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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

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Autori (da spennare) cercasi...
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2008 1:23 pm    Oggetto:  Autori (da spennare) cercasi...
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Autori (da spennare) cercasi...

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Pubblicazioni a pagamento: la vera faccia dell'editoria online. (Libero News)

AAA esordienti cercasi.

In Italia sembrano essersi moltiplicati nell'ultimo periodo i siti di "editori" on line (basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca pubblica+il+tuo+libro+online) specializzati nella stampa di opere prime.

A pagamento.

Naturalmente la formula usata è quella del "contributo spese" o, molto più spesso, della richiesta d'acquisto da parte dell'autore di un certo numero di copie del libro. Si tratta per la verità semplicemente di un'evoluzione di quella pratica già ben nota agli editori e conosciuta come "editoria a pagamento", dove a pagare per la stampa (realizzata da stampatori, per l'appunto, e non da editori) sono gli autori stessi.

E', come diceAlberto Castelvecchi, «il mercato vizioso e viziato dei non editori e dei non autori». Nulla a che vedere, quindi, con la vera editoria, che presuppone oltre all'esistenza di un autore valido e di un'opera degna di essere pubblicata (e vendibile), anche la professionalità di chi è in grado di valutare lo scritto e poi si assume il rischio (economico prima di tutto) della pubblicazione, della distribuzione e della promozione in vista di un pubblico che poi sarà disposto a comprare e leggere il libro.

Un'interessante libro-inchiesta, a questo proposito, è quello di Silvia Ognibene (qui citato e recensito ) Esordiente da spennare (e già il titolo dice tutto) che indaga proprio alcuni dei più inquietanti aspetti di questo sottobosco. Un libro che ogni aspirante scrittore dovrebbe leggere e usare come una guida pratica.

Naturalmente in rete esistono anche diversi strumenti che possono aiutare chi è all'inizio a districarsi meglio all'interno di questo non semplicissimo universo. Primo fra tutti il sito Alice.it che raccoglie tutto quello che esiste in rete sull'editoria (indirizzi utili di editori e agenzie letterarie, concorsi per aspiranti scrittori, recensioni e molto altro). Esistono poi tutt auna serie di "vetrine" on line, gratuite, dedicate agli autori che intendono promuovere la o le proprie opere (uno su tutti autoriemergenti.it), anche se, come spiega molto bene Annamaria di Untitl.ed, una delle vetrine per eccellenza sono diventati, oggi, i blog.

Su ildiogene.it esiste una pagina che raccoglie e recensisce sia i siti attraverso i quali è possibile pubblicare (nel senso di rendere pubblico come servizio gratuito) on line qualsiasi tipo di scritto (romanzo, poesia, racconto, saggio...), come Poesie&Racconti, spazio per amanti della lettura e scrittura (ma non solo) pensato come strumento per la condivisone e la promozione di opere sotto licenza CreativeCommons, o Scrivendo.it, community letteraria dove "molti scrittori dilettanti" si ritrovano "per presentare le proprie opere e discutere con altri colleghi di penna", o, ancora, il Club degli autori, rivista multimediale per poeti, sia gli spazi web dedicati al mestiere dello scrittore e all'arte dello scrivere, con consigli, suggerimenti, forum di discussione, concorsi letterari e indirizzi di agenzie specializzate in emergenti, come o progettoinediti.com che offre, questa volta a pagamento, consulenze per la valutazione degli scritti.

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(Articolo letto su & tratto da Libero Magazine)

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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Mer Apr 30, 2008 1:45 pm, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2008 1:23 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2008 1:30 pm    Oggetto:  Editoria on-line?
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Editoria on-line?

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«Non sono veri editori» Alberto Castelvecchi non ha dubbi: quello dei siti online che pubblicano i libri a pagamento è «il mercato vizioso e viziato dei non editori e dei non autori».

Intervista di Alice Voltolina.

