Indice del forum

Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio.

"Scritturalia" è la terra delle parole in movimento, il luogo degli animi cantori che hanno voglia di dire: qui potremo scrivere, esprimerci e divulgare i nostri pensieri! Oh, Visitatore di passaggio, se sin qui sei giunto, iscriviti ora, Carpe Diem!

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

La cappella alchemica
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno


 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Grandi Misteri
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Monia Di Biagio

Site Admin


SCRITTURALI


Età: 44
Registrato: 06/02/05 16:39
Messaggi: 5976
Monia Di Biagio is offline 

Località: Viterbo
Interessi: Scrivere & Viaggiare
Impiego: Scrittrice & Giornalista (Free Lancer)
Sito web: https://www.facebook.c...

MessaggioInviato: Ven Mag 20, 2005 9:50 am    Oggetto:  La cappella alchemica
Descrizione:
Rispondi citando

La cappella alchemica

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


La Cappella Sansevero dei Sangro, detta "La Pietatella".

**************

-INTRODUZIONE-

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Raimondo di Sangro e i suoi segreti

Un principe massone e alchimista. Magnifiche sculture esoteriche. Terrificanti macchine anatomiche. Gli ingredienti del mistero sembrano esserci tutti, e convergono in una cappella edificata sul finire del 1500 nel centro storico di Napoli in seguito a un evento miracoloso.

La Cappella Sansevero dei Sangro, detta "La Pietatella", fu edificata come mausoleo di famiglia nel 1590 da Giovanni Francesco de Sangro, per ringraziare la Vergine di una grazia ricevuta, ma a renderla unica fu, nel corso del '700, il suo pronipote Raimondo, principe di Sansevero.

Studioso di scienze, inventore, esperto di meccanica e anatomia, poliglotta - conosceva anche l'arabo e l'ebraico - questo tempio fu la sua seconda casa (e, in effetti, a essa era collegata tramite un passaggio, che crollò improvvisamente e senza causa apparente nel 1889). Tutto, al suo interno, è permeato di simbolismo esoterico e realizzato con tecniche innovative, impensabili all'epoca.

La pavimentazione, tanto per cominciare: un labirinto costruito con uno speciale marmo sintetico - ideato dallo stesso principe - per dare l'idea di essere stato intagliato in un'unica lastra grande quanto l'intera cappella. Gli affreschi che decorano la volta: furono dipinti utilizzando colori procurati da don Raimondo, rimasti incredibilmente vividi.

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


La pavimentazione labirintica: sembra intagliata in un'unica lastra di marmo.

Le statue, commissionate ai più grandi scultori dell'epoca, ma realizzate secondo le istruzioni e sotto la supervisione di Raimondo, che suggeriva la tematica e disponeva la collocazione di ogni opera. Troppo realistiche per essere solo frutto dell'abilità degli artisti… Il Cristo Velato del Sammartino, in particolare, di fronte al quale si ha la sensazione di osservare un vero corpo senza vita.

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


Il prodigioso Cristo Velato: si ha la sensazione di osservare un vero corpo senza vita.

La perfezione dei particolari - il velo, la posa del capo, le mani - potrebbe far pensare a un uomo trasformato in statua. In realtà, siamo di nuovo al cospetto di uno dei trucchi alchemici del principe: pare che il lenzuolo che copre il Cristo fosse stato intinto in un preparato simile al precipitato di bicarbonato di sodio. Una volta secco, così, avrebbe avuto l'aspetto del marmo. Sarebbero così spiegati tanti prodigi? Tanti, sì. Ma non tutti.

(Elena Cipriani)

************

-STORIA-

-La leggenda nera-

Nella splendida Capitale del Regno delle Due Sicilie, la famiglia Sansevero vive nel palazzo di Piazza San Domenico Maggiore (attualmente al n. 9) che, già di per sé, gode di triste fama; si racconta infatti che nel 1590 l'allora padrone del Palazzo, il celebre compositore Carlo Gesualdo Principe di Venosa, avesse sorpreso la propria moglie Maria d'Avalos con il suo amante, il Duca Fabrizio Carafa, e li avesse uccisi per poi portarne i corpi sullo scalone e ammettere il popolo al palazzo perché potesse vedere la sua onta lavata con il sangue.

