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Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

"Scritturalia" è la terra delle parole in movimento, il luogo degli animi cantori che hanno voglia di dire: qui potremo scrivere, esprimerci e divulgare i nostri pensieri! Oh, Visitatore di passaggio, se sin qui sei giunto, iscriviti ora, Carpe Diem!

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FUORI LIBRO: "Vita Mia!"
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 7:32 pm    Oggetto:  
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Max_72 ha scritto:
Fuori libro:
Monia, che ne pensi di usare questo topic per elaborare e scambiarci idee e di aprirne un altro parallelo in sola lettura con solo i paragrafi?
In questo modo, in quell'altro topic, possiamo andare a rileggere senza spulciare tra i "fuori libro".

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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 7:32 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 7:33 pm    Oggetto:  
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Max_72 ha scritto:
Fuori libro:
Rileggendo con più attenzione, mi sono accorto di aver fatto proprio un bel casino tra Jennifer ed Elisa, quindi ho dovuto rimettere mano ai miei interventi, modificando anche i titoli.
Matteo, dovresti rinominare il tuo "Paragrafo 3" in "Paragrafo 4".
Io il mio "4" l'ho rinominato in "3" così la cosa ha finalmente un senso.
Andrà rivisto qualche dettaglio, soprattutto nella conversazione tra Luca ed Elisa nel tuo paragrafo, ma credo che siano piccoli ritocchi.
Spero mi perdoniate, farò più attenzione.

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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 7:35 pm    Oggetto:  
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moniadibiagio ha scritto:
:shock: Aspetta Max così non ci si capisce più nulla.

:arrow: Matt non può rinominare il suo capitolo spostandolo sotto perchè quello era legato e sequenziale al tuo: tu finisci con "Luca sorrise" Matt riprende con "Cosa sperava di ottenere con quel sorriso?" Se li sposti non c'è più sequenzialità. Almeno che come hai fatto tu anche matt non ci rimetta mano per legarlo al tuo 3° e non pù al tuo 2°....

:arrow: Allora aprirò un nuovo topic solo con i paragrafi e lascerò questo per gli scambi d'opinione.

Adesso nel nuovo topic lascio i paragrafi come sono mettetevi d'accordo con Matt per renderli nuovamente sequenziali, e non solo cambiando il numero :wink: ...

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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 7:49 pm    Oggetto:  
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PRIMA DI CONTINUARE LEGGETE CON ATTENZIONE!

:arrow: Ho aperto un nuovo topic per i nostri "Fuori Libro";

:arrow: Dopo le modifiche effettuate da Max sui suoi paragrafi questi non sono più sequenziali...Soprattutto per quanto concerne il n° 2 di Max ed il n° 3 di Matt.

:arrow: Ho provato io ad aggiustarli alternandoli ed intersecandoli tra di loro. ANDATE A CONTROLLARE SU "FUORI LIBRO" se può andare.

:arrow: Qui sono ancora scritti nello stesso modo, vi renderete conto da soli che leggendoli ora ci si perde....Alternati già suonano meglio.

:arrow: Solo quando queste modifiche verranno da voi accettate e confermate potremo proseguire.

:arrow: Nessun problema per gli altri capitoli.

:arrow: Maggiori ragguagli su quanto accaduto potrete averli leggendo gli ultimi post su "Fuori libro".

:arrow: Nel caso la nuova suddivisione, per dar senso alla storia altrimente perduta nell sua scorrevolezza, vi vada bene, scegliete voi i nuovi titoli dei vostri paragrafi.

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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 8:12 pm    Oggetto:  
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:arrow: NUOVA SEQUENZA PARAGRAFI.

:wink: LEGGETE E VERIFICATE SE COSI' PUO' ANDARE!


MONIA-INCIPIT: “VITA MIA”

Una giornata uggiosa di Novembre, fece da cornice alla cerimonia funebre che tristemente era appena terminata.

Luca solo, ormai terribilmente solo, chiuso nel suo paltò, con i pugni fermamente chiusi nelle tasche, si stringeva nelle sue stesse spalle, quasi a cercar conforto da quel gelo che non era più solo intorno a lui, ma dentro di lui!