Parlando di editoria online, oggi, molti fanno riferimento a tutta una serie di siti che si propongono di stamparti il libro, a pagamento: cosa ne pensa del fenomeno un editore come te?

Si tratta di un'evoluzione di quell'antico fenomeno che erano gli editori a pagamento, che non sono editori ma stampatori. Ed esistono tutta una serie di tecniche per catturare le vittime, per esempio con titoli su quotidiani tipo: "Selezioniamo nuovi autori. Inviare materiale". E poi però ti fanno pagare. C'è da dire che dall'altra ci sono le vittime che però sono più che altro dei megalomani che finiscono col diventare complici inconsapevoli.

Cioè: di "editore" non hanno nulla...

L'editore è un imprenditore che si assume un proprio rischio economico non solo nello stampare il libro, ma anche nel promuoverlo e distribuirlo. Non è uno che lavora su commissione. La loro è pura speculazione che si fonda sulla vanagloria!

Forse chi sceglie questa strada lo fa perché non ha avuto risposte positive dagli editori e pensa di provarci così?

Quello che l'acceca è la vanagloria letteraria: se è meritevole non è lui che deve spendere 6mila euro per vedere il libro stampato! Ma, come si dice: chi è causa del suo mal... Questa non è una scorciatoia, è il mercato vizioso e viziato dei non editori e dei non autori che si basa su un'imprenditorialità truffaldina e sulla vanità. Sbaglia chi crede che le case editrici siano governate da oscuri meccanismi di raccomandazioni varie.

Però sono in molti a pensarlo!

Ma non è così! Noi non congiuriamo per tenere lontano un autore valido, anzi! Per essere un autore bisogna fare anni di faticosa e lenta gavetta. Se scrivo 200 cartelle sono un autore: serve uno disposto a pubblicare, uno disposto a leggere e anche uno disposto a recensire.

Quanti manoscritti ricevi in media?

2/3 manoscritti al giorno che fanno più o meno 900 manoscritti all'anno e io con grande umiltà li prendo li esamino tutti. Mi basta poco per capire. E ti assicuro che 899 sono delle porcate indegne, un grandissimo mercato delle velleità. Ma a ognuno mando la lettera per dire: "No grazie".

Voi siete una casa editrice specializzata in opere prime, come funziona?

Trattiamo i nostri autori come delle rockstar, con tour promozionali, un accompagnatore, un ufficio stampa, non siamo solo sistema di brutale sfruttamento! Magari gli editori sbagliano e alle volte sbagliamo libri ma ci mettiamo la faccia, il marchio e il denaro. Sono io che gli mando un anticipo più magari un piano di sviluppo, perché riconosco al libro un valore. Anche un marchio si costruisce dando botte, prendendole ma anche scegliendo gli autori, che siano validi, che siano in grado di vivere con quello che scrivono: romanzi, articoli, consulenze. Altrimenti è un po' come pensare di fare cinema senza produttori, o fare musica pop senza arrangiatori e tecnici del suono.

Possibile che con tutti i manoscritti che ricevi sia così difficile trovare qualcosa di interessante?

Sì. Vorrei trovare in ognuno di essi il mio uovo di Pasqua. Invece. Qualche volta succede: Isabella Santacroce che può piacere o no, ma ha trovato la sua fortuna letteraria. Due ore dopo che avevo aperto il pacchetto l'ho chiamata e gli ho mandato il contratto. Poco dopo ha ricevuto una proposta da Einaudi.

Esiste però un vastissimo sottobosco letterario in Italia, che si muove anche sul web e che nasce a volte sul web.

Ne parlavo proprio poco tempo fa con Roberto Cotroneo (Questo amore, Se una mattina d'estate, L'età perfetta, solo per citarne alcuni, ndr): mi parlava di un libro di una casa editrice milanese, la Gammalibri, che parla proprio del sottobosco letterario. In effetti ci sono, oggi, autori che nascono prima in rete, sui blog. Pulsatilla, per esempio, è la più venduta, si parla dell'ordine delle 100mila copie: ecco lei nasce da un blog. Poi c'è anche la più famosa Pornoromantica. Oggi il web è diventato un enorme sterrato di caccia!