È facile, per il popolino, far nascere vicende magiche e misteriose che ben presto coinvolgono anche l'erudito e altrettanto misterioso VII Principe di Sansevero, il quale peraltro nulla fa per screditare tali dicerie, e anzi ammanta la propria vita di segretezza rinchiudendosi per giorni nei suoi laboratori alchemici, dove studia e realizza i suoi esperimenti, i suoi studi e le sue "invenzioni". Si aggiunga che, nei sotterranei del Palazzo, era stata installata una tipografia che, con i suoi rumori decisamente originali per l'epoca, ben poteva alimentare ulteriori dicerie.

Le attività "inusuali" di Raimondo, pertanto, contribuirono non poco ad alimentare una serie di leggende poco lusinghiere intorno alla sua persona, che divenne, col passare del tempo, una figura di primo piano nell'immaginario "magico" della cultura popolare napoletana. Tra le leggende sul suo conto, una diceva, ad esempio, che avesse fatto uccidere sette cardinali e che con le loro ossa e la loro pelle avesse fatto realizzare altrettante sedie; che avesse ucciso una donna che gli si negava, e un nano che la difendeva, "metallizzandone" i corpi; che riuscisse a riprodurre la liquefazione del sangue come avviene per quello di San Gennaro; che avesse fatto resuscitare alcuni gamberetti di fiume essiccati; che ottenesse il sangue dal nulla.

Dalle accuse generiche di alchimia, stregoneria e ateismo, si passò ad altre più particolari e, a quanto è dato di sapere, prive di alcun fondamento, come quella di far rapire poveri e vagabondi per ignobili esperimenti.

Ma la cattiva fama si sparse anche tra le classi elevate, a causa del comportamento tenuto nei confronti dei suoi confratelli massoni, da lui denunciati all'autorità giudiziaria, comportamento che gli valse una sorta di damnatio memoriae da parte delle logge di mezza Europa.

Alla leggenda nera contribuì anche la passione del principe per il bel canto. Stando ad una delle tante dicerie, anche questa non comprovata, Raimondo sarebbe stato solito girare per le campagne in cerca di ragazzi dalla voce adatta, li avrebbe comprati dai genitori e, dopo averli fatti castrare dal suo medico, li avrebbe fatti rinchiudere nel conservatorio di Napoli dove sarebbero stati avviati alla professione canora.

******************

-La Cappella gentilizia e la Massoneria-

Nel 1744 il Principe diede inoltre inizio alla sua opera massima, il restauro e la sistemazione definitiva della Cappella Gentilizia, quella "Santa Maria della Pietà" meglio nota al popolino napoletano con il nome di "Pietatella" e oggi ai più nota come "Cappella Sansevero". I lavori, che prosciugheranno le casse di famiglia e porteranno cospicui debiti (tanto da costringere il Principe ad affittare alcune stanze del suo palazzo ad uso di bisca clandestina — motivo per cui sarà addirittura arrestato e rinchiuso per alcuni mesi nel carcere di Gaeta), durarono fino alla morte di Raimondo di Sangro, e resero la piccola chiesa, con i suoi influssi massonici e le sue allegorie, un capolavoro del barocco napoletano cui parteciparono i maggiori nomi dell'arte dell'epoca.

Nello stesso anno in cui diede inizio ai lavori per la Cappella, Raimondo di Sangro si iscrisse alla "Libera Muratoria" e diventò "Fratello Massone" (le prime "logge" erano sorte a Napoli ai primi del Settecento e quella fondata da Raimondo di Sangro assunse il nome di "Rosa d'ordine Magno" derivante dall'anagramma dello stesso nome del Principe). In pochi anni scalò la gerarchia dell'associazione segreta giungendo a diventare "Gran Maestro" di tutte le Logge napoletane. Sono gli anni anche delle maggiori scoperte archeologiche, fortemente volute proprio dall'illuminato Re Carlo III di Borbone: Pompei, Ercolano, Paestum: anche queste viste in chiave massonica come riscoperta degli antichi valori morali e di democrazia propri dell'ideologia cui la "fratellanza" fa riferimento.

