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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

"Scritturalia" è la terra delle parole in movimento, il luogo degli animi cantori che hanno voglia di dire: qui potremo scrivere, esprimerci e divulgare i nostri pensieri! Oh, Visitatore di passaggio, se sin qui sei giunto, iscriviti ora, Carpe Diem!

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Intervista a Fabiandirosa di Michela Belli
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Autore Messaggio
cignonero







Età: 48
Registrato: 18/04/08 10:42
Messaggi: 9
cignonero is offline 


Interessi: video_poesia

Sito web: http://xoomer.virgilio...

MessaggioInviato: Gio Apr 24, 2008 8:40 am    Oggetto:  Intervista a Fabiandirosa di Michela Belli
Descrizione:
Rispondi citando

Fabiandirosa, da tutti noi conosciuto come cignonero ha da poco tempo varcato la soglia del nostro bar, ma da subito direi, ha lasciato il segno. Egli è infatti il curatore –e nel contempo promotore- di una nuova sezione del nostro forum: Il Laboratorio di Videopoesia.
Cosa sia la videopoesia, è presto detto. E’una nuova –o quanto meno nuova per me- forma d’arte a passo con i nostri tempi. Essa infatti, attraverso l’immagine, colpisce nel segno, cattura l’attenzione di tutti anche di quelli più estranei al cangiante universo di un libro di poesie. Navigando in rete, sono incappata in una citazione di Fabian veramente bella, così ho deciso di riproporvela poiché credo, che aiuti un po’ tutti noi a capire meglio chi sia Cignonero:

“…per non lasciare sola la parola, ma accompagnarla o darle una spinta propulsiva affinché si getti nei talenti e nelle idee, magari assopite, degli spettatori. Insomma c’è bisogno a volte di gridare per farsi sentire, per superare il frastuono del nulla comodamente sistemato sulla superficie. E la musica e le immagini sono il grido che dà una scrollata, spingendo la litania del testo fin nelle viscere. Che si tratti della storia di un popolo o di un singolo individuo, questo non fa differenza.”


1) Allora cigno, raccontaci un po’… cosa ti ha spinto verso questo nuovo tipo di poesia?

Anzitutto colgo l’occasione, ti prego di lasciarmelo fare, per ringraziare nuovamente e pubblicamente Carlo Trotta, impagabile nell’aprire uno spazio tutto dedicato al Laboratorio, dove sono co-moderatore insieme all’amico e nostro ‘guru’ Andrea Galli. La maggior parte dei video che ho postato e commentato erano da tempo tra i miei preferiti su youtube.

Dunque si diceva qual’è la spinta verso la video underscore poesia: condivido a pieno la citazione da me rilanciata di generalecapello sul blog del Gruppo35. Nella brochure di presentazione dello spettacolo di reading multimediale un anno fa volevamo accattivare il pubblico con parole come la lettura si accompagna alla musica che si accompagna alle immagini. Ora aggiungo parafrasando il Zanzotto di Fellini, che le tre forme espressive si elevino dal magma indistinto della poesia convenzionale, ciascuna nel proprio campo. Dunque il punto di partenza di una video_poesia è l’alterità, cioè essere ‘altro’ che poesia. Un po’ come gli altri nomi che di me girano su web, oltre cigno nero e fabianderosa, c’è anche fabio luise, fabian di rosa. Se non temessi di scivolare nella superbia direi che la videopoesia è una poesia che si alza in piedi e conquista la terza dimensione attraverso le immagini. (In effetti su google mi si trova solo con fabiandirosa tutto attaccato…)

2) La videopoesia è da leggersi come una sorta di denuncia sociale? Mi spiego meglio… E’ ormai quasi palese che, l’Italia, sia un paese di scrittori, molti infatti (me compresa) sono quelli con ambizioni editoriali, pochi invece, sono i lettori, e quand’anche si trovi un lettore, accade spesso che questo sia un pigro che poca voglia ha di concentrarsi sui versi di un poeta che chissà cosa mai vorrà dire con questa poesia allora… meglio lasciarsi andare a un best seller (verso i quali non ho nulla, ma che di certo richiedono meno concentrazione). Tutto questo inutile sproloquio per chiederti, la tua scelta – e quanto vedo quella di molti altri- è dettata anche dalla volontà-necessità di raggiungere un pubblico più vasto?