E le vendite online?

In America si parla di 200mila dollari in un giorno. Da noi invece si vende ancora pochissimo. Poi c'è anche un minuscolo mercatino dedicato al podcasting, ma è poca cosa sui 4 miliardi di euro! Invece all'estero, nel mercato inglese e tedesco, ci sono case editrici anche piuttosto importanti che fanno sono editoria audio, coi pod-digitali audio.

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(Articolo letto su & tratto da Libero Magazine)

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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2008 1:34 pm    Oggetto:  Emergenti alla riscossa
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Emergenti alla riscossa

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Incontro con Daniela Bernabò della Luigi Bernabò e Associates, una delle più importanti agenzie letterarie in Italia

Intervista di Alice Voltolina

Per molti giovani aspiranti scrittori i siti online sembrano rappresentare la porta di servizio per entrare nel mondo degli autori. Ma Daniela Bernabò, responsabile insieme al marito di una delle più importanti agenzie letterarie italiane (la Luigi Bernabò e Associates) spiega perché non è così!

Qual è l'attenzione rivolta dalle case editrici agli scrittori emergenti?

In linea di massima, da forse 5 o 6 anni la situazione è cambiata e anche parecchio. Infatti sicuramente c'è maggior attenzione a chi vuole affacciarsi sulla scena della editoria italiana anche perché ci sono giovani autori che hanno dato prova di funzionare molto bene. Oggi un libro che vende sulle 100mila copie si può trovare anche fra gli italiani! Ma è anche vero che a fronte di una grande ricerca sugli autori italiani emergenti c'è anche un corrispondente innalzamento della qualità e di conseguenza anche la competizione si è fatta più accesa, quindi lo scrittore che si propone oggi ha indubbiamente una vita più difficile.

Molti pensano che le case editrici non leggono i manoscritti e quindi cercano vie alternative

Non è così: letto, viene letto e valutato attentamente con uno sguardo attento. Certo: l'editore deve trovare l'autore che si possa vendere. Quindi bisogna anche vedere a chi ho andato il mio manoscritto: magari è un'opera bellissima, ambiziosissima ma se l'ho mandata a un editore commerciale non me l'accettterà. I piccoli editori, in particolare, devono avere un soggetto molto forte commercialmente. Certo, l'offerta è aumentata, lo vedo dai manoscritti che arrivano in agenzia, immagino che gli editori siano sommersi. Ma è vero che ci sono più giovani che scrivono e scrivono bene! Per questo motivo gli editori sono sempre più selettivi e valutano con più attenzione.

Quindi è più facile essere pubblicati da un grande editore piuttosto che da uno piccolo?

Certamente i grandi editori dispongono di una forza distributiva, di marketing e finanziaria maggiore, questo non vuol dire che si spenderanno per ogni titolo che viene acquistato. Di solito il grande editore agisce con tutta la sua macchina da guerra, distribuzione, alta tiratura, forza vendita, libreria, l'esposizione, la pubblicità, sui grossi autori, cioè si chi ha già dato prova di aver venduto molto bene. Può non essere così per l'autore esordiente dove comunque un minimo di rischio c'è. A meno che uno non sia assolutamente straconvinto dell'esordiente, ma è difficile.

E il piccolo editore?

Il piccolo editore che finanziariamente non può fare investimenti di questa portata, spesso si spende molto meglio proprio su un autore, in moltissimi casi un'esordiente, perché ha quello e quello si deve giocare. Quindi tutto l'investimento si spende su uno.

Quindi l'emergente in genere è scoperto dal piccolo editore?

Sì, normalmente è il piccolo editore che ha l'intuizione sull'emergente. E anche l'amara consapevolezza che dovrà prima o poi perderlo. Perché se l'autore vende bene a quel punto subentra l'editore grosso che cerca di far passare l'autore col suo gruppo.