Iniziarono, in tal periodo, le invettive della Chiesa, dei Gesuiti in particolare, e del frate Guglielmo Pepe contro la massoneria e il tentativo, fallito per intervento dello stesso Re, di istituire anche a Napoli un tribunale del Santo Uffizio. Convinto che unico modo per difendere le Logge fosse il porle sotto un'alta protezione, il Principe si avvicinò ancor più al Re Carlo III di Borbone, di cui era consigliere, tentando di ottenerne l'iscrizione (come peraltro già avvenuto in Prussia con Federico II), ma nel 1751 papa Benedetto XIV (al secolo cardinal Prospero Lambertini, anch'egli in odore di massoneria) scomunicò tutti gli appartenenti alla "Fratellanza" e ordinò lo scioglimento delle logge. Si sarebbe potuto trattare, nel caso del Regno di Napoli, di un pretesto che poteva preludere a una dichiarazione di guerra e, sebbene a malincuore, Carlo III con un editto cancellò le logge napoletane e bandì la massoneria dal Regno. Convinto ancora che fosse l'unico modo per salvare i fratelli da più gravi conseguenze, Raimondo di Sangro abiurò e fornì al Re l'elenco degli iscritti che vennero, però, solo redarguiti e non puniti.

Intanto i lavori per la Cappella Sansevero continuavano e con essi i debiti conseguenti che costrinsero il Principe ad affittare locali del suo Palazzo e, addirittura, il suo Palco al Teatro San Carlo, nonché a chiedere prestiti a istituti di credito. Contro di lui si schierò inoltre, contrastato dallo stesso Re Carlo III, il Ministro della Real Casa Bernardo Tanucci, che vedeva in lui (per le sue simpatie prussiane), ingiustamente, un nemico del Regno.

Ma nel 1759 Carlo III, alla morte del fratello, dovette abbandonare Napoli per diventare Re di Spagna; lasciò il Regno al figlio, l'illetterato, religiosissimo e giovanissimo Ferdinando IV: con la partenza del Re, ecco venir meno la difesa del Principe nei confronti di Tanucci, che lo fece arrestare per aver affittato locali della sua casa a uso di bisca clandestina. Venne liberato dopo alcuni mesi per intercessione della moglie e di alcuni nobili amici.

Ma Tanucci non demordette e nel 1764 comunicò all'ex-Re di Napoli, ora di Spagna, che l'ammontare dei debiti di Raimondo di Sangro era di oltre 220.000 ducati. Fu l'anno di una spaventosa carestia che causerà oltre duecentomila morti nel Regno (di cui oltre trentamila nella sola Napoli), e fu anche l'anno in cui, per tentare di appianare la propria situazione debitoria, il Principe di Sansevero decise di far sposare il primogenito Vincenzo alla principessa Gaetana Mirelli, che porterà una ricchissima dote che gli consentirà di saldare i debiti e di disporre di un discreto appannaggio mensile.

Per omaggiare gli sposi, Raimondo fece venire a Napoli un "picchetto" d'onore costituito dai propri "feudatari" pugliesi; si trattava, in realtà, di una cinquantina di persone che indossavano una sorta di uniforme ed erano armati. Fu l'ennesima scusa che consentì a Tanucci di arrestare nuovamente il Principe accusandolo di "invasione armata" della città. Liberato dopo poco, Raimondo di Sangro proseguì nelle sue attività di studio, nelle sue invenzioni e nei lavori di restauro della sua Cappella fino alla sua morte, nel 1771.

****************

-La cripta e Le Macchine anatomiche-

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


La macchina anatomica maschile: frutto di un esperimento?

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!


La donna: sono ben visibili il sistema circolatorio e alcuni organi

Nella cripta della cappella si trovano le Macchine Anatomiche, due corpi umani che il principe, con un preparato di sua invenzione, avrebbe privato dell'"involucro" corporeo, metallizzando fin nell'ultimo capillare l'intero sistema delle vene e delle arterie. Non è noto come sia stato effettuato l'esperimento, né se i due "modelli" fossero o meno già morti quando è stato compiuto. Alcuni, peraltro, credono all'ipotesi della ricostruzione eseguita da un medico anatomista con cera d'api e altro materiale. La tradizione, però, vuole si tratti di persone decedute accidentalmente, cui Raimondo avrebbe inoculato una sostanza che avrebbe "metallizzato" il sistema circolatorio e alcuni organi. Altri obiettano che per permettere alla sostanza fissativa che ha solidificato i due apparati circolatori, la circolazione sanguigna doveva essere funzionante, con il cuore ancora pulsante. Solo in questo modo sarebbe stato possibile fissare l'intero sistema. Possibile che il Principe avrebbe compiuto l'esperimento su corpi ancora vivi?

