde
4.5 Note

**********

Biografia

Controverso come letterato e artista, Oscar Wilde nacque al n. 21 di Westland Row a Dublino il 16 ottobre 1854. il padre Sir William Wilde, era un otoiatra celebre e fra i suoi illustri pazienti v’era pure il re Oscar I di Svezia, padrino per procura, del giovinetto Wilde. Scrisse libri sull'archeologia e il folklore e fu un filantropo. La madre, Jane Francesca Elgee, aveva fondato un salotto letterario a Dublino impegnandosi a favore dell'emancipazione femminile, dopo essere stata in gioventù un'accesa sostenitrice dell'indipendentismo irlandese e una poetessa di successo.

Oscar Wilde venne educato a casa fino a nove anni, successivamente studiò alla Portora Royal School a Enniskillen (contea di Fermanagh) dal 1864 al 1871. Poi fino al 1874 studiò al Trinity College di Dublino e vinse la Berkeley Gold Medal, il premio più alto della scuola per i suoi studi. Infine studiò al Magdalen College di Oxford fino al 1878, anno in cui si laureò e vinse l'Oxford Newdigate Prize per il poema Ravenna.

Da ragazzo visse l'esperienza del salotto letterario tenuto dalla madre. Frequentò il Magdalen College di Oxford, e si distinse brillantemente nello studio dei classici, iniziando a scrivere poesie. Wilde all'inizio s’avvicinò alla religione cattolica ed all'arte della bellezza secondo i canoni che John Ruskin andava via via pubblicando.

A Oxford Wilde scandalizzò i bigotti professori con il suo atteggiamento irriverente nei confronti della religione, e venne deriso per il suo abbigliamento eccentrico. Attirarono l'attenzione in modo particolare la sua collezione di piume e i suoi pantaloni alla zuava di velluto. Nel 1878 Wilde ottenne la laurea e nello stesso anno si trasferì a Londra. Divenne presto un esponente dell'Estetismo, il movimento inglese di fine '800 che sosteneva un'arte fine a sé stessa. Lavorò come critico d'arte (1881), tenne conferenze negli Stati Uniti e in Canada (1882), e visse a Parigi (1883). Tra il 1883 e il 1884 tenne delle conferenze in Gran Bretagna. Dalla metà degli anni '80 divenne collaboratore fisso per il Pall Mall Gazette e il Dramatic View.

Ormai adulto decise di trasferirsi a Londra, ove si dedicò ad un'intensa ed affascinante vita mondana, conquistando la società conformista del tempo vittoriano con le sue stravaganze, i suoi eccessi, i suoi scandali.

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Wilde nel 1882

Nel 1881 pubblicò il volume intitolato Poems (Poesie) che in un anno ebbe cinque edizioni, successo dovuto anche alla curiosità che destava l'autore i cui atteggiamenti sregolati e dissoluti erano criticati, ammirati ed anche presi di mira dalla satira, soprattutto da Sullivan nell'operetta Patience, ove si beffeggiava il movimento estetico.

Nel 1884 Wilde sposò Constance Lloyd (morta nel 1898) e per mantenere la propria famiglia negli anni 1887-1889 pubblicò il Woman's World magazine. Nel 1888 pubblicò Il principe felice e altri racconti, una raccolta di fiabe scritte per i suoi due figli (Cyril e Vyvyan). Il ritratto di Dorian Gray, simbologia estetistica, fu pubblicato nel 1890 e l'anno successivo Oscar Wilde scrisse ulteriori fiabe. Il matrimonio finì nel 1893.

Pochi anni prima Wilde aveva conosciuto Lord Alfred Douglas (Bosie), un aristocratico, poeta non mediocre, che divenne allo stesso tempo il grande amore dello scrittore e la causa della sua rovina.

L'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedere ad essa, aveva detto una volta Wilde.

Altrettanto importante come libro da citare è The Canterville Ghost, il fantasma di Canterville, (1887) che ha per protagonista una famiglia americana trasferitasi in Inghilterra, dove fa i conti con lo spirito di un uomo malvagio che si aggira per la loro nuova casa; il fantasma vorrebbe a tutti i costi spaventarli, ma non ci riesce.

Wilde divenne celebre nel mondo del teatro negli anni tra il 1892 e il 1895 con una serie di opere di grande successo. Il ventaglio di Lady Windermere (1892) tratta di una divorziata ricattatrice che arriva a sacrificare se stessa per l'amore materno. In Una donna senza importanza (1893) un figlio illegittimo è diviso tra suo padre e sua madre. Un marito ideale (1895) parla di ricatti, corruzione politica ed onore pubblico e privato. L'importanza di chiamarsi Ernesto (1895) è una commedia che vuole essere una satira nei confronti del mondo delle classi alte.