In rete ci sono moltissimi siti, americani ma anche italiani, che propongono agli autori di pubblicare, a pagamento, i loro testi. Che cosa ne pensi?

È un tipo d stampa che è sempre esistita, magari alcuni scritti sono più significativi altri meno ma non fa differenza: purtroppo spesso queste pubblicazioni sono fini a se stesse perché poi il libro non è distribuito. L'autore certo può essere gratificato nell'avere la copia del suo romanzo, ma la cosa finisce li. E poi diciamo che nel curriculum vitae il fatto di essere stato pubblicato a pagamento non è un punto a vantaggio, anzi. Spesso è un punto un po'ombroso.

Non è un problema di qualità?

No, non ne faccio una questione di qualità perché ogni libro ha il suo destinatario ideale, ma o nasce e viene concretizzato perché un editore ha scelto di pubblicarlo e quindi deve seguire tutto l'iter o altrimenti è meglio tacerlo e magari, al massimo, aspettare e ripresentarsi in un altro momento, o con un'altra cosa.

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(Articolo Letto su & Tratto da Libero Magazine)

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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Mer Apr 30, 2008 1:41 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2008 1:40 pm    Oggetto:  Editoria da blogger
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Editoria da blogger

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Con Untitl.ed nasce la casa editrice che dà voce e spazio al linguaggio degli scrittori del web.

Intervista di Alice Voltolina

Dal blog al libro il passo è breve. Lo sanno bene Anna, Orietta ed Erica, fondatrici nel 2004 della Untiti.Ed casa editrice interamente dedicata alla pubblicazione di autori nati, cresciuti e conosciuti sul web. Con una particolarità che la rende unica nel suo genere: il libro infatti nasce non per l'iniziale impulso creativo dello scrittore (guai poi, per alcuni, a parlare di "scrittori" quando ci si trova di fronte a blog e post) ma su commissione e con un tema ben preciso. Gli autori, di volta in volta, vengono scelti nell'infinito calderone della rete fra i tanti blogger che si sono svelati nei loro racconti. E' Annamaria Palladino (Anna) ha raccontare dell'iniziativa, e a spiegare in che termini si può parlare, nel caso di Untitil.Ed, di editoria on line.

Come è nata l'idea di creare una casa editrice come la Untiti.ed?

La Untiti.ed è nata discutendo su un blog! Un'idea buttata li che poi si è sviluppata. Fin verso la fine del 2004 ancora si sentiva parlare poco dei blog e comunque non erano visti come scrittori, anzi gli scrittori diffidavano molto dei blogger, li consideravano dilettanti frammentari e discontinui, senza vera capacità di scrivere.

In quel periodo è uscita anche un'antologia di racconti di blogger?

Sì, ma noi avevamo già deciso quando è uscita per l'Einaudi La notte dei blogger, curata dalla Lipperini. Un lavoro che tra l'altro ebbe una sorte strana: se ne parlò un po', poi basta. Però molti blog l'attaccarono perché sembrò una vetrina, un trampolino per una possibile scalata di alcune persone alla notorietà letteraria.

Qual è l'idea fondante di Untiti.ed che unisce web e libri?

La nostra idea è: stiamo nella rete e rimaniamo nella rete. Non siamo professionisti della scrittura e dell'editoria e pratichiamo il linguaggio che si pratica in rete, col quale comunichiamo in rete. Ci siamo dette: perché non pubblicare noi le persone che scrivono sul web? Mantenendo però il loro proprio linguaggio. Cioè l'importante è che gli autori mantengano la freschezza di stile che hanno quando scrivono nel blog.

Nel vostro caso però siete voi che andate dai blogger e non il contrario...

Abbiamo pensato di pubblicare dei racconti su invito. Non vogliamo delle star: noi scegliamo dei blogger di cui conosciamo e apprezziamo il modo di scrivere e gli commissioniamo un libro che lo rappresenti, coi suoi propri tempi, stile e modo di essere. Non un copia e incolla di una serie di post: uno scritto che abbia la struttura di un romanzo.