**********

-Invenzioni-

Quella delle invenzioni del di Sangro è una questione controversa, giacché alcune sono testimoniate soltanto dalla Lettera Apologetica, scritta dal principe medesimo. Fatta questa premessa, ecco un elenco delle "invenzioni" più conosciute a lui attribuite (o auto-attribuitesi):

Macchine anatomiche: è forse l'unica che sia giunta sino a noi. Si tratta di due modelli anatomici di grandezza naturale costituiti da due scheletri umani (una donna e un uomo) su cui è incastellato il solo albero sanguigno di colore differenziato blu e rosso. Leggenda vuole che il Principe avesse ottenuto tale "metallizzazione" del circuito sanguigno "iniettando" un composto di sua invenzione e, poiché unica "pompa" in grado di spingere il liquido fin nei capillari più sottili è il cuore, che i due malcapitati fossero ancora vivi quando tale esperimento venne eseguito.

Occorre rammentare che all'epoca non era stata ancora inventata la siringa ipodermica. Le due "macchine", originariamente nel laboratorio del Principe e attualmente nella "Cavea Sotterranea" della Cappella Sansevero, sarebbero state di fatto realizzate da un anatomista palermitano, Giuseppe Salerno, come risulta da un contratto ancora oggi conservato all'archivio notarile di Napoli. Partendo da due scheletri umani, il Principe si impegnava a fornire al medico fil di ferro e cera colorata (secondo un metodo di sua invenzione) per ricostruire l'albero circolatorio e dare così un valido modello didattico ai non esperti medici dell'epoca. In origine la "macchina" femminile aveva anche un feto che però negli anni '60 del '900 è stato trafugato. Che si tratti di "macchine" non è tuttavia certo dacché gli attuali proprietari della Cappella Sansevero hanno sempre opposto il loro rifiuto a far eseguire qualunque tipo di indagine.

Palco pieghevole: si sarebbe trattato di un palco dalle normali apparenze ma che per mezzo di ruote, argani e funi sarebbe stato possibile sollevare e chiudere "a libro". Testimoniato dalla Lettera Apologetica, sarebbe stato costruito nel 1729, quando Raimondo aveva solo 19 anni, in occasione di una rappresentazione teatrale nel cortile del collegio gesuitico romano, e chiuso in pochissimo tempo per permettere lo svolgimento nella stessa area di un carosello di cavalleria.

Cannoncino da campagna: sarebbe stato costruito in un metallo leggero in sostituzione del bronzo, allora comunemente usato per questo tipo di arma, talché "qualunque soldato senza gemere sotto l'incarico di esso può trasportarne uno, forse due".

Archibugio: fucile a retrocarica, costruito a canna unica, in grado di sparare a polvere o "a vento" (cioè ad aria compressa).

Macchina idraulica: capace di trasportare l'acqua a qualunque altezza.

Carrozza marittima: come evidenziabile da una stampa d'epoca (ancora esistente), si trattava di veicolo perfettamente somigliante a una carrozza terrestre, con tanto di cavalli verosimilmente in sughero o legno, ma al posto delle ruote aveva delle "pale" (azionate da personale nascosto) in grado di viaggiare per mare.

Marmi alchemici: nella sua ricerca alchemica il Sansevero avrebbe inventato parecchie sostanze chimiche tra cui stucchi, mastici madreperlacei usati per costruire cornicioni e capitelli, e un tipo di marmo sintetico che, versato allo stato fuso in apposite canaline, avrebbe formato un "cordone" bianco marmoreo, ininterrotto, che decorava il pavimento della cappella di famiglia (ancora oggi in parte visibile). Si è anche fantasticato su un possibile suo procedimento per marmorizzare i tessuti. Prova ne sarebbe la scultura del "Cristo Velato", nella medesima cappella, dove il corpo appare coperto da un velo di marmo trasparente. Su questa invenzione, però, non ci sono prove e l'effetto del velo sarebbe dovuto solo all'abilità dello scultore, Giuseppe Sanmartino.

Stampa simultanea a più colori: normalmente le operazioni di stampa avvengono (fatte salve le moderne stampanti a colori) eseguendo tante "passate" quante sono i colori (tricromia o quadricromia); il Principe avrebbe inventato, invece, un sistema per stampare "a più colori" con una sola "passata di torchio" e tale metodo avrebbe impiegato nella sua tipografia sita nei sotterranei del Palazzo.