Il titolo in Inglese si basa sul gioco di parole fra la parola "Ernest", Ernesto, e l'aggettivo "Earnest" che significa onesto, sincero. Affascinato dall'"Erodiade" di Mallarmé e dalla descrizione di due dipinti di Gustave Moreau, tra il 1891 e il 1892 Wilde scrive (in francese)per Sarah Bernhardt la 'tragedia in un atto' "Salomé", che sarà pubblicata nel'93 a Parigi e nel '94 a Londra, nella traduzione di Alfred Douglas e con le illustrazioni di Aubrey Beardsley.

Il testo, che potrà essere rappresentato in pubblico soltanto nel 1935, fungerà da base all'opera omonima di Richard Strauss (1905)e al film omonimo di Carmelo Bene (1972). Restano incompiute le tragedie "A Florentine Tragedy" e "La Sainte Courtisane" pubblicate entrambe nel 1908.

Prima del successo teatrale Wilde produsse diversi saggi, molti dei quali furono scritti in maniera anonima. Chiunque può scrivere un romanzo in tre volumi. Richiede soltanto una completa ignoranza sia della vita che della letteratura, disse una volta.

I suoi maggiori lavori furono i dialoghi The Decay of Lying (1889) e The Critic as Artist (1890). In quest'ultima Wilde fa affermare al suo personaggio che la critica è la parte più alta della creazione, e che il critico non deve essere equo, razionale e sincero, ma deve avere un temperamento squisitamente predisposto alla bellezza. Nel saggio più tradizionale L'anima dell'uomo sotto il socialismo (1891) Wilde esprime le proprie riflessioni politiche, ispirate a un anarchismo idealizzato. Egli respinge l'ideale cristiano del sacrificio di sé necessario per ottenere la felicità.

Il processo Wilde

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Oscar Wilde e Lord Alfred Douglas al tempo della loro relazione.

Benché fosse sposato e padre di due bambini, Wilde aveva segretamente (come tutti gli omosessuali dell'epoca, del resto) un'intensa vita omosessuale extraconiugale, che si suppone durasse sin da quando frequentava Oxford. Fino a quando si limitò ad avventure con ragazzi proletari, la società chiuse un occhio, ma la situazione precipitò quando Wilde iniziò una relazione con il figlio di un Lord, Alfred Douglas, detto "Bosie".

Il padre di Alfred (John Sholto Douglas, nono marchese di Queensberry), contrario alla storia del figlio, insultò pubblicamente Wilde come sodomita. Wilde, spinto da "Bosie", che voleva vendicarsi del padre, lo querelò per diffamazione, ma gli avvocati del marchese riuscirono rapidamente a rovesciare la situazione, chiamando a testimoniare prostituti con cui Wilde aveva avuto rapporti sessuali. Lo scrittore divenne così, da querelante, imputato di gross indecency ("grave immoralità", eufemismo per indicare l'omosessualità, che era illegale). Il processo si concluse con la condanna di Wilde a due anni di lavori forzati, la bancarotta, e la rovina definitiva della sua carriera.

Durante il processo fu letta una poesia di Alfred Douglas, intitolata "Two Loves", "Due amori", che si conclude con il celebre verso in cui l'"Altro Amore" dichiara: Io sono l'Amore che non osa dire il suo nome. A Wilde fu rinfacciato di aver appoggiato "The chamaleon", la rivista che aveva pubblicato "Two Loves".

Wilde si difese affermando che: l'Amore, che non osa dire il suo nome in questo secolo, è il grande affetto di un uomo anziano nei confronti di un giovane, lo stesso che esisteva tra Davide e Gionata, e che Platone mise alla base stessa della sua filosofia, lo stesso che si può trovare nei sonetti di Michelangelo e di Shakespeare... Non c'è nulla di innaturale in ciò.

Il Giudice Wills pronunciando la sentenza (il massimo della pena prevista dalla legge), per nulla impressionato da tale difesa dell'amore omosessuale, affermò però che le persone che fanno cose di questo genere devono essere immuni da ogni senso della vergogna, e non si può produrre alcun cambiamento su di loro.

In carcere lo scrittore decise di scrivere a Bosie una lettera di vero e proprio sfogo, il celebre De profundis che a "Bosie" non fu mai data. Tuttavia, dopo la liberazione i due si riappacificarono e vissero assieme per qualche tempo a Napoli. Quindi anche questa nuova vita venne troncata sia dalla famiglia di Wilde che da quella di Douglas, poiché minacciarono ambedue di togliere loro la rendita che li faceva andare avanti.