Perché questa scelta?

Perché volevamo che l'autore mantenesse il suo proprio stile e linguaggio nato sul web, anche di fronte a un lavoro più esteso e articolato. E' una sfida perché in genere quando l'autore sa di dover scrivere un libro un po' si autocensura. I blogger quando scrivono libri in genere cambiano il modo di scrivere. Certo non li abbiamo fatti lavorare comodi! Ma i risultati sono sempre molto particolari.

Non è un po' distante da quell'idea di immediatezza che dà la scrittura di un blog?

Certe volte si equivoca: si pensa che la scrittura web sia molto rapida, ma non è vero. Anzi. I post sono molto pensati, per la struttura, per i temi. C'è un vero lavoro editoriale dietro, perché chi lo fa per conto suo e liberamente lo fa in maniera molto puntuale e precisa

La scelta di pubblicare i libri senza nome in copertina. Perché?

Come sul web si scrive col nickname, abbiamo pensato di evitare nome e note biografiche dell'autore per evitare privilegi e permettere anche maggiore libertà.

In che termini si può definire la Untiti.ed una casa editrice on line?

Noi partiamo dal web, lavoriamo attraverso il web e i nostri autori scrivono come se scrivessero sul web. Ma volendo fare un vero progetto editoriale gli proponiamo un contratto di edizione, una commissione, proponendo un titolo provvisorio e un'idea condivisa che poi deve essere firmato dall'autore.

Anche gli incontri con gli autori avvengono attraverso al rete?

Generalmente sì, con alcuni non ci si incontra mai: è tutto basato su un rapporto di fiducia personale che inizia e si crea in rete. Noi abbiamo letto loro e loro hanno letto noi. Una volta però abbiamo organizzato un incontro in un agriturismo che abbiamo anche filmato: è stato interessantissimo vedere come persone conosciute sul web si incontravano per la prima volta.

Ricevete proposte da parte dei blogger?

Capitava e ci capita ancora: ma noi accettiamo solo la segnalazione di link e mai testi!

Quali sono le differenze fra voi e "scritto misto"?

Loro si muovevano su un piano opposto: la rete sceglie e noi pubblichiamo. Ma si trattava quasi sempre di blog star. L'idea era: sono bravi, hanno un loro pubblico in rete e questo pubblico comprerà il libro, facevano leva sui famosi della rete, nella rete si è affermato nel tempo l'uso del blog per farsi notare dalle case editrici importanti.

Da quando avete iniziato il mondo dei blog è cambiato?

Il fatto di usare la blogosfera come una vetrina sta cambiando un po' il modo di scrivere in rete. Prima uno scriveva come gli veniva e come gli pareva. Ora se uno sa scrivere percepisce che il blog è importante e poi col web 2.0 aumento contatti, classifiche, network. Ora è tutto più costruito e si usa meno il blog come spazio intimo. Mentre invece noi ci rivolgiamo soprattutto ai blogger di questo secondo tipo.

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(Articolo Letto su & Tratto da Libero Magazine)

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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2008 1:54 pm    Oggetto:  «Io l'ho fatto!»
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«Io l'ho fatto!»

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Saverio ha scelto lulu.com ed è contento. Ecco la sua storia.

Intervista di Alice Voltolina

Come sei arrivato a lulu.com?

Su internet ho trovato diversi siti di piccole case editrici che si offrivano di stampare il libro dietro un contributo che poteva variare da 700 a 1000 euro e che dovrebbe servire per la copertura delle spese tipografiche. Quindi paghi ma senza avere la certezza della distribuzione. Per questo spesso utilizzano la clausola di acquistare alcune copie del libro, cioè per recuperare il margine di spesa, in caso il libro non si vende.

Cioè, di fatto, è come se tu pagassi una qualunque tipografia! E una cosa così ti andava bene?