Epigrafia al negativo: anziché scolpire le scritte, queste sarebbero state ricoperte con una pasta a base di paraffina che le avrebbe protette dal bagno d'acido cui l'intera lapide veniva sottoposta, ottenendo così scritte in rilievo, come è evidenziato, peraltro, dalla stessa lapide del suo monumento funebre.

Lume eterno: testimoniata da alcune lettere di Raimondo a studiosi dell'epoca, sarebbe stata una mistura ottenuta dalla triturazione delle ossa di un teschio e forse costituita da una miscela di fosfato di calcio e fosforo ad alta concentrazione. Tale miscela avrebbe avuto la capacità di bruciare molto lentamente e di consumare pochissima materia.

Carbone alchemico: una mistura di sostanze di origine animale e vegetale, in grado di bruciare senza produrre cenere.

Impermeabilizzazione dei tessuti: Raimondo avrebbe donato al re Carlo III, grande appassionato di caccia, un mantello trattato in questo modo.

Gemme artificiali: Raimondo avrebbe trovato il modo di imitare le vere gemme usando delle normali pietre in marmo bianco, colorate però con un procedimento del tutto nuovo, tale che non le si sarebbe potute distinguere dalle gemme vere.

Farmacopea: appassionato anche di medicina e colpito dall'ignoranza dei medici dell'epoca in questioni anatomiche (come dimostra la realizzazione delle "Macchine"), Raimondo di Sangro si impegnò anche in tale campo. È noto che curò un paziente affetto da "morbo invero raro e sconosciuto ai medici" somministrandogli "estratto di pervinca più fiate bullito". La cura fece dapprima perdere i capelli all'ammalato, che però non guarì e giunse comunque a morte. Dall'autopsia, cui il Principe partecipò e di cui ci ha lasciato traccia, è stato possibile appurare che si trattava di un tumore allo stomaco. Ciò che colpisce è che le attuali cure oncologiche prevedono la somministrazione di sostanze che contengono estratto di "vinca rosea", come attestato da oncologi moderni (Prof. Tarro) che hanno confermato che la cura proposta dal Sansevero circa 400 anni fa non era poi del tutto errata.
Sangue di San Gennaro: il Principe sarebbe riuscito a produrre una sostanza in grado di comportarsi esattamente come quella ritenuta essere il sangue di san Gennaro.

Sistema per dissalare e potabilizzare l'acqua di mare.

Carta ignifuga: sarebbe stata di lana da una parte e di seta dall'altra, con la proprietà di non prendere fuoco.

Altri presunti procedimenti: plasticizzazione a freddo di metalli, metallizzazione e pietrificazione di materie molli, nuovi processi di colorazione di marmi e vetri.

Pirotecnica: per la realizzazione di fuochi d'artificio a più colori.

****************

-La Chiesa di S.Maria delle Anime e il teschio di Lucia-

Solo gli utenti registrati possono vedere le immagini!
Registrati o Entra nel forum!

Chiesa di S.Maria delle anime del purgatorio: i teschi sono oggetto di culto.

Poco distante dalla Cappella di Sansevero, sorge la Chiesa di S.Maria delle anime del purgatorio. Realizzata attorno al 1700 e decorata con motivi di teschi e femori incrociati, ben rappresenta lo spirito macabro tipico dell'età barocca. Una stretta scaletta posta all'interno, conduce al cimitero sottostante, dove sono visibili antiche sepolture e urne di resti umani. Un tempo qui si comunicava con le anime del purgatorio… Ma c'è un teschio, in particolare, ancor oggi oggetto di particolare venerazione: quello della sposa. Si narra che appartenga a una giovane napoletana, Lucia, che morì in seguito a un incidente in carrozza proprio mentre si recava alle proprie nozze. Il culto di questi resti, ai quali chiedere grazie e favori, toccò tali punte di fanatismo da costringere la Chiesa a vietarlo. Non potendo più portare fiori e offerte direttamente a Lucia, molte donne napoletane lasciano i loro omaggi floreali vicino ai teschi di bronzo posti all'ingresso della chiesa, che per questo motivo è chiamata dal popolo anche "d' 'e cape 'e morte".