Wilde fu portato prima alla prigione di Wandsworth, a Londra, e poi al Reading Gaol (il carcere di Reading). Quando alla fine, dopo 19 mesi di detenzione, gli fu consentito di avere carta e penna, Wilde era ormai diventato incline a opinioni opposte riguardo alle possibilità dell'uomo di raggiungere la perfezione.

Fu in questo periodo che egli scrisse il citato De Profundis (1900). In esso confessò: Tutto nella mia tragedia è stato orribile, mediocre, repellente, senza stile. Il nostro stesso abito ci rende grotteschi. Noi siamo i pagliacci del dolore. Siamo i clown dal cuore spezzato. (De Profundis).

Successivamente Wilde scrisse anche La ballata del carcere di Reading, che esprimeva la sua preoccupazione per le disumane condizioni di prigionia. L'opera, considerata una delle migliori di Wilde, ebbe un enorme successo, ma i proventi furono assorbiti in gran parte dai debiti derivanti dal fallimento, e giovarono poco a Wilde.

La fine

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La tomba di Oscar Wilde, scolpita da Jacob Epstein.

Wilde non riuscì mai più a riprendersi dalle conseguenze dello scandalo e dell'arresto, dopo i quali era diventato un paria, rifiutato da gran parte della "buona società" che lo aveva fin lì vezzeggiato.

Dopo il rilascio avvenuto nel 1897 Wilde visse con il nome di Sebastian Melmoth a Berneval, vicino a Dieppe, poi a Parigi.

Un tentativo di vivere assieme a Douglas, prima a Napoli, poi nel piccolo hotel "Vittoria "della "trasgressiva" Taormina se non altro in modo finalmente aperto, fu stroncato dalle famiglie di entrambi, con l'efficace minaccia di cessare l'erogazione del piccolo sussidio di cui i due (privi di altre rendite) vivevano. Fu allora aiutato economicamente dalla nobildonna inglese Florence Trevelyan che anche ottenne per lui un vitalizio governativo di 70 sterline che Wilde non riuscì a godersi.

Sul letto di morte Wilde si convertì al Cattolicesimo, prendendo una decisione che aveva rimandato a lungo. Morì di meningite il 30 novembre 1900, povero, con problemi di salute derivati dall'abuso di alcol, in un hotel economico di Parigi, "L'Hotel" in Rue des Beaux-Arts 13, all'età di 46 anni.

Le sue spoglie riposano al cimitero del Père Lachaise, dopo essere state qui traslate dal cimitero di Bagneaux, in un imponente monumento costruitogli dagli amici che, nonostante tutto, gli erano rimasti fedeli anche negli ultimi, difficilissimi anni.

Wilde disse una volta ad André Gide:

«Volete sapere qual è stato il grande dramma della mia vita? È che ho messo il mio genio nella mia vita; tutto quello che ho messo nelle mie opere è il mio talento.»

Opere: Poesia.

-Ravenna (1878)

-Poemi (Poems) (1881)

-La sfinge (The Sphinx) (1894)

-La ballata del carcere di Reading (The Ballad of Reading Gaol) (1898)

Opere teatrali

-Vera o i nichilisti (Vera, Or the Nihilists) (1880)

-La duchessa di Padova (The Duchess of Padua) (1883)

-Salomé (in francese) (1893, prima rappresentazione a Parigi nel 1896)

-Il ventaglio di Lady Windermere (Lady Windermere's Fan) (1892)

-Una donna senza importanza (A Woman of No Importance) (1893)

-Un marito ideale[1] (An Ideal Husband) (1895) -

-L'importanza di chiamarsi Ernesto[2] (The Importance of Being Earnest) (1895)

-La santa cortigiana (La Sainte Courtisane) e Una tragedia fiorentina (A Florentine Tragedy). Opere incomplete; prima pubblicazione, nel 1908, in Collected Works (editore Methuen).

Prosa

-Il fantasma di Canterville (The Canterville Ghost) (1887)

-Il principe felice e altri racconti[3] (The Happy Prince and Other Stories) (1888)

-Il delitto di Lord Arturo Savile e altri racconti (Lord Arthur Savile's Crime and Other Stories) (1891)

-Intenzioni (Intentions) (1891)

-Il ritratto di Dorian Gray (The Picture of Dorian Gray) (1891)

-La casa dei melograni (A House of Pomegranates) (1891)

-L' anima dell'uomo sotto il socialismo (The Soul of Man under Socialism) - prima pubblicazione sulla rivista Pall Mall Gazette (1891); prima edizione libraria (1904)

-De profundis (1905)

-Le lettere di Oscar Wilde (The Letters of Oscar Wilde) - Pubblicata nel 2000 sulla base di un testo scoperto nel 1960

-Teleny (Teleny or The Reverse of the Medal) (Parigi, 1893) - l'attribuzione a Wilde è incerta.