Non è per niente sproloquio il tuo. In un contesto dove il rapporto di quasi uno a uno tra lettore e scrittore concede a numerosi editori di vivere come quegli avvocati che sbrigano pratiche di cause sinistri intentate alle assicurazioni auto, ti viene da pensare: meglio buttarsi su un best seller o un video così da ‘attrarre’ il lettore pigro e allontanare l’editore mediocre. Allora credo che non si può negare che la fruizione di video appare più facilmente appetibile con i moderni e diffusi sistemi informatici, ma se sta nascendo in questi anni una nuova forma espressiva tutti noi appassionati di lettere e di immagini siamo chiamati a determinarne gli ‘stilemi’. Per questa via la videopoesia smette di essere un passatempo, una novità, un overture. D’altra parte il pubblico diventa vasto quando fai qualcosa che piace, quale che sia la forma che hai scelto. Quanto alle ambizioni editoriali vorrei spendere una frase in più. Le mie le accantonai 24enne quando fui avvicinato da una casa editrice, non faccio il nome poiché molte si equivalgono, il cui rappresentante mi convocò al McDonald di Piazza Repubblica, si era a Roma, e davanti ad un hamburger fece la famigerata proposta di acquistare le mie pubblicazioni… Mi consola pensare che come me anche Gesù o Maometto non hanno mai pubblicato motu proprio.

3) Cosa pensi della wikipoesia e della sua estensione in poesie istantanee?

Voglio molto bene alla wikipoesia. Un termine entrato tardi nella mia vita, forse da uno o due anni, ma che a ben vedere praticavo già un paio di lustri fa. Nell’inverno 1997 scrissi un libro con questa dinamica, coinvolgendo i miei amici e amiche durante le serate al pub: ciascuno/a scriveva riallacciandosi a ciò che leggeva. Rischiammo a volte di fare come i lupi che ululano nelle notti di luna piena.
La sua estensione in Poesie Istantanee poi mi apre letteralmente il cuore. Qui infatti ho ripreso la penna-tastiera incontrando poeti, perché hanno saputo smuovere la mia sopita interiorità, quindi Poeti come Luigi Zagaria, Hombre Sincero, Massimo Baglione, Devil, lo stesso CarloTrotta. Poetesse come te Michela, e poi Patrizia, ma anche di recente Nikita e Danj.


4) Amo la poesia come poche altre cose al mondo, Borges è uno dei poeti che preferisco –ma in generale devo dire che le poesie in lingua spagnola hanno una nota in più- perché è istantaneo quanto e più di un’immagine. Credi che in qualche modo Borges o non so Neruda, Walcott, Lorca o chiunque altro dei grandi avrebbe potuto abbracciare il mondo della videopoesia? Non chiedermi perché, ma credo che un innovatore come TS Eliot avrebbe potuto.

Non saprei, però mi diverte immaginarmi a collaborare con un Poetone come Neruda-Noiret nella realizzazione di una video_poesia. Io che davanti ad un notebook gli dico ‘fammi salvare altrimenti perdiamo tutto’ mentre lui magari va a pensare alla SALVEZZA DELL’UOMO! Pace all’anima sua.

5) Se dovessi mettere in video questa bellissima poesia di Borges?


Il Minacciato.

E' l'amore. Dovrò nascondermi o fuggire.
Crescono le mura delle sue carceri, come in un incubo atroce.
La bella mascara è ormai cambiata, ma come sempre resta l'unica. A che mi serviranno i miei talismani: l'esercizio delle lettere, l'inutile erudizione, l'apprendimento delle parole che utilizzò l'aspro Norte per cantare i suoi mari e le sue spade, la serena amicizia, le gallerie della Biblioteca, le cose comuni, gli abiti, l'amore giovane di mia madre, l'ombra militare dei miei morti, la notte senza tempo, il sapore del sonno (o del sogno)?
Essere con te o non essere con te, è questa la misura del mio tempo.
Ormai si spacca alla fonte l'anfora, ormai l'uomo s'alza al canto dell'uccello, ormai si oscurano coloro che guardavano dalla finestra, tuttavia l'ombra (l'oscurità) non ha tradito la pace.
E', ormai lo so, l'amore: l'ansia e il sollievo nell'ascoltare la tua voce, l'attesa e la memoria (intesa come ricordo), il terrore di vivere in quello che verrà.
E' l'amore con tutte le sue mitologie, con tutte le sue inutili, piccole magie.
C'è un angolo per il quale non mi azzardo a passare.
Ormai gli eserciti mi circondano, le orde.
(Questa stanza è irreale; lei non l'ha vista).
Il nome di una donna mi accusa.
Mi fa male una donna in tutto il corpo.