Una pioggia leggera ed insistente continuava a martoriare le sue stanche membra, ma lui sembrava non accorgersi più di nulla, perchè il nulla era ora suo compagno di strada. Mentre come un automa si riavviava sul percorso di sempre: quello dei bambini festosi che escono da scuola, quello delle casalinghe che con carrelli strabordanti di mercanzia escono dal supermercato, quello del vigile che continua a fischiare a chi imbocca quella via sulla quale ora c'è un divieto di transito, quello del parco deserto e desolato con gli alberi spogli, quello che lo avrebbe condotto nella sua casa ormai vuota, troppo vuota....Proprio come vacua era quella stessa strada dove il viavai di gente attorno a lui era inverosimilmente scomparso.

Sempre la stessa strada, da anni, eppure ora così diversa, che lui, senza saperlo ancora, sperava nel più profondo del suo cuore, che lo conducesse ad una vita nuova, peggiore, o forse migliore solo se in questa esistenza, che ancora si doveva delineare, fosse stato possibile anche dimenticare.....Sì, l'oblio, lo stesso nulla più completo, e penoso, che in un solo istante aveva spazzato via tutti i suoi pensieri solo due parole ancora vivide nella sua mente, quelle stesse che fortemente aveva voluto fossero incise sulla gelida lapide marmorea della sua amatissima moglie: "Vita Mia".

MAX-Paragrafo 2: Flash back 1 (Jennifer).

Jenny, così la chiamava lui.
Era nata in Irlanda 36 anni prima di quel tragico incidente e si conobbero per caso alle poste, dove lui doveva spedire una raccomandata e lei ritirare un vaglia.
L'addetto allo sportello aveva combinato il solito casino con la carta nella stampante, Luca era impaziente e stava imprecando sottovoce, Jennifer ascoltava della musica nelle cuffie e sembrava non rendersi conto di nulla.
Luca si accorse di lei perchè batteva a tempo il piede e cominciava ad infastidirlo, quando si girò per capire chi fosse, restò di stucco.
Jennifer era ad occhi chiusi e stava mimando la canzone con le labbra.
Quando aprì gli occhi, arrossì.
Luca le sorrise.

MATT-Paragrafo 3: Coincidenze.

Cosa sperava di ottenere con quel sorriso?
Gli bastò un attimo per sentirsi squallido e farsi pena. Il tempo di veder comparire, su quel volto impaziente, l’espressione disgustata da primo impatto che, ora, mentre calpestava l’asfalto bagnato, ricordava malinconicamente.
Le coincidenze fanno sorridere e creano esistenze e ora sorrideva, perché lui l’amore vero l’aveva conosciuto, perché i ricordi erano ancora troppo vivi per afferrare il significato di un’assenza da quell’istante eterna.
Ricordò quanto l’attesa davanti allo sportello delle poste si fosse fatta sperata.
Il tempo, che fino ad un battito prima avrebbe voluto accelerare senza limiti, si era trasformato in un dolce scorrere, lento e gustoso, perché lui voleva così.
Sulla pelle riaffiorò l’impossibile desiderio di bloccare il corso di mani, parole, gesti, per restare lì, intrappolato in quell’immagine eterea, sbarazzina, collocata dov’era lui e altre persone, solo comparse del suo film appena all’inizio.

MAX-Paragrafo 4: Preludio

Alle Poste la vita sembra seguire sempre lo stesso copione, scritto da qualcuno con del sottile umorismo.
La solita stampante inceppata, la solita aria carica di imprecazioni sommesse.
Normale amministrazione.
Normale anche il "tap tap tap" di un piede che batte il tempo, normale il fastidio quando sei già nervoso di tuo.
Luca si girò e la vide.
Era ad occhi chiusi e stava canticchiando a bassa voce una canzone e proprio in quel momento le uscì il ritornello: "Shock the monkey!".
Quando li riaprì, si rese conto di essere al centro dell'attenzione e che Luca la fissava curioso.

MATT-Paragrafo 5: Scambio di sguardi...