******************

-La Cappella Sansevero: Santa Maria della Pietà-

Attigua al palazzo di famiglia, da questo separata da un vicolo una volta sormontato da un ponte sospeso, si trova la cappella gentilizia dei Sansevero.

Voluta nel 1593, per "grazia ricevuta" dal Duca Giovan Francesco de' Sangro, I Principe di Sansevero, venne, di fatto, fondata nel 1613 dal nipote Alessandro, Patriarca di Alessandria ed Arcivescovo di Benevento, che la volle come cappella funebre dei membri di famiglia. I lavori vennero tuttavia sospesi nel 1642 e ripresi, dopo oltre 100 anni, nel 1744 da Raimondo di Sangro, VII Principe di Sansevero. Una delle tante leggende che circolano sulla chiesa vuole che sia stata costruita sul luogo di un antico tempio di Iside.

Raimondo di Sangro proseguendo nella linea iniziata dall'antenato Alessandro, la abbellì con statue pregne di allegorie talvolta di incerto significato (da taluni ritenute alchemiche, da altri massoniche), impegnandovi notevoli risorse economiche, e facendone uno dei maggiori capolavori artistici di Napoli.

La Cappella Sansevero è nota principalmente per tre delle statue che la adornano, statue la cui esecuzione materiale resta ancora un mistero. Due di esse infatti sembrano coperte da un velo trasparente di marmo che però è omogeneo con la statua sottostante, mentre la terza statua è coperta da una rete di marmo apparentemente posta successivamente ma anch'essa perfettamente omogenea con la statua. Una delle ipotesi, da parte degli estimatori moderni del principe, è che si tratti del risultato di un procedimento inventato dal Principe per "marmorizzare" un tessuto. Tale procedimento, però, non è stato ancora messo alla prova e tutt'oggi non sembrano esserci spiegazioni convincenti. Una possibile interpretazione delle allegorie verte sul messaggio illuminista: attraverso la ragione l'uomo raggiunge il disinganno e si libera delle false verità.

******************

-BIBLIOGRAFIA-

-Giuliano Capecelatro, Un sole nel labirinto, storia e leggenda di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, il Saggiatore 2000, ISBN 8842807125.
-Elio Catello, Giuseppe Sanmartino (1720-1793), Milano, Electa 2004, ISBN 8851002255.
-Antonio Coletti, Il Principe di Sansevero, De Agostini 1988.
-Mario Fiore, I De' Sangro feudatari in Capitanata, Volume Secondo, Comune di Torremaggiore, 1971.
-Clara Miccinelli, Il Principe di Sansevero, verità e riabilitazione, SEN 1982.
-Clara Miccinelli, Il tesoro del Principe di Sansevero, ECIG 1985.
-Raimondo di Sangro (trad. di Elita Serrao dal francese), Il lume eterno (da Dissertation sur un Lampe antique trouvé à Munich en l'année 1753. Ecrite par M.r le Prince de St. Severe pour servir de fluite a la prémière partie de ses Lettres à M.r l'Abbé Nollet à Paris), Bastogi 1993.
-Lina Sansone Vagni, Raimondo di Sangro Principe di San Severo, Bastogi 1992.
-Mario Buonoconto, Viaggio fantastico, Alos 2001.
-Lino Lista, Raimondo di Sangro, il Principe dei veli di pietra, Bastogi 2005.
-Antonella Golia, "Cappella Sansevero: il Tempio della Virtù e dell'Arte" Edizioni Akroamatikos 2009.

****************

Articoli correlati dalla rete:

Cappella Sansevero Il sito ufficiale del Museo
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Esoteria Itinerario alchimista
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Grande Oriente Il Raimondo di Sangro massone
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


****************

FONTE: (Internet & da Wikipedia, l'enciclopedia libera.)

_________________
I Miei Siti On-Line: (profilo su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(pagina personale su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!
(gruppo Scritturalia su FaceBook)
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
Registrati o Entra nel forum!


Ultima modifica di Monia Di Biagio il Ven Nov 27, 2009 12:14 pm, modificato 3 volte in totale
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Adv



MessaggioInviato: Ven Mag 20, 2005 9:50 am    Oggetto: Adv






Torna in cima
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Grandi Misteri Tutti i fusi orari sono GMT
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





Sito Letterario & Laboratorio di Scrittura Creativa di Monia Di Biagio. topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008