Adoro Borges. Non conoscevo questa poesia in particolare. L’amore vince tutto fa il paio con la poetica del miracolato di cui umilmente mi faccio carico essendo scampato a tre trasfusioni ematiche, una bronchite e la tonsillectomia, il tutto all’età di un anno. Come trascurare invece l’amore per la donna, e più in generale per la persona amata? È impossibile, sarebbe come fermare il tempo, non vivere. Quindi, se dovessi realizzare un tributo a J.L. Borges prenderei scene tagliate da film della nouvelle vague e proiettate su foto di una coppia di tangueros, il testo citato letto da una voce femminile (danj?). Musica sui titoli di testa e di coda: un tango per sola fisarmonica. (non è irrilevante il formato 720 x 480 pixel e la trasmissione rigorosamente su web)



6) Una volta Luigi Zagaria, un bravissimo poeta amico di nuoviautori, ha detto una cosa che condivido pienamente e che conservo nella memoria con molta, molta gelosia come si fa con le pietre preziose; egli ha affermato riguardo la figura del poeta le seguenti parole:
“…il poeta è un soggetto ipersensibile, un uomo che vive costantemente col petto squarciato pronto com’è con la sua ricettività a farsi carico di tutti i malesseri che lo coinvolgono.”
Le commenteresti per noi?


Luigi Zagaria, che saluto e nuovamente ringrazio per la copia de ‘Le Grazie’ di cui mi ha omaggiato quando gli chiesi una dedica autografata, ha anche scritto “le mie emozioni nascono nel mio essere uomo; e se il silenzio tace sarà solo una nuvola di passaggio…”. I malesseri ci coinvolgono se noi abbiamo tempo, voglia e strumenti per ragionarci sopra, in silenzio, cioè nella calma della nostra stanza. Per dirla alla maniera di Gustav Jung: l’elaborazione degli eventi della vita passa attraverso l’analisi delle loro infinite sfaccettature, come nella relazione tra analogico e il digitale (?), fino all’individuazione di sé.


7)Wikipoesia, videopoesie, internet, distanze azzerate e anime sconosciute che si rincorrono, si assomigliano e in qualche modo si appartengono… ho paura di perdermi nel sogno che tutto questo sia reale. Anche se sono felice della mia vita, in una giornata mi capita spesso di volermi esiliare in rete perché è qui che posso vivere di scrittura ed è qui che sento d’essere me stessa. La gente che mi vive nel mondo reale mi ama e mi odia, ma comunque mi vive… in rete sono nessuno, sono solo parole ed è come io vorrei fosse la mia vita, ma non è un atteggiamento un po’ pericoloso?

Davvero in rete ti esili, insomma trovi riparo? Per me non è così. Se la vita è vissuta attraverso le parole e internet è fatta di parole, anche il web è vita. A parte l’apparentemente banale sillogismo se fossi nato all’epoca delle società nobiliari avrei cercato di esprimermi nei teatri di corte. Se fossi nato, dal punto di vista artistico, nel ‘900 avrei frequentato i caffè letterari. Nel duemila ci è dato il computer in rete che di pericoloso al più ha gli spam e roba simile. Per il resto concordo sul fatto che qui ci si incontra ‘sincronicisticamente’ ad un livello di pura coscienza; è dunque per me una realtà come la intende Herman Hesse nel mondo di Castalia . Certo è richiesta la conoscenza di linguaggi non solo tecnico ma anche codificato attraverso gli avatar, gli smiles, il ripetere alcune parole onde evitare equivoci e malintesi.
A proposito di loghi adesso ho l’occasione per ricordare lo shock, da non dormire la notte per gli incubi, la prima volta che vidi il ragnetto robotizzato sulla macchina da scrivere di questo sito, stravolgente meravigliosa sintesi kafkiana del moderno scrivere, vorrei fare i complimenti a chi l’ha ideato. Detto questo il confine tra sogno e realtà, qui fatto di parole, si assottiglia, e noi a volare sui confini tra confini, all’infinito, infinite volte.

8) Mark Twain ha detto: “Smettere di fumare è la cosa più facile del mondo, io l’ho fatto centinaia di volte”. Ecco, in poche parole questo è ciò che faccio io con le sigarette, ma non solo. Per umanizzarti un po’, tre vizi contro cui combatti e contro cui puntualmente perdi…

Il primo vizio, quello del perfezionismo, è più che altro legato ad un difetto, lo zelo, che ho scelto sul principio della seconda età, perché suscita ilarità. Spesso mi dico di essere indulgente col prossimo, specie coi miei amici, ma sempre più spesso cedo alla critica diretta, fortuna che mi conoscono e mi accettano così, con l’accetta. Il terzo te lo dico la prossima volta


9) Vivere di poesia o poetare per vivere? Se ci pensi c’è una differenza fondamentale…

È un po’ come dire: non posso vivere senza poetare; ovvero: di poesia potrei morire, anche di fame.


10) Domanda di rito: se un giorno dovessi accorgerti di non avere più niente da dire.
Mi capita ogni giorno ed ogni giorno mi sbaglio.


Grazie mille
Michela Belli

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MessaggioInviato: Gio Apr 24, 2008 8:40 am    Oggetto: Adv






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