“Perché mi fissi?”
Lei aveva spento il lettore cd e in un batter d’occhio, con tre parole ad alta voce ed un tono indagatore, aveva attirato gli sguardi di tutti: vecchietti armati di bastoni di cui, a loro dire, non avevano alcun bisogno, giovani coppie sommerse di vocine e bacini e ciccini e amorucci e tesorini e manine incastrate, donne con carrozzine urlanti e uomini rivestiti di completi giacca-pantalone-cravatta, esasperati dalla fila interminabile per una stupida commissione e dal lavoro a cui dovevano tornare. Milioni di occhi puntati su una fotografia che rubava la scena alla battaglia epocale tra l’uomo sudato e la stampante, ormai senza più storia.
“Non lo so!”
Luca non riusciva a connettere parole, appiccicare suoni credibili. Quegl’occhi più scuri del nero più nero scavavano nel profondo e arrivavano al cospetto dell’anima; sentiva il fiato scappare via senza possibilità di trattenerne almeno un po’. Continuava a guardarla nel suo silenzio mischiato a quello degli spettatori e a qualche voce distante che parlava di latte e pane da comprare.
“Di quanto tempo hai bisogno per capirlo?”
Non c’era più pena sul suo viso.
Le labbra socchiuse e composte per ammaliare, il fascino della mano che sfiorava i capelli scuri e lisci, lunghi fino a mezza schiena, la lucentezza dello sguardo che si era fatto provocatorio e divertente.
“Prego!”
Una voce stridula, davanti a lui. L’uomo aveva vinto, era o non era l’addetto allo sportello?! La stampante stampava, e l’aria del paradiso aveva salutato tutti senza che nessuno se ne fosse accorto.
Tempo scaduto.

MAX-Paragrafo 6: Elisa.

Nel frattempo, l'addetto riuscì nell'impresa di far funzionare l'antiquariato.
"Un caffè" pensava Luca mentre sbrigava la raccomandata.
- Buona giornata! - augurò l'addetto, cercando di sembrare cortese e scusarsi dell'intoppo.
Lasciò il posto alla donna, cercò il suo sguardo ma lei era immersa nel caos della borsetta a cercare il codice per incassare il vaglia.
"L'aspetterò fuori e glielo chiederò..."
Attese qualche minuto fuori e lei uscì.
Era lei a cercarlo e sempre lei gli chiese allegra: - Allora? Perchè mi fissavi?
"Elimina il caffè!" pensò, poi rispose: - Perchè mi piace la canzone che cantavi...
- Ah sì? e qual era?
- Sh... shock the money!
- Quasi, ritenta!
- Ok, non ricordo le parole, ma il motivo era quello.
Lei stava per continuare, ma da una macchina arrivò una voce: - ELISA! SONO QUI!
Era una donna, forse sua madre.
- Ciao! - gli disse al volo, riparandosi dalla pioggia con la borsetta; poi sparì nell'auto dopo avergli mandato un bellissimo sorriso.

MONIA-Paragrafo 7: "Beffardo Destino!"

Corsi e ricorsi storici. Stessa strada, stesso ufficio, stesso sportello, stessa raccomandata, stessa stampante inceppata, stesso addetto, ma una donna completamente diversa: sbarazzina, giovanissima, spregiudicata nei modi....diversa da Jenny, ecco cosa contava: "diversa dalla mia Jenny, troppo diversa!" continuava a ripetersi Luca tra sè e sè, ancora inceppato come la stampante di poco prima, immobile e perso nei suoi pensieri su quel marciapiedi, proprio davanti porta dell'ufficio postale: "Un altro pianeta....Come posso pensare a questa donna...come l'hanno chiamata? ah sì: Elisa. No Luca calmati vai piano. Il destino ha voluto tirarti un tiro mancino, tu hai incassato niente più, torna a casa e fatti quel caffè, solo e solo riflettici bene!"

