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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Kira lo sciacallo
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MessaggioInviato: Gio Feb 04, 2010 2:36 am    Oggetto:  Kira lo sciacallo
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questo invece è il prologo di una storia fantasy che ho iniziato a scrivere tempo fa, mai conclusa... ditemi come vi sembra.

1.Kira

Il vento le scompigliava i capelli, anche se ormai c’era poco da scompigliare… saranno stati 2 anni che non se li pettinava… o forse anche di più, che importanza aveva? In lontananza si sentiva ululare qualche sciacallo, ma non le importava più di tanto, poiché ora doveva concentrarsi. “Allora, vogliamo iniziare?” protestò l’uomo alle sue spalle: “l’ennesimo cacciatore di taglie che non sa con chi ha a che fare” pensò Kira “solo perché sono molto giovane pensano che sia una passeggiata… Peggio per lui…”. Lei si girò ed accarezzò il calcio del suo braccio di fuoco… Anche se lo aveva fatto decine di volte, sentiva una certa tensione…e ciò le piaceva, molto. Pensò tra sé e sé che non sarebbe più riuscita a farne a meno, ma spazzò via questi pensieri quasi subito, in fondo stava pur sempre rischiando la vita… “Quando cadrà a terra questo oro, inizieremo… non credere che sarò gentile solo perché sei una ragazza… ho sentito molte storie su di te, ma credo che siano tutte stronzate. Forza, fammi vedere che sai fare…” esclamò ad un certo punto l’uomo tenendo in mano una moneta “VIA!” gridò, e lanciò in aria la moneta… in quel frangente la ragazza non pensava a nulla, era totalmente concentrata su quella moneta: TOC! Era a terra… Prima che l’uomo potesse rendersene conto, con una fiammata viola parti il colpo dall’arma di Kira, che aveva già estratto e con l’impatto produsse un’esplosione dell’ennesimo colore che partiva dal petto dell’uomo. “Idiota” pensò lei mentre osservava la carcassa senza vita dello sfidante: la parte sinistra del suo petto era stata disintegrata dalla deflagrazione e il collo stava a malapena attaccato alla porzione del petto che restava mentre il suo braccio era finito chissà dove… Lei perquisì il cadavere in cerca di soldi, trovò 2 sigari “magari me li fumo dopo” pensò, e se li infilò in tasca distrattamente, poi prese le armi e le munizioni dal cadavere e se ne andò “Magari posso farci qualche soldo”… Prese il suo cavallo e si allontanò dal luogo, decidendo di fermarsi qualche chilometro più indietro, visto che gli sciacalli (e Deva sa cos’altro) sarebbero stati attirati dall’odore della carcassa e sarebbero arrivati di lì a poco… La notte era fredda e le pungeva il viso… “ormai dovrei essere abbastanza lontana” pensò, quindi si fermò, raccolse qualche bastone che aveva visto lì intorno e cercò di ammassarli per accendere un fuoco… Non era un’impresa facile, visto che si trovava in una zona quasi desertica, ma fu fortunata e ci impiegò solo qualche minuto a raccattarne a sufficienza, abbastanza però per farla rabbrividire… la ammucchiò alla meno peggio, poi tese la mano verso il fuoco, pronunciò qualche parola apparentemente incomprensibile muovendo la mano con gesti leggeri ma precisi, il fuoco si accese… ormai la sua corazza era gelida e se la tolse dal petto visto che non ce n’era più bisogno… sotto di essa indossava solo un vestito leggero, tutto sgualcito, che mostrava le sue vecchie cicatrici ed un seno non molto sviluppato… quei segni le ricordavano che anche se la corazza era scomoda (anche se era molto leggera) e accentuava il caldo e il freddo, poteva salvarti la vita… se quell’idiota ne avesse indossata una forse sarebbe ancora vivo… forse, visto che aveva un altro braccio di fuoco carico sull’altro fianco. Si diresse verso il cavallo, prese una pelliccia e ci si avvolse, poi si mise di nuovo davanti al fuoco. Prese in mano l’arma con cui aveva sparato da poco ed iniziò ad esaminarla… Le rune scolpite su di essa riflettevano in modo strano la luce lunare, creando uno strano effetto. Lei non sapeva che cosa rappresentassero né perché le aveva disegnate, un giorno si era sentito di farlo ed eccole qua, pronte a risaltare alla luce della luna… Vide che l’ultimo colpo aveva messo a dura prova l’arma, e decise che era ora di forgiarla di nuovo… tutto stava era trovare un armaiolo, o almeno una fucina… anche le sue munizioni particolari iniziavano a scarseggiare e ci voleva almeno un’ora per fabbricarne una o due, e costavano un occhio della testa, per non parlare delle munizioni normali visto che gliene rimanevano cinque. Poi diede un’occhiata all’arma della sua vittima… una comune pistola a comune piombo… beh, comune non tanto, visto che vedere un’arma da fuoco da vicino per una persona normale è abbastanza raro… ma lei non era una persona normale…forse più neanche una persona pensò, visto che iniziava ad assomigliare alle bestie che giravano da quelle parti più a quell’uomo che aveva ucciso, dato che anche lei veniva cacciata e tentavano di ucciderla, e lei si difendeva uccidendo prima di loro e ne depredava il cadavere proprio come gli sciacalli. Notò che non le rimanevano molti soldi, e con le armi da riparare e le munizioni che scarseggiavano, pensò con un certo divertimento che doveva andare di nuovo a caccia, proprio come gli sciacalli… Si accorse di avere fame: la stretta allo stomaco che aveva prima per la tensione era sparita. Prese due pezzi di carne secca da una bisaccia del suo cavallo, diede loro una riscaldata con il fuoco e si mise a mangiare. Finito il pasto, si ricordò dei due sigari dentro le sue tasche, ne tirò fuori uno, lo accese nel fuoco ed iniziò a gustarlo… “Del Kirintor, almeno quello stupido aveva buon gusto” pensò. Circa a metà lo spense e se lo rimise in tasca, e poi si coricò sul terreno: era stanca da morire e si addormentò quasi subito alla luce del fuoco.
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MessaggioInviato: Gio Feb 04, 2010 2:36 am    Oggetto: Adv






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