Fantasma di Canterville

Fra le migliori e più riuscite opere del genio inglese Oscar Wilde ricordiamo The Canterville Ghost. Si tratta dell'interessante storia di una ricca famiglia americana che compra una villa a Canterville che tutti comsiderano "stregata". Sarà proprio questo l'ambiente che farà da sfondo agli strani e buffi avvenimenti di cui il libro è costellato.

Film su Oscar Wilde

-Ancora una domanda,Oscar Wilde! (Oscar Wilde), regia di Gregory Ratoff (1960)

-Il garofano verde (The Trials of Oscar Wilde), regia di Irving Allen e Ken Hughes (1960)

-Wilde (Wilde), regia di Brian Gilbert (1997)

Note

↑ L'opera integrale in inglese in Wikisource.

↑ Altrimenti conosciuta come «L'importanza di essere onesto» (l'opera integrale in inglese è disponibile in Wikisource) per il gioco di parole (voluto e funzionale alla trama, ma non esprimibile nella traduzione italiana) sulla pronuncia della parola inglese earnest (serio, probo, onesto) e il nome Ernest.

↑ L'opera integrale in inglese nel progetto Gutembeg

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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Mar Giu 19, 2007 3:32 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mar Giu 19, 2007 3:18 pm    Oggetto:  Oscar Wilde, dalla condanna alla riabilitazione
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Oscar Wilde, dalla condanna alla riabilitazione, in un’analisi di Arduino Sacco.

(Articolo di Francesca Ateniese - Tratto da Scriptamanent.net)

Il giocattolo Oscar Wilde rotto dall’intolleranza. Un saggio di Arduino Sacco mette in luce la verità più cruda dello scrittore, ed evidenzia come la società del suo tempo sia stata dura nel condannarlo.

Se è vero, come comunemente si suole affermare, che la letteratura o l’arte in generale siano lo specchio della società, Oscar Wilde (1854-1900) ha saputo perfettamente rappresentare il declino del suo tempo, ovvero la fine dell’età vittoriana (1837-1901), epoca caratterizzata da grandi contraddizioni: da una parte la nobiltà sempre più arricchita grazie all’espansione dell’impero britannico in Africa (in cui la regina Vittoria aveva la presunzione di “portare la luce”, di portare cioè la civiltà in paesi di grande arretratezza economica e sociale); dall’altra l’orrore delle workhouses ossia squallide case popolari dove la povera gente poteva a malapena sopravvivere; infine l’affermarsi di una nuova classe sociale, la borghesia, nata dalla Rivoluzione industriale che concepiva tutto, anche l’arte, in un’ottica di produzione e profitto.

L’eccentrico scrittore inglese, ricco e agiato, vive dunque in questo contesto, in una società che, proprio al culmine del suo successo, lo porterà alla rovina in un’aula di tribunale dove sarà condannato per sodomia con il massimo della pena prevista dalla legge. Sicuramente tutti conoscono l’ingegno e la creatività di Oscar Wilde attraverso le sue famosissime opere, ma forse non conoscono le sofferenze e le umiliazioni che subì a causa dei processi, ed è anche per questo motivo che Arduino Sacco, intellettuale poliedrico, ha voluto pubblicare un libro intitolato I tre processi di Oscar Wilde , pp. 124, € 12,00 (pubblicato dalla Cinc, nel 2004 e ora ripubblicata dalla casa editrice dello stesso autore che, nel frattempo, è diventato anche editore).

Leggendo le pagine di questo testo, si evince come l’autore voglia suscitare nel lettore l’interesse verso questo personaggio, geniale scrittore di romanzi che ha segnato la letteratura di fine Ottocento, facendola diventare immortale.

Il “racconto” ci accompagna in un viaggio immaginario che ripercorre i tre distinti momenti dell’esperienza giudiziaria e sentimentale di Wilde, fotografando lo svolgimento dei processi alla luce della sua relazione con “Bosie” ossia Alfred Douglas, figlio del marchese Lord Queensberry il quale lo accusò pubblicamente di omosessualità.

Le fasi salienti dei tre processi, alcuni stralci del De Profundis (un’opera composta da brani tratti da una lunga lettera scritta da Wilde al suo amante), qualche titolo dei giornali dell’epoca e le sensazioni dello scrittore inglese, sapientemente riportati ed accostati dall’autore, fanno di questo libro un quadro intelligente ed anche graficamente piacevole della vita di Oscar Wilde e della società inglese del XIX secolo.