MONIA-Paragrafo 8: "L'ultimo caffè"

Solo, seduto su quel divano, perso nel labirinto della sua mente come non mai, a luce spenta e con il sole ormai tramontato da un pò, Luca sorseggiava, quasi a volersi punire di cotanto rincorrersi di quelli che lui adesso reputava abominevoli pensieri, quell'amaro caffè e intanto pigiava fortemente la mano sul posto vuoto accanto a lui: "il posto di Jenny! E di nessun altra!" Gridò a voce alta, improvvisamente senza neanche rendersene conto, tanto che la luce nel salotto predisposta per accendersi con un battito di mani a quel suono nato dal silenzio più assoluto si accese e Luca scaraventò contro il muro quella tazzina ebbra di quello schifoso caffè e definitivamente pensò, anzi disse ancora a voce alta a sè stesso e non solo: "Perdonami Jenny! Debbo assolutamente andarmene da qui sto diventando pazzo. Perdonami: ti prego."

MAX-Paragrafo 9: Flashback 2 (Jennifer)

Jennyfer preparava in silenzio il caffè per Luca, mentre lui domiva come un bambino nel lettone nuovo in quella camera sempre incasinata.
Quel giorno lei sarebbe partita per sistemare alcune faccende familiari che da troppo andavano avanti.
Era triste.
Non voleva partire.
No, non da sola.

MONIA-Paragrafo 10: Al Pub.

"Basta non ne posso più di questi ricordi!" Urlava ora Luca rabbioso con le mani strette entrambi sulla nuca, quasi a volersi far scoppiare quella stupida testa e guardando se stesso dritto nello specchio "Basta devo andarmene di qui, o dalla porta o dalla finestra...Perdonami Jenny sono troppo codardo per farlo, vorrei seguirti...Anche stavolta te ne sei andata da sola, da sola, da sola...Basta!"

Luca chiuse la porta di quell'ormai gelido appartamento sbattendola dietro a sè. Corse come un forsennato giù per le scale, poi per strada e si infilò, quasi non cosciente di quello che stava facendo nel primo Pub che incontrò sulla sua via.

Era digiuno, completamente digiuno da tutto il giorno. "Un Martini Special" Chiese di soppiatto al barman. Se lo scolò d'un colpo "Fammene un altro...doppio!"

Il ragazzo del bar lo guardò in maniera strana poi pensò tra sè "ma si pover'uomo!", difatti bastava guardare Luca in faccia per carpire tutto il suo raccapriciante dolore. E gli porse il secondo bicchiere, il secondo di una lunga serie. Finchè lo stesso Barman gli si avvicinò e piano all'ennesima richiesta di Luca, gli sussurrò "Basta così per stasera signore!"

Luca arrabbiato di quell'anche troppo materno consiglio, stonato in quel luogo di perdizione, o meglio il luogo che lui stesso aveva scelto per perdersi, gettò sul tavolo un 50 € "il resto mancia!" e si alzò di scatto per andarsene.

Ma si scontrò fortemente con qualcuno. Una donna. "Mi scusi...." Disse lui a testa bassa mentre proseguiva per la sua strada, quella verso la porta al mondo purtroppo reale!

Ma quella stessa donna proprio mentre stava finendo la frase alterata "Che mod..." afferrò quell'uomo ubriaco per un braccio, lo trattenne e gli chiese: "Ma tu non sei quello di oggi alla posta?"

Era Elisa, la solita: sgraziata e risoluta. E lui Luca, un Luca completamente diverso brillo e ebbro fin dentro le ossa.

Ma al destino non gli importa come sei, lui i suoi piani non li cambia. Diede così, come dono momentaneo un barlume di lucidità a Luca che a quella diretta domanda riuscì solo a replicare: "Elisa! Elisa ti prego aiutami..."

E finì per abbracciarla, in realtà voleva solo appoggiarsi a lei per un sostegno quasi fisico. Lei ai suoi amici di serata fece segno con la testa e con una smorfia delle labbra che era tutto apposto e condusse Luca, pesantemente poggiato sulle sue esili spalle inizialmente sulla prima sedia disponibile del Pub, poi non vedendo segno di ripresa lo condusse all'aperto, fuori, all'aria, su d'una panchina. E lì....

MATT-Paragrafo 11: Giusta oscurità.