Eh, un po' sconfortante per uno emergente che non ha un nome per garantire pubblicità, né gode della fiducia di una casa editrice disposta ad investire sulle sue ipotetiche qualità letterarie. L'unica è la Seneca Edizioni (
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) che concede ai giovani esordienti di pubblicare a sue spese un libro se ritenuto degno di nota. Ha istituito la collana Amàrantos in cui convergono artisti emergenti, dopo aver selezionato con cura le loro opere, garantendo per ciascuno anche una recensione.

Come ti sei orientato per avere informazioni?

Per me una guideline utile è stata Il Rifugio degli Esordienti (
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) dove si possono trovare suggerimenti pratici e utili su come difendersi dal plagio o su come capire se un'opera è pubblicabile o meno (cioè rivolgendosi a un'agenzia letteraria) e su come risolvere tutta una serie di questioni pratiche e burocratiche. Spiega anche come e perché è importante avere un codice ISBN e dà informazioni sui Bollini SIAE necessari per la distribuzione.

Cosa ti ha convinto di lulu.com? Cosa offrono?

Quello che mi ha convinto è la semplicità di utilizzo, per eseguire l'upload della propria opera. Dopo essersi registrati, ci si autentica e si segue il wizard per selezionare il layout del libro (cioè se realizzarlo in bianco e nero o a colori). Si sceglie il formato, si crea una copertina "fai da te", o, se non si è pratici di programmi di grafica, se ne può selezionare una fra quelle offerte e personalizzarla. Esiste anche di un algoritmo per il calcolo del prezzo da attribuire all'opera. E' possibile rendere pubblico il proprio libro, in tal caso sarà disponibile sul motore di ricerca del portale, oppure se il libro è solo una bozza, mantenerlo privato, per mostrarlo solo agli editori. Personalmente non avevo mai scritto un libro: all'inizio caricato un racconto dal titolo "Bobby X - il detective del passato", di circa 120 pagine e grazie a Lulu ho avuto la possibilità di farlo leggere ad amici e colleghi che mi hanno dato consigli utili per migliorarlo. Ora dopo un lavoro di circa 1 anno e mezzo a breve pubblicherò il mio primo romanzo!

Lulu.com offre anche strumenti marketing (a pagamento) che però tu non hai utilizzato...

Sì, ce ne sono diversi: credo valga la pena acquistare il kit professionale: costa 32,50 euro ed è comprensivo di 120 biglietti da visita, 24 cartoline e 48 segnalibri, oppure puoi ordinare delle quantità predefinite. Le opere sono vendute su un portale multilingue, ma occorre far sapere che lì risiede la nostra opera.

Ci sono altri servizi?

C'è la possibilità di avere una rassegna stampa, scegliendo tra le agenzie consigliate. I costi variano in base al servizio scelto, ma c'è anche la possibilità di poter optare per qualche servizio gratuito. Si possono contattare comunità virtuali, già selezionate, per la promozione del libro: alcune offrono recensioni o consigli in un forum. Spendendo 20 euro si può convertire il testo in un file compatibile ai lettori Sony per e-book. Si può anche creare una propria vetrina virtuale, con banner pubblicitari.

Per la distribuzione come funziona? Perché è quello che fa la differenza...

Con lulu.com si può acquistare il codice ISBN per 89,95 euro. Il libro viene è inserito nei principali database internazionale di libri. Spesso usato dalla grande distribuzione online e offline. E poi si possono sempre aggiungere i contenuti della propria opera sul database Google Book Search. Così, quando si utilizzano parole chiave rilevanti al contenuto della tua opera, compare un estratto del libro.

Hai conosciuto persone che hanno avuto riscontri positivi dalla pubblicazione del loro scritto con lulu.com?

No, ma in compenso ho conosciuto molta di gente motivata dei servizi offerti dal portale, concedendo a tutti di esprimere liberamente quello che ha dentro. Questo incoraggia a seguire i propri stimoli, ora di certo più concreti.

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