Uno spirito moderno, figlio del suo tempo

Quello che emerge è la difficoltà dei “normali” a giudicare e comprendere la diversità anche quando la stessa riguarda aspetti intimi ed esclusivamente personali che inevitabilmente non modificano rapporti ritenuti socialmente corretti.

Amore, angoscia, indifferenza, cattiveria e tenerezza s’intrecciano negli attimi di quest’uomo considerato un sagace scrittore ed un inaccettabile esempio di amore diverso.

La famiglia vittoriana era diventata sinonimo di educazione severa e repressiva, un ambiente molto chiuso quasi claustrofobico in cui i genitori vivevano emotivamente distaccati e il sesso, insieme ad altri argomenti, era un tabù. E, benché fosse sposato e padre di due figli, Wilde aveva segretamente, come tutti gli omosessuali dell’epoca del resto, un’intensa vita omosessuale extraconiugale. Fino a quando si limitò ad avventure con ragazzi proletari, la società chiuse un occhio, ma la situazione precipitò quando egli iniziò una relazione con un aristocratico, un affronto troppo grande che scandalizzò l’intera comunità eccessivamente puritana, bigotta, così intenta a salvare le apparenze in un clima di ampia ipocrisia.
«I due grandi momenti della mia vita sono stati quando mio padre mi mandò ad Oxford, e quando la società mi mandò in prigione» riporta Sacco verso la fine del suo libro, una frase chiara ed esplicita che sottolinea la forte e irriverente personalità di Wilde che, coerente fino alla fine, non indietreggia di un passo, disposto ad affrontare il processo nonostante l’ostilità dei benpensanti.

Sul banco degli accusati

Si affaccia dunque sulla scena il pubblico ministero Carson con il quale Wilde inizia un contraddittorio che rappresenta il nucleo di questo libro.
Da ciò scaturiscono tutte le difficoltà di una certa classe sociale ad accettare la libertà di vita e di pensiero che Wilde mantiene durante tutte le fasi del processo e in tutte le risposte che è chiamato a fornire. Il tarlo del dubbio e dell’immoralità da parte dell’accusa inevitabilmente lo investono nella totalità della sua persona, trascinandolo via anche in quello che lo aveva reso famoso. I suoi scritti diventano improvvisamente argomento di polemica e di insinuazione, giudicati a volte licenziosi e a volte addirittura blasfemi tanto che, durante il processo, le sue opere vengono tolte dalle librerie londinesi e il suo nome cancellato dalle locandine dei suoi spettacoli.

Wilde difende con assoluta chiarezza e caparbietà la dignità della sua persona, del suo pensiero e dei suoi scritti che si librano su un piano diverso da quello degli accusatori che sembrano, al contrario, invischiati in meccanismi di chiusura mentale. La libertà dell’arte e la libertà di pensiero sono una cosa sola, intoccabile.

Muore nel novembre del 1900 dopo aver scontato la condanna a due anni di lavori forzati e dopo aver tentato di riprendersi la sua vita. «Spero che questo libro sia un omaggio alla memoria di Oscar Wilde ed un contributo alla tolleranza», così termina Sacco il suo discreto commento. Nella Prefazione, infatti si scorge tra l’altro, una interessante definizione dello scrittore inglese e una incisiva metafora della vicenda. Secondo l’autore, Wilde è un «bel giocattolo[…] che una società infantile e capricciosa ha smontato per vedere come era fatto e si è rotto per sempre».

Lo scrittore riabilitato

A distanza di oltre un secolo dalla morte di Wilde e ad un paio di anni dalla pubblicazione del libro in questione è arrivata a noi dall’Inghilterra la sconvolgente notizia annunciata dal quotidiano The Independent. Il ministro dell’Istruzione Alan Johnson ha deciso di aggiungere il nome di Oscar Wilde nel canone letterario inglese accanto a William Shakespeare, Jane Austen, Charles Dickens e Thomas Stearns Eliot e farà quindi parte di una lista di scrittori che saranno oggetto di studio ufficiale nelle scuole superiori del Regno Unito.

Pare si attendano proteste da parte di associazioni di genitori e insegnanti, già alcuni dei suoi consiglieri hanno infatti dato parere negativo, ma il ministro Johnson non ha dubbi: bisogna infondere nei giovani studenti l’amore per la letteratura, coinvolgendoli nella lettura degli autori più amati della storia e Oscar Wilde è certamente tra questi.

Francesca Ateniese (Rubrica a cura di Marco Gatto)

(www.scriptamanent.net, anno V, n. 43, giugno 2007)

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