“Ma come ti sei ridotto?!”
Poche stelle punzecchiavano la notte dell’epilogo, quella che prima o poi tutti incontrano e che in molti accolgono, nell’abbandono di una resa senza scampo.
Gonna di pelle nera pericolosamente al di sopra del ginocchio, calze a rete esageratamente a rete, chiodo stretto, rozzo custode di biancheria che Elisa, sotto, aveva o non aveva. Aggressiva per colpire, per non permettere all’aria di restarsene immutata dopo il suo passaggio, per stampare impronte di viola scuro su guance e bocche scelte, per affogare occhi estranei nel buio dei suoi, mangiati dall’ombretto nero petrolio. Un angelo scuro a fianco ad un essere finito.
“Aiutami Elisa! Aiutami a morire!”
“Ma che cazzo dici?! Che ti è successo?!”
“E’ tutta colpa mia!”
Si accoccolò sulle sue gambe sintetiche, stringendola in un abbraccio infantile, alla ricerca di una protezione abbastanza forte da blindarlo dal mondo, che lo bramava da dietro quella panchina nascosta.
Scena patetica se guardata da pochi metri, da mille chilometri, da un punto che non fosse il suo cuore.
Il fallimento, l’istintivo bisogno di reagire collegato ad un’incredibile voglia di spegnere l’interruttore e smettere, dire: beh, ho perso. Capita a tutti di prima o poi no?! E’ stato un piacere. Arrivo Vita Mia!
Nessuno l’avrebbe rimpianto.
“Perché proprio Jennyfer?!”
Piagnucolava lacrime ubriache, ma lucidamente disperate.
“Cos’ aveva fatto di male?! Dimmelo! Perché Jennyfer?!”
Il suo marrone nel nero di Elisa, in attesa di una risposta mai esistita ad una domanda troppo vecchia e ripetuta.
“Chi è Jennyfer?”
“Jenny è morta. Tutti lo dicevano oggi. L’ hanno chiusa dentro quella bara gli stronzi!”
Sbavava dolore.
“Perché è morta?!”
Ma che cazzo ci faccio io qua con questo tipo pietoso, col doppio dei miei anni, ubriaco fracico?!
“Senti, dove abiti?”
“Là!”
Indicava col dito teso un punto indefinito. Una retta immaginaria collegava l’ indice alla finestra della sua camera. Non dev’essere troppo lontano, pensò Elisa, forse al condominio che avevano terminato in estate. Orribile da fuori. Con quei mattoncini rossi stuccati di bianco le ricordava gli spogliatoi della piscina comunale, e poi quelle finestre verdi pisello che sbattevano agli occhi appena entrati in strada; la perfezione raggiunta nell’obbrobrio per eccellenza.
“Ti faccio pena vero?!”
“No, non mi fai pena, è che devo andare!”
E dove?
Lontano da lì, voleva liberarsi di quel peso ammuffito e derelitto. Tornare dai suoi amici, al pub.
“Sì ti faccio pena invece! Ok non preoccuparti, vattene!”
Mentre pronunciava quelle parole si risollevò combattendo per una posizione almeno dignitosa.
Elisa non potè più godere del calore della sua testa che le accarezzava le gambe e si diffondeva come un mare caldo, fino a raggiungere pelle dietro pelle, protetta, sensibile, stimolante.
“Come ti chiami?!”
“Luca”
“Luca sei sicuro che posso andare?! Ce la fai?!”
“Sì che ce la faccio! Guarda!”
Si alzò con uno scatto. Elisa vide quei due tronchetti flaccidi crollare sotto il peso del suo corpo pieno di alcol. Luca provò ad appoggiarsi alla panchina, ma mancò l’appiglio che si moltiplicava in vortici di ferro battuto ipnotici. Cadde a terra, ricominciò a piangere. Elisa lo guardava in piedi, lui afferrò una pietra poco distante graffiando la terra secca che provava a trattenerla.
“Dove cazzo sei maledetto?! Dove cazzo sei?!”
Urlava indemoniato.
Il buio della notte non concesse all’animo di Luca il sollievo che cercava. In quel sasso neanche la pietà di rendere onore all’illogica necessità di colpire qualcosa, qualcuno, uccidere, lasciar sfogare la rabbia implacabile che masticava, vorace, il suo cuore pulsante.
Di nuovo a terra, compatto come prima, lontano o vicino, in un cespuglio o sotto un albero mischiato ad altri alberi, che importava?!
Essere inanimato felice di non possedere il dono della vita, se vivere significava guardare il mondo con gli occhi disfatti di quell’uomo che l’aveva lanciato. Grigio nella neve nera che un dio, quasi mai imparziale, spargeva tutt’intorno, con la precisa frequenza delle ore, come farina su un presepe sonnolento.
La notte calava per tutti.
Nessun favoritismo, una giustizia triste, almeno una.
“Andiamo, ti accompagno a casa!”

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Ultima modifica di Monia Di Biagio il Gio Apr 21, 2005 9:42 pm, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2005 9:04 pm    Oggetto:  
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Rispondi citando

Il "3" di Matteo andrebbe dopo il "6" mio.

La prima riga del mio "paragrafo 6" va eliminata perchè il "5" di Matteo finisce allo stesso modo.

Così il filo è apposto.
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Gio Apr 21, 2005 10:35 am    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

:wink: Della frase ripetuta me ne ero già accorta, ma io non ho toccato i vostri testi, li ho solo alternati, prima di cancellare una frase ho aspettato me lo diceste voi.

Il 3° di Matt non può andare sotto il 6° perchè non è riferito ad Elisa, ma a Jennifer. In quel paragrafo Matt ripercorre il ricordo che Luca ha di Jennifer, di quel sorriso e di quel loro primo incontro. Che nel paragrafo sotto si ripeterà nuovamente, ma con un altra donna: Elisa. E questo nuovo incontro trova appunto fine momentanea nel 6° ed ancora con un sorriso. Ma non è a quest'ultimo sorriso a cui Matt fa riferimento, basti leggere le frasi, contenute nel 3°:

Citazione:
ora, mentre calpestava l’asfalto bagnato, ricordava malinconicamente.


oppure

Citazione:
Ricordò quanto l’attesa davanti allo sportello delle poste si fosse fatta sperata.


Matt parla di Luca e di Jennifer, e ci preannuncia quanto a volte le coincidenze nella vita possano essere strane:

Citazione:
Le coincidenze fanno sorridere e creano esistenze e ora sorrideva, perché lui l’amore vero l’aveva conosciuto, perché i ricordi erano ancora troppo vivi per afferrare il significato di un’assenza da quell’istante eterna.


Difatti tu nel capitolo sotto fai rientrare Luca alla posta e ci presenti il ripetersi di una situazione già vissuta e appena ricordata da Luca:

Citazione:
Alle Poste la vita sembra seguire sempre lo stesso copione, scritto da qualcuno con del sottile umorismo.
La solita stampante inceppata, la solita aria carica di imprecazioni sommesse.
Normale amministrazione.
Normale anche il "tap tap tap" di un piede che batte il tempo, normale il fastidio quando sei già nervoso di tuo.
Luca si girò e la vide.


:?: Per quella frase ripetuta ci pensi tu ad aggiustartela nel tuo paragrafo, io non mi permetto. Alternare si, ma modificare pensieri altrui no :wink:

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Miki








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MessaggioInviato: Gio Apr 21, 2005 3:20 pm    Oggetto:  
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Rispondi citando

moniadibiagio ha scritto:
Fuori Libro: per prima cosa ciao Miki benvenuta grazie di essere qui e di partecipare al "Libro a + mani". Ok ora che ho sentito i vostri pareri credo che possiamo continuare come abbiamo fatto sinora. La mia idea del finale poi rivista da Matteo, mi è giunta improvvisa e non ho potuto tacerla. Ad ogni modo il finale potrà di certo essere diverso.

Riscrivo qui di seguito tutti i vari paragrafi scritti finora, anche per dar la possibilità a chi come Miki si inserisce ora di leggerselo tutto di continuo, senza dover saltellare da un post ad un altro :wink: !

Chi prosegue il paragrafo di Matt? Io se siete d'accordo lascerei la parola a Miki :) !

Copio ed incollo....


Grazie Monia per il benvenuto e per avermi inclusa in questo progetto.

Visto che la cronologia del racconto é stata cambiata per maggior chiarezza e continuitá, leggeró il risultato di questi cambiamenti prima di fare una mia aggiunta.
Abbiate fede che torneró! :wink:
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matto81







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MessaggioInviato: Gio Apr 21, 2005 4:46 pm    Oggetto:  
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Monia i titoli dei miei paragrafi nella versione modificata sono 3 Coincidenze e 5 Scambio di sguardi ... sì mi pare che funzioni abbastanza! Miki fai presto su! Suggerirei a Max di chiamare Elisa il paragrafo 6 a cui comunque deve assegnare il titolo e di cambiare il titolo al 4 perchè Elisa nel paragrafo 4 non è centrale! :wink:
Ciao ciao!
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MessaggioInviato: Gio Apr 21, 2005 6:50 pm    Oggetto:  
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Hai ragione.

Il 6 si chiamerà "Elisa".
Il 4 invece "Preludio".
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Gio Apr 21, 2005 9:34 pm    Oggetto:  
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:D Bene allora ci siamo!

Copierò ed incollerò tutto di là, e per mia comodità lo farò in un unico post, dopo il quale proseguiremo singolarmente.

:arrow: Toglierò la frase ripetuta.

:arrow: Metterò i nuovi titoli di Max e Matt

:arrow: E così anche Miki quando vorrà potrà rileggere il tutto e cominciare aggiungendo il suo nuovo paragrafo.

:wink: Grazie ragazzi attenti e disponibilissimi come sempre.

:P Si riparte: E VAIIIIII!!!!!!!

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MessaggioInviato: Ven Apr 22, 2005 3:12 am    Oggetto:  
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Citazione:
Cosa sperava di ottenere con quel sorriso?

Sono del parere che il "3" di Matteo vada dopo il mio "6".
Perchè il "3" è un flashback di Jennifer, mentre Matt certamente si sta riferendo al sorriso di Elisa, soprattutto in questo passaggio:
Citazione:
l’espressione disgustata da primo impatto che, ora, mentre calpestava l’asfalto bagnato, ricordava malinconicamente.

ma soprattutto in questo:
Citazione:
Le coincidenze fanno sorridere e creano esistenze e ora sorrideva, perché lui l’amore vero l’aveva conosciuto, perché i ricordi erano ancora troppo vivi per afferrare il significato di un’assenza da quell’istante eterna.

è evidente che luca non stà ricordando, bensì si riferisce al dolore provocato dal nuovo incontro.
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Miki








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MessaggioInviato: Ven Apr 22, 2005 10:19 am    Oggetto:  
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Ok, se la smettete di cambiare tutto, aggiungo! :lol:
Anzi, mi é venuta una folgorazione!
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Miki








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MessaggioInviato: Ven Apr 22, 2005 12:25 pm    Oggetto:  
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Lá!
Fatto!
Spero che la mia "direzione" vi piaccia. :mrgreen:

Se questa fosse la mia storia so esattamente come continuerebbe e quale tematica la relazione tra Luca ed Elisa metterebbe in rilievo.
La mia sarebbe una conclusione di speranza, ovviamente, dove per assurdo proprio attraverso Elisa e il suo "segreto", Luca tornerebbe ad amare la vita.

Ma voi ovviamente potete dare alla storia un indirizzo totalmente diverso!
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Monia Di Biagio

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MessaggioInviato: Ven Apr 22, 2005 2:32 pm    Oggetto:  
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:D Grande Miki! Daltronde cosa potevamo aspettarci da te, non lo avevo già dertto di là che sei un'autrice fantastica :wink: ?

Per Max: io resto della mia opinione, forse abbiamo interpretato in due modi diversi le frasi di Matt, ora solo lui può dirci se vuole spostare o lasciare l'ì il suo paragrafo, anche se mi sembra già abbia detto che va bene così...

Ad ogni modo io vado a proseguire, nei pochi minuti che mi restano, poi devo uscire, il paragrafo di Miki che mi ha ispirato e non poco....Grande Miki...Vado!

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